Le settimane passavano e mia madre prima aveva promesso che sarebbe venuta a trovarmi, poi tre giorni prima del suo arrivo mi chiamò scusandosi ma un impegno improvviso l'aveva costretta a disdire, posticipando a data da definire il nostro incontro, io e Jane stavamo insieme da quasi sei mesi ed ancora non ero riuscita a dire a mia madre della nostra relazione.

Una sera cenavamo insieme e parlavamo della difficoltà di parlare a mia madre anche solo per telefono quando ad Angela venne in mente di chiedere a Jane di suo padre ne uscì una brutta discussione

Angela: Jane quant'è che non senti tuo padre?

Jane: perché? È successo qualcosa?

Angela: no niente!

Jane: Ma! Cosa ha fatto?

Angela: niente Jane era solo per chiedere! È tuo padre!

Jane: ah si? Cambiamo argomento!

Angela: Jane, quando lo dirai a tuo padre?

Jane: di cosa?

Angela: di voi due

Jane: a papà?! Anche mai, lui è uscito dalle nostre vite Ma, dopo tutto quello che ha fatto a te che ha fatto alla nostra famiglia, non gli devo più niente!

Angela: oh Jane ma è sempre tuo padre

Jane: beh quando si ricorderà di avere una figlia io mi ricorderò di avere un padre chiuso!

Maura: Jane!

Jane: chiuso!

Angela: Maura è una parte importante della tua vita non vorresti parlargliene?

Jane: perché lui parla con me?

Angela: ma Jane!

Jane: adesso basta Ma! Il tempo per chiamare Tommy lo trova ma me e Frankie no!

Maura: forse con lui si sente meno giudicato!

Jane: oh si certo poverino, ma io sono sua figlia, lo adoravo lo sapete! E lui che uomo è diventato! Non so più chi è!

Angela: è sempre tuo padre ha commesso degli errori ma lo puoi perdonare se solo volessi!

Jane: lui ci ha lasciato!

Angela: no ha lasciato me!

Jane: no ha lascito la famiglia! Non ha detto niente e se ne è andato in Florida...con qualche purr...che ci resti! Che sia chiaro per tutti NON GLI DEVO NIENTE
Angela: ma Jane..

Jane: HO DETTO BASTA! Non ne voglio più parlare! MAI PIU' MA! NON VOGLIO PIU' SENTIRE IL SUO NOME! Ha preso la sua decisione ed io la mia!

Jane si allontanò, parlare di suo padre l'aveva resa cupa, non ci avevo neanche pensato a suo padre, era tanto che era fuori dalle nostre vite, ma per Jane era una ferita aperta, il comportamento di suo padre ancora non lo capivamo.

Jane era visibilmente furente e Angela amareggiata se ne andò senza dire una parola, presi una birra per Jane e gliela portai, la prese e mi accennò un piccolo sorriso, aveva gli occhi tristi, mi faceva soffrire vederla così.

Maura: amore..

Jane: no ti prego Maura non ne parliamo.

Maura: ok se vuoi ci vediamo il canale dedicato allo sport?

Jane: è una magra consolazione, ma se mi stai vicina, migliora!

Maura: certo accendi la tv, mi preparo un tè e arrivo.

Mentre preparavo l'infuso Jane si alzò dal divano e mi venne vicino

Jane: Tesoro, tra poco sono sei mesi che stiamo insieme

Maura: lo so, che cosa avevi in mente?

Jane: che ne dici se andiamo in un bel ristorante, uno di quelli che piacciono a te e festeggiamo? Una serata speciale!

Maura: è un'idea favolosa! Ma ti dovrai mettere un vestito adatto!

Jane: ho sempre quello che mi regalasti tu! Non l'ho mai usato!

Maura: perfetto, anche io ne ho uno che aspettava l'occasione giusta!

Venerdì sera prenotai al Hamersley's Bistro adoravo quel posto e la carta dei vini era la migliore della città! E la cucina era a vista, era sinonimo e garanzia di pulizia e igiene. In più aveva una buona carta delle birre ed era ovviamente molto elegante e con un servizio impeccabile. Avevo un piano per quella sera, progetti precisi, ero emozionata.

Jane mi passo a prendere puntualmente, ma io non ero ancora pronta!

Jane: Mauraaaa?

Angela: Jane, sei bellissima!
Jane: grazie! Dov'è Maura?

Angela: è quasi pronta... credo!

Jane: Maura TESOROOOOO

Maura: arrivo due minuti!-dissi dalla mia camera-

Jane: non voglio fare tardi!

Angela: ha detto che conosce bene il posto e le terranno la prenotazione!

Jane: Ok!

Angela: sei nervosa tesoro?

Jane: si! È che vestita così!

Angela: sei incantevole! Fatti abbracciare

Jane: NO! Mi sciupi il vestito

Angela: oh dirai così anche a Maura?

Jane: ahaaah! No, lei lo deve stropicciare

Angela: lo immaginavo!

Le sentivo parlare dalla camera, erano divertenti, arrivai nei due minuti promessi a Jane

Jane: oh mio Dio mi manca il respiro

Maura: ti senti bene?

Jane: sei bellissima questo vestito è...wow

Maura: anche tu stai benissimo con questo vestito, sapevo che era perfetto per te!

Quando la vidi tolse lei a me il fiato, i capelli sciolti, il vestito le accentuava le forme e le scarpe le facevano risaltare le gambe! Sapevo che vedendola vestita così avrei desiderato spagliarla!

Ci scambiammo un bacio e Angela insistette per farci una foto con il cellulare, sarebbe stato un bel ricordo disse.

Prendemmo la mia macchina, quella di Jane era della polizia e non era adatta, ma volle guidare lei comunque.

Arrivammo al ristorante con solo venti minuti di ritardo rispetto alla prenotazione, avevo deciso che quella sera sarebbe stata speciale e tutto procedeva nel verso giusto, Jane era sorridente e sono certa che il mio viso era raggiante.

Maura: prima di entrare vorrei dirti una cosa

Jane: dimmi tesoro

Maura: perché tu lo sappia questa sera...

Jane: cosa!

Maura: non indosso biancheria-le sussurrai-

rimase un attimo in silenzio tenendomi la mano poi

Jane: andiamo subito a casa!

Maura: noo

Jane: questo vestito già mi toglie il fiato continuo a guardarti e non so se è la scollatura o la schiena nuda o il fatto che ti fa risaltare lo splendido sedere che hai, ma adesso giuro, voglio tornare a casa e togliertelo!

Maura: no

Sorrisi ed entrai prima di lei.

Jane: continuo ad immaginarti nuda!- mi sussurrò-

Maura: buonasera ho prenotato per due a nome Isles

Addetto alla sala: certo buona sera Signora Isles la faccio subito accomodare

Maura: era proprio quello che volevo amore!-le risposi sussurrando-

Jane: Dio spero che il cibo sia dannatamente buono perché sarà una cena lunga

Maura: il cibo qui è squisito vedrai hanno una vasta scelta anche di birre se vuoi

Jane: io la mia scelta l'ho già fatta! Tu sei la mia birra preferita

Cameriere: prego signore se volete seguirmi!

Maura: grazie

Il tavolo, come da me richiesto, era appartato ed illuminato da una candela

Cameriere: ecco il vostro tavolo

Jane: grazie

Feci un cenno a Jane che aspettasse a sedersi, il cameriere prima fece sedere me poi sistemò la sedia per lei.

Jane: grazie, non ci pensavo, mi sarei seduta da sola

Maura: non sarebbe stato grave

Jane: ci sono altre cose che vorresti dirmi?

Maura: si ma la serata è lunga, ordiniamo dello champagne vuoi?

Jane: si certo

Cameriere: lo faccio portare subito

Jane: questo vestito è dello stesso colore dei tuoi occhi. Magnifico

Maura: anche tu sei stupenda sembri risplendere

Jane: è luce riflessa, la tua luce e giuro che resistere al pensiero che mi hai messo in testa è dura.

Maura: anche io ho in testa un paio di idee, ma l'attesa rende tutto più eccitante.

Ero di nuovo dentro ad un sogno, Jane era bellissima continuavo a guardarla sbalordita di quanto fosse bella e a suo agio anche con un vestito così sexy, i ricci che le incorniciavano il viso, le mani che muoveva mentre mi parlava erano quasi ipnotiche con le sue dita lunghe e affusolate che mi facevano impazzire, mi faceva girare la testa

Maura: mi sento stordita e non è il vino

Jane: ne sei sicura?

Maura: ne sono certa sei tu!

Jane: no perché questo vino wuooo!

Maura: smettila!

Jane: qui è tutto buonissimo

Maura: sono lieta che ti piaccia

Jane: adesso mi vuoi dire cosa ti gira nella testolina?

Maura: ho tante cose in testa, ma solo una al momento posso dirla a voce alta

Jane: bene sentiamo quella... per le altre aspetterò per ora!

Maura: io con te sono felice

Jane: anche io tesoro

Maura: è tanto che cerco l'occasione ed il momento giusto per chiederti una cosa, ho aspettato e credo che questa sia l'occasione giusta, io sto bene con te e in questi ultimi mesi tutto sommato, a nostro modo, lo abbiamo fatto, non voglio sembrarti invadente ne forzare nessuna decisione, spetta comunque a te, io...

Jane: Maura? ti prego cosa c'è?

Maura: voglio che sia chiaro che se non sei d'accordo io..

Jane: per l'amor del cielo Maura!

Maura: vorresti vivere con me? Ti piacerebbe se vivessimo insieme?

Jane: wow questa serata è incredibile, sono felice che mia madre ci abbia fatto una foto ricordo!

Trattenni il fiato mentre mi parlava, il cuore mi batteva forte, adesso avrei finalmente saputo se anche per Jane era arrivato questo momento

Jane: speravo che me lo chiedessi!

Maura: quindi SI!?

Jane: certo che si, è da mesi che lo desidero!

Maura: Oh bene oddio! E perché non me lo hai detto prima?

Jane: una sera mesi fa, quando portai dei vestiti, avrei voluto, ma ho pensato che tu non eri pronta, non volevo sembrarti insistente, mi era sembrato di chiedere troppo!

Maura: oh Jane, ricordo quella sera, credevo che tu non volessi, io ti avevo offerto il posto nell'armadio, temevo di averti messo fretta!

Jane: è quello che avevo pensato anche io portando le mie cose, ma tu non sei quella che legge le espressioni facciali?

Maura: si ma non sempre quando si è coinvolti è così facile o immediato è una scienza complicata sai?!

Jane: bene lo terrò a mente! Allora quando ti trasferisci da me?

Rimasi credo impietrita, vivere da lei? certo il posto non importava, ma casa mia era più grande, avevo il mio studio le mie cose

Scoppiò a ridere

Jane: dovresti vedere la tua faccia Tesoro, se non fosse che ti amo mi offenderei!

Maura: no è che io non cioè sai

Jane: stavo scherzando Maura!

Maura: oh bene, cioè il posto non importa ma casa mia è più grande

Jane: ci sono milioni di cose tue che in casa mia non ci starebbero e poi il tuo studio

Maura: ho molte stanze, ne sceglieremo una che faccia da studio anche per te e la sistemiamo!

Jane: mi basta il posto nell'armadio... e nel bagno!

Maura: nel bagno sarà più difficile!

Jane: già!

Maura: allora vivremo insieme?

Jane: si!

Maura: allora stasera dormiremo nel nostro letto!

Jane: non credo che ti farò dormire molto stasera!

Maura: ci conto!

Prendemmo il dolce e cominciò ufficialmente il corteggiamento reciproco! Giuro che sarei voluta essere il cucchiaino della sua panna cotta, il modo in cui mangiava era eccitante, sentivo il calore tra le mie cosce, cominciai a toccarle le gambe con il mio piede. Ero arrivata alle sue cosce quando arrivò il conto.

Jane: lascia pago io

Maura: no sei mia ospite questa sera

Jane: non voglio essere tua ospite

Maura: non essere sciocca, ho organizzato tutto e le sorprese non sono finite stasera lascia che ti corteggi un po' anche io!

Jane: ai tuoi ordini!

Quando mi diceva così mi faceva impazzire e Jane lo sapeva bene, tornammo a casa in fretta, dove altre sorprese ci attendevano.