Era seduta nel suo salottino privato mentre si massaggiava ancora la guancia, non perché le facesse ancora male, ma nel tentativo di capire come avesse fatto sua zia a muoversi così velocemente da prenderla di sorpresa. Sbuffò indispettita, essere colto alla sprovvista per un soldato era la cosa peggiore e la sua educazione era ruotata tutta intorno alla preparazione militare.
Quella donna era decisamente fonte continua di sorprese. Ricordava il duello fra lei e suo padre ed il modo in cui era riuscita a sopraffare il generale, che persino Oscar non era mai riuscita a battere. Sapeva cavalcare, sapeva usare una spada, sapeva come prendere alla sprovvista le persone, riusciva a muoversi in modo che nessuno la notasse e era una manipolatrice come ne conosceva poco. Ma tutto quello che sapeva di Gerardine si fermava lì, non sapeva cosa la muovesse nelle sue azioni e il suo passato era alquanto oscuro, visto che conosceva solo pochi pettegolezzi che giravano a corte.
Nanny sembrava intenzionata a mantenere il riserbo sul passato della marchesa, i suoi genitori sicuramente non ne avrebbero parlato e non conosceva nessun'altro in grado di risolvere il mistero che rappresentava quella donna.
Era ormai il tramonto, persa com'era nei suoi ragionamenti aveva completamente dimenticato lo scorrere del tempo e avrebbe dovuto prepararsi per la cena. Stava vagliando la possibilità di evitare sua zia rimanendo chiusa in camera, quando l'immagine della marchesa de Brennon che sorrideva ad André le passò nella mente come un lampo provocandole di nuovo quella strana fitta allo stomaco. Non sapeva bene perché la cosa la infastidisse tanto, ma non era intenzionata a permetterle di rimanere sola con il ragazzo più dello stretto necessario. Certo, durante la cena sarebbe stata presente anche Rosalie, ma riteneva la ragazza troppo giovane ed ingenua per notare eventuali atteggiamenti "inappropriati", inoltre la ragazza sembrava adorare la marchesa.
Si alzò stizzita. Possibile che in quella casa tutti sembrassero ammaliati da quella donna insopportabile? Quale era il suo segreto? Come riusciva a risultare simpatica a tutti? Proprio a tutti no, era convinta che al di là delle frasi di circostanza suo padre non sopportasse la sorella e che fra i due ci fosse della ruggine. Quello poteva essere il punto debole delle difese di Gerardine, forse da lì avrebbe potuto fare breccia. Scosse il capo dubbiosa, anche se suo padre non nutriva un grande affetto per la sorella difficilmente avrebbe confidato a sua figlia qualcosa sul passato della marchesa.
Sentì due braccia forti che la cingevano da dietro e si girò spaventata. Presa com'era dalla ricerca di una strategia non aveva sentito entrare André, che ora le sorrideva dolcemente mentre le scostava un ricciolo biondo dalla fronte.
- Eri distratta – notò lui facendosi più vicino – E' quasi ora di cena, vogliamo scendere?
- Devo prepararmi, ma se vuoi vai pure – si scostò brusca.
André la afferrò per le braccia e se la strinse contro.
- Mi dici cosa c'è che non va? Sembri arrabbiata con me – le baciò una tempia intenzionato a non lasciarla andare fino a che lei non avesse risposto.
- Non dire sciocchezze, inoltre hai tutta la compagnia che vuoi – rispose stizzita provando a divincolarsi – Mi sembra che la marchesa gradisca molto la tua compagnia.
- Io preferisco la tua. Da quando è arrivata Rosalie non siamo più riusciti a stare soli – si era scostato leggermente scendendo con le labbra lungo il collo di lei – Con l'arrivo di tua zia, forse avremo un po' più di tempo per noi.
- Per fare cosa? – Oscar riuscì finalmente a divincolarsi e si diresse nella propria camera da letto – Ora se non ti dispiace dovrei cambiarmi per la cena.
- Come preferisci – dal tono di voce traspariva la sua rassegnazione.
Si avviò alla porta senza aggiungere altro, mentre Oscar continuava a dargli le spalle. Si voltò solo quando sentì la serratura scattare e si rese conto di essere ormai sola. Si rimproverò per come aveva trattato suo marito, cercava solo di essere carino con lei, ma non sopportava quella complicità fra lui e la marchesa.

Come era prevedibile aveva passato la cena a rimuginare, mentre i suoi tre commensali chiacchieravano amabilmente e ridevano fra loro. Rosalie continuava a guardarla di sottecchi, probabilmente chiedendosi come mai lei non partecipasse alla discussione. Gerardine l'aveva ignorata del tutto, mentre André la guardava come un cane bastonato.
Si era ritirata presto con la scusa di essere stanca e aveva lasciato gli altri nel salotto a finire la serata in allegria. Appena era entrata nelle sue stanze si era appoggiata alla porta, scivolando lentamente sul pavimento. Possibile che dovesse sempre finire così? A causa del suo orgoglio i suoi rapporti con André finiva sempre per subire brusche battute d'arresto. Chiamò le cameriere e si fece preparare un bagno caldo, visto che ormai si era ritirata per la notte tanto valeva provare a rilassarsi.
Il bagno aveva avuto l'effetto desiderato, lasciandola più rilassata. Mentre le cameriere portavano via tutto, lei si mise a sedere alla toletta e cominciò a pettinarsi scrupolosamente, chiedendosi cosa stesse facendo lui e di cosa stesse parlando con la marchesa. Avere quella donna in giro per casa la rendeva estremamente nervosa e pronta a scattare per ogni sciocchezza, decisamente aveva una pessima influenza su di lei. Una volta rimasta sola si tolse il telo in cui si era avvolta e aprì decisa il cassetto in cui teneva la biancheria per la notte.
Stava per prendere uno di quei camicini informi che usava di solito, quando l'occhio le cadde sull'unico indumento che aveva indossato una volta sola. Prese in mano la camicia di seta e pizzo e l'accostò al viso. Era piacevole la sensazione della seta pregiata sulla pelle, la prima ed unica volta che l'aveva indossata era stata distratta da altro per potersi concentrare sulla stoffa e le sensazioni che le provocava.
Senza pensare la indossò e poi si guardò nel grande specchio a ridosso della parete. Effettivamente quella camicia la faceva sembrare molto più femminile, mettendo in risalto il seno e la figura snella. Le venne in mente che i capelli lasciati sciolti non si addicevano molto a quel tipo di indumento e senza fermarsi a riflettere si mise nuovamente a sedere prendendo la spazzola in mano. Riagguantò le forcine che usava quando si concedeva un bagno caldo e si sistemò i capelli tirandoli su, ma qualche ciocca continuava a sfuggire alla pettinatura. Notò che quei ricci che ricadevano delicati intorno al viso erano belli da guardare, chiedendosi cosa ne avrebbe pensato André di quell'abbigliamento.
Dopo aver formulato quel pensiero si riscosse arrossendo, cosa le interessava cosa pensava lui del suo aspetto? Da quando era diventato importante come appariva agli altri? Lei non era mai stato il tipo da soffermarsi su quelle cose ed ora improvvisamente per un attimo le era sembrato estremamente importante sapere come l'avrebbe vista lui.
Alzò la testa di scattò per guardarsi di nuovo nello specchio e farsi da sola una bella ramanzina, quando notò il riflesso di una figura appoggiata allo stipite della porta. Si girò e rimase stupita di vedere André lì fermò che la guardava con gli occhi sgranati. Sembrava estasiato da quello che vedeva e continuava a muovere le labbra come se stesse cercando di parlare, ma per qualche strano motivo non proferiva parola.
Si staccò lentamente dalla porta e le si avvicinò, sfiorandole piano l'acconciatura improvvisata per poi lasciare scivolare piano il dito sulla guancia di lei.
- Sei bellissima – disse in un soffio – Io… ero venuto per augurarti la buonanotte.
Oscar rimase in silenzio continuando a scrutarlo, aspettando una sua mossa che non si fece attendere oltre. La mano di lui si appoggiò completamente alla guancia e poi si chinò lentamente per baciarla delicatamente.
Era diverso da tutti i baci che le aveva dato finora, era lento e sensuale e la mano di lui lentamente scese lungo il collo per poi fermarsi sulla spalla e stringerla un poco. Si staccò appena da lei, mentre la mano libera andava ad imprigionare l'altro braccio e poi la sollevò gentilmente. Una volta che lei fu in piedi, tornò a baciarla, stavolta stringendola all'altezza della vita.
Oscar si irrigidì leggermente quando avvertì la virilità di lui, ormai ben sveglia, che le premeva contro. Con uno sforzo André si scostò da lei e le sorrise dolcemente, per poi baciarle la tempia e scendere fino all'orecchio.
- E' meglio che io vada ora, altrimenti potrei non rispondere più di me… buonanotte.
Dicendo così si allontanò, visibilmente controvoglia, da lei e le carezzò ancora la guancia. Poi si girò, pronto a lasciarla sola e rifugiarsi nella propria stanza per potersi calmare. Era quasi uscito dalla stanza quando la voce di lei lo fermò.
- André…

Continua…