III

DESTINO

Dale non riusciva a dormire.
Anche stasera, dall'alto del suo camper, scrutava i confini della fattoria facendo buona guardia.
In realtà la situazione con Andrea si era fatta sempre più insostenibile da quando sua sorella era morta; temeva che adesso la donna si fosse presa una bella cotta per Shane e questo lo preoccupava tanto da togliergli il sonno. Non che potesse permettersi di essere geloso, sapeva, data la differenza di età, di non avere chance con lei, tuttavia, se si fosse trattato di un altro, si sarebbe fatto da parte felicemente, ma l'ex poliziotto era un uomo pericoloso e tremendi sospetti ricadevano sulla sua testa.
Improvvisamente il cielo fu rischiarato da una luce intensa proveniente da Nord, il vecchio richiamò l'attenzione, urlando.
Rick, Shane e T-Dog lasciarono le loro tende, armi in pugno. Glenn accorse dalla casa in compagnia di Maggie

-"Voi due restate qui e proteggete le donne, gli altri con me!"-

Nel frattempo, Daryl e la sua strana compagna di sventura, avevano appena messo piede nella proprietà di Hershel

-"Dammi quella torcia..."-
-"Perché?"-
-" Tu dammela e basta!"-

L'uomo se ne appropriò ed iniziò a fare segnali

-"L'ultima volta che sono ritornato stanco e claudicante alla fattoria, mi sono beccato una bella pallottola, preferisco non rivivere quella spiacevole circostanza, anche perché adesso, la mira di Andrea è migliorata di molto"-
-"Devi essere molto amato in questo gruppo"- rispose lei, acidamente.

Da lontano, Rick aveva fortunatamente letto il messaggio morse e prontamente risposto.

-" Fermi tutti è Daryl"-
-"Già"- aggiunse Shane -"e sembra non essere solo!"-

Li avevano fatti accomodare in casa e rifocillati.
Tutti gli occhi erano naturalmente puntati sulla misteriosa donna vestita con una divisa dell'esercito ed armata di tutto punto

-"Capitano Jessica Jones"-

Rick ruppe il silenzio per primo, leggendo il nome cucito sulla giacca della mimetica

-"Jessie andrà più che bene... sceriffo"- sottolineò lei, osservando a sua volta la divisa dell'uomo
-"Rick Grimes, piacere di conoscerti-"
-"Sei tu il capo qui?"-
-"Si"-

La donna notò il disappunto sul volto di Shane, mentre l'uomo via via presentava tutti gli altri.

-"...e Daryl ormai lo conosci..."- concluse
-"Ah si, io e Robin Hood ci siamo già presentati."-

Quell'affermazione era vera in parte: lei gli aveva salvato la vita e lui, vedendola adesso, capiva anche come mai maneggiasse tanto bene le armi e fosse sopravvissuta, combattendo da sola, in mezzo all'inferno.
Ma per il resto del tempo, avevano camminato insieme, silenziosamente

-"Di dove sei, Jessie?"- chiese Lory
-"New York, ma ero di stanza alla base di Fort Benning qui in Georgia prima che il governo ci ordinasse di far fronte all'epidemia"-
-"Epidemia?"- intervenne Hershel.

Quel termine rafforzava ciò in cui egli stesso credeva

-"E cos'altro potrebbe essere, se non una guerra batteriologica lanciata da Dio solo sa, quale altra nazione per distruggerci? Non crederete mica all'apocalisse o cazzate del genere... ops scusate..."- aggiunse, notando la presenza di Carl
-"Poi cosa è accaduto?"-
-"Io e la mia squadra avevamo avuto l'ordine di preparare un punto di raccolta per i profughi sani e diffonderne le coordinate via radio. Bisognava salvare la popolazione e offrire loro un rifugio sicuro. Ma la situazione c'è sfuggita di mano e la base è stata assaltata da una marea di disperati in fuga. Nel caos totale che ne seguì, ovviamente gli infetti dilagarono, finché, chiunque poté, armato in qualche modo, scappò. Con i miei uomini, ci dirigemmo ad Atlanta, ma anche quella città era preda dell'anarchia totale. I vivi ci attaccavano per rubarci armi e mezzi, i morti per mangiarci. Sono riuscita a venirne fuori, ma ho perso i contatti con loro da diversi mesi ormai. Segnalo ogni tanto la mia posizione coi razzi, sono certa che mi stanno cercando"-
-"Noi veniamo da Atlanta, sono sicuramente tutti morti"- s'intromise Carol con tono severo
-"Beh, senza offesa, se siete sopravvissuti voi... Una dozzina di soldati perfettamente armati e addestrati, forse hanno avuto uguale fortuna"-
-"Lo speriamo per te"-
-"Andrea ti chiami, vero? Daryl mi ha raccontato quanto siete affiatati..."-

L'uomo sussultò mentre la bionda gli lanciò un'occhiataccia

-"Bene è tardi e sarai stanca... del resto ne riparleremo domani... Stanotte dormirai qui in casa, col permesso di Hershel"- aggiunse Rick prima di congedare tutti


Il sonno di Daryl era stato tormentato da strane visioni ed il suo risveglio fu altrettanto pessimo.
Avendo udito dei passi intorno alla tenda, era saltato fuori mezzo nudo, puntando la balestra carica verso quello che poi si rivelò essere Carl.
Ancora una volta, aveva sorpreso quel moccioso a giocare con la sua pistola. Pensò di doverne parlare assolutamente a suo padre.

-"Non farlo mai più, avrei potuto ucciderti, un istante fa, scambiandoti per uno zombie... e posa quell'arma!"-
-"Uffa sono stanco di essere trattato come un bambino e mandato sempre via da tutti"-
-"Chi ti ha mandato via?"-
-"Mio padre. Dice che sono troppo piccolo per assistere mentre Shane giustizia quella donna"-
-"Donna? Quale donna?" - chiese Daryl allarmato
-"Quella di ieri sera, il soldato!"-


Aveva fatto appena in tempo.
Jessie era in ginocchio, con le mani legate dietro la schiena, un visibile livido violaceo sullo zigomo destro e il labbro spaccato.
Di sicuro quello era il marchio di fabbrica di quella bestia di Shane, pensò

-"Si può sapere cosa sta succedendo qui?"-
-"Abbiamo deciso di abbatterla"- rispose l'ex poliziotto, quasi come se si trattasse di una bestia
-" e quando pensavate di dirmelo? Oppure non conto niente in questo gruppo ?"-
-"Daryl..."-
-" No Rick...Questa donna mi ha salvato la vita… È un'ottima combattente poi…"-
-"Daryl... è stata morsa!"-
-"Cosa?"-
-"Guarda tu stesso sull'avambraccio… Stamattina Lory era andata da lei per offrirle dei vestiti puliti e l' ha sorpresa in bagno a medicarsi...Poi ha tentato di fuggire ed è dovuto intervenire Shane"-

Effettivamente era andata così: Lory, dopo aver visto la ferita, aveva cominciato a dar di matto. Jessy aveva capito che forse era arrivato il momento di svignarsela, ma fuori la stanza, aveva trovato Shane, accorso alle grida della moglie di Rick, e l'aveva stesa con un bel montante in pieno volto.
Finalmente la prigioniera lo guardò.
Nonostante stesse per morire, Daryl notò ancora tanta fierezza in quegli occhi, scuri come una notte senza luna.

-"Non è il morso di uno zombie, è stato un cinghiale a ferirmi, qualche giorno fa"- gli disse rispondendo alla sua muta domanda
-"Basta... facciamola finita"- intervenne Shane, puntandogli di nuovo contro l'arma, pronto a premere il grilletto.

Con un lesto movimento, l'uomo afferrò la sua balestra, minacciando, a sua volta, il giustiziere

-"Metti giù quell'arma"-

Quella reazione del giovane arciere sorprese tutto il gruppo.
Daryl sapeva il fatto suo, non si era mai fatto mettere i piedi in testa da nessuno ed era uno spirito libero, ma non aveva mai contestato tanto apertamente un ordine di Rick.

-"Abbassate le armi… Tutti e due… Shane, tu per primo"-

L'uomo a malincuore, obbedì.

-" Daryl anche tu, adesso… Sai che non possiamo mettere a repentaglio la sicurezza di tutti..."-
-"Ma non possiamo nemmeno uccidere una donna, se dice il vero… Rick, me ne occuperò io"-
-"Come?"-
-"La terrò con me, legata nella mia tenda. Se diventa zombie la uccido, ma se fra qualche giorno guarisce, la lascerò andare"-

Il ragionamento non faceva una piega.
E poi Daryl era accampato molto distante dalla casa.
Se fosse successo qualcosa, avrebbero avuto tutto il tempo di porvi rimedio.

-"Va bene, ma sta attento..."-

Shane grugnì contrariato.

-"Non preoccuparti"-


Jessie fu portata quel giorno stesso nella tenda di Daryl e ammanettata all'estremità di un rigido tubo di ferro, che in passato forse, era servito per l'irrigazione dei campi.

L'uomo tentò di medicare il labbro ancora sanguinante della donna, e il livido che diveniva più esteso.
Lei ebbe un sussulto.

-"Mi dispiace per questo, Shane è un gran figlio di puttana!"-
-"Perché lo hai fatto?"-
-"Cosa?"-
-"Esporti così per me"-
-"Mi voglio sdebitare, fra qualche giorno saremo pari..."-
-"Cosa ti fa credere che sia stata sincera, non mi conosci nemmeno..."-
-"Diciamo… Il mio istinto"- le rispose, perdendosi per un attimo ancora nei suoi occhi.

Già, di nuovo quell'istinto che si faceva strada in Lupo Solitario.
Aveva avvistato i segni, seguito le tracce, ed ora voleva capire fin dove l'avrebbe portato, il destino.