eccoci di nuovo, avevo promesso con un tweet che avrei postato nel fine settimana, sono stata brava no? ok siamo ad un passaggio prima di nuove cose? non so forse in parte!

come sempre apprezzo il vostri commenti grazie a tutte!


Non restava mai cosciente per molto tempo, Angela piangeva spesso, diceva che finchè non fosse stata pienamente in se non si sarebbe sentita sicura. Non riuscivo a darle torto.

Passarono tre giorni prima che il dosaggio della morfina fosse basso a sufficienza perchè Jane potesse cominciare a riprendere coscienza, cioè quando l'infezione fu sotto controllo.

Io presi dei giorni liberi dal lavoro, Korsak si lamentò scherzosamente di Pike, ma non potevo stare lontana da Jane. Non finchè non fossi sicura che tutto stava andando per il meglio.

…...

Sedevo al suo fianco, mi trovarono una sedia un po' più comoda e passavo lì le mie ore, in attesa che Jane tornasse da me, le mie preoccupazioni lentamente si stavano sciogliendo, non era più in grave pericolo, ma doveva svegliarsi da sola e solo allora avremmo saputo le reali conseguenza derivate dalla sparatoria.

Jane si stava muovendo ed io la fissavo

Jane: mhmm che ore sono!

Maura: amore ciao, sono le 9 come ti senti?

Jane: mhmhmm di sera? È buoi fuori!

Maura: si di sera, hai dolore? Aumento la morfina?

Jane: no che succede?

Maura: non ti ricordi?

Jane: si... mmhm vagamente, sono stordita

Maura: è la morfina, ma la stanno riducendo l'infezione è sotto controllo!

Jane: infezione?

Maura: si hai avuto una forte infezione a causa di un frammento di metallo poi ti spiego meglio, come ti senti?

Jane: ti sei preoccupata immagino!

Maura: l'importante è che tu stia bene

Jane: ho la testa che mi scoppia ma sto bene!

Maura: chiamo il dottore così ti visita

Jane: no, tu sei il dottore vieni qui!

Fece il gesto con la mano ed indicò le sue labbra, le sorrisi dolcemente, il suo viso faceva smorfie di dolore.

Mi avvicinai e la baciai, le sue labbra erano secche, aride ma tenere e debolmente ricambiò il mio bacio, la sua voce usciva a fatica. Il cuore mi batteva forte nel petto.

Jane: mhmmm va già meglio!

Maura: amore è tre giorni che sei incosc...

Jane: shssh dammi un'altro bacio

e così feci sorridendo sulle sue labbra le diedi un altro bacio, stavolta le sue labbra erano più reattive fece un piccolo gemito. Il mio cuore batteva ancora più forte. Il suo sguardo era debole ma tenace, forse era presuntuoso pensarlo ma mi dicevo che stava lottando e stava tornando per me.

Jane: è morto?

Maura: non pensarci adesso

Jane: è morto?

Maura: si l'uomo che ti ha sparato è morto, ma il ragazzo e l'ostaggio stanno bene, sono incolumi.

Jane: bene ok.

Maura: adesso riposa

Jane: no, ti devo dire... voglio... sposami Maura

Maura: si amore-sorrisi- ti ho già detto di si- mi preoccupai-non ricordi?

Jane: certo che... voglio dire presto, sposiamoci mhmm presto voglio sposarti scegli una data!

Maura: oddio Jane io

Jane: non voglio più aspettare... io ti amo... voglio che

Maura: Giugno! Il primo di giugno!

Jane: mhmm sei...

Maura: ridicola?

Jane: no! Mhmm Sei assolutamente perfetta. Da quanto hai...mhmmm

Maura: hai avuto alcune crisi cardiache e io non riuscivo a pensare ad altro se non che volevo passare la mia vita con te ed ero qui ad aspettarti così ho sfogliato la mia agenda e...

Jane: mi dispiace!

Maura: di cosa?

Jane: quando sono caduta mhmm dopo che mi ha sparato

Maura: non ti sforzare non parliamone adesso

sentivo un groppo in gola, ma ero stanca di piangere

Jane: si invece, ti ho sentito gridare e poi sei venuta da me e mhmm ho visto il tuo volto e avevo solo un rimpianto mhmm se io non... voglio una famiglia con te!

Maura: una famiglia?

Jane: mmhmm si!

Maura: si ma prima rimettiti in forza ed esci da qui!- dissi dolcemente-

Jane: e tu comincia ad organizzare, voglio vivere ogni istante con te al massimo delle mie possibilità, non lascerò passare il tempo per timore!

Ansimava dallo sforzo, ma era bellissima con i suoi capelli disordinati sparsi sul cuscino e nonostante tutti i tubi ai quali era collegata, la baciai di nuovo

Maura: una famiglia?

Risuonava nella mia testa come il pianto di un bambino appena nato, un suono melodioso e pieno di gioia e forza di vivere

Jane: si ma non proprio adesso sono esausta credo che riposerò!

Maura: certo io chiamo tua madre

Jane: eh? Come?

Maura: le diremo insieme del matrimonio, tranquilla, la chiamo per dirle che ti sei svegliata e stai bene, e che non hai danni neurologici!

Jane: ne sei certa?

Maura: è tutto il tempo che mi fissi il petto, si ne sono certa!

Jane: mhmm si è vero scusa, ma la tua camicetta quando ti abbassi...

Maura: ti amo-sorrisi

Jane: ti amo anche io e sei bellissima

Mi sorrise e poi chiuse gli occhi, era esausta ed io ero così felice, stava bene e ci saremmo sposate tra pochi mesi, un piccolo bacio in fronte ed uscii dalla stanza.

Ci volle quasi una settimana per avere dai dottori la certezza che non erano presenti danni neuronali, un'altra settimana per avere la conferma che Jane avrebbe recuperato al 100% tutte le funzionalità motorie.

Per quella data Jane era sufficientemente nervosa per urlare costantemente a sua madre, che imperterrita continuava a venirla a trovare due volte al giorno ricoprendola di attenzioni non desiderate.

Io? io ero stata costretta a rientrare a lavoro, io dormivo male senza di lei, il letto era freddo e vuoto, io cercavo di passare da lei le mie pause pranzo e rimanevo nella sua stanza oltre l'orario di visita, le infermiere erano gentili mi lasciavano aspettare che Jane si addormentasse poi tornavo a casa.

Il giorno prima delle dimissioni dall'ospedale ero nel corridoio a parlare con il dottore che mi dava le ultime indicazioni per i futuri appuntamenti per i controlli che Jane avrebbe dovuto fare nei giorni successivi, quando vidi arrivare una signora con una bambina. La donna mi guardava ed io sapevo di conoscerla, mi ci vollero alcuni secondi per focalizzare il suo viso e ricollocala là dove l'avevo vista, tra le braccia del rapinatore che aveva sparato a Jane.

Mi scusai con il dottore che aveva adesso in cura Jane e mi avvicinai alla donna che mi sorrideva nervosamente tenendo stretta la mano della bambina.

Bambina: ciao signora

Maura: salve a te tesoro

Signora: salve, io io spero di non disturbare, ehm come sta il detective Rizzoli?

Maura: sta meglio grazie domani la dimettono

Signora: oh grazie a Dio, si ricorda di me? Perchè io mi ricordo... di lei!

Maura: si certo come sta?- dissi con un po' di disagio-

Bambina: mamma ti prego!

Signora: si un attimo, diciamo bene grazie!

Maura: che succede?

Signora: io, questa è mia figlia, noi vorremmo, se fosse possibile parlare con il detective noi eravamo presenti Entrambe alla rapina.

La donna mi guardava con ogni lucidi ed allarmati, chiaramente il ricordo era fin troppo vivo nella sua memoria, guardai la bambina che aveva un espressione implorante e speranzosa ma velata, probabilmente da quello che aveva visto.

Maura: chiederò a Jane, il detective Rizzoli, aspettatemi qui.

Entrai nella stanza evidentemente il mio viso per Jane non aveva espressioni segrete perchè mi osservò per mezzo secondo e subito capì che avevo qualcosa che mi turbava, avevo timore che la presenza di quella donna, ma soprattutto della bambina turbassero Jane. So che è una donna forte, ma doveva ancora recuperare fisicamente e anche psicologicamente doveva ancora metabolizzare l'accaduto.

Jane: che succede?

Maura: niente

Jane: lo sfogo Maura!

Maura: fuori ci sono due persone che vorrebbero vederti

Jane: mi devo preoccupare?

Maura: sono la donna che... era in ostaggio e sua figlia, piccola, era anche lei all'ufficio postale con la madre

Jane: quanto piccola

Maura: non ho chiesto credo una decina di anni

Jane: cosa vogliono?

Maura: parlarti, non hanno detto altro

Jane: che aspetti, falle entrare

Jane aveva un viso serio, appena turbato, sicuramente più dalla presenza della bambina, Jane ha un grande istinto protettivo, sapere che una bambina ha assistito a tutta la sparatoria, ero certa la angosciava.

Mi girai ed aprii la porta facendo un cenno alle due che erano rimaste in attesa tenendosi per mano.

Passarono la porta e si salutarono fugacemente con un cenno della mano, un po' a disagio tutte tre nel rivedersi, la bambina si avvicinò al letto.

Donna: detective Rizzoli io...

Jane: la prego mi chiami Jane!

Donna: io mi chiamo Nicole e questa è mia figlia Tina, io la volevo ringraziare

Jane: no non serve è il mio lavoro insomma io...

Tina: ti fa male?

Nicole: Tina non cominciare, non essere maleducata

Jane: no nessun problema, non fa quasi più male, solo se faccio dei respiri profondi sento un po' di dolore.

Nicole: mi scusi detec... Jane, mia figlia è molto curiosa

Jane: nessun problema davvero!

osservavo la scena in disparte, vedendo il loro reciproco impaccio, Jane mi guardò e mi fece un piccolo e discreto gesto con la mano indicandomi di tenergliela stretta.

Feci due passi e misi la mia mano nella sua.

Tina: anche tu eri lì signora! Hai urlato quando il signore cattivo ha sparato! E piangevi tanto!

Nicole: ti ho detto di non essere impertinente e lasciami parlare

Maura: la curiosità dei bambini è sinonimo di intelligenza, si ero lì Tina, piangevo perchè ero spaventata

Tina: anche io lo ero- fece un sospiro-siete innamorate?

La madre sembrava disperata alle continue domande personali che la bambina faceva, le diede uno strattone noi sorridemmo, la madre ci fece un cenno di scuse ma la sua espressione faceva trapelare che la nostra risposta non le avrebbe messe in imbarazzo alcuno

Jane: si ci dobbiamo sposare- Tina sorrise-

Maura: posso chiedere il motivo della visita?- era chiaro che c'era qualcosa di non detto ancora-

Nicole: si certo ovviamente, prima di tutto per ringraziare Jane per quello che ha fatto mi ha salvata e...

la bambina continuava a strattonare la madre e bisbigliava un ti prego quasi come una cantilena, costringendo la donna a fermarsi e a dare alla piccola la parola

Tina: grazie mamma! Siamo qui per me! Io faccio degli incubi, sempre uguali, sogno che la mia mamma viene presa da quel signore e sogno che tu cadi come morta e poi un altro sparo ed il signore cade a terra e la mamma è sporca di sangue poi mi sveglio e piango!

Jane: Mi mi dispiace tesoro io io

Tina: mamma mi ha portato da un dottore per aiutarmi, lei ci ha consigliato di parlare con te

Maura: come mai?- chiesi alla madre, ma la bambina rispose-

Tina: dice che ho bisogno di capire cosa è successo, dice il dottore che la mia mente ha bisogno di risposte che da sola non riesco a darmi

La bambina dimostrava di essere molto intelligente e di cercare la logica in quegli avvenimenti, probabilmente era parte del problema, era difficile da spiegare anche a noi che eravamo adulti.

Nicole: ci sono delle risposte che io non posso darle ed allora...

Jane: ed io come posso aiutarti tesoro?

Tina: rispondendo alle domande!

Jane: cercherò!

Tina: lo sai cosa sarebbe successo se tu non ti fossi avvicinata?

Jane: beh avrebbero concluso la rapina e sarebbero scappati!?

Tina: e la mia mamma non sarebbe stata presa!

Nicole: Tina ma cosa dici?!

Jane mi strinse la mano cercò di fare un respiro profondo e fece una piccola smorfia, poi deglutì e rispose

Jane: no, mi lasci rispondere, forse... ma non possiamo sapere cosa avrebbero fatto, avrebbero potuto sparare a qualcuno in qualsiasi momento, quell'uomo era disperato! Averebbe potuto prendere un ostaggio per uscire, come ha fatto con tua madre anche se io non fossi stata lì!

Tina: perchè lo hai fatto, perchè hai parlato invece che fermarli subito avevi la pistola, non avevi paura che ti sparassero? Io avevo paura!

Jane: la paura è normale, ma va saputa gestire. Non mi piacciono le persone che fanno cose cattive ma si spara solo se non c'è altra soluzione e poi il mio compito è arrestare i cattivi, ma quando ho visto tua madre il mio compito è diventato quello di aiutarla, mi dispiace averti spaventato, ma ora non devi avere più paura.

Tina: sei stata coraggiosa

Jane: io non... grazie!

Tina: hai sofferto tanto?

Jane: un po', si!

Tina: anche tu signora sei un poliziotto?

Maura: no io sono medico legale

Tina: il dottore che fa le autopsie?

Maura: si come lo sai- chiesi sorpresa e soddisfatta-

Tina: mamma dice che sono una bambina curiosa, mi piacciono molto i libri

Nicole: legge di tutto!

Jane: anche Maura!

La bambina mi sorrise ed io ricambiai con piacere, aveva gli occhi svegli, ma aveva ancora il velo che li copriva

Jane: spero di averti aiutato Tina

Tina: io io vorrei chiederti ancora una cosa, le parole che dicevi da dove venivano?

Jane: come scusa?

Tina: io ecco non ti capisco! Non capisco dov'è la ragione in quello che hai fatto e quello che è successo!

Jane: tesoro ogni persona ha un compito, io ho scelto di proteggere le persone che da sole non ci riescono e cerco di usare il ragionamento per capire ed il cuore per comprendere! Ed è quello che ho cercato di fare quel giorno, il ragazzo ha abbassato l'arma, ma quell'uomo- Jane scosse la testa ed io mi sentivo così orgogliosa di lei e delle sue parole- era disperato e...

Maura: non è riuscito ad usare ne la ragione ne il cuore!

Intervenni perchè sentii Jane in difficoltà, nel ricordare quei momenti.

La bambina ci guardò, poi saltò sul letto ed abbraccio Jane forte. Liberai la mano di Jane dalla mia stretta permettendole di stringere la bambina a se. Tina piangeva piano, Jane la accarezzava e la mamma aveva gli occhi rossi e gonfi di lacrime.

Tina: grazie Jane!

Jane: no tesoro grazie a te.

Il velo dai suoi occhi era sparito, i suoi occhi marroni erano ora luminosi come il suo sorriso. Adesso Tina era riuscita a dare un senso a quella follia.

Ci salutarono e tornarono così alla loro vita. Ma anche Jane sembrava aver fatto pace con se stessa e con gli avvenimenti di quel giorno, sembrava più leggera.

Jane: tesoro vieni qui che ti devo parlare

…...


si lo so lascio in sospeso di nuovo! dai che posto presto promesso!