Decisamente qualcosa si sta muovendo...

Oscar si era completamente abbandonata a quel bacio e ad André, le braccia lungo il corpo e un senso di stordimento che si mischiava con una sensazione di benessere. Era così arresa che se lui si fosse spostato sarebbe caduta, ma il ragazzo le aveva circondato il viso con le mani e non sembrava intenzionato ad interrompere quel contatto fra di loro.
Le mani di lei salirono lentamente fino a poggiarsi sul petto di lui per poi stringere la giacca come a non volerlo lasciare andare, dal canto suo André cominciò a far scendere le mani prima sulle spalle e poi sui fianchi di Oscar, dove si ancorarono trascinandola ancora di più verso di lui.
Quella vicinanza fra i loro corpi rese chiara la differenza fondamentale fra di loro ed Oscar ne restò turbata. Si staccò improvvisamente e fece qualche passo indietro, guardandolo stupita ed impaurita al contempo.
- Oscar…
Allungò le braccia, ma lei fece un altro passo indietro continuando a fissarlo e non trovando le parole per spiegarsi. André abbassò le mani sconfitto e la guardava triste mentre lei, non sopportando più quel contatto visivo, spostò gli occhi sul tappeto mentre le guance le si imporporavano.
- Io… io… credo che sarebbe meglio prepararsi per la cena – disse infine aggrappandosi alla propria razionalità.
- Sì, forse ai ragione tu – convenne André.
Poi, prendendola di sorpresa, si spostò in avanti e l'abbracciò posandole un bacio sulla guancia e stringendola a sé convulsamente.
- Non farei mai niente che non volessi anche tu, lo sai vero? – le parlava direttamente nell'orecchio a voce bassissima – Mi dispiace se ti ho spaventato, ma forse è giusto che tu sappia quanto ti desidero.
Senza darle il tempo di replicare uscì dalla stanza, le spalle abbassate come se avesse ricevuto un duro colpo. Lo guardò andare via con la vista annebbiata da lacrime che non sapeva spiegarsi, avvertendo un senso di perdita che non aveva senso visto che si sarebbero incontrati di lì a poco per la cena.
Decise che era meglio rinfrescarsi un po' prima di scendere, anche per darsi il tempo di recuperare il controllo che sembrava aver perso. Si stupì lei per prima di quella reazione assurda, in fin dei conti André era suo marito e se voleva far valere i suoi "diritti coniugali" lei non avrebbe opposto resistenza. D'altro canto ci si aspettava da lei che rendesse nonno suo padre il prima possibile, possibilmente con un maschio che potesse continuare il nome del casato.
Si tolse la giacca e riempì il catino, mentre si sciacquava il viso altri pensieri cominciarono ad affollarle la testa. Aveva ferito André con la sua reazione da ragazzina sprovveduta, frequentava Versailles fin da quando aveva quattordici anni e aveva visto cosa succedeva nel buio dei corridoi quando c'era qualche festa a corte. Non era certo un'ingenua, sapeva cosa comportavano i rapporti fra uomini e donne, eppure sentire la virilità di suo marito premerle sul ventre l'aveva turbata.
Si mise a sedere alla toletta e cominciò a pettinarsi i capelli, fuggendo la propria immagine riflessa. Tutti la scambiavano sempre per un uomo, com'era possibile che André la desiderasse? Le tornarono alla mente tutte le cose che lui le aveva detto negli ultimi tempi e cominciò a trovare un senso nel comportamento del suo amico.
"Quando ti guardo, io vedo solo una donna, una bella donna" oppure "Non farò nulla che tu non voglia" e l'ultima "Farei qualsiasi cosa per te". Erano tutti indizi su quello che muoveva André, sui suoi sentimenti per lei e come al solito lei non faceva caso a queste cose. Ricordava le risate che si erano fatti quando lui le diceva che questo o quel nobile aveva cercato di essere galante, di conquistarla. Oscar, a causa della sua educazione, era completamente refrattaria a questo genere di cose.
Finalmente alzò gli occhi sullo specchio e si studiò con occhio critico. Sicuramente non era brutta, i biodi capelli ricci le incorniciavano il viso, gli occhi azzurri erano profondi ed espressivi, anche se lei cercava di assumere sempre uno sguardo lontano e freddo. I suoi lineamenti erano regolari ed il naso era dritto e proporzionato al viso. Decisamente poteva definirsi carina, si compiacque per qualche momento.
Poi si alzò e si concentrò sulla figura del suo corpo. Era magra, anche troppo secondo Nanny, le gambe erano lunghe, snelle e muscolose, tornite da anni di cavalcate ed allenamenti. Il suo seno… beh, quello era un'altra storia, nessuno poteva intravedere molto sotto le camicie ampie a cui andavano aggiunte le fasce che ogni mattina si stringeva addosso per minimizzarlo e nasconderlo.
Possibile che lui la trovasse bella? Eppure era quello che le aveva detto… Ma lei cosa provava? Indubbiamente le era piaciuto essere baciata da lui e ultimamente pensava spesso ad André, e non esattamente in termini di amicizia. Aveva fantasticato di toccare quel petto che aveva intravisto nudo quella mattina di due mesi prima e poi voleva che lui le accarezzasse ancora il viso.
Si riscosse dandosi della stupida, dopo la sua reazione di poco prima, André difficilmente avrebbe provato di nuovo a toccarla. A quel pensiero si fece ancora più cupa in volto, dicendosi che non poteva biasimarlo. Sicuramente era rimasto offeso dalla sua reazione spropositata.
Strinse i pugni e decise di scendere. Avrebbe chiarito con André, anche se sicuramente la sua timidezza in quel campo l'avrebbe costretta a balbettare ed impappinarsi mentre cercava di spiegarsi. Sbuffò indispettita, quant'era difficile portare avanti un matrimonio… nessuno l'aveva avvisata che era impegnativo quanto un duello con la spada.

Stavano salendo lo scalone, André davanti e Oscar lo seguiva. Non si erano quasi parlati durante la cena, se non mere frasi di cortesia. Lei avvertiva un muro che si era alzato fra di loro, quando fino a poche ore prima i rapporti fra di loro era buoni.
André si fermò davanti alla porta di lei come tutte le sere e lei si disse che il momento della buonanotte poteva essere una scusa per invitarlo ad entrare e parlare un po'. Invece lui non si girò neanche, le diede il suo auguri per la notte e continuò spedito verso la sua stanza. Oscar rimase un attimo interdetta da quel comportamento, era vero che quello che era successo in camera sua aveva creato una certa tensione ma le reazione di lui era quanto meno esagerata.
Entrò nei suoi appartamenti sbattendo la porta e cominciò a camminare avanti ed indietro, imprecando contro André che le rendeva tutto più difficile. Lo mandò al diavolo una diecina di volte, mentre si diceva che non faceva differenza, in fin dei conti cosa le importava?
Si fermò in mezzo alla stanza e strinse i pugni. Era arrabbiata e lei detestava sentirsi così, sapeva benissimo cosa fare normalmente per sfogare quel senso di frustrazione. In un'altra occasione avrebbe afferrato la spada e avrebbe detto al suo amico che voleva fare un po' di esercizio, ma era assurda come soluzione vista l'ora. Poi alzò la testa di scatto e si disse che nessuno trattava così Oscar Françoise de Jarjayes, neanche suo marito.
Uscì a passo di carica dalla propria stanza e bussò decisa alla porta di lui, mentre aspettava che André aprisse, incrociò le braccia e cominciò a battere un piede in terra. Glielo avrebbe fatto vedere lei! Chi si credeva di essere per ignorarla in quel modo?
Quando la porta finalmente si aprì rimase senza fiato, André aveva sciolto i capelli e la camicia era troppo aperta, lasciando intravedere il petto scolpito. Boccheggiò cercando di riprendere il controllo, da quando lui era così bello?
- Oscar! Ti serve qualcosa? – chiese lui stupito di vederla lì.
- Dobbiamo parlare – disse lei distogliendo lo sguardo e con le guance in fiamme – Posso entrare?
- Certo, accomodati.
Lui si scansò per farla entrare e poi richiuse la porta alle sue spalle. Si studiarono per qualche momento, cercando di capire le reciproche intenzioni. Alla fine Oscar non sopporto più il protrarsi di quel silenzio.
- Per quello che è successo prima in camera mia… - cominciò sperando di non incespicare troppo sulle parole – Mi… mi dispiace… ho avuto una reazione esagerata…
- Non importa, la colpa è anche mia. Non dovevo… ehm…
Erano entrambi imbarazzati di affrontare quel discorso, ma smaniosi di chiarire. Alla fine André decise che non poteva lasciare la situazione in mano ad Oscar, altrimenti ci sarebbero voluti secoli, conoscendo la sua impermeabilità ai tentativi di approccio degli uomini.
Sapeva che le parole con lei non servivano ed allora tanto valeva passare ai fatti. Le fu subito accanto e le afferrò le spalle portandosela vicino, aspettandosi che lei se ne uscisse fuori con qualcosa tipo "che diavolo stai facendo?" oppure con un pugno sul braccio. Tutto si aspettava meno vederla socchiudere gli occhi ed arrossire, mentre prendeva l'iniziativa di farsi più vicina a lui.
André chiuse gli occhi quando sentì che Oscar lo stava baciando e si stringeva a lui senza tentennamenti. Non si fece pregare e l'avvolse in un abbraccio forte e deciso. Si staccò da lei quel tanto che era necessario per continuare a baciarle la mascella e risalire lentamente verso l'orecchio dove le fece la sua confessione.
- Ti amo.

Continua…