FINAL FANTASY VII – CRONACHE DI CLOUD
CAPITOLO 13
ZACK
Cloud e compagni giungono nuovamente nei sotterranei della villa di Nibelheim, è lui a guidare tutti nel luogo che ha segnato elementi chiave nella sua vita ed in quella di Sephiroth: il cambiamento di quest'ultimo e l'annullamento dell'esistenza del soldato semplice della ShinRa. Il leader del gruppo decide di raccontare la sua vera storia a coloro che considera amici.
Questo luogo è rimasto un laboratorio con annessa una libreria ricca di informazioni utili. Mi porta alla mente memorie... memorie dell'evento che ha deciso il mio futuro in modo definitivo. Nella più grande crisi che io abbia mai affrontato, non ero solo, ho potuto contare sul supporto del mio migliore amico: Zack Fair, Soldier di prima classe.
Nel passato, Cloud è all'interno di una capsula di laboratorio, sottoposto ai terribili esperimenti condotti dal dottor Hojo. Quest'uomo non prova alcun rispetto per lui o Zack, li tratta come campioni su cui testare l'efficacia delle cellule di Jenova.
"Qual è il risultato dell'inizione?"
"positiva, signore. Entrambi rispondono agli stimoli dell'energia Mako"
"ed il livello di compatibilità con le cellule di Jenova?"
"mi dispiace, temo che siano entrambe molto basse. Però, se continuiamo la terapia il soggetto sperimentale Cloud Strife potrebbe essere in grado di aumentarlo"
"di quanti punti percentuale si parla?"
"al massimo un 10%"
"è ridicolo, per quale ragione dovrei perdere tempo dietro ad una crescita così mediocre? Classificateli come esperimenti falliti e lavorate su di loro con progetti minori, è stato uno spreco di fondi. Fatico a credere che siano stati in grado di danneggiare Sephiroth!".
Hojo si allontana, innervosito dalla situazione. Cloud rimane immobile ad osservare, ma vede che nella capsula a fianco Zack fa pressione verso l'esterno. Lo scienziato lì presente si avvicina a lui.
"Non è ancora ora della cena, un solo cibo al giorno, dovrai aspettare altre tre ore".
Tuttavia, Zack se ne approfitta per sferrargli un pugno, ritrovando le forze necessarie per uscire da lì ed evitare che l'uomo suoni l'allarme.
"Eh, no, non ho alcuna intenzione di tornare lì dentro!".
Il Soldier stordisce lo scienziato e si avvicina alla sua spada, l'inseparabile Buster Sword, poi con essa distrugge la capsula in cui è posizionato Cloud.
"Presto saremo fuori da qui, c'è un posto che desidero mostrarti a Midgar"
Non riuscivo a comprendere cosa fosse successo, ero incapace di parlare, l'energia Mako aveva preso il sopravvento su di me e stava dominando la mia mente. Eppure, la sola presenza di Zack mi impediva di impazzire, cercavo la forza di combattere un potere incontrollabile. Sebbene fossi stato io l'uomo capace di abbattere Sephiroth, Zack era molto più forte di me, la sua mente aveva resistito perfettamente ai danni del pericoloso esperimento.
Zack fornisce a Cloud una nuova uniforme da Soldier di prima classe.
"Purtroppo non ho altre vesti, pensavo di inaugurare questa al mio ritorno a casa, ma preferisco che la tenga tu. Dobbiamo affrettarci a scappare da qui perché a breve saremo circondati, non preoccuparti di nulla, se mi seguirai andremo insieme a Midgar, mi occuperò di te e ti farò conoscere quella ragazza speciale"
Mai ho visto nel suo volto il fastidio nel doversi prendere cura di me che ero in condizioni terribili, incapace di fare qualsiasi gesto, perfino di pronunciare una parola dal senso compiuto. Circondati da guardie della ShinRa, siamo riusciti a fuggire solo perché lui mi ha trascinato sulle spalle. Tutto quello che ricordo è che Zack fu in grado di ottenere un passaggio sul retro di un furgone diretto alla città di Kalm. Lì, potevamo avvicinarci alla città, fortunatamente Zack aveva qualche amico che l'avrebbe lasciato passare. La parte difficile era quella di superare la sorveglianza, la ShinRa sapeva che un Soldier in fuga sarebbe tornato a casa, ma nel suo caso la persona che desiderava rivedere era a Midgar, proprio a pochi passi dalla loro sede principale.
"Sai che ti dico, Cloud? E' tempo che ci troviamo un lavoro, ho pensato che il mercenario è adatto a due come noi. Zack Fair, ex Soldier di prima classe, ora un mercenario. Sono disposto a svolgere qualsiasi incarico a patto di ottenere il giusto compenso".
Poi gli venne fuori una risata naturale, era felice di immaginare un futuro radioso. Non so se ci credesse davvero o se era una speranza dal profondo del cuore, ma lui avrebbe gettato via tutto pur di incontrare ancora una volta la persona da lui amata. Trovo ironico che questa persona fosse proprio Aerith, da lui conosciuta cadendo sopra il tetto della chiesa.
Tifa, Barret e tutti gli altri sono realmente stupiti dall'affermazione di Cloud.
"Tu come sai che era lei?", Tifa appare curiosa.
"è semplice capirlo, durante gli esperimenti Zack mi ha trasmesso il suo dna ed i ricordi. In qualche modo aveva innescato in me un forte legame con Aerith, è per questo che quando l'ho conosciuta ho avvertito il bisogno di stare al suo fianco"
"non capisco, quindi tu eri diventato Zack? Di lui cosa ne è stato?"
"risponderò subito a questa tua domanda. Voglio parlarvi di come Zack ha affrontato la sua ultima grande battaglia, in che modo ha mantenuto il suo onore"
Davanti ad un colle, con la visione di Midgar a portata della sua mano protratta in avanti, Zack venne accerchiato da soldati della ShinRa: forze speciali con un incarico ben preciso: eliminarlo. Cinquanta, no, cento soldati pronti a colpirlo contemporaneamente, per lui era davvero giunta la fine della propria vita. Ma è in quei momenti che si delinea il carattere di una persona. Con la Buster Sword in suo possesso, continuava a sorridere dinnanzi ai nemici che attendevano l'ordine del proprio superiore per porre fine alla sua fuga. Non vi era rispetto per l'ultimo Soldier di prima classe sopravvissuto, si trattava di un capitolo del passato da chiudere al più presto.
"Abbracciate i vostri sogni e, qualunque cosa succeda, proteggete il vostro onore di Soldier. Fatevi sotto".
Io osservavo senza la capacità di reagire, una parte di me si stava risvegliando, ma avevo paura, qualsiasi movimento mi avrebbe portato ad essere notato. Zack combatteva i suoi nemici senza volersi arrendere al crudele destino che lo attendeva. Sapeva che per ottenere la libertà la posta in gioco era la sua vita, ma ha voluto crederci. I soldati sconfitti cadevano a terra, ma dalla distanza arrivavano continuamente colpi di fucile. Il mio grande amico non poteva essere sconfitto dalla gente, bensì dalla stanchezza. Era come se poco per volta stesse perdendo le sue capacità nel combattere, ferito ma non in modo mortale.
La sua spada non veniva mai abbassata, per quando la sua schiena si protraesse in avanti e le gambe cedessero il passo alla fatica. I rinforzi nemici arrivarono a sostituire coloro che erano caduti in battaglia. Volevo urlare, gridare a Zack che io credevo in lui, che mi aspettavo che avrebbe fatto qualcosa che nessun altro poteva, ma i nemici ignorarono l'onore sparandogli allo stesso tempo per non dargli alcuna via di fuga.
La Buster Sword cadde a terra e, seppur disarmato, Zack non ebbe un attimo di tregua, continuando a subire i colpi nemici. Era la fine di un eroe, accompagnata da un urlo carico di tutto il suo dolore e la rabbia per non essere stato in grado di entrare a Midgar. Poteva osservarla dalla distanza, sapendo che mai sarebbe giunto lì. I membri della ShinRa vennero costretti ad allontanarsi, i Turks sapevano già cos'era successo e diedero loro l'ordine di portare rispetto ad un uomo che stava morendo, lasciandolo libero di trascorrere gli ultimi secondi della sua esistenza lontano dalle loro armi. Io fui ignorato per via delle mie condizioni.
Pioggia incessante, Zack è a terra, con la mano destra riesce a tenere stretta per l'ultima volta la sua Buster Sword. Cloud si trascina verso di lui.
Vederlo così indifeso mi riportò alla ragione: ricordai che ero un essere vivente, che potevo parlare e ragionare. E soprattutto che ero carico di dolore per quel triste momento.
"Zack..."
Ogni altra parola sarebbe stata sprecata, ero incredulo, ma lui ancora si sforzava di mantenere il suo onore. Fino all'ultimo istante senza mai perdere traccia di come aveva vissuto.
"Per entrambi... tu dovrai..."
Era affaticato, ma voleva parlarmi, sentivo che mi stava trasmettendo qualcosa di importante, lo ascoltai al meglio che potevo, anche se la mia mente era ancora offuscata da tutto quel tempo in cui era permeata da uno stato di incoscienza.
"Tu dovrai... vivere".
Vivere...
Ogni mio pensiero si fermò in quell'istante, è lì che avvenne la mia connessione con lui.
"Tu sarai la mia eredità vivente"
Zack stava morendo, eppure lo sentivo vivo, capace di ritrovare la speranza che gli era venuta a mancare durante la sua ultima battaglia.
"Il mio onore, i miei sogni, essi ora sono tuoi"
Con uno sforzo sorprendente, fu in grado di sollevare la Buster Sword con una sola mano, portandola verso di me, in modo che fossi io a prenderla. La spada era il simbolo del suo onore, in essa vi aveva riposto ogni desiderio di un futuro roseo. Lui non aveva tradito nessuno, era il mondo con le sue regole ad averlo pugnalato ingiustamente.
Impugnavo saldamente quell'oggetto che Zack aveva protetto così fortemente, nemmeno mi pareva di tenere un'arma, ma una gemma preziosa da non abbandonare mai.
"Io sono la tua eredità vivente"
Parlavo per convincermi della sua richiesta, non comprendevo ancora il senso delle sue parole, ma lui era felice. Aveva trasmesso se stesso ad un'altra persona, si era fidato di me, sapeva che un giorno avrei portato memoria delle sue gesta, forse sperava che io fossi andato a conoscere Aerith, proteggendola al posto suo. Dopo aver sentito la mia risposta, Zack chiuse gli occhi e si lasciò andare ad un riposo meritato.
Mi accorsi che avevo perso tutto. Urlai con tutta la rabbia che avevo dentro da quando ero stato catturato dalla ShinRa ed usato come esperimento. Odiai come non credevo che sarei mai stato in grado di fare, solo per qualche secondo, soffocato dalla pioggia battente che non voleva saperne di donarmi pensieri positivi.
La mia mente tornò a spegnersi, senza sapere cosa stavo facendo mi incamminai verso Midgar con la spada in mio possesso.
Ero diventato un Soldier di prima classe senza essermi mai meritato questo grado.
Ragionavo come Zack Fair, provavo le sue stesse emozioni.
Eppure, ero Cloud Strife, un'ombra confusa del ragazzo che voleva seguire le orme di Sephiroth.
Tutto quello che mi guidava era l'eco della voce di Zack.
"Abbraccia i tuoi sogni. Se vuoi essere un eroe devi avere dei sogni".
Rivivevo in ogni secondo scandito dalle leggi del tempo il discorso di Zack, la sua eredità che mi aveva lasciato.
"Grazie di tutto. Buona notte, Zack".
Fu così che Tifa mi trovò mentre vagavo per un vicolo a Midgar e che la nostra storia ebbe inizio. Fui guidato da lui, temprato nell'orgoglio.
Cloud finisce il suo racconto, ancora scosso dal ricordo. Impugna la Buster Sword e la solleva.
"Non posso giurare sull'onore, ma vi garantisco che questa spada mi accompagnerà nella battaglia finale"
Zack, Aerith, io ho perso entrambi, tasselli fondamentali nella formazione dell'uomo che sono ora, però ho ancora amici da proteggere, che saranno pronti a combattere al mio fianco. Posso seguire l'unico sogno che mi è rimasto: mantenere tutti vivi, evitare che un mio compagno cada ancora in battaglia.
Commento finale dell'autore
I capitoli tragici sono belli da scrivere ma nessuno vorrebbe mai concluderli in quanto si perde una speranza. Poi, trovare una massima che faccia andare avanti con buone prospettive è ancora più difficile. Davvero, dal prossimo capitolo cambierò il tono della narrazione, preferisco dare una visione positiva dei pensieri di Cloud anche mentre il mondo sta perdendo le speranze. Zack rimane il mio personaggio preferito dell'universo di Final Fantasy VII insieme a Cloud, spero di averlo omaggiato degnamente, o almeno di averci provato.
