ci siamo quasi ragazze, per chiarirsi ho intenzione di chiudere questa storia con il matrimonio! poi per un seguito vedremo, se sono stata fortunata in settimana ricomincio a lavorare, così dovrete portare pazienza che trovi un nuovo equilibrio, ma state tranquille che continuerò a scrivere!
non dovrei fare più di altri 4 capitoli forse solo tre vedremo! buona lettura
Passammo un natale sereno, la sera dello scambio dei regali fu un caos di grida e gioia, mia madre sembrava ormai a suo agio in tutto quel calore familiare tipico Rizzoli, fece dei regali a tutti, si butto intelligentemente sull'abbigliamento, rigorosamente di stilisti famosi ed italiani.
Jane mi fece un bellissimo regalo, un cornice con una nostra foto, quella fatta sulla torre di Pisa, quando mi chiese di sposarla, la baciai così intensamente che tutti finirono per gridarci contro, quando le nostre labbra si separarono eravamo entrambe senza fiato e arrossate, io le regalai una palla da baseball da collezione, ci furono grida e lacrime e non solo da parte di Jane, Frankie e Tommy sembravano impazziti. Mi baciò lei ed il risultato fu lo stesso!
L'assenza di mio padre si fece sentire dentro di me, soprattutto perchè mia madre ne soffriva anche se non disse niente lo sapevo, era il primo natale che loro due passavano divisi, nei fui rammaricata.
Lo raggiunse in Francia per la fine dell'anno, quando tornò non volle parlare del tempo trascorso con lui, questo mi preoccupò molto, ma i preparativi per il matrimonio erano cominciati e richiedevano molto impegno e tutto, egoisticamente, passava in secondo piano, in più gestire tutte le mamme non era facile, per quanto Hope fosse discreta e ne rimanesse ai margini Angela valeva per tre e mia madre, beh aveva un'idea precisa di come organizzare un matrimonio. Io a Jane eravamo disperate
Jane: sono insopportabili, mia madre è asfissiante e tua madre non tiene in considerazione le nostre... le mie esigenze di semplicità!
Maura: anche io lo voglio semplice, ma forse tu esageri
Jane: faccio tutto per te, lo sai, fosse per me andrei a firmare i fogli e basta, non ho bisogno di una cerimonia in pompa magna, so già che voglio passare la mia vita con te.
Maura: ma non vuoi che parenti ed amici festeggino con noi?
Jane: la famiglia forse, gli amici, solo pochi e poi festeggio con te- mi fece l'occhiolino- tua madre ha una lista interminabile
Maura: le partecipazioni ci costeranno una fortuna!
Jane: non dirlo a me sfondi una porta aperta!
Maura: come facciamo?
Jane: per me lo sai, scapperei con te e basta!
Lo ripeteva spesso ma sapevo che non avrebbe mai rinunciato alla sua famiglia in un giorno così speciale, tentava ancora di fare la dura, ma oramai per me non aveva segreti a riguardo, sul lavoro poteva anche essere un tosto e minaccioso Detective, ma chiusa la porta di casa era la donna più dolce e premurosa che avessi mai incontrato.
Altre discussioni nacquero per il vestito da indossare, un giorno, era già primavera, durante la pausa pranzo Angela ripartì all'assalto di sua figlia
Angela: Janie? hai un minuto per tua madre?
Jane: che c'è adesso, e non chiamarmi così sul lavoro, non chiamarmi così mai!
Angela: oh si scusa!
Jane: scusa? Mamma cosa mi devi chiedere? Vuoi invitare qualche cugino sconosciuto dall'Italia?
Maura: hai paura?
Jane: terrorizzata!
Angela: NO! È per il vestito
Jane: non ho ancora deciso e lo sai
Angela: ma andiamo almeno a dare un'occhiata, dai un po' di soddisfazione a tua madre ti prego, se vorrai sposarti in pantaloni, Dio spero di no, ti appoggerò, ma dobbiamo andare a dare un'occhiata
Jane: un'occhiata?
Maura: tua madre ha ragione, non c'è molto tempo amore, devi decidere. Domani sera vado con mia madre a provare i vestiti, potresti cogliere l'occasione anche tu
Jane: Mauraaa!
Angela: si è un'ottima idea, allora dopo il lavoro andiamo!
Si girò su se stessa e tornò dietro il bancone lasciando Jane con un'espressione imbronciata che mi fissava
Maura: non guardarmi così, lo sai che abbiamo ragione, anche per i fiori devi scegliere
Jane: si e dove ci sposiamo? Non so vorrei che scegliessi te, tutte le 4 opzioni che abbiamo selezionato mi vanno benissimo, so che per te è più importante che per me, io andrei direttamente in viaggio di nozze!
Maura: devi ancora scegliere le due opzioni, Europa o Pacifico?
Jane: l'idea di tornare in Europa mi piace molto e andare nel pacifico, con te sempre in bikini mi alletta molto, basta escludere l'isola dei tuoi
Maura: Atollo! E sai già che non ci andremmo mai!
Jane: senti domani scelgo il vestito con cui mi sposerò, promesso, i fiori? Facciamo che oggi guardo le tue opzioni con i colori e ti dico cosa mi piace, il menù anche, farò delle modifiche alle tue scelte
Maura: come quali?
Jane: vedrai, sono certa che approverai
Maura: e la torta? Prossima settimana abbiamo l'appuntamento con il pasticcere migliore della città!
Jane: grazie a tua madre, ci sarò e sceglieremo insieme, ma ti prego non chiedermi altro!
Maura: ok! Ma prepara le promesse nuziali, a quelle ci tengo!
Jane: ma Maura, mi vergogno a dire certe cose davanti a tutti
Maura: su questo non transigo! organizzerò il resto del matrimonio, me la dovrò vedere con tua madre e la mia, il minimo che puoi fare è scrivere una piccola promessa di matrimonio per me!
Jane: okay!
Maura: devi chiamare tuo padre
Jane: no!
Maura: devi dirglielo, potrebbe stupirti non credi?
Jane: no!
Maura: io ho chiamato mia madre, e lei è tornata per me, vedrai che tuo padre lo farà per te!
…..
Jane mi aprì la porta ed io entrai con in mano le buste del cibo cinese, mentre Jane teneva in mano il gelato che avevamo scelto come dessert per quella sera. Eravamo molto stanche, stavamo trattando dell'omicidio di un uomo anziano trovato impiccato, ma le prove dimostravano che era una messa in scena anche mal riuscita, sul collo c'erano le impronte delle dita, dalla dimensione sembravano maschili, nessuna impronta di unghie, quindi qualcuno che le teneva molto corte. I familiari erano sconvolti, aveva tre figli e cinque nipoti, una moglie addolorata ed incredula.
Jane: metto il gelato in frigo, poi parliamo di quelle impronte
Maura: ti ho già detto che non sono impronte digitali e non posso determinare il sesso dell'aggressore, posso solo dire che sono mani grandi e con unghie corte
Jane: grandi quanto?
Maura: per darti un'idea direi con un margine di errore del mhmm 5% un quarto più grandi delle mie!
Jane: Maura è un uomo dai
Maura: oppure una donna con un'ossatura molto mascolina, non lo posso escludere
Jane: ok se trovo qualcuna così la arresto nel frattempo cerco un uomo
Maura: hai qualche sospetto?
Jane: no! Neanche l'ombra, Frankie sta facendo un controllo finanziario, non si sa mai, sembrava un uomo di famiglia tranquillo, anche alcuni amici con cui oggi abbiamo parlato non capiscono come sia potuto succedere, magari nascondeva il vizio del gioco o un'amante o...
Sentimmo bussare alla porta mentre stavamo sistemando il cibo nei piatti.
Jane: vieni mamma è aperto
Angela fece capolino con un sorriso eccessivo sul viso, passo per metà la porta e si fermò un attimo
Angela: ragazze ciao, Jane io vorrei parlarvi
Jane: che succede Ma?
Angela: so che brontolerai un po' ma...
Jane fece un'espressione seria, la porta si spalancò e la sorpresa fu incredibile Frank Rizzoli era lì sulla soglia di casa
Jane: che cavolo ci fa lui qui?
Frank: non posso venire a trovare mia figlia?
Jane: ah ti ricordi di averne una? Che vuoi Pà?
Frank entrò insieme ad Angela che chiuse la porta dietro di se
Frank: l'altro giorno ho sentito tua madre, ed ho scoperto che ti stai per sposare?
Jane: mamma! come diavolo ti è venuto in mente?
Angela: è pur sempre tuo padre, devi parlare con lui!
Frank: ti saresti sposata senza dirmi niente? Senza presentarmi il tuo futuro marito?
Jane: marito? Mamma esattamente cosa gli hai detto?
Angela: io niente, spetta a te!
Jane: spettava a me anche decidere di chiamarlo
Frank: tua madre ha fatto bene, non lo avresti fatto! Non sarebbe stato giusto
Jane: giusto? Tante cose non sono giuste
Frank: senti tesoro vorrei solo conoscerlo e se tu vorrai, vorrei l'onore di portarti all'altare
Jane: tu conosci già chi sposerò Pà! io... non è così che volevo dirtelo, mamma dovevo decidere io dannazione, non mi piacciono certi obblighi
Maura: perchè non vi sedete un attimo, parliamo con calma
Frank: perchè tutto questo mistero? Cos'è un tuo collega anziano? Piccola ti sposi un vecchietto quel Korsak?
Jane: Cosa? No Pà, è Maura, mi sposo con Maura!
Frank mi fisso un attimo, abbozzai un sorriso, poi guardò sua figlia, era molto sconvolto
Frank: che razza di scherzo è questo? Non vuoi proprio condividere la tua vita con me?
Jane: Papà è veramente Maura, viviamo insieme da molto ormai, vedi gli anelli? Ci sposiamo a giugno!
Frank: Maura è una bella donna, ma va bene per i tuoi fratelli questo è assurdo, Angela tu permetti questo?
Angela: Frank calmati e pensa a quello che dici
Jane: no mamma lascialo parlare, che dica quello che pensa
Frank: Janie è assurdo sei una donna è contro natura
Jane: davvero?
Frank: Angela come puoi lasciare che tua figlia commetta peccato!
Jane: un peccato è lasciare la famiglia per seguire una ragazzina in Florida, non amare una persona
Frank: non è così semplice Jane e la bibbia dice...
Jane: ancora la bibbia, non usare la bibbia con me sai?- i toni erano molto accesi- tu hai abbandonato tutto e tutti, la tua bibbia condanna questo, ma non condanna l'amore mai!
Frank: è inaccettabile e disgustoso- nei suoi occhi leggevo disprezzo-
Angela: calmatevi, Frank che stai dicendo? So che sei sconvolto, all'inizio lo ero anche io, ma guardale si amano così tanto e sono felici!
Frank: non sono sconvolto Ang sono disgustato da tua figlia che si è fatta irretire da questa donna dalle mutande raffinate-le sue parole non mi ferirono, disprezzavo quest'uomo che parlava a sua figlia con sdegno-
Jane: Occhio a come parli di Maura Pà! Non ti permetto di toccarla, lasciala fuori. Io sono una donna adulta.
Maura: ed intelligente!-non avevo resistito all'offesa implicita a Jane-
Frank: ma non capisci, lei con i suoi modi concupiscenti ed i suoi sol...
Jane saltò su suo padre, lo prese per la camicia i volti a pochi centimetri di distanza, Angela gridò, io corsi verso Jane nella speranza di fermarla
Jane: NON TI PERMETTERE, NON TI AZZARDARE, TU NON VALI NEANCHE UN'UNGHIA TAGLIATA DEL SUO PIEDE!
Maura: Jane no lascialo lascia stare, non è un problema
Jane: eccome se lo è! Non ti azzardare a mancare di rispetto a Maura un'altra volta o non rispondo più di me.
parlò a denti stretti faccia a faccia, poi lo lascio, Angela piangeva, Jane aveva un volto paonazzo e sconvolto
Frank: non vedi cosa ti fa fare?
Jane: tu sei fuori di testa sai? Credevo mi conoscessi, nessuno può offendere la mia famiglia senza una mia reazione
Frank: IO SONO LA TUA FAMIGLIA; SONO TUO PADRE JANIE
Jane: tu hai scelto di uscirne, mai una chiamata mai niente, e ora hai scelto di venire qui ed offendere la donna che amo e che mi rende la persona più felice del mondo! Pà lei mi completa, mi fa sentire speciale, non mi vuole diversa da quella che sono, mi rispetta e mi ama immensamente come io amo lei, è tutto molto semplice e se mi ami, accetti quella che sono anche se adesso ti sembra difficile, oppure sparisci per sempre. In entrambi i casi nessuna parola contro Maura ti è permessa!
Frank: tu sei cattolica Jane sai cosa ti aspetta se segui questa strada
Jane: la stessa tua per aver tradito la mamma ed essere andato a letto con la ragazza di tuo figlio?
Frank: non era la sua ragazza, senti io penso al tuo bene
Jane: il mio bene è qui accanto a me! Credimi Pà sono felice sono innamorata, niente di quello che puoi dire cambierà questo
Frank: io io non so chi sei Jane non so più chi sei, sono così deluso da te
Jane: purtroppo papà la cosa è reciproca. Adesso vattene da casa mia e torna solo se sei pronto a chiedere scusa a me e a Maura e ad accettare la mia scelta
Frank: io non credo di poterlo fare
Jane: -tra le lacrime-allora credo che sia un addio
Frank: sii ragionevole
Jane: io lo sono Pà! Adesso ti prego vai! Fai una buona vita
Jane si girò ed uscì dalla stanza lasciandoci immobili, Angela aveva dei gran lacrimoni, io avevo un nodo in gola che a fatica controllavo
Frank: credo sia meglio che me ne vada
Maura: si è meglio, ma pensa bene a quello che vuoi, Jane è una donna speciale ma molto risoluta, se non la vuoi perdere torna per lei!
Stava per replicare, il suo viso era pieno di rabbia
Angela: vieni via Frank hai detto abbastanza, usciamo
Uscirono ed io camminai fino alla camera dove Jane sdraiata sul letto affogava i singhiozzi nel cuscino, mi sdraiai accanto a lei e la abbracciai, affondò il viso nel mio collo, tentai invano di consolarla per lunghi minuti, poi crollò addormentata.
Dopo quella sera per giorni Jane fu inevitabilmente scontrosa ed irrequieta, evitava sua madre nonostante Angela cercasse di parlarle ad ogni occasione, disperata mi venne a cercare in ufficio
Angela: Maura? Scusa ti posso disturbare un attimo?
Maura: certo Angela vieni accomodati pure! Sei qui per Jane?
Angela: si! Non mi parla Maura, io vorrei scusarmi, vorrei farle capire che ero in buona fede, ho litigato con Frank dopo che ce ne siamo andati quella sera, non so perchè fa così è completamente irragionevole, io sapevo che entrambi volevano che Frank la portasse all'altare, speravo che... andasse meglio
Maura: peggio era difficile Angela, Jane lo ha quasi picchiato! Ascolta, non devo dirti io che Jane è molto ferita, ma non da te, da suo padre, ma ha bisogno di incolpare qualcuno per l'accaduto, se Frank non fosse venuto, sarebbe stato solo un padre assente, invece adesso è un padre che la disprezza e per lei questo è troppo difficile da metabolizzare almeno per ora
Angela: si ma io non volevo tutto questo e non voglio che mi stia lontana, aiutami come faccio!
Maura: ho provato a parlarle, ma è così frustrata, sta soffrendo e credo, ad essere sinceri, che si senta tradita da te! Non voleva parlare con Frank e tu l'hai obbligata, so che in cuor suo ti capisce, forse ha bisogno di ancora un po' di tempo, sii paziente anche se è difficile.
Angela aveva gli occhi pieni di lacrime, cercava di rimanere composta, in quel momento entrò Jane
Jane: che ci fai qui?
Maura: Jane, stavamo solo parlando.
Jane: e di cosa?
Angela: ti prego Jane, mi dispiace
Jane: lascia perdere Ma!
Angela: come posso lasciar perdere? Io non volevo, non credevo, io
Jane: Non mi hai rispettato, non potevi farti gli affari tuoi, volevi per forza intrometterti, brava sei felice ora?
Angela: no certo che no! Mi dispiace se tuo padre è un coglione!
Jane: non è colpa tua Ma! Ma dovevi strane fuori e lasciare che me ne occupassi io!
Angela: mi dispiace Jane mi dispiace
Jane: sono così arrabbiata Ma!
Angela: lo so tesoro lo so, io cosa posso fare per rimediare?!
Jane: niente Ma! Non fare più niente... portami tu all'altare!
A queste parole inaspettate per tutti la donna più anziana si butto tra le braccia di Jane che la strinse forte a se. Entrambe commosse.
Angela: ti voglio bene Jane mi dispiace
Jane: lo so Ma, ti voglio bene anche io!
Angela: grazie tesoro, sarà un onore portarti all'altare!
Guardavo quelle due donne che amavo piangere insieme, abbracciate, ero commossa e felice per loro, Jane non avrebbe potuto rinunciare anche a sua madre ne tantomeno Angela vivere senza l'amore pazzo di sua figlia. Jane alzò lo sguardo e mi sorrise.
Pensai che nemmeno io avevo un padre che mi portasse all'altare, sarebbe stato veramente strano farsi portare entrambe all'altare dalle nostre mamme, ma in fondo sembravano essere le uniche che se lo meritassero, non solo perchè rimaste al nostro fianco, ma perchè vedevano il nostro amore e lo rispettavano, credevano in noi e nel nostro progetto di vita.
