Viste le continue minacce... eccoci qui^^ Mi raccomando le uova e i pomodori solo freschi! Lo so fa schifo, ma purtroppo le scene "hard" non sono il mio forte .
Chiedo venia...

POV André

Mi giro al tuo richiamo che contiene un'urgenza che non avevo mai avvertito prima. Ti vedo ferma dietro di me, bellissima con il volto arrossato e le labbra socchiuse, gli occhi che brillano. Sei la cosa più bella che io abbia mai visto, con quella camicia di seta bianca e i capelli tirati su ricordi una divinità dell'Olimpo.
Dopo aver posato gli occhi di nuovo su di te, so che non riuscirò più a trattenermi. Ho una mano ancora sulla maniglia, la sposto e tiro il chiavistello senza smettere di guardarti. Mi avvicino lentamente e tu non indietreggi, stai lì ferma ad aspettarmi. Mi domando se sia uno dei miei assurdi sogni, ma mi rispondo che ormai non ha più importanza.
Ti sfioro le braccia e torno a baciarti, con mia somma sorpresa sento le tue mani poggiarsi sulle mie spalle e percepisco il tuo allungarti verso di me. Sento che affondi nei miei capelli con una mano e in risposta ti stringo a me più forte che posso, sento che ormai mi sarà impossibile fermarmi, non riuscirei a staccarmi da te neanche usando tutta la mia forza di volontà.
Prendo una delle tue mani e me la porto alle labbra mentre continuo a fissarti negli occhi, alla ricerca di qualsiasi segnale che mi dica che sto sbagliando, che tu non sei pronta e hai ancora paura. Invece ti sento completamente abbandonata a me e prendo il coraggio di incrociare le mie dita con le tue e portarti nell'altra stanza.
Mi segui passiva, sento che trattieni il respiro, ma non cerchi di liberarti o di fermarmi. Ti lascio un attimo davanti al letto e mi allontano fino alla poltrona. Torno a scrutare in quelle pozze color del cielo e mi tolgo la giacca, gettandola sullo schienale. Ti vedo di nuovo trattenere il respiro, ma i tuoi occhi non tradiscono il minimo segno di paura e allora tolgo anche il gilet. Poi torno vicino a te e ti accarezzo piano il viso, tu chiudi gli occhi e ti lasci un poco andare a quelle carezze che sembrano rassicurarti.
- Oscar, non credo di potermi fermare – lo sussurro al tuo orecchio e mi scosto chiudendo gli occhi a mia volta.
Cerco di trattenermi, non voglio che tu abbia paura di me… poi sento la tua mano piccola e candita che mi accarezza il viso e le tue labbra che sfiorano le mie. Ora sono quasi sicuro che sia tutto un sogno, il più bello che abbia mai fatto.

POV Oscar

Non so neanch'io perché ho chiamato il tuo nome, so solo di aver avvertito l'urgente bisogno di averti accanto, che tu non mi lasciassi di nuovo sola con i miei pensieri. Sta succedendo qualcosa in me, qualcosa che non so definire e che mi spaventa. Rimirarmi così nello specchio, acconciarmi i capelli e domandarmi se a te sarebbero piaciuti così… Sto perdendo me stessa e non so spiegarmi perché o chi stia prendendo il posto della Oscar che conosco.
Tutti questi pensieri che si accumulano nella mia testa, queste sensazioni così nuove e quel senso di vuoto quando tu vai via… Vorrei che qualcuno mi spiegasse, vorrei qualcuno con cui parlarne. Tu sei sempre stato il mio confidente, a te raccontavo tutto, ma ora come posso spiegarti che tutto questo è legato a te, a quello che provo quando mi stringi, quando mi baci.
Ti ho seguito fino nel salottino e al pensiero che tu stessi per varcare quella soglia, che avrei passato di nuovo la notte da sola e tu forse avresti trovato consolazione fra le braccia di qualche cameriera compiacente… Ho avvertito io per prima l'urgenza nella mia voce e quando ti sei voltato verso di me ero già pronta a sentirti dire "posso fare qualcosa per te?" e sapevo che non avrei risposto, oppure ti avrei augurato la buonanotte, non trovando il coraggio di chiederti di non andare.
Invece tu non dici niente, continui a fissarmi negli occhi senza dire nulla, come se le parole a quel punto non servissero più, fossero solo superflue ed inutili. Ho sentito il chiavistello scorrere, ma non ho paura di quello che significa. So solo che tu rimarrai, non mi lascerai.
Ti vedo avvicinarti lentamente e sento il cuore cominciare a galoppare, fino a che non sento le tue labbra sulle mie e allora non controllo più il mio corpo o i miei pensieri.
Mi alzo sulle punte dei piedi e affondo una mano fra i tuoi capelli neri, che sono così morbidi, mentre l'altra mano stringe la tua spalle forte. Sento le tue mani grandi e calde stringermi la vita e fermarsi sulla schiena, e allora mi affido completamente a te. So che non mi faresti mai del male e che sarai dolce. Non voglio avere paura.
Quando prendi la mia mano per portartela alle labbra e i tuoi occhi verdi fissano i miei, trattengo il respiro, sentendo di nuovo quella strana sensazione alla bocca dello stomaco. Sento le nostre dita intrecciarsi e tu mi strascini nell'altra stanza, non oppongo resistenza perché so cosa sta per succedere ed è una cosa naturale, siamo sposati.
Siamo davanti al letto e chiudo un attimo gli occhi, pensando di essere pronta per quello che succederà ora. Vengo colta alla sprovvista quando mi rendo conto che ti stai allontanando da me, per un momento il timore che tu stia andando via di nuovo mi coglie, poi ti vedo fermarti vicino alla poltrona e guardarmi fisso.
Non abbasso gli occhi, il mio orgoglio di impedisce di mostrare titubanza o paura. Sono pronta a qualsiasi cosa, me lo ripeto sperando di riuscire a convincermene. Ti togli la giacca e la poggi sullo schienale, e i miei occhi rimangono fissi nei tuoi. Vedi? Non tremo, non indietreggio… IO NON HO PAURA.
Ti togli anche il gilet e poi torni vicino a me. Sento di nuovo il calore della tua mano sul viso, allora chiudo gli occhi confortata da quella sensazione così famigliare. Io tuo odore, il tuo calore e la tua voce, cose che mi accompagnano da sempre, che mi fanno sentire al sicuro, mi ricordano casa. Poi il tuo alito caldo mi sfiora, sei tu ora ad essere insicuro e titubante. Sorrido, pensando che io e te non andremo molto lontano se continuiamo così.
Sei sempre così dolce, così premuroso… anche ora la tua sola preoccupazione è che io non sia pronta e allora tiro fuori il mio coraggio di soldato. Non si abbandona il campo di battaglia!
Ti guardo lì davanti a me, con gli occhi chiuse e le mani che tremano leggermente, come se cercassi di trattenerti e stessi perdendo la tua battaglia. Provo una tenerezza infinita per te ora, mi sembra di vedere ancora il bambino impaurito e spaesato che vidi tanti anni fa nell'atrio del palazzo mentre aspettava di essere ricevuto da mio padre.
Ti carezzo piano una guancia e di nuovo mi sollevo verso di te per baciarti, per farti sapere che va bene così. Il mio sogno mi torna alla mente, riportando con se il rossore sulle guance. Allora sorrido, adesso non ho più paura e non devo convincermene.
Comincia a sciogliere i lacci della camicia e io osservo attentamente ogni tua mossa, fino a che l'indumento di battista non finisce sul pavimento e allora lascio che le mie mani esplorino quel territorio che ha infestato i miei pensieri da quella prima mattina con te. La pelle è morbida e liscia, ma sento i muscoli reagire al passaggio di queste curiose esploratrici, mentre ti chini su di me e cominci a baciarmi il collo. Chiudo gli occhi e mi lascio trascinare in questo vortice di emozioni dove ci siamo solo noi, avverto che la tua lingua mi sta assaggiando e butto indietro la testa seguendo non so quale impulso.
Sento di nuovo le tue mani su di me, che sciolgono il fiocco che tiene ferma la mia camicia e poi risalgono per abbassare le spalline. Rabbrividisco e mi chiedo cosa si provo a sentire la tua pelle sulla mia, mentre tu continui a far scendere la seta lungo il mio corpo fino a che supera i fianchi e ferma la sua folle corsa sul pavimento.
Mi stringo a te e non penso ad altro, solo la tua voce come unico contatto con la realtà circostante.
- Sei bellissima – un soffio caldo nell'orecchio e ancora brividi mi percorrono – Non avere paura, non potrei mai farti del male.
Mi fido di te e mi lascio sollevare, per poi essere posata delicatamente sul letto. Di nuovo le tue labbra calde sulle mie e la realtà sbiadisce, mentre ti sento esplorare territori sconosciuti, che mai avrei creduto potessero provocare tali sensazioni.
La tua bocca che scende fino al mio seno, dove le tue mani già indugiavano da un po', e quel suono strano che mi esce dalla gola e di cui mi vergogno, eppure non posso fare a meno di ripeterlo senza riuscire a trattenermi quando le tue labbra raggiungono il mio capezzolo.
Procedi cauto, mentre io non so cosa fare e rimango inchiodata al letto lasciandoti guidarmi dove vuoi. Un momento di incertezza quando sento le tue mani risalire le mie gambe e schiuderle in una dolce carezza, poi un dolore e mi stringo a te. Mi hanno detto che la prima volta era dolorosa, ma devo ammettere che mi aspettavo di peggio.
Ti sento muovere in me e chiudo gli occhi, mentre torno a baciarti, poi, pian piano, comincio ad assecondare i tuoi movimenti provando un piacere nuovo e sconosciuto.
Tutto si tinge di rosso e poi il buio.

Continua…