Capitolo 53. Riflessioni notturne (II° parte)

Gerardine
Una vita sprecata ad odiare, nel ricordo di un amore che non è mai esistito. La sofferenza che ho inflitto a mio padre durante la sua agonia; i continui ricatti a mio fratello perché si piegasse al mio volere, per preparare la strada alla mia vendetta; l'assassinio di Antoine per mano dei sicari del duca d'Orleans… Tutto questo per nulla.
Di quante atrocità mi sono macchiata in ricordo del tuo nome? Troppe per ricordarle tutte: ho giocato con la vita di mia nipote e del figlio dei nostri più cari amici pur di tenere vivo il tuo ricordo. Per quell'amore che tu mi professavi, ho calpestato tutto, ho venduto la mia anima barattandola con il potere di vendicare la tua morte. Ma tu non eri morto, eri qui in Normandia, rifugiato al sicuro nella tenuta di mio fratello. Quanto devi aver riso della mia ingenuità.
Hai mai provato rimorso, in tutti questi anni, per quello che hai fatto a chi ti era amico? Annette e Armand hanno rischiato tutto e hanno perso, per permetterci di vederci un ultima volta: ti sei reso conto che le tue bugie hanno rovinato le loro vite? Oppure sei rimasto qui, cullandoti nel ricordo di aver quasi sedotto la figlia del padrone con finte dichiarazioni d'amore?
Se tu avessi tenuto anche a uno solo di noi, non ti saresti comportato così: saresti tornato per affrontare con noi quel tormento. Dimmi, André, chi sei veramente? Il ragazzo dolce e gentile che rideva e giocava con noi, oppure qualcuno che si è sempre nascosto dietro una maschera di circostanza? Perché non sei venuto a prendermi? Contavo così poco per te?
Vorrei essere morta, vorrei che Fabrice non mi avesse salvato la vita in più di un'occasione. Fabrice… cosa sa di tutta questa storia? Io non ho mai parlato con nessuno di te, eppure lui ti ha curato dopo che mio padre ti aveva ferito: possibile che non sappia chi tu sia in realtà? Possibile che ignori che è per te che mi sto struggendo da tutta una vita?
Se glielo chiedessi, lui mi direbbe la verità. Lui mi ama, più di quanto tu abbia mai fatto: anni nascosto nell'ombra a sperare in un mio gesto, senza dire mai nulla, senza avanzare pretese. Tu, invece, nonostante il tuo amore valesse così poco, volevi tutto e lo stavi per ottenere.
Ho sempre creduto che la mia prima volta fosse stata atroce per via di Antoine e di quello che mi ha fatto; ma sarebbe stato meglio donarmi a te, scoprendo poi questa verità che mi sta lacerando? Rosa nera… il soprannome che mi avevi dato: nera come la notte e altrettanto misteriosa. Parole vuote che potevano colpire solo l'immaginazione di una quindicenne che desiderava vivere: chiunque provasse a dirmele ora, sarebbe deriso e scacciato. Non sono più un'ingenua bambina che crede a tutto ciò che le viene detto.
Meriti di pagare per tutte le sofferenze che hai causato, ma prima dovrai espiare le tue colpe e confessare tutto. Sì! Sarò la dea della vendetta per te, perché tutti, prima o poi, dobbiamo pagare lo scotto delle nostre scelte. Sono dannata? Tu brucerai con me all'inferno, traditore!

Oscar
Padre, sapete che non dormo più bene da quando abbiamo avuto quella conversazione? Come avete potuto pensare che io… no, siete un folle, oppure non conoscete il mio cuore. Qual è l'ipotesi peggiore? Voi mi avete cresciuta come un uomo, siete stato sempre un passo dietro di me per educarmi, abbiamo passato molto più tempo insieme di quanto possano dire le figlie femmine di molti padri. Eppure non sapete nulla di me e di ciò che voglio.
Perché mi avete fatto quella proposta? Perché non vi siete reso conto che, con quelle parole, avete distrutto tutto? Io vi amavo, vi ero devota e provavo un'ammirazione sconfinata per voi: poche frasi e tutto si è sgretolato, come se fosse costruito sulla sabbia. Il momento, poi, era dei meno appropriati: vi avevo reso nonno da poche ore. Ma esiste un momento appropriato per chiedere alla propria figlia di rinnegare l'uomo che ama? Il padre dei suoi figli?
"Oscar, dopo che l'avrò diseredato, dopo che sarà solo una breve parentesi nelle nostre vite… Potrai sposare un nobile, qualcuno di antica schiatta come noi! Pensaci, figlia mia, non possiamo legare il nostro nome a quello di un'umile servitore, ne va del buon nome del nostro casato. Mia sorella… troverò il modo di ridurla alla ragione: nessuno può giocare così con la vita di mia figlia, la figlia che ho cresciuto per portare avanti il nome della nostra illustre famiglia"
"Padre! E' il padre dei miei figli, come potete pensare che…"
"Sciocchezze. I nomi che avete scelto poi, sono inappropriati! Annette non sarà un problema: troverò subito un pretendente, oppure la rinchiuderemo in convento. Armand… cambieremo il suo nome in qualcosa di più appropriato. Forse sarebbe meglio mandarlo lontano, formare la sua educazione e il suo carattere senza l'ombra delle storie sull'uomo che sarebbe suo padre…"
Andrè è suo padre! Come avete potuto, come avete osato? Avete giocato con la mia vita, mi avete cresciuta come un uomo e poi mi avete fatto sposare l'unico amico che abbia mai avuto: vi ho reso nonno come avete chiesto e il risultato è l'ignorare ancora una volta ciò che io voglio? Ciò di cui ho bisogno? Voi non capite, non avete mai capito: io amo André, è l'unico uomo che potrebbe mai essere al mio fianco. Come reagireste se qualcuno vi chiedeste di ripudiare mia madre? Certo, se adducessero il bene del casato, voi non avreste un attimo di esitazione.
Non c'è nulla di sacro per voi, oltre il nome dei de Jarjayes? Non vi interessa altro? Avete mai provato affetto per me o per una delle mie sorelle, oppure eravamo solo il tramite per giungere al vostro obiettivo? Perché non voglio vedervi? Perché potrei anche dirvi tutto quello che sento ora per voi.
Mi disgustate e vi odio. Avete provato a distruggere quella felicità che credevo di non avere mai. Sono una donna, una moglie e una madre: mi sentite? Avete fallito, padre mio, sono una donna con dei sentimenti e non un burattino nelle vostre mani, buono solo per stringere alleanze.

Andrè
Sei qui, accanto a me, eppure è come se fossi lontana chilometri. So che è successo qualcosa con tuo padre, anni fa, ma tu non vuoi dirmi nulla: ogni volta ti chiudi in un ostinato silenzio e mi guardi con quegli occhi di ghiaccio. Cerchi di apparire lontana e disinteressata, come se la cosa non ti riguardasse o non ci fosse nulla da dire. Ti conosco da sempre, Oscar, so tutto di te e so che quel modo di comportarti serve solo a nascondere la tua sofferenza.
Perché non ti confidi con me? Non sono sempre stato il tuo migliore amico? Sai che puoi dirmi qualsiasi cosa, puoi condividere qualsiasi pensiero e io rimarrò sempre al tuo fianco per sostenerti: cosa è cambiato così drasticamente? Ho mille domande da farti, ma so che non risponderai mai a nessuna.
Vorrei parlare come facevamo una volta, stare abbracciati a bisbigliare fino all'alba e ritrovare quello sguardo pieno di infantile abbandono. Amore mio, mio unico grande amore. I segreti avvelenano l'anima di chi li detiene e distruggono i rapporti con chi gli sta intorno: quante volte mia nonna ce l'ha ripetuto? Dicevi sempre che c'era del vero in quelle parole, ma ora preferisci ignorarle chiudendoti nel tuo guscio e non permettendo a nessuno di entrare.
Vorrei tornare ai primi tempi del nostro matrimonio, quando morivo d'amore per te e cercavo di conquistarti: a volte ho temuto che non avresti mai ricambiato i miei sentimenti. Ma una parte di me sapeva che un giorno…
*Lo sapevo che prima o poi sarebbe successo; sapevo che sarebbe accaduto da quando mi sono accorto che il tuo corpo acerbo di bambina si stava trasformando in quello flessuoso di una adolescente.
Hai iniziato ad indossare delle camicie più larghe; ti sei fatta più silenziosa e più volevo parlare con te, più tu tacevi.
Allungavo la mano per toccarti e tu ti ritraevi.
Mi stavo rendendo conto di cosa comportasse la mia condizione di servo nella maniera più dolorosa possibile: ero innamorato di te ed allo stesso tempo, capivo che non mi sarebbe mai stato concesso di essere il tuo uomo, il tuo compagno.
Tu crescevi e diventavi sempre più bella e pian piano ti allontanavi da me.
Non venivi più a dormire nel mio letto quando c'era il temporale, non mi prendevi più per mano quando volevi mostrarmi qualcosa.
Facevi il tuo ingresso a corte e sempre più uomini e sempre più donne notavano la fierezza del tuo sguardo limpido, il tuo portamento fiero, l'oro dei tuoi capelli e la delicatezza dei tuoi lineamenti.
Ed io non potevo far niente, tranne che ad assistere a quelle occhiate, a volte lascive, che ti lanciavano gli aristocratici di Versailles.
La loro battuta ricorrente: chissà cosa nasconde sotto all'uniforme.
Iddio mi perdoni: avrei voluto saperlo anche io.
Avrei voluto trapassarli da parte a parte con la spada più affilata che avevo, dal primo all'ultimo.
Avrei voluto dire loro di non permettersi di guardarti a quel modo, che non erano certo degni di starti accanto.*
Il giorno che ci siamo sposati mi sembrava un sogno e tu eri splendida: così altera e composta mentre percorrevi la navata. Mi sentivo l'uomo più fortunato della terra e ricorderò sempre quel giorno. Ci sono stati soli altri due momenti in cui mi sono sentito così felice e completo: la prima volta che mi hai detto "Ti amo" e quando ho tenuto in braccio i nostri figli, appena nati.
Oscar, tu sei tutta la mia vita, sei il mio presente, il mio passato e il mio futuro. Apriti con me e torniamo ad essere quello che siamo sempre stati l'uno per l'altra. Vuoi?

Continua…

* Tratta dalla splendida "Chiacchiere di un ubriaco" di Nisi. Voglio ringraziare l'autrice per avermi permesso di utilizzare la prima parte di questa bellissima one-shot di sua creazione, vi invito a leggerla al link qui riportato. Me ne sono innamorata dalla prima volta che l'ho letta e speravo, prima o poi, di poterla inserire in una delle mie storie. Perché? Perché la reputo una delle più belle dichiarazioni d'amore che siano state mai scritte. Ancora complimenti all'autrice. (Alcune parole sono state cambiate per renderle più attinenti con la trame dalla mia FF).

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