Passammo dei giorni bellissimi di festa, il lavoro fu clemente, nessuna chiamata a sorpresa, eravamo entrambe reperibili. Ci sentivamo leggere.
Ci viziammo tanto sia il venerdì che il sabato, portai la colazione a Jane, beh solo il caffè, niente briciole nel letto, forse per questo domenica mattina Jane mi svegliò in un modo sorprendente e bellissimo.
Avendo fatto l'amore la sera prima, dormimmo quindi nude, così per Jane fu facile svegliarmi quella mattina con dei baci molto molto approfonditi nel caldo delle mie cosce.
Quella mattina mi risvegliai con un moto di eccitazione, mi ritrovai a gemere a gambe aperte che ancora dormivo, quando la mia mente si attivò avevo Jane tra le mie cosce che mi leccava il clitoride
Maura: ohoo amore oddio, io... sii... che risveglio oddio.
Credo di non aver detto altro che Si Oddio per alcuni minuti, Jane si alzò dalle mie calde emozioni
Jane: buon giorno tesoro spero sia un buon risveglio
ed inserì le sue dita dentro me. Muovendole ad ritmo giusto
Maura: oddio si si bellissimo si!
E tornò a baciarmi l'intimo. Non ci volle molto a raggiungere l'orgasmo che poco aggiunse alle mie mono sillabe.
Maura: si amore siii vengoo!
Adoravo come Jane mi portava alla fine dei miei orgasmi, con un lento calare nel ritmo e baci dolci finché non sentiva che mi ero calmata, poi risaliva su di me e mi stringeva a se.
Jane: tutto bene tesoro? Spero che ti sia goduta questo risveglio o preferivi un caffè?- disse con voce roca e sensuale-
Maura: goduto si! Forse il miglior risveglio della mia vita. Decisamente meglio del caffè!-la baciai-
Jane: ne sono felice, eri così bella questa mattina che non ho saputo resistere!
Maura: ti amo lo sai?!
Jane: ti amo anche io.
Ci baciammo, salii sopra di lei cominciai a baciarle l'orecchio, il collo, lungo la spalla, poi scesi sui suoi seni turgidi ed eccitati, li succhiai e adesso era lei che usava monosillabe e gemeva, la mia mano scese trovandola estremamente bagnata.
Una mano giocava con i suoi seni, mentre l'altra cominciava ad esplorare il suo intimo, la bocca sul suo collo. Cominciai con un dito muovendolo lentamente, il pollice sul suo clitoride, la sua schiena si inarcava
Jane: si oddio di più di più
Maura: di più cosa amore dimmelo
Jane: perché fai così!
Maura: voglio che tu me lo dica-era un gioco che ci piaceva-
Jane: vuoi sentirmi implorare?! Oddio si!
Maura: si! Adoro le tue suppliche mentre godi
Jane: che vigliacca! ok. Voglio di più voglio un'altro dito!
Maura: eccolo!
Jane urlò di piacere ed io aumentai il ritmo, poi scesi con la mia bocca tra le sue gambe assaporando la sua umidità che cresceva al mio ritmo.
Maura: vuoi ancora di più? Posso darti ancora amore lo vuoi?
Questa volta fui io a provocarla, ma la conoscevo orami e sapevo come e quando voleva certe cose.
Jane: si ti prego un'altro dito!
Maura: Dio come sei bella!
Le diedi quello che voleva, ed era bellissimo, i suoi capelli arruffati sul cuscino, i suoi seni che si muovevano sotto i miei colpi, i suoi mugolii e le sue espressioni, era da togliere il fiato.
Jane: sto venendo amore di più più veloce... si così...
Sentii le sue pareti interne contrarsi e la sua schiena inarcarsi ancora, le sue mani stringevano le lenzuola di raso, la sua voce sempre più profonda e carnale si ruppe nel mio nome.
Mi sdraiai vicino a lei tenendola sul mio petto, i nostri odori ancora mescolati, i nostri corpi sudati. La tenevo vicino a me il suo respiro affannato sul mio petto, l'odore dei suoi capelli, un'altro momento perfetto della nostra vita.
Continuai a mantenere il segreto su Ian era tutto così eccezionale, non volevo rovinare nella di quel lungo fine settimana festivo, ma lunedì, mi ero ripromessa, avrei detto tutto.
Ci facemmo una doccia, rilassate e divertite, poi ci ricordammo che a pranzo sarebbero venute Cailin e Hope così mi precipitai con urgenza fuori dal bagno a scegliere gli abiti e ci sbrigammo a preparare il pranzo, Jane fece un sugo sul pesce, impostato il tutto si asciugò i capelli, io preparai del salmone a cubetti e piselli. Sistemammo dei carpacci di pesce su dei piatti scelti da me come antipasti, misi il vino bianco in fresco, preparai una macedonia, apparecchiammo la tavola giusto in tempo per il suono del campanello.
Jane andò ad aprire, Hope e Cailin erano come sempre puntuali.
Jane: buona sera signore!
Hope: ciao Jane come va?
Cailin: ehi ciao
Jane: tutto bene, prego entrate.
Hope: ciao Maura, sei bellissima
Maura: ciao Hope grazie, ciao Cailin come è andata a Londra?
Cailin: è stato bello ma devo dire che ormai amo Boston
Jane: Boston è una città incredibile!
Ci scambiammo dei baci di saluto e poi ci avvicinammo al tavolo da pranzo
Maura: si nonostante abbia visto grandi città Boston ha un fascino particolare
Hope: secondo me sono le persone
Jane: tu dici?
Hope: beh tutte le persone in questa stanza prima o dopo hanno trovato qui l'amore a quanto pare.
Hope fece l'occhiolino, inizialmente pensai che si riferisse a me e Jane, poi vidi l'espressione di mia sorella
Cailin: mamma non cominciare!
Maura: ti sei innamorata Cailin?
Cailin: no!
Hope: io dico che ha tutti i sintomi
Cailin: finiscila!
Jane: Cailin non te la prendere, se tu avessi mia madre al posto di Hope sarebbe molto peggio!
Cailin: esco solo con un ragazzo!
Maura: ma ti brillano gli occhi mentre lo dici ed il linguaggio corporeo...
Cailin: non si mangia?
Jane: sono dalla tua parte sediamoci Cailin e ignorale!
Io e Hope ci facemmo una risata, poi partimmo con gli antipasti, Jane mi stava versando il vino quando sentimmo il campanello suonare
Jane: e chi sarà?
Hope: forse Angela?
Jane: lei non suona mai! Se abbiamo fortuna bussa sul retro!-ridemmo-
Maura: vado io ad aprire!
Mi diressi verso la porta, serena per la giornata rilassata che stavo passando.
Ma quando aprii rimasi a bocca aperta, incapace di parlare, la mia mente oltre alla inevitabile sorpresa cominciò ad elaborare le possibili conseguenze di questa visita inaspettata, mi sentii un moto di ansia pervadermi la carne e le ossa al pensiero delle possibili interazioni con la persona alla porta. Rimasi lì immobile alcuni secondi, poi il silenzio venne rotto
Constance: Hello darling!- sfoggiò un gran sorriso-
sentii Jane alzarsi dalla sedia e fare pochi passi, ancora non sapevo che dire.
Constance: chiedo scusa per il mio arrivo senza preavviso, temevo che mi avresti rifiutato un incontro dopo la nostra ultima telefonata
disse la sua frase tutta d'un fiato, mi sorprese il suo tono insicuro, non era da lei, sempre composta e sicura di se.
Maura: madre... entra, prego!
Constance: grazie cara-la voce le tremava-
Maura: perché sei qui?
Constance: ho discusso due giorni con tuo padre e poi ho deciso di venire, oh mi scuso hai ospiti! Sono stata estremamente maleducata avrei dovuto...
Maura: hai discusso con mio padre?
Constance: si ma speravo di parlare con te, non ti ruberò molto tempo, ma vista la mia incresciosa irruzione permettimi di chiedere scusa hai tuoi ospi...
Mia madre per un attimo aveva ritrovato la sua compostezza, ma guardando verso la sala da pranzo vide Cailin e Hope e nel momento che le due donne incrociarono lo sguardo mia madre si pietrificò. Rimasero lì un secondo eterno, poi Hope camminò verso di noi, io avevo il cuore che batteva forte, lo sentivo nella mia gola, lo stomaco chiuso da un peso, Jane mi guardò con un'espressione rassicurante, e si avvicinò a me camminando dietro a Hope.
Constance: Maura... questa è..è..mio Dio la somiglianza è è …. - la prima volta che la sentii balbettare-
Maura: si madre! È mia madre biologica
Jane mi mise la mano sulla schiena e mi sentii rassicurata, fu un bene perché le mie gambe non mi avrebbero tenuta ancora molto. Jane mi stava dando forza. Portava il peso di quella situazione con me.
Hope era oramai di fronte a Constance, con un sorriso delicato sul volto, parlò prima che potessi fare le dovute ed imbarazzanti presentazioni.
Hope: sono la dottoressa Hope Martin, mi chiami pure Hope, è un piacere ed un onore conoscerla signora Isles.
Allungò la mano per stringerla a mia madre che porse la sua e la strinse ricambiando il sorriso. Sembrava tutto così surreale.
Constance: è un piacere conoscerla Hope, mi chiami pure Constance
Maura: madre, mi dispiace, se avessi saputo...
Constance: non hai niente di cui dispiacerti e perdonate la mia irruzione.
Jane: nessun problema Constance
Constance: oh Jane è un piacere vederti, spero che possiate darmi solo pochi minuti, poi vi lascio alla vostra cena
Hope: certo vi lascio parlare
Hope si allontanò immediatamente, io feci un sorriso in direzione delle nostre ospiti e Jane rimase tenendo la sua mano sulla mia schiena, che mi dava sempre piacevoli sensazioni.
Constance: no so se ero pronta a tutto questo
Maura: non avevo mai previsto questo scenario – ero mortificata e dispiaciuta-
Constance: quella è tua sorella?
Maura: Cailin si!
Constance: -ritrovando compostezza-non vi ruberò molto tempo, sono qui per scusarmi, per dirti, Maura, che ho sbagliato, che tuo padre sbaglia, che non mi interessa di niente se non di te.
Ero sbalordita e sconcertata, la mia mante stava ancora cercando di elaborare tutte le emozioni fino a quel momento provate ed ora una nuova grande emozione, mia madre aveva gli occhi lucidi mentre parlava, ma manteneva comunque la sua apparente sicurezza nella voce, ma gli occhi tradivano una grande emozione, probabilmente lo facevano anche i miei. Jane mi strinse lievemente nel sentire quelle parole.
Maura: io non capisco, quando ti ho chiamata...
Constance: sono stata una sciocca, avevo promesso che non avrei ripetuto gli errori del passato e stavo per rompere la promessa, tuo padre è uno sciocco testardo, ma io...
Maura: perché avete litigato madre che succede?
Constance: abbiamo litigato perché io voglio rispettare le tue scelte, ti amo Maura, voglio fare parte della tua vita, voglio starti vicina, portarti a comprare l'abito da sposa, esserti vicina se deciderete, e ci spero, di avere dei figli, io...
La abbracciai improvvisamente interrompendo il suo discorso, stavo piangendo, mi aveva detto che mi amava, voleva starmi vicina, voleva diventare nonna. Ha detto che mi amava.
Maura: mamma!
Constance: tesoro mio!
Mi stringeva forte, la sentii piangere delicatamente. Lei era venuta per me! Mi amava, la mia testa non diceva altro.
Jane: Maura, forse non aveva ancora finito
Maura: oh si ti prego!- c'era altro, non sapevo come rimanere lucida-
Constance: si dunque, pensavo di accettare un lavoro alla BCU, il prossimo semestre avrò una cattedra, è tanto che me lo chiedono, solo se tu vorrai è chiaro, mi trasferirò qui a Boston, in modo definitivo.
Rimasi in silenzio sempre più incredula
Jane: sono certa che Maura ne sarebbe felicissima
Maura: Mhm oh si io lo vorrei veramente tanto.
Constance: allora mi aiuterai a trovare un'abitazione consona?!
Maura: ovviamente certo, ma verrai da sola?
Constance: ho detto a tuo padre che ho perso di te fin troppa vita, lui può fare quello che vuole, tanto con il suo lavoro è sempre in giro, io mi trasferisco qui se tu mi vuoi!
Maura: state divorziando?... a causa mia?
Constance: non essere sciocca tesoro, non stiamo divorziando e se anche fosse non sarebbe certo colpa tua! Amo tuo padre e lui ama me, ma stavolta sta facendo un grosso sbaglio.
Maura: e non ti seguirà qui a Boston!
Constance: lui gira il mondo lo sai, non importa dove vivo io, importa che tu voglia stare in mia compagnia di tanto in tanto.
Maura: certo che lo voglio l'ho sempre voluto, ma sono preoccupata per te e mio padre!
Constance: senti tesoro, la verità è che tuo padre sembra cambiato, non vorrebbe mai perdere i suoi soldi quindi non angustiarti dubito che divorzieremo, ma in nessun caso ti devi preoccupare, importa solo stare con te, con voi!
Maura: io non so che altro dire madr...mamma!-ci prendemmo le mani-
Constance: oh tesoro, spero solo di poter parlare con te così ancora molte volte, ma adesso ti prego chiamami un taxi che sono stanca dal viaggio e...
Maura: nessun taxi mangia con noi e prenderai la camera degli ospiti
Constance: oh no non voglio disturbare la tua vita ed interrompere il tuo pranzo
Jane: Ti vogliamo qui e poi cacceremo mia madre dal uso abusivo della casa degli ospiti e...
Maura: non è sola ho visto Sean!
Jane: oh Dio cancella quel pensiero dalla mia testa ti prego! Comunque rimani Constance!
Constance: oh no Jane chiamo un taxi e
Maura: non essere sciocca mamma, resta con noi.
Constance: …. d'accordo! La camera degli ospiti andrà benissimo ragazze
Maura: benissimo, vieni che ti presento Cailin!
Ero così felice e sorpresa, ci sedemmo al tavolo e Jane mise piatti e posate per mia madre, io pensai al cibo mentre lei si scusava ancora per l'interruzione, Hope e Constance si guardavano con occhi indagatori.
Hope: è bello conoscere la donna che ha avuto la fortuna di crescere Maura
Constance: è stato un privilegio che forse non mi sono meritata completamente
Maura: non dire così. - le presi la mano-
Jane: l'importante è che adesso sei qui!
Maura: giusto amore.
Constance: devo dire che la vostra somiglianza è...
Jane: inquietante?- apprezzai il tentativo di ironizzare-
Constance: oh no! Non... beh forse hai miei occhi decisamente...
Cailin: inquietante!
Hope: anche per me vedere la donna che Maura chiama e sente come madre è diciamo strano!
Constance: si diciamo strano!
Ridemmo per smorzare la tensione, l'incontro di queste due incredibili donne era avvenuto in un modo inaspettato, io ero ancora tesa. Sentivo tanta pesantezza nei discorsi nei volti e dentro di me. Le due donne avevano troppi rimpianti per non vedere nell'altra una sorta di concorrenza. Decisi così di rallegrare l'ambiente e buttai lì la notizia senza grandi preamboli
Maura: Spero il primo di giugno siate libere- guardai Hope e Cailin-
Hope: il primo di giugno?
Cailin: è la vostra data di matrimonio? oddio il mio primo matrimonio gay!
Jane: non lo avevo mai guardato da questo punto di vista! È anche il mio!
Hope: che bella notizia ci saremo sicuramente grazie!
Jane: ne siamo felici!
Maura: Cailin mi faresti da damigella d'onore?
Cailin: io? oddio si! sarebbe un onore, sarebbe veramente bellissimo, e ti organizzerò un addio al nubilato da sogno,indimenticabile, all inclusive, non so se mi spiego! diciamo un po' come ringraziamento per avermi dato il rene! - mi sorrise-
Immaginate invece la faccia mia e quella di Jane, ma soprattutto di mia madre, mi guardò con palese sofferenza.
Tentativo di alleggerire miseramente fallito! Un'altro peso si aggiunse dentro di me e sulle persone a me care.
Constance: spero vogliate scusarmi, vado a rinfrescarmi!
Detto questo si alzò e si diresse in bagno
Cailin: oddio credo di aver fatto un casino, mi dispiace Maura
Maura: non è colpa tua Cailin, è complicato da spiegare
Jane: l'addio al nubilato? Parliamone...
Maura: non è il momento Jane
Jane: ok, Cailin, dovrò approvare la serata!
Maura: non scherzare ti prego!
Jane: ma io non... ok, scusa cercavo..forse è meglio se vai da tua madre, parlate qui ci penso io.
Hope: lascia che ti dia una mano
Maura: Grazie Jane, vi prego di scusarmi! -E mi congedai dalla tavola-
mi scuso per il ritardo, ma con la chat con sasha prima, il ritorno della serie ora mi sono un pò arenata! spero che vi piaccia, spero di non farvi attendere molto per questo incontro tra Maura e Constance!
i vostri commenti mi fanno sempre piacere
