La teneva stretta a sé, timoroso che dopo quello che le aveva detto lei scappasse. Sarebbe stato tipico di lei fuggire davanti a qualcosa che non sapeva gestire, come i sentimenti. Probabilmente il fatto che il ragazzo che aveva sempre visto come un amico, un fratello, le avesse confessato di amarla l'avrebbe messa in crisi.
Invece Oscar continuava a tenerlo stretto e aveva nascosto il viso nell'incavo del suo collo, non accennava minimamente a voler scappare e la cosa stupì non poco André, che si era sempre vantato di conoscerla bene.
- Lo immaginavo – rispose infine con un sussurro – Ho ripensato a tutte le cose che hai detto ultimamente, a come ti sei comportato… e poi… i tuoi baci… Non sono ingenua fino a questo punto.
Si rendeva conto dello sforzo che stava facendo per dirgli tutto questo, lei sempre così riservata e restia ad affrontare certi argomenti. Sembrava non accorgersi dell'effetto che faceva sugli uomini, come se quelle occhiate le scivolassero addosso, come se per lei fosse impensabile che un uomo potesse vederla come una donna. Adesso, invece, diceva di aver intuito i sentimenti di lui e non sembrava particolarmente turbata della cosa.
- Oscar…
- Mi dispiace – lo strinse ancora più forte – Mi dispiace, io…
- Non importa, non è colpa tua. Non si può decidere di chi innamorarsi – prese un profondo respiro prima di continuare – Dammi solo una possibilità, non chiedo altro.
Lei taceva, come se stesse valutando quello che lui le aveva detto. Non era insolito che si chiudesse in sé stessa quando doveva riflettere su qualcosa e lui decise di non forzarla e lasciarle tutto il tempo che le serviva. Delicatamente la scostò da sé e le prese il viso fra le mani, baciandola sulla fronte per poi tornare a guardarla sorridendo.
- Sarà meglio andare a dormire – le prese la mano e si incamminarono verso le stanze di lei.
Appena varcata la soglia, André chiuse la porta e la strinse contro il muro, tornando a baciarla con passione. Stavolta fece scivolare le mani sul corpo di lei, ancora avvolto nei vestiti, mentre le mani di Oscar si posarono sulle braccia muscolose di lui. Fu una sorpresa sentirla così partecipe, come era stata una sorpresa il suo prendere l'iniziativa quando erano nell'altra stanza. Anche se a malincuore si staccò da lei e le baciò una tempia, per poi tornare a sussurrarle nell'orecchio.
- Sai, ho sempre sognato di dirtelo – le rivelò con un sorriso – Buonanotte, amore mio.
La lasciò contro la parete ed uscì dalla stanza, dandole la possibilità di rimanere sola a pensare. Come André fu andato via, Oscar sospirò, abbandonandosi contro il muro e passandosi lentamente le dita sulle labbra. Si riscosse, dandosi della stupida.
- Cosa diavolo mi sta succedendo?
Si cambiò per la notte e mise più cura del solito nel pettinarsi i capelli, rimuginando su tutto quello che era successo quel giorno. Era dispiaciuta di non ricambiare i sentimenti del suo amico, anche perché si rendeva conto che la cosa non doveva essere piacevole per André, tanto più che erano sposati.
- Sono sposata… - mentre lo diceva si guardava allo specchio, cercando di capire se la cosa la rendesse diversa in qualche modo – Ultimamente faccio un sacco di pensieri stupidi. Vai a dormire, Oscar, è molto meglio.
Fece il giro della camera e spense tutte le candele, si infilò sotto le lenzuola e sorrise, non sapeva neanche lei perché. Si sentiva di buonumore ed era contenta di aver chiarito con André, anche se lui forse era rimasto ferito dal fatto che lei non corrispondesse i suoi sentimenti. L'aveva giustificata e poi le aveva chiesto una possibilità… non capiva esattamente cosa significasse dargli una possibilità, ma in quel momento voleva solo addormentarsi con quella sensazione di benessere addosso.
Sentì improvvisamente che non era più sola nella stanza e aprì gli occhi, con i sensi allertati. Seduto sulla sponda del letto, André la fissava. Aveva ancora addosso la camicia e i pantaloni, i capelli lasciati sciolti sulle spalle proprio come quando era andato via augurandole la buonanotte.
Oscar si strinse il lenzuolo al petto, chiedendosi perché lui fosse andato in camera sua a quell'ora della notte. La stanza era buia, illuminata solo della luce della luna che tingeva tutto d'argento e rendeva la scena irreale. Voleva parlare, chiedere spiegazioni, ma la voce non le usciva, rimase lì pietrificata mentre lui si alzava ed afferrava le coltri, tirandole via e lasciandola solo con la camicia addosso.
Ingoio un paio di volte, chiedendosi cosa lui avesse intenzione di fare, ma la luce che gli vedeva nelle iridi parlava chiaro. Voleva gridargli di smetterla, ricordargli che le aveva detto che non avrebbe fatto niente che non voleva anche lei e lei voleva che lui uscisse immediatamente dalla sua stanza.
Invece rimaneva muta ad osservarlo, mentre si sfilava la camicia e rimaneva con solo i pantaloni. Poi André si mise carponi sul letto e la raggiunse afferrandole le caviglie, tirandole fino a che lei non si ritrovò sdraiata. Chiuse gli occhi ed avvertì le mani di lui risalire piano le sue gambe, i suoi fianchi, portandosi dietro la veste fino a farla scivolare oltre la testa e poi su per le braccia. Era completamente nuda davanti a lui e non riusciva ancora a reagire.
Lui si chinò sui suoi seni, mentre le mani continuavano ad esplorarla e Oscar sentì il piacere cominciare a prenderla. Sentiva André bisbigliare il suo nome mentre si poggiava completamente su di lei e le apriva le gambe con un ginocchio. Gli lasciava fare tutto, ormai incapace di qualsiasi reazione. Un pensiero le attraverso la mente, sarebbe diventata donna e quel matrimonio sarebbe stato consumato così senza una parola fra di loro.
Non le importava, andava bene anche così, quello che stava provando era qualcosa di assolutamente nuovo ed inaspettato, che aveva cancellato ogni possibile obiezione. Le labbra di lui continuavano a percorrerle il corpo e lei si era completamente lasciata andare al suo desiderio.
Si tirò su a sedere, completamente madida di sudore e con addosso ancora il languore causato da quel sogno. Sbatté le palpebre un paio di volte e si guardò intorno, era quasi l'alba e una tenue luce rischiarava l'orizzonte e i contorni della sua stanza. Non c'era André con lei, non c'era mai stato, era tutto frutto della sua mente.
Scosse la testa e poi se la prese fra le mani. Decisamente c'era qualcosa che non andava in lei, se ora faceva anche quei sogni così scandalosamente… cercava un termine adatto, ma l'unico che le veniva in mente era "piacevole" e non era sicuramente così che la parte lucida della sua mente voleva definire un sogno del genere.
Si ributtò indietro sul letto, il sonno ormai passato, continuando a chiedersi cosa le stava succedendo e perché ultimamente nei suoi sogni c'era sempre André, e soprattutto perché erano sogni così… così… da svergognata, ecco! Eppure quella sensazione di piacere che l'aveva colta durante il sogno…
- Smettila! – si rimproverò – Smettila immediatamente. Oddio! Da quando parlo da sola?
Si prese di nuovo la testa fra le mani e si girò a guardarsi nello specchio. Era stravolta, sudata, in disordine e le lenzuola del letto erano tutte arrotolate. Decisamente era stato un sogno movimentato…
Continua…
