Mi avvicinai alla porta del bagno e bussai delicatamente.
Quando avevo deciso di non dire niente a mia madre dell'operazione le cose tra noi erano diverse, ed era complicato dare spiegazioni, ma adesso mi sentivo in colpa per aver ferito i sentimenti di questa nuova donna che aveva bussato alla mia porta, pronta a cambiare la sua vita per me, per la prima volta nel nostro rapporto aveva deciso di rinunciare a qualcosa di suo per me. Era cambiata lei ed ero cambiata io. Jane e la sua famiglia hanno reso tutto questo reale e nonostante la mia momentanea sofferenza dentro sentivo una gioia che saliva. Quei pesi lentamente uno ad uno li avremmo tolti insieme
Maura: posso entrare?
Non sentii risposta, provai quindi ad aprire, la porta non era chiusa a chiave, trovai mia madre appoggiata al lavabo guardandosi allo specchio con le lacrime che le solcavano il viso triste.
Maura: posso spiegare se me lo permetti- le dissi piano-
Constance: non devi.
Maura: io credo di si. A quel tempo io non avevo neanche rapporti con Hope o con Cailin, avevano appena scoperto della mia esistenza e ne erano sconvolte, ma mia sorella aveva bisogno, stava rischiando la vita ed io ero compatibile
Constance: hai fatto la cosa giusta, non mi aspetto mai niente di meno da te Maura
Maura: non ti ho detto niente perchè non …..
Constance: perchè non ti sono stata vicina come una buona madre farebbe!
Maura: non essere così severa con te stessa, sei stata una buona madre, siete stati buoni genitori, non mi avete fatto mancare niente
Constance: tranne il nostro amore quando eri piccola, ed il nostro appoggio adesso che sei grande ed una donna da ammirare
Maura: mi hai dato tanto mamma, anche il tuo appoggio come stai facendo oggi. Non è tardi per dimostrarmi l'affetto che provi, lo faremo insieme
Constance: sei diventata una donna magnifica
Mi abbracciò forte, sembrava un classico abbraccio da mamma Rizzoli, corposo intenso amorevole, ricambiai come meritava e sussurrai
Maura: grazie a te mamma, se lo sono è anche grazie a te
Constance: la tua Jane ti ha insegnato a mostrare questa dolcezza non è vero?
Annuii, piangemmo apertamente senza nascondere i nostri sentimenti, era il nostro nuovo inizio, una vita impostata sull'etichetta sull'apparire ed il nostro rapporto rinasceva in un bagno di servizio tra le lacrime d'amore, niente di più vero.
Quando finalmente uscimmo dal bagno Hope e Cailin se ne erano andate, Jane aveva portato le valige di mia madre in camera, lì la trovammo.
Maura: Jane?
Jane: oh tutto bene signore? Hope e Cailin si scusano ma dovevano andare. Volevo scegliere la biancheria pulita da dare a tua madre, ma immagino che è meglio se ci pensi tu!
Constance: oh Jane non sono così formale in fondo!
Jane: mhmm! Certo! Maura invece credo che avrebbe trovato qualcosa da ridire!
Maura: dai Jane non esagerare, comunque è l'altro sportello per la biancheria da dare a mia madre!
Jane: visto?
Mia madre e Jane risero di me, io misi subito il broncio, ma Jane si fece perdonare dandomi un dolce bacio sulla guancia, discreto. La sua mano si appoggiò al mio fianco, sapevo che mi avrebbe voluto stringere forte, ma evitò, ero certa che era per una sorta di rispetto nei confronti di mia madre, per darle il tempo di abituarsi al nuovo stile, quello Rizzoli, lo trovai dolce anche se il suo abbraccio confortante mi avrebbe fatto bene in quel momento.
Sistemammo il letto con una coperta extra, lasciai la biancheria pulita a mia madre che lasciammo a farsi una doccia.
In cucina io e Jane preparammo un po' di tè, io preparavo mentre Jane mi strinse prendendomi da dietro: finalmente il suo abbraccio confortante e rigenerante.
Jane: come stai tesoro?
Maura: bene credo!
Jane: che vi siete dette?!
Maura: che... lei mi ama Jane!
Jane: certo che ti ama, non si può non amarti.
Maura: è che adesso siamo pronte a dimostrarcelo.
Jane: sono felice per voi.
Mi voltai e cominciammo a baciarci. Non erano baci sessuali, passionali, ma dolci e pieni di amore, leggeri delicati e confortanti, il che non li rendeva meno intensi, certo le mani di Jane che massaggiavano la mia schiena cominciavano a cambiare il mio umore, i baci si fecero un po' più intensi e coinvolgenti, soprattutto quando assaporai la lingua di Jane, quando il mio labbro venne succhiato dalla mia fidanzata gemetti involontariamente.
Jane: devo smettere?- mi chiese tra i baci, sussurrando sulle mie labbra-
Maura: non è quello che voglio!
Jane: ma tua madre?
Constance: non si arrabbia se vi vede baciarvi!
Facemmo uno scatto, ma non ci allontanammo troppo.
Jane: oh Constance scusaci non ti abbiamo sentito arrivare
Constance: non ti scusare mai per amare mia figlia Jane, te ne prego!
Maura: sei stata veloce, credevo...
Constance: volevo stare un po' con te senza melodrammi, ma non volevo interrompervi
Maura: nessuna interruzione- Jane fece un mugugno- sediamoci sul divano.
Jane: vi porto il tè appena è pronto
Constance: unisciti a noi Jane, ho voglia di conoscerti meglio, e farti un discorsetto, vorrei capire le intenzioni che hai con mia figlia!
Jane: come?- la faccia di Jane era spassosa da vedere-
Constance: oddio Jane stavo scherzando!
Maura: c'ero quasi cascata anche io!
Jane: mi fa piacere vedere senso dell'umorismo dietro quella signorilità!
Constance: grazie Jane ne possiedo un bel po'!
Ci sedemmo sul divano, raccontammo i nostri ultimi mesi, parlammo della proposta che mi fece Jane in Italia, parlammo della sparatoria, mia madre parlò del suo lavoro, della sua decisione e ci raccontò alcuni fatti esilaranti che aveva vissuto negli anni, facemmo molte risate, verso le cinque arrivò Angela per preparare la cena domenicale, la prima a cui mia madre avrebbe partecipato.
Si salutarono come due vecchie amiche, fu bello vederlo. Entrambe si misero in cucina a preparare. Angela aveva in programma dei cannelloni, mia madre decise, visto che avevo gli ingredienti di fare una Tarte Tatin, un dolce francese a base di mele che io amavo molto quando ero bambina.
Fu una serata bellissima, i Rizzoli accolsero mia madre con familiarità e vederla giocare con TJ mi sorprese. Era un po' impacciata, ma sembrava che facesse di tutto per imparare a sentirsi a suo agio con una certa intimità di gesti, sguardi e parole. Jane mi sussurrò all'orecchio la sua impressione che mia madre si stesse allenando per i nostri figli, non le diedi torto, le sorrisi e la baciai.
Mia madre parlò molto con Angela, le sentii parlare di Hope, ma non intervenni, giocai con TJ e scherzai con Tommy facendo innervosire Jane, che rimaneva gelosa di suo fratello.
Verso le nove tutti si congedarono, io e mia madre decidemmo di fare una passeggiata fuori con Jo mentre Jane si guardava alcuni risultati sportivi.
Tenendoci a braccetto mi parlò dei suoi programmi, Lunedì sarebbe andata alla BCU per un incontro con il rettore, e poi doveva incontrare alcuni amici per cena, e sperava di contattare un'agenzia per trovare presto una casa
Maura: non c'è fretta mamma, sei appena arrivata!
Constance: darling dal modo in cui tu e Jane vi guardate... beh preferisco trovare casa presto non voglio disturbare
Maura: mamma!
Constance: che c'è? Troppa familiarità?
Maura: no no assolutamente!
Constance: bene, anche se io mi sento ancora in imbarazzo a parlare con te di cose personali!
Maura: mamma qualsiasi cosa tu voglia chiedermi.
Constance: mi chiedevo se... tu... mi sento sciocca, bene volevo sapere se per tutti questi anni mi hai nascosto la tua sessualità! Mi sono resa cono che di te so così poco.
Sorrisi e strinsi forte il braccio che tenevo a me, appoggiando lievemente la testa alla sua
Maura: mi piacciono gli uomini mamma, ma Jane lei è molto speciale, ma se te lo chiedi non è stata la prima!
Constance: capisco, si Jane sembra proprio speciale
Cominciai a raccontarle le cose che amavo di Jane, tutti quei piccoli dettagli, la confidenza che c'è sempre stata, la chimica tra di noi, le sue dolcezze e sapendo il rischio di imbarazzo dissi solo che era molto passionale, mia madre rise dicendo che era il massimo che voleva sapere.
Rientrammo dalla passeggiata un po' infreddolite, mamma si congedò e andò a dormire, io mi avvicinai alla mia Jane in cerca di calore. Rimanemmo un po' sul divano, le raccontai del dialogo con mia madre poi andammo a dormire, Jane era felice per me, ma era anche agitata anche perchè finalmente sarebbe rientrata a lavoro.
Ci alzammo presto quel lunedì mattina, scendemmo le scale e trovammo mia madre a fare la colazione insieme ad Angela
Jane: questo è inquietante non trovi?
Maura: perchè?
Jane: non so mi inquietano le nostre mamme nella nostra cucina! Non promette niente di buono
Angela: smettila di brontolare e vieni a mangiare che oggi rientri a lavoro e devi essere in forze
Constance: buon giorno ragazze
Maura: buon giorno mamma, buon giorno Angela
Angela: buon giorno Maura
Facemmo colazione ma Jane aveva ragione sembrava tutto molto insolito, magari inquietante era eccessivo, ma insolito si.
Uscimmo per andare a lavoro; in macchina mi venne in mente dell'agente Cooper! Con la sparatoria all'ufficio postale e tutte le conseguenze non ci avevo più realmente pensato e non avevamo più, ovviamente, parlato "dell'incidente" avvenuto al Dirty Robber, ma io non avevo concretamente dimenticato. Jane fu dolcissima nel rassicurarmi e sapevo che sarebbe stato così, nonostante le mie lievi proteste Jane si fermò a prendere un caffè difronte all'ufficio postale, la vidi fissare il marciapiede, sorrise tornado in macchina, era sicuramente una donna forte.
Io avevo un suicidio, vicino al natale ne capitavano troppi, poi una donna uccisa dal marito, l'uomo era già agli arresti, ma con la mia autopsia avrebbero dato il caso alla procura. A pranzo Jane era annoiata dal lavoro d'ufficio che aveva trovato in arretrato, nessun nuovo caso su cui indagare.
Ma nel pomeriggio ci fu una chiamata, un ragazzo ucciso nel quartiere di South Boston vicino a Thomas Park.
Arrivai sul posto e Jane era già lì.
Jane: dottoressa Isles!
Maura: detective Rizzoli!
Jane: si sta facendo buoi è meglio sbrigarci!
Maura: in questa stagione dell'anno le ore di luce diminuiscono e quest'oggi il sole tramonterà entro 42 minuti, quindi si è meglio che ci sbrighiamo
Mi inginocchiai sul cadavere, non curandomi delle espressioni di Jane e degli altri detective, il ragazzo era stato picchiato al volto, riportando fratture facciale, aveva alcune costole rotte e sulle mani e le braccia tracce di lotta, si era difeso con ferocia, poi un colpo di pistola all'addome.
Frankie: cavolo se aveva fatto arrabbiare qualcuno
Korsak: speriamo che quel qualcuno non sia stato troppo prudente
Maura: beh c'è sangue ovunque sul corpo, anche sulle mani, ci vorrà un po' ad analizzarlo tutto, comunque il corpo è stato spostato
Jane: ci sono traccie a 20 metri da qui, pensavamo fosse dalla lotta, e che lo avessero ucciso qui!
Maura: non so come si siano svolti i fatti, ma non è morto in questo posto.
Frankie: forse hanno cercato di spostarlo
Korsak: lo sparo ha richiamato la pattuglia di zona, forse non hanno avuto tempo di liberarsene
Jane: qui in torno è piano di segni di lotta però.
Maura: beh detective, non si annoiava?
Jane: shss Maura! adesso farò tardi stasera.- disse imbronciata-
Maura: nessun problema farò subito l'autopsia, così faremo tardi insieme.-ci sorridemmo-
Feci portare via il corpo, tornai all'obitorio, Jane arrivò un quarto d'ora dopo di me.
Come sempre mi aiutò con la prima parte del mio lavoro, togliemmo i vestiti, Jane prese le impronte e feci un' analisi esterna del corpo. Poi tornò nel suo ufficio io completai l'autopsia.
Avevamo dato il nome al giovane ventenne, Carlos J. Lopez apparteneva ad una gang ed era un noto spacciatore nonostante la giovane età.
Tornammo a casa che erano passate le nove con una pizza. Aprii la porta di casa
Maura: dico solo che vai troppo veloce in macchina non rispetti i limiti di velocità Jane!
Jane: oddio sono stanca va bene? Volevo solo tornare a casa e mangiare
Maura: vai sempre veloce in macchina non solo stasera- chiusi la porta-
Jane: non discutere con me quando ho fame e sonno.
Maura: io non discuto con te sei tu che... woo!- mi prese per i fianchi-
Jane: sai che ti dico, posa quella pizza che ora ti faccio vedere io la velocità!
Mi tirò a se non appena posai il cartone della pizza sul tavolo, feci un urlo gioioso mentre con la mano saliva lungo la mia coscia e dopo un mio mugolio di piacere mi baciò.
Costance: mrmhm! buona sera!
Insieme: ODDIO!
Mia madre era sul divano con un libro e decisamente non l'avevamo vista, sorrideva.
Maura: mamma! ma... non eri a cena fuori?- mi sistemai il vestito-
Constance: si ho cenato fuori, sono oltre le nove e sono rientrata da pochi minuti! Mi duole interrompere la vostra...-fece un gesto ruotando la mano- diatriba!
Jane: un po' di pizza?- disse nell'imbarazzo-
Constance: non grazie Jane, ho preso un po' di vino bianco, spero non ti dispiaccia Maura.
Maura: oh no no hai fatto bene, ne prenderò uno anche io!
Constance: vi lascio al... alla vostra cena!
Jane: no Constance, non ce ne è bisogno resta a farci compagnia.
Mi versai il vino e presi una birra a Jane, ci sedemmo in cucina sugli sgabelli insieme a mia madre e parlammo amabilmente.
Al mattino arrivammo presto in centrale, i primi risultati erano pronti salii da Jane per informare tutti sulle novità importanti
Maura: buon giorno a tutti
Korsak: buon giorno dottoressa
Riley: buon giorno
Frankie: ciao Maura
Jane: ehi allora novità?
Maura: si molte, il sangue sulle mani era in parte di un certo Luis Della Vega detto "El Verga"
Jane: Maura!
tutti ridevano!
Maura: non è colpa mia se ha quel soprannome, evidentemente il suo organo riproduttivo è degno di menzione!
Riley: me lo immagino!
Frankie: io preferisco di no!
Maura: dunque, il Signor Della Vega è affiliato ad una gang di nome S.B.-74
Korsak: cavolo è una delle peggiori di South Boston.
Frankie: grande! Ok andiamo a prenderlo!
Jane: mica possiamo andare lì così a meno che non vogliamo farci sparare, ed io ho già dato!
Riley: sentiamo Martinez
Korsak: si è meglio
Jane: Frankie vai a parlarci senti come stanno le cose, se sa dove trovarlo, non sarà certo in giro se ha ucciso Lopez.
Maura: soprattutto perchè avrà lesioni dovute alla colluttazione. Viste le contusioni riportate sul cadavere di Lopez e la loro posizione direi varie lesioni al volto e non escludere la rottura del setto nasale, aveva sangue di Della Vega anche sulla maglia
Due ore dopo il ritorno nel mio ufficio, Jane mi mandò un messaggio per dirmi che avevano arrestato il loro sospetto.
Andai da Jane e la vidi all'interrogatorio, Della Vega aveva segni sul volto dovuti alle percosse ed il naso rotto, ma nonostante tutto aveva un atteggiamento spavaldo e faceva apprezzamenti poco galanti alla mia fidanzata, ma sia Korsak che Frankie lo rimettevano in riga. Stavo per lasciare la stanza quando l'agente Cooper apparse alle mie spalle, avrei preferito evitarla, ancora e nonostante tutto non la digerivo, metaforicamente parlano si intende.
Riley: dottoressa! Ha visto lo abbiamo preso ormai è vicino alla confessione!
Maura: Già! Non ne dubitavo!- dissi freddamente-
Riley: Jane è incredibile in azione, lo ha placcato dopo una corsa di quasi un chilometro!
Maura: si Jane è incredibile!
Riley: crede che prima o poi riuscirà a dimenticare il mio... increscioso incidente?
Maura: sono una donna che sa perdonare detective Cooper, Jane lo dice sempre, ma non dimentico, quindi devo rispondere di no! Ma con il tempo forse riuscirò a stare nella stessa stanza con te senza aver voglia di essere violenta, cosa che non è nella mia natura di solito.
Riley: giusto! Quindi rinnovo le mie scuse e per adesso cercherò di essere discreta.
Maura: niente di tutta questa faccenda deve interferire con il nostro lavoro, per il resto apprezzo ogni eventuale sforzo.
Con questo mi congedai e forse mossa da questo sentimento di rabbia che tornata alla mia scrivania mandai un messaggio a Ian, a meno di chiamate inaspettate sarei riuscita a prendere un caffè con lui se era libero.
Proposi che ci trovassimo per le 5:30 del pomeriggio al caffè vicino alla centrale.
Aspettai una risposta.
