Dopo una settimana il caso era ancora aperto, ma Jane sospettava del marito di una amica della vittima, diceva che aveva avuto un'intuizione e difficilmente si sbagliava.

La donna non sembrava convincente nei racconti della loro amicizia, c'erano dubbi su dove e come si erano incontrate e l'uomo, il marito, sembrava un po' troppo irascibile, così disse Jane.

Io ero riuscita a razionalizzare un po' i miei sentimenti di gelosia, anche se ogni volta che vedevo come Riley guardava Jane mi sentivo intimamente infastidita, non sapevo se parlarne con Jane, mi ripetevo che non dovevo preoccuparmi, non so se era la mia gelosia ma mi sembrava che Jane scherzasse molto con il detective Cooper, che flirtasse un po'.

Ero seduta alla Divisione caffè a sorseggiare una tazza di tè caldo.

Angela: Maura tutto bene?

Maura: si certo! Tutto bene

Angela: ti vedo strana, pensierosa, qualcosa non va?

Maura: niente, forse un pò stanca!

Angela: senti lo so che non sono affari miei ma...

Maura: Angela che c'è?

Angela: quella nuova Riley

Rimasi composta, non volevo darle a intendere nessuno dei miei pensieri, non subito almeno.

Maura: cosa!?

Angela: oh Maura non ci credo che non lo hai notato

Maura: notato cosa?

Angela: come guarda Jane!

Rimasi in silenzio, ma la mia faccia doveva essere più esplicita di quello che avrei voluto

Angela: allora lo hai notato anche tu! Maura, non devi preoccuparti per Jane

Maura: no no non lo sono perchè dici questo?

Angela: quella Riley! Ma ne hai parlato con Jane?

Maura: non c'è niente di cui parlare!

Angela: Jane ti ama da morire ma scherzano parecchio e quella tipa non mi convince.

Rimasi in silenzio un istante poi dalla mia bocca uscì inaspettatamente

Maura: neanche a me!

Angela: lo sapevo! Vuoi che le parli io?

Maura: No! non dirlo a Jane

Angela: perchè non gliene vuoi parlare?

Maura: no, no voglio sembrare una stupida!

Angela: secondo me dovresti farlo

Maura: per dirle cosa? Che il suo nuovo collega è palesemente attratto da lei? Che sono gelosa? Che anche se involontariamente ci sta flirtando?

Angela: si, si e si!

Maura: non posso!

Jane: cosa non puoi?

Angela: oh Jane ciao!

Maura: bere il tè è freddo ormai!

Jane: tesoro fattene fare un'altro!

Maura: no va bene così!

Angela: se sei sicura te? Io ci ripenserei!

Jane: Ma mica è un dramma, Maura stasera andiamo a Dirty Robber? I ragazzi vanno a bere qualcosa!

Maura: si certo volentieri, allora sbrigo le ultime pratiche e mi passi a prendere?

Jane: no dobbiamo trovarci là, devo andare con Riley a fare due chiacchiere con Amanda Carter, l'amica della Foster, voglio vedere se crolla, presa da sola!

Maura: ok ci vediamo lì più tardi

Jane:ok! Ciao Ma!

Mi diede un piccolo bacio sulla guancia e scappò via, Angela mi guardò con un'espressione dubbiosa, io diedi l'ultimo sorso al mio tè caldo e andai a lavorare.

Susie piombò nel mio ufficio che erano le 5 passate, stavo riordinando prima di raggiungere tutti al locale

Susie: dottoressa ho importanti novità!

Maura: oh Susie stavo uscendo, non possono aspettare domani?

Susie: ma sono sul caso Foster, è importante!

Maura: certo dimmi!

Susie: sono arrivati dei test sulla camicetta della vittima, ci eravamo concentrati come sai prima sul capotto e sull'intimo, ma la camicetta, legga dottoressa!

Presi la cartellina, e lessi attentamente il contenuto

Maura: avete fatto già la ricerca per confrontare il campione con il database?

Susie: si ed è uscito il nome! Ecco qua! Ha donato il midollo anni fa

Maura: non è un elemento decisivo, ma Jane saprà come muoversi. Bel lavoro Susie.

Susie: grazie dottoressa.

Uscii dall'ufficio, sapendo che Jane sarebbe stata soddisfatta dei risultati ottenuti, aveva finalmente qualcosa di solido su cui investigare. Glielo avrei detto subito, immaginavo già il suo sorriso, la sua reazione!

Arrivai al locale ovviamente in riardo aprii la porta cercando il gruppo di amici, li adocchiai ad un tavolo laterale, mentre mi avvicinavo Riley con un grande sorriso sulle labbra prese tra le mani il volto di Jane e la baciò!

Oddio, una parte di me è stata duramente colpita, mi gira la testa, le gambe tremano e la bocca è serrata. Che mi succede? Cosa hanno visto i miei occhi?

Tutti seduti al tavolo rimasero bloccati senza dire una parola, Frankie mi vide e sgranò gli occhi, Jane allontanò Riley dalla sua bocca e prima che qualcuno parlasse la mia bocca si sblocco, per così dire

Maura: cos..che.. cosa... che diavolo succede qui?

Jane si girò di scatto, aveva ancora i polsi del detective Cooper tra le mani e un'espressione scioccata

Jane: Maura!

Riley: dottoressa?! Che espressione severa!

Maura: COME HAI POTUTO!

Riley: non credev...

Jane: sta zitta Riley!

Riley: ma cosa...

Jane: zitta! Maura, non...

Maura: credo che me ne andrò, prima di perdere l'ultima briciola di compostezza che mi è rimasta.

Mi voltai, sentivo il mio viso prendere fuoco, le mani chiuse a pugno strette da bloccare il flusso sanguigno, sentii rumori dietro di me, forse Jane che urlava, ma non credo a me!

Arrivai alla macchina e partii, mi resi conto che Jane era fuori che gridava, questa volta di sicuro a me, ma non mi fermai, ero in preda all'ira, guidai oltre i limiti di velocità consentita, respiravo affannosamente, ma solo chiusa la porta di casa cominciai a piangere, avevo perso l'ultima briciola di compostezza.

Entri nel mio studio e chiusi a chiave la porta, mi sedetti sul divanetto e continuai a piangere. Mi maledicevo per non aver parlato con Jane, per non averle detto i miei dubbi le mie paure, che si erano palesate a me nel modo più atroce. Tradita così di fronte a tutti gli amici e colleghi.

Non passò molto tempo che Jane arrivò, la sentii chiamarmi, ma non risposi, mi cercava per tutta la casa, poi arrivò alla porta del mio studio, ovviamente la trovò chiusa. Busso contenendo l'impeto

Jane: Maura apri, dobbiamo parlare

rimasi in silenzio asciugando le lacrime. Busso un po' più forte.

Jane: apri, fammi spiegare. Apri ti prego parliamo.

Busso più forte.

Jane: non fare così, lo so che sembra un cliché ma ha sorpreso anche me!

Maura: non me!

Jane: come? Apri amore per favore

Maura: non chiamarmi amore, non ti azzardare

Jane: ti prego apri la porta

Maura: vattene

Jane: apri questa dannata porta

cominciò a battere forte, poi mi accorsi che nel suo gridare di aprire stava piangendo. Allora mi alzai e aprii la porta del mio studio, era seduta in terra di fronte a me, sconvolta e piangente, mi vidi nello specchio del corridoio avevamo quasi la stessa espressione, ma io ero più arrabbiate, lei più disperata.

Jane: Maura!

Maura: come hai potuto

Jane: ma io non volevo, stavamo parlando, e in un attimo era su di me

Maura: potevi fermarla

Jane: non credevo che l'avrebbe fatto! È stato improvviso inaspettato

Maura: o per favore non insultarmi! È da quando è arrivata che flirtate continuamente

Jane: cosa? Non è vero. -Si alzò in piedi-

Non so come è successo, la mano si è mossa da sola il braccio si alzò e le diedi uno schiaffo, con tutta la forza, o meglio con tutta la rabbia ed il dolore che avevo dentro.

La lasciai nel corridoio a tenersi la guancia dolente entrai in camera, ne uscii pochi istanti dopo con una coperta ed un cuscino, glielo tirai ai piedi, era ancora ferma nel corridoio come l'avevo lasciata con un espressione di dolore e stupore.

Maura: per quanto mi riguarda puoi andare a dormire con tua madre, sul divano o nel tuo appartamento, non mi interessa basta che non sia qui con me!

Mi voltai ed entrai in camera, non avevamo cenato, ma di sicuro non avevo fame, lo stomaco era un groviglio di dolore, le sue ultime parole mi rimbalzavano nella testa non è vero eranoun'offesa che non accettavo, adesso mi sentivo tradita senza alcun dubbio senza nessuna riserva.

Mi sedetti sul letto e guardai la mano, l'anello brillava.

Maura: come hai potuto- sussurrai-

sfilai l'anello e lo appoggiai sul comodino, feci una doccia sperando che mi calmasse, mi misi il pigiama e mi sdraiai nel letto, mi appisolai dopo ore di tormento.


un pò di movimento ci voleva! non odiatemi e fatemi sapere che ne pensate