Quando entrai in casa Angela stava cucinando.
Maura: che buon profumo
Angela: oh ciao Maura, Jane dov'è?
Maura: passa da casa per Jo-Freday
Angela: speriamo non faccia tardi
Maura: metto a registrare la partita e ti aiuto
Angela: si grazie c'è da apparecchiare la tavola, io sono quasi pronta, quando arriva Jane metto a cuocere la pasta.
Misi con attenzione la registrazione della partita, preparai la tavola, ero strana, stare lì con Angela e non poterle dire quello che provavo per sua figlia era difficile; e poi mi faceva male il sedere proprio dove avevo sbattuto quel pomeriggio, anche se a pensarci ancora ridevo. Diedi da mangiare a Bass una bella fragola e misi della lattuga vicino all'acqua. Cercavo di non stare ferma per non dover parlare troppo con Angela, lo so era patetico.
Finalmente arrivò Jane, i vestiti cambiati, i capelli luminosi ed aveva un buon profumo.
Jane: ciao Maura ciao MA!
Angela: ciao Jane
Maura: ciao tesoro.
Si mise subito alla tv con la sua birra davanti e i piedi sul tavolinetto.
Jane: ma chi diavolo ha messo in campo? Ma dai così gli regaliamo la partita!
Maura: tu non sei l'allenatore
Jane: si dice coach e potrei farlo! MA DAIII?
Angela: che succede adesso?!
Jane: quell'idiota ha perso la palla, gli ha regalato due basi, è incredibile
Angela: si certo, però ora vieni a tavola, spegni la tv!
Jane: uffa!
La cena era squisita come la compagnia, parlavamo del più e del meno evitammo il caso in arrivo dal Messico, ma Jane scherzò un po' su quel centro per anziani con Angela
Jane: Mhmm mamma la pasta è buonissima
Maura: si Angela hai superato te stessa
Angela: grazie ragazze
Maura: me la devi insegnare, piacerebbe molto anche a mia madre.
Angela: è una ricetta di famiglia
Maura: oh
Angela: oh Maura ma a te la insegno, tanto quella testona di Jane non la imparerà mai.
Jane: Ma! quando mi servirà userò il ricettario di famiglia che tieni custodito come una reliquia
Angela: e quando ti servirà mai, se non trovi un marito!
Jane: ma a Maura la insegni senza marito
Angela: si ma lei me lo ha chiesto!
Jane: Ma mi insegni a fare questo squisito sugo?
Angela: ma certo tesoro!- si alzò- vado un attimo in bagno.
Io e Jane ci guardammo, sapevamo che prima o poi le avremmo parlato, ma certo non sarebbe stato facile!
Jane era seduta accanto a me e da sotto il tavolo mi accarezzò la coscia, le sue dita sulla mia pelle mi diedero un fremito, continuò ad accarezzarmi, sentivo la sua mano delicata che mi cercava, scavallai la gamba, la mano passo nell'interno coscia ed un brivido mi pervase fino alla nuca.
Se Angela non fosse uscita dal bagno l'avrei baciata.
Angela: Jane almeno aiuta a sparecchiare
Maura: non importa ci penso io a riordinare -mi alzai in fretta-
Angela: JANE!
Jane: MA ci pensa lei, io guardo la partita
Angela fece un gesto di stizza, Jane prese la birra e si mise sul divano davanti alla tv.
Mi piaceva vederla lì sul mio divano a guardare la partita rilassata e a suo agio, sparecchiai e Angela mi impedì di ripulire la cucina, così mi sedetti accanto a Jane.
Maura: allora come va la partita?
Jane: male siamo sotto di 2. Andiamo prendi la palla IDIOTA
Maura: sai che non ti sente, vero? Urlare è inutile!
Jane: non ne sarei così sicura, la palla l'ha presa!
Maura: è registrata! Non puoi cambiare il risultato!
Jane: non rovinarmi lo sport nazionale per favore!
Jane guardò verso Angela intenta nelle pulizie e poi mi accarezzo il viso e mi prese per mano. Sembravamo due ragazzine che si nascondono dai grandi.
Jane: hai un buon profumo
Maura: grazie anche tu! Hai usato quel bagno doccia che ti ho regalato?
Jane: si! Ho fatto una doccia prima di venire qui
Maura: l'ho notato, lo hai fatto per me?
Jane: l'igiene personale è importante Maura!
Mi fece l'occhiolino.
Angela, finito di pulire, si sedette con noi sul divano, sembrava non volerci lasciare sole.
Finì la partita, i Red Sox avevano vinto, ma Angela restava lì, così Jane ebbe un'idea
Jane:Maura ti va di uscire?
Angela: adesso? Ma domani non lavorate?
Maura: beh si!
Jane: Ehi! I Red Sox hanno vinto e va festeggiato!
Maura: beh se è per i Red Sox, ma non facciamo tardi!
Jane: promesso, una birra, anzi berrò un bicchiere di vino
Maura: allora bisogna festeggiare!
Angela: uh una replica del dottor Oz che bello!
Jane si alzò e prese le chiavi della macchina
Jane: andiamo! Prima che il dottor Oz ci faccia cambiare idea!
Angela: faresti meglio a seguire i suoi consigli, lui sa cosa è bene per la salute
Jane: Maura andiamo!
Maura: si prendo la giacca.
Uscimmo di casa ed entrammo in macchina Jane si girò verso di me e mi toccò nuovamente la coscia
Jane: Bene, allora dove eravamo rimaste-la mano salì-
Maura: non farlo mai più davanti a tua madre.-sussurai-
Jane: non te lo posso promettere.
Maura: allora quando metterai la gonna potrò farlo anche io!
Jane: devi!
Ridemmo entrambe, Jane continuava ad accarezzami le cosce
Non resistevo più allargai le gambe, la baciai tendole il viso con le mani.
Come le sue dita mi raggiunsero nell'intimo, gemetti sotto voce
Maura: Ohoo... Jane ti prego
Jane: ti prego basta?
Maura: ti prego ancora!
Jane: andiamo a casa mia, se restiamo qui mi dovrò arrestare per atti osceni!
Maura: solo se non toglierai la mano da dove è adesso!
Jane: hai tuo ordini!
Entrati nell'appartamento spinsi Jane contro la porta le sfilai la giacca e le alzai la maglietta, la baciai salendo fino al seno, si tolse la maglia mentre io le sganciavo la cintura, le lingue si intrecciavano, ci assaporammo, Jane mi tolse giacca e gonna in un istante mentre sbattevamo per tutta la stanza, cercando di raggiungere la camera.
I vestiti sparsi per tutto il corridoio, il mio reggiseno sulla piantana, le mutande di Jane in un angolo, arrivammo nude nel letto.
Le baciai il collo, le succhiai l'orecchio e con le dita le toccai il clitoride facendola godere, volevo fosse mia.
Maura: adesso ti pentirai di avermi fatto eccitare con tua madre presente.
Jane: ho come l'impressione che mi piacerà vederti arrabbiata!
Maura: allora fammi sentire che ti piace!
Avevo tanta voglia di lei e del suo corpo, volevo farla sentire speciale come mi sentivo io con lei, volevo che sentisse tutto l'amore che sentivo dentro.
Muovevo le dita sul suo clitoride, poi la penetrai, Jane gemeva, e stringeva le lenzuola con le mani, le succhiavo i seni poi le diedi l'orgasmo anche con la lingua.
Jane: sei fantastica... ma adesso è il mio turno
Maura: non ho ancora finito con te, ti ho detto che te l'avrei fatta pagare!
Jane: sapevo che mi sarebbe piaciuta la tua vendetta, ma non sapevo quanto
Maura: non lo sai ancora!
Salii sopra la mia Jane, cominciai a muovermi, le nostre eccitazioni si mescolavano ed aumentavano mentre sfregavo il mio clitoride contro il suo. Era bellissima, il suo viso mentre godeva era uno spettacolo della natura
Insieme godevano, ci toccavamo e ci baciavamo, un orgasmo rumoroso e passionale ci travolse all'unisono
Cademmo sudate con la testa sul cuscino, appagate ed innamorate.
Jane: Dio come ti amo dottore
Desideravo tanto sentirmelo dire, non trattenni la gioia e mi scesero delle lacrime
Maura: ti amo anche io più di quanto abbia mai amato nessuno.
Jane: amore mio sei bellissima e mi hai rapito il cuore, ma non ho più paura, so che ne avrai cura. Ero spaventata da quello che provavo per te, ma ero solo una sciocca. Adesso mi sento così felice e completa
Maura: Lo sono anche io, non mi sento più sola con te al mio fianco.
Le sue parole erano amore puro, era tutto perfetto come non lo era mai stato, mi perdevo ne suoi occhi e mi sentivo viva sotto le sue mani.
Ci baciammo per alcuni minuti, ci baciammo le lacrime di gioia che scendevano sui nostri visi, ci baciammo sul cuore che batteva ancora forte, le baciai tutte le cicatrici che il lavoro le aveva lasciato, Jane mi baciò le cicatrici che la vita mi aveva fatto.
Ci addormentarono felici in quel piccolo disordinato appartamento.
