FINAL FANTASY VII – CRONACHE DI CLOUD
CAPITOLO 8
SEPARAZIONE – LA CITTA' DIMENTICATA
Non so se sto sognando o se questa è la realtà, ma credo di far parte di una assurda visione che ti riguarda. Davanti a me ci sono cinque porte: la prima conduce nel vuoto; la seconda nella chiesa dove ti ho conosciuta, disteso in un campo di fiori; la terza a casa tua, l'unico luogo che ti fa sentire protetta da questo mondo pericoloso; la quarta conduce al Tempio degli Antichi, dove hai trovato le risposte sulla tua esistenza; la quinta volge alla Terra Promessa, dove ci siamo solo noi due, felici per l'eternità.
Alberi in una infinita distesa, io corro ma non cambia nulla attorno a me. L'eco delle mie grida ritorna dietro di me, davanti a me, al mio fianco sinistro ed a quello destro poiché rimane all'interno della mia mente. Vago e rimango fermo allo stesso tempo, fluttuo verso l'alto e sprofondo in una distesa senza vie di fuga.
Una foresta immensa in cui inizio a sentirmi solo dal momento in cui vi ho messo piede. Si tratta di una solitudine così triste che l'unico pensiero che mi fa star meglio è il tuo sorriso. Non capisco perché sto pensando a te fra tutte le persone, eppure non posso fare a meno di vederti come l'unica persona in grado di salvarmi.
Perché ti sei sentita in dovere di aiutare me? Io non lo merito, hai scelto uno fra i pochi che non sapranno mai apprezzarti, che non ti renderanno felice, che un giorno ti porteranno a piangere perché la mia è una vita fatta di pericoli. Non cerco nemmeno di sfuggire alla morte, semplicemente essa mi ha sfiorato centinaia di volte ma non mi ha mai colpito in pieno. Eppure, quel giorno arriverà perché ho scelto un percorso senza ritorno cercando di scappare da me stesso.
Fra un albero e l'altro, io vedo solo te, sei il raggio di luce che cerco di seguire per essere condotto lontano da questa oscurità nel mio cuore. Posso afferrare un ramo e toccarlo per sentire che io sono vivo. Ma finché sono da solo, allora tutto questo non ha senso. Ero caduto da un precipizio e quando ho riaperto gli occhi c'eri tu a dare una ragione alla mia sopravvivenza. Ti ho protetta, ma mai a sufficienza. Quando è arrivata la mia occasione di salvarti, ho scelto di aiutare il mio nemico, il tuo nemico, il nemico dell'umanità intera.
Perché io sono Cloud Strife e questo è quel poco che conosco di me. Il resto è fatto di dubbi, incertezze, paure che non voglio confessare alle altre persone. Ma a te vorrei dire tutto, so che potresti accettare la persona che sono. Hai detto di volermi conoscere, perciò raggiungimi in questa foresta, allora potrò davvero incontrarti.
Cloud rimane appoggiato ad un albero all'interno di una vasta foresta, non conosce quale direzione seguire.
"Cosa ho fatto? Io non riesco a ricordarlo. La mia memoria non vuole tornare, se questo è un sogno, io non voglio svegliarmi, non voglio sapere niente"
Aerith appare in lontananza e sorride al ragazzo.
E' come l'ho sempre immaginata, delicata e gentile. Averla qui mi riempie di gioia. Sogno o realtà non ha importanza a patto che lei rimanga con me.
"Cloud, riesci a sentire la mia voce?"
Perché mi fa questa domanda? Non solo la sento, ma riesco anche a vederla. Però non ho la forza per allungare la mano e riuscire ad accarezzarle il volto. E' quello che vorrei fare, perché non ci riesco?
"Sì, riesco a sentirti. Aerith, perdonami per quello che è successo, io... io..."
"non preoccuparti, non pensarci nemmeno"
Ricordo tutto: ho consegnato il Materia nero a Sephiroth, gli ho donato la magia più potente fra tutte, quella dal più elevato potere distruttivo. Sono complice dello sterminio del mondo intero, sarò responsabile della fine di ogni esistenza.
"Io non sono riuscito a fermarmi"
"lo so. Ero con te. Se vuoi rimediare, riposati, non voglio che tu soffra nuovamente un altro disturbo della personalità. So che quello che ha aiutato Sephiroth non eri tu, il Cloud che conosco non avrebbe mai fatto qualcosa del genere"
Mi guardo attorno, una foresta infinita, senza inizio e senza fine. Una volta all'interno, vi è solo la perdizione, il disorientamento dei sensi. L'oscurità del cuore si disperde nel bianco che pone fine a tutto. Se non ci fosse Aerith, io svanirei fino a disintegrarmi.
"Dove ci troviamo?"
"questa è la Foresta dormiente e conduce alla Città degli Antichi"
"città... degli Antichi?"
"sì, nessuno vi mette più piede da secoli. Per gli umani si tratta solo di una leggenda, ma ormai immagino che tu possa crederci dopo tutto quello che hai vissuto personalmente"
"io ci credo se lo dici tu"
"è una questione di tempo prima che Sephiroth riesca ad usare Meteor. Non potrà farlo a breve, ma quando metterà piede nella Terra Promessa, allora accumulerà il giusto potere per scagliare la più potente magia. E' per questo che io devo proteggere Gaia. Sono una sopravvissuta della razza dei Cetra, quindi posso farcela. Il segreto per fermare Sephiroth è qui davanti, o almeno è quello che spero, no, io lo percepisco"
Il suo sguardo è triste, comprendo che lei ha accettato la più pesante fra tutte le responsabilità: proteggere il mondo intero. Non è giusto, dovresti lasciare che gli altri ti proteggano, perché sei tu a farti carico di questo peso per via delle tue origini? No, essere una discendente dei Cetra non vuol dire che tu debba fare tutto da sola. Io sono qui, io voglio aiutarti, io devo essere con te.
"Cloud, da quando sono entrata nel Tempio degli Antichi, io sono cambiata. Non posso più stare con voi, da sola credo di riuscire a completare un compito pericoloso e non voglio coinvolgervi. Cercare di seguirmi sarebbe uno spreco di tempo, non potete superare la foresta se non avete un potere equivalente a quello di un Antico. Mi dispiace, ora devo andare, c'è una preghiera che voglio rivolgere al pianeta per creare una magia capace di contrastare Meteor. C'è un posto in cui posso farlo, riesco a vederlo nella mia mente"
No, dove stai andando? Se mi lascerai da solo, perderò i miei sentimenti, finirò per riflettere su di me, su paure che voglio dimenticare.
"Ora devo andare. Tornerò quando sarà tutto finito, arrivederci, Cloud"
Un ultimo saluto con la mano dalla distanza, è così che Aerith si separa dal compagno.
Lei se ne sta andando, non è giusto, non lo voglio accettare. Il mio corpo non riesce a muoversi, è come essere prigioniero di un'illusione. Eppure è reale, questa separazione è vera. Riesco a vedere Aerith che si allontana sempre di più fra gli alberi, ora sta sparendo. La rivedrò ancora?
Il soldato inizia a provare terrore, di nuovo solo nella foresta. Davanti a lui compare la figura di Sephiroth, non è nemmeno completa, semplicemente un'ombra dal mantello nero che fluttua dinnanzi a lui.
"Così lei ha scelto di interferire? Certo che si tratta di una ragazza difficile, non trovi?"
"cosa stai dicendo? Lei ha scelto di annientarti perché è quello che farebbe chiunque"
"Cloud, dobbiamo fermare quella ragazza il prima possibile. So che potrò contare su di te"
Sephiroth volta le spalle all'ex Soldier e sparisce anche lui verso la Città degli Antichi.
Come può Sephiroth credere che io farò quello che mi ha detto?
E' già successo una volta.
Io non sono uno schiavo al suo servizio.
Grazie a noi, lui ha ottenuto il Materia nero.
Devo recarmi anch'io lì. Innanzitutto devo svegliarmi.
Cloud riapre gli occhi e vede Tifa appoggiata vicino al suo letto. La ragazza si accorge di lui e sobbalza, lasciandosi scappare un urlo di gioia.
"Credevo che non ti saresti più svegliato"
"non essere negativa. Dove ci troviamo?"
"Siamo a Gongaga, ti abbiamo portato lì dopo che Sephiroth ha ottenuto il Materia nero al Tempio degli Antichi. Gli altri stanno cercando informazioni su di lui ma non hanno ancora scoperto niente. Inoltre..."
"dov'è Aerith?"
So che questa domanda può urtare Tifa, non le ho nemmeno chiesto cosa prova. Però, io devo sapere cosa ne è di Aerith. Sto sperando che quel sogno fosse solo un'illusione senza significato, che lei fra poco compaia all'interno della stanza ad accogliermi. Eppure, in realtà ho già accettato che non è questo l'epilogo che desideravo.
"Mi dispiace, lei si è allontanata, ha detto che avrebbe risolto tutto da sola. Non sono riuscita a fermarla, ha usato i suoi poteri per tenersi a distanza"
"non è colpa tua. Inoltre, io so dov'è diretta Aerith, il problema è che anche Sephiroth si sta recando nello stesso luogo"
Racconto a tutti il mio strano sogno, all'inizio c'è scetticismo, chi può credere davvero ad un evento accaduto mentre si dorme? Però, quanto dico a loro è davvero l'unica via da seguire. Cait Sith, che io credevo morto, invece è tornato con un nuovo corpo giocattolo e ci ha dato informazioni su Aerith, dicendoci che si è spostata verso il continente nord. Ora capisco dov'è diretta, si tratta della Foresta dormiente, appena sopra al Bone Village.
Dopo il lungo viaggio, ci viene detto dagli abitanti del villaggio che la foresta è incantata, non esiste una via d'uscita a parte il ritorno da dove si è arrivati se si ha molta fortuna. Ma è in quella situazione che dico ai miei compagni di non desistere.
Se l'infinito mi separa da Aerith, io sono pronto ad annullarlo per tornare da lei, è questa la nuova promessa che ho fatto a me stesso. Non so quanti dei miei compagni abbiano davvero accettato le mie intenzioni, ma nessuno si è fatto da parte, vogliono ancora credere in me, scettici o meno. Riesco a ripagare la loro fiducia grazie al sito di scavi del Bone Village: trovando un amuleto capace di spezzare l'incantesimo della foresta. Nessuno l'aveva trovato prima d'ora, sembra proprio che io sia stato capace di compiere l'irrealizzabile.
Proseguo con l'intenzione di ritrovare la mia amica, l'unica persona che è stata in grado di arrivare al mio cuore. Tifa rimane in silenzio, triste per la mia decisione di dedicare la mia vita non solo a fermare Sephiroth, ma anche a proteggere Aerith.
Il gruppo giunge davanti ad una città dimenticata, che mantiene la sua bellezza secolare nonostante non vi siano persone all'interno.
Qualche secolo prima, in questo luogo pieno di rocce, laghi e cristalli vivevano i Cetra, o gli Antichi come siamo abituati a chiamarli. Hanno evitato che questo luogo venisse trovato e derubato delle sue risorse naturali dalla ShinRa e noi altri cercheremo di essere discreti, di non lasciare tracce dietro di noi.
"Posso sentire il pianto del pianeta", dice senza pensarci troppo Nanaki, che pare sensibile all'atmosfera che si respira nella città abbandonata.
Più rimaniamo all'interno della città, più le voci degli Antichi si fondono alla nostra conoscenza. Gran parte delle informazioni però sono in una lingua per noi incomprensibile, che solo Aerith e Sephiroth riescono ad interpretare. Forse, inizio a percepire anch'io una connessione spirituale con questa città, avverto la presenza di entrambi gli ospiti. Ma il giorno scorre velocemente e la stanchezza permane. Guido i miei compagni verso un edificio dove possiamo riposarci. E nel pieno della notte...
E' ora di andare.
In lontananza, avverto la voce di Aerith, sì, lei è qui e sta pregando. Non importa se è calata la notte, lei sta mettendo il massimo impegno per ottenere quello per cui è arrivata. Mi ha detto che vuole contrastare Meteor, immagino che lei desideri ottenere una magia così potente da curare il pianeta prima che possa subire un grave danno.
"Sancta, magia che purifica, io ti chiamo a me"
Riesco ad immaginare Aerith chinata a pregare nelle profondità della città. Lei è su un lago che abbiamo esplorato dall'alto, senza però scendere a controllare se ci fosse qualcuno. Decido di andare da solo, ma i miei compagni sono ad attendermi.
"Dove credi di andare senza di noi?"
"siamo compagni!"
"andiamo insieme a trovarla"
Tutti sono con me, questo è il miracolo che vogliamo compiere insieme. Ho risvegliato una foresta per tornare da lei, sono stato in un luogo proibito agli uomini. Tutto questo per una persona pronta a far tutto da sola. Ma ormai l'ho imparato: siamo compagni, dobbiamo aiutarci a vicenda.
Aerith, stiamo per tornare da te. Completeremo la potente magia insieme se ci dirai come possiamo esserti d'aiuto.
Tutti scendono le lunghe scale a chiocciola che non sembrano finire più, arrivando nelle profondità del lago. Alcuni iniziano a muoversi lentamente, al mio fianco rimangono solamente Tifa e Yuffie, che nella notte non hanno perso la loro energia.
"Devo chiedervelo, perché mi avete seguito fino a qui? Non rispondetemi che io sono un vostro compagno!"
"dovresti già saperlo. Aerith conosce il modo di fermare Sephiroth e noi possiamo riporre in lei le nostre speranze", Tifa stringe il braccio destro di Cloud.
"se c'è una nuova magia, devo assolutamente vederla, non voglio lasciarmela scappare", risponde Yuffie, che tiene il braccio sinistro del soldato sorridendo.
Ce la faremo, aspettaci. Stiamo arrivando da te!
Qualche passo in avanti e finalmente scendiamo di sotto. Aerith è inginocchiata a pregare così come avevo previsto. Ma è talmente concentrata che non si accorge della nostra presenza. Fra me e lei ci sono ancora dei cristalli a separarci.
"Vado avanti io, voi restate qui e controllate se Sephiroth è nei paraggi"
Mi lascio dietro le due ragazze, concentrato sul mio obiettivo, sempre più vicino. Un cristallo dopo l'altro, io salto in avanti, non mi importa se c'è il rischio di cadere di sotto, io devo arrivare da lei. Ormai ho compreso per cosa sto lottando così ardentemente, io desidero la felicità. E mi basta allungare in avanti una mano per coglierla di fronte a me.
Un ultimo salto verso la felicità...
Commento finale dell'autore
Considerato che per me questo era un esperimento nel cimentarmi in un capitolo romantico, ho pensato che i pensieri in prima persona fossero ideali per esprimere al meglio questo genere. Si tratta della forma più leggera del romance. Il finale pieno di speranze fa da ponte al capitolo seguente che probabilmente si trasformerà in un vero incubo ad occhi aperti per il povero Cloud, ma non voglio anticipare altro. Continuate a seguire Cronache di Cloud se finora vi è piaciuto.
