FINAL FANTASY VII – CRONACHE DI CLOUD
CAPITOLO 12
TORNARE AD ESISTERE – INSIEME
Una vasta distesa formata dal nulla: questa è la prospettiva che ho di fronte per l'eternità. Non percepisco stimoli, sono intrappolato in una prigione all'interno della mia mente. Io probabilmente non esisto più, sono soltanto un cumulo di pensieri senza una precisa destinazione. Il mio corpo si è spento, allora perché penso? Non osservo nulla, sento me stesso blaterare parole senza senso. E' inutile questa sofferenza, sto solo prolungando una vita che nemmeno è mai stata mia. Chi è Cloud Strife? Perché io dovrei essere lui?
Una settimana prima, Tifa è giunta a Mideel insieme ai suoi compagni, separandosi da essi dopo aver trovato Cloud, da lei cercato in modo praticamente ossessivo da ogni parte del mondo. Mentre Gaia sta affrontando una crisi senza precedenti, l'invasione delle Weapons, distruttrici planetari, la ShinRa cerca di ottenere gli Huge Materia, elementi in grado di risvegliare antichi poteri. Possedere uno di essi dona una conoscenza superiore a quella di ogni essere umano, si tratta di energia cristallizzata dai reattori che la corporazione intende ottenere per sé.
Tifa ha abbandonato questa battaglia, ha scelto fra il destino del mondo e Cloud, sorprendendosi per essere al suo fianco. Lei sa che quello è lo stesso ragazzo che ha detto "io non sono Cloud, ti auguro di trovarlo", eppure non ha perso le speranze. Da qualche parte dentro di lui, deve esserci il suo amico d'infanzia. La sua è una fede difficilmente giustificabile, che nessun altro membro del gruppo ha condiviso. Barret, Nanaki, Cid, Yuffie, Vincent e Cait Sith non potevano stare dalla sua parte in questa occasione, si sono limitati a promettere che sarebbero tornati per lei dopo aver risolto la crisi immediata causata dalla ShinRa.
Da sola, la ragazza è rimasta al fianco di Cloud, paralizzato su una sedia a rotelle senza la capacità di ragionare, ogni discorso che esce dalla sua bocca non ha senso, perfino il dottore che l'ha esaminato non ha trovato alcuna speranza in lui. Più volte lei si è proposta di lasciar perdere e tornare dai suoi compagni, ma non ce l'ha fatta: Cloud è troppo importante e non ha intenzione di abbandonarlo.
Fino ad oggi... il giorno in cui la Ultimate Weapon marcia su Mideel, distruggendola. Tante persone perdono la vita, ma Tifa non vuole accettare questo destino e trascina a sé la sedia a rotelle e la spinge più lontano che può.
"Resisti Cloud, possiamo farcela".
Il terreno crolla dinnanzi a lei, vittima della gravità ella perde il controllo, rimane appesa alla sedia, ma vede Cloud volare via da essa. I due finiscono in un vortice, cadono nel flusso della vita. In quel momento, Tifa realizza di avere fallito, eppure non può fare a meno di esprimere un desiderio, sebbene flebile in queste circostanze.
"Se solo avessi potuto incontrarti un'ultima volta".
La nera mietitrice non è giunta per Tifa, che si risveglia in un mondo fittizio, circondata da molteplici copie di Cloud. All'inizio, pensa che quello sia un limbo sospeso fra la vita e la morte, ma presto realizza dove si trova: è nella mente di colui con il sogno di diventare un Soldier, quel ragazzo che ha desiderato così tanto ma che non ha mai compiuto il suo scopo. Così tanti Cloud ed un'immensa collezione di ricordi. La ragazza si sente perfino indiscreta nell'esplorare la sua mente in quel modo, nessuna persona dovrebbe avere i suoi pensieri esposti. Eppure, per lei è un'occasione di provare a mettere assieme i tasselli della memoria del ragazzo, ci vuole credere: può aiutarlo a trovare se stesso.
Tanti Cloud incapaci di riconoscersi come un'entità singola, ma ancora per poco.
Cloud dell'infanzia
Le ho promesso che sarei diventato un Soldier per poi tornare da lei. Quanto ti ho conosciuta, Tifa?
"Io non lo ricordo".
Sì, io lo so... sono entrato in casa tua perché invidiavo quel gruppo di amici che venivano a trovarti, ero solo e finalmente ho trovato il coraggio di avvicinarmi. Dovevi essere speciale per attirare tutte le loro attenzioni.
"Ti sbagli, erano dei marmocchi fastidiosi, non mi hanno mai capita e nemmeno ci hanno provato"
Entrai in casa tua, raggiunsi la tua stanza, ma tu avevi appena mandato via tutti. Eri in lacrime, io mi sono fermato. Se avevi mandato via loro che ti erano vicini, cosa avresti fatto a me che nemmeno ti conoscevo?
"E' vero, quello è il giorno in cui ho saputo della dipartita di mia madre. Ho perso la pazienza, ho deciso di non crederci e di verificare in prima persona sul monte Nibel. Nessuno di quegli stupidi ragazzotti mi ha seguito, tant'è che mi sono trovata nel panico quando dovevo attraversare il ponte di legno. Io stavo cadendo, ho supplicato aiuto ma sapevo che nessuno sarebbe arrivato perché ero da sola".
Tu non eri da sola. Io ti avevo seguito, volevo scoprire la causa delle tue lacrime. Mi sono accorto della tua caduta e ti ho afferrata, è così triste quando una persona lascia la vita provando tristezza. Io dovevo salvarti.
"Cloud, tu sei diventato il mio eroe per avermi aiutata quando nessun altro l'avrebbe fatto. Credo che sia stata quell'occasione a farmi innamorare di te. Grazie a questo ricordo io capisco tutto... so perché ti sono stata vicina, ho fatto quello che tu hai fatto con me. Ti dovevo questo favore perché provo ancora questi sentimenti".
Non ha importanza, chiunque io fossi ora ho smesso di esistere. Non so perché mi trovo con tutti questi altri Cloud, so che questo non è il corpo che mi appartiene.
"Sei nella giusta mente, aspettami, presto troverò il nesso fra tutti voi, devi riporre in me la tua fiducia, io ti salverò".
Tifa realizza la verità: il flusso della vita in cui è caduta le ha permesso di connettersi a Cloud, di avere l'opportunità di salvarlo. Ora lui ha appena riacquistato una parte del suo passato, ma ci sono altri tasselli da sistemare.
Cloud della promessa
Questo è un ricordo fittizio, che Sephiroth mi ha dato per avvicinarmi a te, per far leva sul tuo passato. Non ti ho mai promesso niente.
"Cosa dici? Io so che l'hai fatto: tu hai scelto di diventare un Soldier per essere in grado di proteggermi. Mi sei sempre stato vicino, forse sono arrogante a pensarlo ma il tuo sogno era di diventare abbastanza forte da prenderti cura di me. Magari non sapevi i miei sentimenti a quel tempo, però tu provavi lo stesso pur senza ammetterlo".
Credi che io sia qui per una lezione sull'amore? Per favore, smettila, sto cercando di ricordare se c'è della verità in questo ricordo.
"Questo cielo stellato nella notte che non perdeva il suo calore è esattamente come lo ricordo, tu neghi che sia naturale?".
E' reale, però non è un mio ricordo. Ti sto dicendo che appartiene a Cloud.
"Tu sei Cloud! Guardati, sei quel ragazzino che era pronto a seguire le orme dell'eroe Sephiroth e diventare come lui. Perciò, non hai bisogno di connetterti con il tuo futuro, pensa al presente".
Allora ti dirò quello che desidero: diventerò grande come Sephiroth e ti proteggerò. Se ci sarà una crisi, solleverò la mia spada per il bene di Nibelheim e non procurerò infelicità a nessuno.
"Sì, hai ritrovato te stesso. Cloud, riconosci di essere la stessa persona di quel ragazzo che mi ha salvato la vita?".
Mi stai chiedendo di accettare l'altro Cloud? Non è facile fondere me stesso con ricordi diversi, però è in linea con il mio pensiero. Okay, lo farò per te, sia chiaro che non è qualcosa che faccio quotidianamente.
I due giovanissimi Cloud diventano un'unica entità; altre piccole forme di vita, dei semplici ricordi, vengono attirati al Cloud che si è appena venuto a creare. Tuttavia, egli è ancora incompleto.
Tifa, ho accettato il mio passato ed il mio presente, ma non posso fare lo stesso per il futuro. Se vuoi provarci sei libera di farlo, ma non risolverai mai il mistero su quale fine ho fatto.
"Aspettami, farò in modo che tu riconosca te stesso, presto smetterai di negarlo".
La speranza rimane accesa in Tifa, lei vuole assolutamente salvare Cloud, ci è riuscita finché quelli erano i ricordi condivisi con lei, ma manca la parte più importante, quella che ha fornito Sephiroth: la non esistenza di Cloud Strife.
Cloud di Nibelheim
Zack, Sephiroth e due soldati semplici di cui non ricordo il nome. Erano loro quattro ad aver raggiunto Nibelheim. Non c'è stato alcun ritorno a casa, semplicemente Zack si è avvicinato al reattore, ha visto il cambiamento di Sephiroth ed io sono stato modellato da quel Soldier. Sono un clone contenente cellule Mako, parte del progetto Jenova, un esperimento fallito che ha condotto il dottor Hojo.
"Allora dimmi, come sai di aver parlato con tua madre?".
Quel discorso lo ricordo, non può essere finto. Sono stato da mia madre e le ho detto che non ce l'avevo fatta a diventare un Soldier, non ero come Zack, mi mancava la sua forza di spirito. Le dissi che al termine della missione avrei lasciato tutto e sarei tornato da Tifa, scusandomi con lei per non aver raggiunto il mio scopo.
"Questo significa che tu esistevi davvero, come puoi non rendertene conto?".
No, deve essere un ricordo fittizio, te l'ho detto. Potrebbe essere stato Zack a confidare a mia madre cosa sapeva di me. Io non esisto, questa è una certezza.
"Perciò, il tuo odio per Sephiroth non era reale? Tu hai negato disperatamente di essere un suo burattino, ricordavi di averlo fronteggiato e soprattutto hai pensato a come io fossi in difficoltà dopo aver visto mio padre cadere trafitto dalla spada Masamune. Io non posso credere che tu abbia inventato tutto questo perché è esattamente il mio passato. Okay, non ti ho incontrato, non mi ricordo della tua presenza, ma quello che hai descritto era praticamente un mio ricordo. Ed io sono parte di esso".
Io ti ho vista, ho pensato a com'eri cresciuta nei miei anni di assenza. Tu... una guida, chi l'avrebbe mai detto. No, c'è di più: io sono stato al tuo fianco per tutto quel tempo, ma non ricordo in quale modo.
"Pensaci, è la chiave di tutto. Io voglio crederti, tu non sei stato creato da nessuno, sei autentico, ma sei stato manipolato. Ribellati a quello che Sephiroth ti ha fatto credere, liberati dalla sua influenza una volta per tutte e potrai combatterlo".
Zack riuscì a proteggerti, impedì a Sephiroth di ucciderti perché lui era fatto così: non ha mai accettato vittime innocenti, il suo onore di Soldier sarebbe stato infranto. Poi si recò da lui e lo combatté ad armi pari. Io lo so perché ho visto tutto...
"Come hai potuto vedere questo? Pensaci, ti prego".
Io c'ero.
Io esistevo.
Sono sempre stato Cloud Strife.
Ero un soldato semplice, uno dei due che hanno accompagnato Zack e Sephiroth a Nibelheim. Rimasi in disparte, troppo imbarazzato per presentarmi a te, ma è stata la mia occasione per comprendere che non avrei avuto una carriera come Soldier. Lo dissi subito a mia madre, poi ti accompagnai.
"Eri la guardia gentile che non mi ha mai mostrato il suo volto. Così ti sei nascosto da me, eh? Se non l'avessi fatto sarei stata subito in grado di identificarti".
Scusami se non posso cambiare il mio passato, ora pretendi troppo da me. Tornando al discorso, ti ho trovata a terra, colpita da un singolo fendente di Masamune ma fortunatamente non era mortale, Zack ti aveva prestato soccorso. Ti sono stato vicino e ti ho detto che avevo mantenuto la mia promessa, che ero lì per te. Purtroppo non mi hai sentito, ma io avevo trovato il coraggio che mi serviva. Ho salito le scale ed ho trovato Sephiroth in grado di spazzare via Zack. Per la prima volta, ho visto il più grande Soldier abbassare la guardia, ho afferrato la Buster Sword di Zack ed ho trafitto Sephiroth senza alcuna pietà, poi gli ho urlato addosso tutta la mia rabbia.
"Ho avuto così tanto rispetto per te, io ti ho ammirato".
Non ce l'ho fatta a dire altro a Sephiroth, sapevo di avergli causato una ferita mortale, ma non mi sono trattenuto. In me non vi era lo stesso onore di Zack, che non avrebbe mai urtato un suo compagno in quel modo. In quel momento ho esitato, non potevo uscire indenne da uno scontro con Sephiroth, il suo istinto l'ha portato a reagire in modo sufficiente da ferirmi. Mentre lui si lanciava nel flusso della vita con la testa di Jenova in suo possesso, io crollavo sulla scalinata, cadendo accanto a Zack. Lui era felice, sapeva che io ce l'avevo fatta, che avevo protetto entrambi.
Non fu così semplice. Cloud e Zack vennero trovati dalla ShinRa, sfortunatamente da un team capitanato da Hojo. Per lo scienziato ripulire gli atti atroci di Sephiroth era necessario per il bene della ShinRa, ma anche per i suoi esperimenti. Quei due soldati avevano la colpa di aver annientato il più grande esperimento coniato dall'organizzazione, era il loro dovere quello di diventare come lui ed in caso di fallimento li avrebbe attesi la morte.
Cloud smette di ricordare quel passato doloroso e torna da Tifa.
Va bene, mi hai dimostrato la mia esistenza, eppure ci sono così tanti Cloud, come posso accettarli tutti?
"Sai di essere stato manipolato, che tutto quello che è successo dopo era frutto della vendetta di Sephiroth. Lui stesso ti ha usato per realizzare il suo scopo. Se davvero hai perso tutto, ora puoi guadagnarlo. Devi accettarti per quello che sei, inoltre hai mantenuto la tua promessa ed ora sei al livello di un Soldier di prima classe".
Se sono in grado di mantenere una promessa, allora posso accettarmi come uomo. Cloud Strife, venite tutti a me perché mi appartenete.
Le molte parti si uniscono a Cloud, egli riacquista la completa memoria e riapre gli occhi. Il mondo interno a lui inizia a sfaldarsi lentamente, erodendo i suoi margini fino ad avvicinarsi ai due unici superstiti.
Grazie Tifa, mi hai salvato. Ora non ho paura di tornare al mondo reale, sono pronto a far fronte alle conseguenze delle mie azioni.
"Non sarai solo, ti seguirò, c'è ancora molto che possiamo fare per il bene del pianeta".
Ci sono molte persone a cui devo le mie scuse.
Quel mondo che sparisce riporta Cloud e Tifa alla realtà, storditi sulla costa dell'ormai distrutta Mideel, ma ancora vivi. Presto vengono a sapere che l'Ultimate Weapon ha distrutto la città, che molte vite sono state stroncate e che le speranze calano da un giorno all'altro, che la fine del mondo è sempre più vicina.
Ho ascoltato il terrore della gente ed io so di essere responsabile di queste disgrazie. Ho aiutato Sephiroth a risvegliare le Weapon, allora posso anche fermarle, non importa quanto esse siano forti, ho dei compagni di cui posso fidarmi. Ed almeno ora che sono tornato Cloud, anche loro potranno fidarsi di me.
Tifa conduce Cloud su Highwind, è stato un colpo di fortuna che lei si sia imbattuta in Cid, che era sulle tracce dell'Ultimate Weapon.
"C-Cloud? Sei davvero tu?", Yuffie non riesce a credere di avere davanti a sé il compagno.
"Certo, sono tornato. So di aver commesso atti atroci e non voglio giustificarmi, vi chiedo soltanto di darmi l'opportunità di rimediare. Ho fatto questo discorso già una volta in passato e di aver portato Gaia ad un passo dalla distruzione. Ma ora avete davanti a voi Cloud Strife, io non sono un Soldier, bensì un vostro amico, uno di voi che desidera proteggere il pianeta prima che sia troppo tardi"
Barret sembra sul punto di colpire il precedente leader con un pugno, ma non riesce a farlo.
"Dovrei disprezzarti per non essere stato in grado di controllarti, però nessuno di noi ha la capacità di fermare questa minaccia. Quindi datti una mossa e combatti con noi, abbiamo tenuto il tuo equipaggiamento e siamo certi che ti servirà... leader!".
Mi hanno accettato di nuovo. E' per questo che ho riposto in loro ogni speranza. Questa volta li ripagherò, non temo la morte ed ancor meno queste creature che credono di essere padrone di Gaia. Oh, no, Weapons, voi non siete altro che potenti mostri, ma noi siamo guerrieri ed è la nostra specialità liberare il percorso da chi attacca la gente o le città. Fatevi sotto, fremo dal desiderio di combattervi.
Commento finale dell'autore
Ora posso finalmente rilassarmi, è difficile scrivere una storia su un personaggio quando questo nemmeno crede di esistere. Adesso si è risolto il conflitto interiore e presto ci saranno le battaglie decisive. Il dialogo fra Tifa e Cloud è stata un'alternanza nell'uso del corsivo o delle virgolette, personalmente mi piaceva l'effetto visivo. Il prossimo capitolo però riguarda Zack, che considero un elemento importante nella storia di Cloud, sarà l'ultimo sguardo indietro prima della battaglia per il destino del pianeta.
