III.
Tέλος
(Pope Sion)

Il cielo è una trapunta di stelle.
Polaris s'è spostata.
Il sigillo sta per perdere efficacia, se non s'è già rotto. Se qualcuno non l'ha già rimosso.
La neonata dorme un sonno tranquillo. Le Moirai sono alla sua culla, filandone il destino. Ha fatto in tempo a coprire gli specchi e ad affidarla ad Athena, ma non è riuscito a debellare il male che s'annida nel Santuario. Saga. Che sorrideva soddisfatto, il demone sul volto, mentre spingeva quella lama nel suo petto.
Di più. Più giù. Più in fondo.
Le stelle non sono mai state così fredde e così lontane.

Nota: Secondo la mia amica italoellenica Alessandra, in alcune zone della Grecia, nelle isole specialmente, si tramanda ancora un'antica tradizione che affonda le radici nel mito. Il terzo giorno dopo il parto (in alcune località, il quinto), la madre pone il neonato in una stanza senza ferro e senza specchi, invocando il nome della divinità cui intende affidare il proprio figlio. Al capezzale del bambino appariranno le Moire, che fileranno il suo destino al cospetto della divinità indicata dalla madre come madrina o padrino del bimbo.
Tέλος (télos) significa fine.