Il silenzio irreale che regnava nella stanza preoccupava non poco Marron Glacé, che continuava a spostare lo sguardo ora su Oscar che giaceva addormentata, ora su André che era seduto sul letto con le mani sul viso, per poi spostarsi sulla marchesa de Brennon che sembrava sconcertata.
Gerardine sospirò, scuotendo leggermente la testa. In tutti quegli anni che aveva passato ad osservare i due ragazzi crescere insieme, le era sempre sembrato che fra i due ci fosse… Non capiva la reazione di André alla notizia, confermata dal dottore, che sua moglie fosse rimasta incinta. Anche il giorno del loro matrimonio, Oscar sembrava turbata e contrariata, ma il ragazzo sembrava raggiante e con una luce negli occhi che indicava tutti i sentimenti che provava per la propria sposa.
Allora, perché ora sembrava disperato? Per quanto si sforzasse non riusciva a capire cosa stesse succedendo. Era sicura che il padre fosse lui, era cosa risaputa che i due passassero spesso la notte insieme. Quindi dubitava che la reazione del ragazzo fosse dovuta al dubbio di non essere l'artefice della gravidanza di Oscar.
Guardò a sua volta l'anziana domestica e scrollò le spalle in segno di resa. Decise che non poteva fare nulla per i ragazzi e Marron, essendo la nonna di André, sarebbe stata più di conforto di lei.
- Vado da Rosalie – annunciò avviandosi verso la porta – Era molto turbata dal malore di Oscar, vado a rassicurarla.
L'anziana donna non spostava lo sguardo dal nipote, ora erede dei De Jarjayes e marito della sua piccola Oscar. Fin da quando lo aveva portato a palazzo, su insistenza di Gerardine, aveva temuto per lui. Il ricordo della notte in cui aveva dovuto dire addio a sua figlia e ad Armand era ancora fresco nella sua memoria: sapeva che tutto questo era successo perché l'attendente del figlio del conto non era stato al suo posto. Più di una volta aveva redarguito i suoi ragazzi sulla differenza di rango e sul dover rispettare quello stato di cose.
Alla morte di Annette aveva temuto per il piccolo André: che ne sarebbe stato di quel piccolo orfanello? Aveva anche meditato di lasciare la casa dove aveva servito per quasi tutta la vita, trovare lavoro presso un'altra famiglia che non avesse motivo di perseguitare suo nipote, frutto dell'amore di due servi ribelli.
Era rimasta sorpresa quando Auguste non solo aveva acconsentito ad accoglierlo in casa, ma aveva, addirittura, ordinato che fosse il compagno di giochi della figlia. Quella stanza che era stata fatta preparare al piano nobile, vicino a quella dei padroni, era stato lo choc più grande.
André non era mai stato un servo in quella casa, non nel senso comune della parola. Mangiava con i padroni, dormiva vicino a loro, giocava con l'erede delle famiglia e la sua educazione veniva curata come quella di un nobile. Molti nelle cucine lamentavano quello stato di cose: chi era quel moccioso perché gli fossero accordati tutti quei privilegi? Per un certo periodo era circolata voce che fosse un figlio illegittimo del conte, fatto passare per il nipote di una serva fedele alla famiglia per non provocare uno scandalo.
Le sue paure era aumentate nel tempo, invece di scemare. Ogni volta che osservava quei due insieme, scorgeva negli occhi di André gli stessi sentimenti che avevano animato il suo omonimo, deceduto per la presunzione di poter amare la figlia del padrone. In cuor suo aveva sempre temuto che quella fosse la fine destinata anche a lui, l'unico membro della sua famiglia ancora vivo. Lo aveva pregato più volte di stare attento, di non affezionarsi troppo a Madamigella Oscar.
Quando era stato annunciato che non solo André era il figlio adottivo del padrone e quindi suo legittimo erede, ma che addirittura ne avrebbe sposato la figlia per cementare la cosa, aveva tirato un sospiro di sollievo.
Sapeva da tempo che il ragazzo era innamorato della sua vecchia compagna di giochi, glielo si poteva leggere in faccia ogni volta che la guardava. Da quel momento le sue preoccupazioni si erano spostate su Oscar: la ragazza non sembrava contraccambiare con lo stesso trasporto e, come le sue sorelle, era stata costretta ad un matrimonio combinato. Eppure, negli ultimi tempi, aveva creduto di scorgere anche in lei il cambiamento tipico delle ragazze innamorate.
Si chiese dove fosse il problema. Se quei due si amavano, visto che erano sposati, avrebbero dovuto essere felici. Perché André reagiva come se fosse una sciagura? Decise di affrontare subito l'argomento. Troppe volte aveva indugiato per amor di pace.
- André, mio caro nipote – la donna minuta gli si avvicinò e lo guardò a lungo – Cosa c'è che non va? Dovresti essere felice.
Il ragazzo osservò prima lei e poi Oscar, ancora addormentata. Si alzò e le fece cenno di seguirlo vicino alle finestre. Fece un sospiro accorato e poi cominciò a parlarle sottovoce, non perdendo d'occhio la moglie neanche per un momento.
- Ho paura della reazione di Oscar. Sai com'è indipendente e caparbia. Come prenderà la notizia che dovrà rinunciare alla vita che ha condotto finora?
- Vedrai, mio caro, che si risolverà tutto – lo incoraggiò la nonna – Oscar è una donna intelligente, sa che è solo una cosa transitoria. Una volta nato il bambino, se vorrà, potrà tornare alla vita che ha sempre fatto. Certo, a meno ché tu, come marito, non le ordini di divenire una perfetta dama aristocratica.
- Non la forzerei mai a fare qualcosa che non vuole, dovresti saperlo. Io… le sono molto affezionato.
- Credo che la cosa sia reciproca – Marron sperò di aver fugato tutti i dubbi – Ora cerca di goderti questi momenti, oppure hai altre incertezze?
- Ricordi quel magnifico cavallo che comprò il Generale due anni fa?
- Certo, uno splendido stallone bretone… non capisco cosa…
- Ascoltami, nonna – si passò una mano fra i capelli, sciogliendo leggermente la coda che li teneva fermi dietro la nuca – L'unico scopo di quell'acquisto era far riprodurre le giumente, era solo quello che si richiedeva a quel cavallo. Nessuno lo ha mai montato dopo il suo arrivo qui.
- Continuo a non capire – la donna lo guardò attraverso gli occhiali, sempre più sconcertata.
- Non ti rendi conto che l'unico motivo della mia adozione e del mio matrimonio con Oscar era dare un erede alla famiglia? – il ragazzo si girò a guardare fuori dalla finestra – Ho paura che una volta nato il maschio tanto atteso non avrà più bisogno di me… è facile liberarsi di chi non serve più.
- Non puoi pensare che Oscar faccia una cosa simile.
- Non Oscar, lei non lo farebbe mai, ma… che mi dice del Generale? Puoi giurare che lui non sia quel genere di uomo?
La donna deglutì e guardò il pavimento, non trovando il coraggio di guardare suo nipote negli occhi.

Continua…