Al mattino non era più tra le mie braccia, mi svegliai sola nel letto, il suo lato era freddo, era in piedi da un bel po'. Mi alzai sperando di trovarla in cucina, ma c'era un biglietto con su scritto: sono a fare jogging non farò tardi ti amo J
preparai un po' di colazione ed il caffè, sentii aprire la porta
Maura: Jane? Sei tu?
Jane: uuh si buon giorno
Maura: buon giorno, tutto bene?
Jane: si certo, avevo voglia di una corsetta
Maura: potevi svegliarmi sarei venuta con te!
Jane: avevo bisogno di riflettere, mi faccio una doccia!
Si girò e se ne andò, non mi aveva neanche dato un bacio, solo un piccolo sorriso distratto, forse la corsa non le era servita o forse non mi sarebbero piaciute le sue conclusioni. Cominciai a preoccuparmi un po'. Forse ero stata troppo pressante, ero pensierosa, avevo sbagliato qualcosa?! Il dubbio cominciò a insinuarsi nella mia testa.
Dieci minuti dopo Jane tornò in cucina già vestita per andare a lavoro
Maura: ti ho preparato il caffè ed un po' di colazione se vuoi, io mi vesto e poi andiamo
Jane: grazie, bevo un sorso e vado vorrei fare una cosa prima del lavoro
Maura: posso sapere cosa?
Jane: passo dalla banca a chiedere delle informazioni
Maura: hai deciso qualcosa?
Jane: niente di definitivo, per questo devo avere alcuni chiarimenti
Maura: se vuoi sento il mio consulente bancario-cavolo smetti di essere insistente-
Jane: no grazie per ora va bene così
Maura: come vuoi!
Jane: ciao Tesoro ci vediamo dopo
Maura: ciao Jane a dopo
Mi salutò con un piccolo bacio, ma non era freddo, sentii le sue labbra morbide premere sulle mie, mi sorrise e mi accarezzo velocemente il viso, quel piccolo calore mi scaldò. Ne avevo proprio bisogno.
Mi feci una doccia pensierosa, non volevo che i miei genitori avessero ragione in nessun modo, avrei fatto di tutto per risolvere la situazione, ma dovevo agire con cautela, non dovevo mettere in difficoltà Jane e forse lo avevo già fatto, forse la mia proposta, quella della sera prima, era stata inopportuna, dovevo chiederle scusa dovevo rimediare, ecco sarei andata da lei e le avrei parlato, dicendole che avrebbe dovuto fare come voleva e che a me sarebbe andato bene comunque. Avrei dovuto dirglielo prima.
Andai direttamente in ufficio, Susie mi salutò calorosamente e mi chiese discretamente delle vacanze italiane, nonostante volessi parlare con Jane raccontare delle migliori vacanze della mia vita mi rallegrò inevitabilmente. Mi resi conto durante il nostro dialogo che guardava l'anello, Susie dimostrò discrezione non chiedendo niente, io le sorrisi e le raccontai tutto, la sua reazione di gioia era genuina e estremamente felice, le scappò addirittura di abbracciarmi, se ne scusò, io risi e le dissi che andava bene essendo una conversazione personale e non di lavoro.
Tornammo ai nostri impegni, probabilmente non avrei potuto parlare con Jane prima di pranzo.
Ero alla mia scrivania a recuperare un po' di lavoro arretrato, da poco più di un'ora quando Jane entrò nel mio ufficio con una donna ispanica al suo fianco
Jane: eccoci qua, ciao Maura ti presento Riley Cooper il nuovo detective assegnato alla omicidi.
Maura: oh piacere sono la Dottoressa Maura Isles medico legale capo del Commonwealth del Massachusetts
Sottolineai l'ovvio, Jane sorrise, il detective Cooper era una bellissima ragazza sorridente
Riley: è un vero piacere conoscerla, ho sentito molto parlare di lei
Maura: oh grazie
Jane: non ha detto se bene o male
Maura: oh certo, spero bene
Riley: oh si grandi cose
Jane: bene, ti faccio fare un giro, ci vediamo dopo dottoressa!
Uscirono ed io mi sentii stupidamente gelosa, Jane mi aveva chiamato dottoressa, come per prendere le distanze? Lo so era una sciocchezza, mi chiamava così anche prima di fare l'amore, ma aveva fatto quel gesto, l'aveva accompagnata fuori appoggiando la sua mano sulla schiena del nuovo detective, quel gesto era mio, lo poteva fare solo a me, perchè mi dava sempre dei brividi perchè mi faceva sentire sua, era sciocco da parte mia lo so, ma dentro sentivo un'agitazione che controllavo a fatica. Forse la mia insicurezza derivava dal problema non risolto, dai miei dubbi. Mi rimisi a lavorare per non pensare troppo.
Fortunatamente, per me, arrivò una chiamata, per un corpo trovato vicino al porto.
Arrivai lì e Jane non c'era ancora, Frankie e Korsak invece erano già al lavoro.
Korsak: salve dottoressa, da questa parte
Maura: buon giorno sergente, Jane non c'è?
Korsak: sta arrivando era con il detective Cooper passavano loro a prendere i caffè
Maura: capisco, vediamo il corpo
Mi abbassai sul corpo di una donna e feci le mie analisi concentrandomi sul mio lavoro, il lontananza sentii la risata di Jane insieme a quella di un'altra donna, verosimilmente Riley Cooper, mi voltai ad osservarle. Nuovamente quella brutta sensazione mi assalì.
Jane: ehi dottoressa cosa abbiamo qui?
Maura: ciao Jane donna sulla trentina, morta dissanguata da 6 ore circa, dopo un brutale accoltellamento
Riley: brutale?
Maura: ho contato 5 ferite da arma da taglio ed una evidente frattura del setto nasale.
Jane: brutale! Sappiamo come si chiama?
Frankie: si aveva i documenti Dana Foster 34 anni abita a due isolati da qui e lavorava all'ufficio postale.
Korsak: bene come al solito dividiamoci i compiti.
Jane: io e Riley andiamo sul posto di lavoro
Frankie: ok noi controlliamo la casa
Maura: e io comincerò l'autopsia il prima possibile, ci vediamo in centrale
Jane: ok Maura, porto il pranzo?
Maura: mi piacerebbe grazie, se voui scegli tu!
Jane: sicura?
Maura: no!
Ridemmo tutti e mi allontanai, tornai all'obitorio, il corpo rimase bloccato nel traffico, così quando Jane arrivò con il pranzo non avevo ancora cominciato.
Jane: ciao Tesoro allora hai novità?
Maura: no il corpo è appena arrivato era bloccato nel traffico, comincio ora se vuoi
Jane: no mangiamo ho fame
Maura: cosa hai preso?
Jane: Una bella insalata ricca per te e un bel panino per me!
Maura: dovresti mangiare l'insalata anche tu
Jane: oh ma c'è una bella foglia di insalata nel mio panino!
Ci sedemmo a mangiare, Jane sembrava più serena, così entrai nel discorso
Maura: possiamo parlare?
Jane: certo che c'è?
Maura: senti mi dispiace per ieri sera, credo di essere stata inopportuna
Jane: no non lo sei stata, ma non voglio i tuoi soldi
Maura: capisco
Jane: stiamo diventando una famiglia, ma gli anelli sono l'ultimo acquisto importante che farò da sola e li pagherò io senza l'aiuto di nessuno! Vorrei però parlare con il tuo consulente di banca, per sapere le loro condizioni per un prestito o un'ipoteca, così faccio il riscontro con l'offerta che mi ha fatto la mia banca.
Maura: certo ne sarei felice, sono certa che ti farà buone condizioni
Jane: ecco problema risolto! Ah pensavo di affittare l'appartamento sai, anche se mi era venuto il desiderio di lasciarlo a mia madre!
Maura: ad Angela?
Jane: Beh così ce la togliamo dai piedi! Oppure mettiamo un campanellino come quello dei negozi alla porta, così la sentiamo entrare
Maura: ahaa sarebbe un'idea! Fai come credi, ma mi piace avere tua madre in giro!
Jane: lo dico sempre che sei strana!
Maura: Allora come ti sembra il nuovo arrivato?
Jane: ah Riley? Simpatica in gamba, è un po' spaesata, è stata tanto alla narcotici sotto copertura, ha un curriculum impressionante!
Maura: non sapevo che vi avrebbero assegnato un nuovo detective, va bene per te?
Jane: era un po' che lo sospettavo, è strano dopo Frost, ma ne avevamo bisogno.
Maura: spero che ti ci troverai bene
Jane: credo di si
Maura: comincio l'autopsia!
Jane: bene avverto Riley, voleva assistere
Maura: ah ok!
Avevo preso la decisione giusta, lasciare che prendesse la strada che per lei era più giusta, io dovevo solo appoggiarla, sostenerla.
Andai nella sala delle autopsie, mi preparai e cominciai le prime osservazioni, raccolsi vari campioni sui vestiti e sulle ferite, Jane poi mi aiutò a spogliarla e portò gli abiti ad analizzare, arrivò Riley in quel momento
Riley: salve dottoressa, posso?
Maura: certo, prego sto per iniziare con l'incisione a Y, spero non le crei problemi
Riley: ehm credo di no! Jane? Credevo fosse qua!
Maura: tornerà a minuti è andata in laboratorio a portare gli indumenti della vittima
Riley: allora se non le dispiace la raggiungo
Maura: faccia pure detective
Sorrise e si allontanò, io cominciai il mio lavoro.
Tornarono con in mano i caffè che avevo quasi finito.
L'autopsia rivelò che la ferita mortale era quella al polmone destro, morta in pochi secondi. Trovai anche traccie di epidermide sulle ferite all'addome. Il detective Cooper azzardò un paio di ipotesi, Jane la informò delle mie idee in proposito, non ebbe niente da obbiettare, sorrise caldamente, non sembrava poi tanto male infondo. Forse avevo affrettato il mio giudizio.
Arrivarono i primi risultati, vero le 4 del pomeriggio, avevo voglia di vedere Jane, così presi il fascicolo e andai nel suo ufficio, entrando trovai la solita lavagna trasparente con le foto e i dati raccolti, erano tutti lì a parlare, ma prima che si accorgessero di me, vidi Riley, guardava Jane, quello sguardo lo riconobbi, lo avevo avuto anche io, lo avevo anche ora, era quello sguardo che fai quando ti senti attratto da una persona e Riley lo stava facendo a Jane. Era assurdo, la conosceva da mezza giornata, non so se Jane se ne fosse accorta, ma io ne ero certa, la gestualità, la postura che teneva, il linguaggio del corpo, le espressioni che faceva mentre Jane esponeva le sue teorie.
Korsak: ehi doc! Dottoressa? Dottoressa tutto bene?
Maura: si si certo, ho i primi risultati
Jane: ehi Maura, qualcosa di buono?
Maura: mhmm l'impronta trovata sull'orologio non è nel sistema, e nemmeno il dna trovato sulla ferita all'addome, non è della vittima, ma posso dire solo che è di un uomo di origine ispaniche.
Frankie: ok allora cosa facciamo adesso?
Korsak: controlliamo il locale di quel bigliettino che aveva, vieni con me Frankie?
Jane: veramente?
Frankie: qualcuno deve pur farlo!
Riley: certo e voi siete pronti al sacrificio!
Korsak: ligi al dovere!
Jane: si certo!
Maura: ehm cosa non so?
Jane: tra i documenti aveva un biglietto di un night club, forse lavorava anche lì
Maura: ah capisco! Aveva un fisico molto tonico pensate che avesse un secondo lavoro?!
Jane: forse!
Frankie: controlleremo!
Jane: va bene, io e Riley vediamo se rintracciamo qualcuno della famiglia, per ora niente Frankie?
Frankie: la vicina mi ha dato il numero di emergenza che aveva lasciato, ma per ora non risponde nessuno, dovrebbe essere della madre!
Riley: faccio dei controlli, vedo se esce qualcos'altro
Maura: io torno giù, ci vediamo stasera?!
Jane: certo a dopo
La mia prima sensazione sul detective Cooper non era poi così sbagliata. Cercai di convincermi a non preoccuparmi.
Mandai un messaggio a Jane dopo le 6, dicendole che tornavo a casa, mi rispose che avrebbe fatto tardi! Mi trattenni un po' in ufficio, ma poi tornai a casa e prepari la cena. Jane rientrò dopo le otto. Rimasi ad attenderla con un libro sul divano
Jane: tesoro ciao!
Maura: oh ciao Jane!
Jane: scusa il ritardo, ma ho rintracciato la madre e ho fatto tardi
Maura: hai mangiato?
Jane: no, mi preparo qualcosa al volo
Maura: no ho cucinato e ti ho aspettato
Jane: veramente? Mi dispiace, potevi mangiare è tardi
Maura: oh no alla fine mi sono trattenuta in ufficio, è poco che è pronto e non avevo poi così fame.
Jane: apparecchio allora
Maura: ok preparo i piatti, sarà stata dura parlare con la madre.
Jane sospirò, avevano fatto un sacco di progressi nel pomeriggio, ma purtroppo niente di definitivo, la madre era distrutta dal dolore sarebbe venuta l'indomani a riconoscere il corpo della figlia, era fuori città per lavoro ma sarebbe rientrata in nottata.
Maura: Frankie e Korsak sono tornati o si sono persi nel locale?
Jane: oh si questa ti divertirà, il night club è in realtà un locale lesbo, fanno spettacoli per donne!
Maura: oh saranno rimasti delusi
Jane: scherzi!? Hanno visto e parlato con le cameriere e le bariste e con il titolare, Dana Foster era una cliente abituale. Andava lì da sola il più delle volte, era a capo dell'ufficio postale, nessuno la frequentava fuori dall'orario del lavoro nessuno la conosceva bene. Non credo che qualcuno sapesse qualcosa di lei.
Maura: è un peccato che non abbia trovato altro nella vita
Jane: già, ma Frankie e Korsak hanno apprezzato il locale comunque
Maura: immagino, con il detective Cooper?-diplomazia Maura-
Jane: qual'è il problema?
Maura: nessuno, era per sapere, dopo Frost non sarà facile-non essere insistente-
Jane: no! Ma cerco di non pensarci. Tv?
Maura: si.
Sparecchiammo e ci sdraiammo sul divano, mi misi tra le sue braccia e guardammo un film con la sua solita birra ed il mio solito vino. Non volevo pensare allo sguardo negli occhi di Riley, mi fidavo di Jane, ma mi sentivo comunque gelosa. Rimanevo tra le sue braccia, la sentivo che mi baciava la testa e mi odorava i capelli, ed ogni volta era come la prima volta, mi accarezzava la schiena ed io mi sentivo protetta ed amata.
Avrei dovuto sentirmi più sicura della donna che mi stringeva a se, mi aveva chiesto di sposarla, mi completava e mi rendeva felice, ma non mi ero mai sentita così, con quel groppo allo stomaco, dovevo riuscire a razionalizzare. Presi quest'impegno con me stessa, razionalizzare il sentimento. Mi addormentai con questo pensiero tra le sue braccia.
Spero che la storia vi piaccia, ho ancora in serbo un pò di cose piccanti se vi va nei prossimi posterò ancora, mi fanno sempre piacere i vostri commenti... sono sempre utili e accettati, anche le critiche grazie e Buon natale a tutte!
