CAPITOLO IV
"SCELTE"
Jessie si risvegliò tutta intorpidita.
Aveva dormito per ben 18 ore di seguito e questo, in realtà, non deponeva molto a suo favore.
Più volte Daryl era stato lì per afferrare la pistola, roso dal dubbio di quel suo prolungato stato di incoscienza e delle urla che di tanto in tanto lei lanciava nel sonno, ma fortunatamente, l'aveva tenuta sotto stretta sorveglianza e si era reso conto che si trattava soltanto di troppa stanchezza e stress accumulatisi
-"Bentornata nel mondo dei vivi"-
La donna provò a stirare le braccia, ma le manette le segnarono i polsi facendola imprecare dal dolore
-"Per prima cosa, togliamo queste… La tua ferita è in via di guarigione"-
Lei si rialzò, muovendo qualche passo incerto verso di lui, toccandosi ancora i polsi doloranti
-"Grazie… Adesso non mi devi più niente!"-
-"Dove hai dormito in tutti questi mesi?"-
-"Fin quando ho potuto, in case abbandonate. Quando le città sono diventate troppo pericolose e mi sono spostata nei boschi, sugli alberi"-
-"Alberi?"-
-"Certo, ne sceglievo uno grosso, ci salivo e poi mi legavo al ramo più robusto per non cadere, quando il sonno mi assaliva"-
-"Mi prendi in giro?"-
Daryl iniziò a sorridere sommessamente, erano mesi che non gli accadeva più di ridere
-"Davvero, sono il posto più sicuro se sei da solo, gli zombie non sanno arrampicarsi"- rispose la donna, afferrando la tazza con il succo che lui le aveva passato-"Cielo, ucciderei per del caffè"-
-"Non ne abbiamo, dovrai accontentarti… C'è una tanica d'acqua fuori, se vuoi darti una ripulita..."-
-"Si, ne ho proprio bisogno"-
Era circa mezzogiorno quando fece ritorno dalla caccia, con un po' di selvaggina.
Posò la balestra, ed iniziò a rifornirsi di frecce, recuperandole dal ventre degli animali.
Uno scroscìo discontinuo d'acqua attirò la sua attenzione.
Si sporse e vide la donna intenta a lavarsi i capelli.
Indossava un pantaloncino marrone, adesso, che lasciava intravedere gambe ben tornite, con solo una canottiera piuttosto attillata, la quale mostrava le forme di un seno generoso. Spalle larghe, braccia leggermente muscolose e toniche, la vita sottile: gli occhi di Daryl la radiografarono in un minuto, prima che lei risollevasse la testa bruscamente, all'indietro.
I capelli neri le ricadevano leggermente mossi sulle spalle, e con quel gesto, aveva spruzzato una quantità di goccioline sulla sua pelle abbronzata.
Con lo sguardo, ne seguì una venire giù sulla maglietta, per infilarsi poi, fra l'incavo dei seni.
Involontariamente l'uomo si morse nervosamente il labbro inferiore e sentì qualcosa in basso, muoversi nei pantaloni.
Un attimo dopo, si sorprese di pensare a lei in un certo modo.
Jessie era bella… Stramaledettamente bella!
Lo aveva trovato così, Carol, ancora imbambolato a guardare la donna.
Conosceva quello sguardo, occhi che bruciano di desiderio. Come mille volte aveva tentato inutilmente di scorgere per lei
-"Perché l'hai liberata?"-
-"Perché è sana"-
-"Lory mi ha chiesto di venirti a chiamare, Rick e Shane, non sono rientrati dal loro giro di ricognizione e, considerati i precedenti, lei è molto preoccupata"-
-"Che succede?"-S'intromise il soldato
-"Due dei nostri, forse sono in pericolo, dovrò andare a cercarli"-
-"Dammi una pistola, verrò con te"--"Sicura? Questo non è il tuo gruppo"-
Non rispose, raccolse il coltello e un'arma, fra quelle di Daryl, si legò i capelli e montò in sella alla moto dell'uomo, già pronto a partire
-"Di' a Lory che gli riporteremo suo marito sano e salvo"-
Vagarono per diverse miglia prima di scorgere i due in difficoltà.
Si erano rifugiati in un pulmino abbandonato e cercavano di difendersi da un'ondata di zombie.
-"Bene, Rock&Roll"-urlò la donna, prima di lanciarsi dalla moto in corsa su tre mostri
Atterrò su di loro, poi davanti agli occhi di un Daryl sbigottito, li terminò col coltello, recidendogli la gola, per poi passare a fracassargli il cranio.
Frattanto anche lui, aveva preso a fare cadaveri, con i suoi lanci precisi.
Questo momentaneo diversivo, permise a Rick e Shane di scendere dal pulmino e unirsi al combattimento in strada.
Il primo mieteva vittime, usando un palo di ferro recuperato fra le suppellettili dell'autobus, il secondo, col solo calcio della pistola, rompeva ossa e mascelle a più non posso, avvalendosi di una eccezionale forza fisica.
Nel parapiglia generatosi, Jessie, in scivolata, sgambettò un azzannatore, già alle spalle di Rick, con le fauci aperte, piantandogli poi il pugnale in testa.
Il capo si voltò e visto lo scampato pericolo, le sorrise.
Il soldato si diede un gran da fare, mostrando le sue tecniche di difesa e la sua velocità e precisione nel sistemare gli erranti.
Nonostante fosse impegnata in diversi corpo a corpo, non le era sfuggita la reticenza di Shane.
L'uomo indirizzava volontariamente gli zombie verso Rick, costretto quindi a fare gli straordinari, per salvarsi la pelle.
Tuttavia insieme a Daryl, continuavano a combattere imperterriti, aprendo cervelli, dalla bocca, dalle narici e dalle orecchie, portando il coltello o le frecce, in punti letali, in modo da togliere di mezzo per sempre, quegli esseri immondi.
Quando il terreno si colorò di sangue ed un tappeto di non-morti rese l'ambiente saturo di un nauseabondo odore, l'arciere scagliò la sua ultima freccia e finalmente rese sicuro il perimetro intorno a loro.
I quattro, ansimanti, rimandarono a dopo le chiacchiere e si diedero appuntamento alla fattoria.
-"Sei troppo avventata Wonder Woman "-
Daryl si rivolse alla donna, mentre risollevava la moto che li avrebbe condotti a casa
-"Come mi hai chiamata?"-
-"Wonder Woman, sai quei telefilm, di tanto tempo fa, su quella donna che girava seminuda dandole di santa ragione ai cattivi?"- specificò lui, naturalmente omettendo il motivo del perchè li guardasse...ma non ebbe tempo di terminare la frase.
Lesse una luce minacciosa nei suoi occhi, un attimo dopo Jessie afferrò il coltello, lanciandoglielo contro.
La lama sibilò accanto al suo orecchio sinistro per andarsi a conficcare dritta nel cervello di uno di quei mostri, risollevatosi di soppiatto dal terreno, pronto ad addentarlo.
L'uomo la fissò, deglutendo.
Un rivolo di sudore gli ridiscese lento per la tempia, prima di voltarsi e vedere quell'essere bavoso a terra, finalmente stecchito.
L'ex soldato, gli passò accanto, riappropriandosi del coltello, poi con nonchalance riprese a parlargli
-"Stavi dicendo?"-
-"Nulla"-rispose rassegnato
-"Bene, sei di nuovo in debito con me a quanto pare...vogliamo andare?"-
Erano appena rientrati, accolti dai sorrisi degli altri.
Rick andò personalmente a scusarsi con Jessy e a ringraziarla dell'aiuto offertogli.
Le strinse la mano e dall'avambraccio in via di guarigione lesse la frase che vi era tatuata "Rangers Lead The Way" (I Rangers fanno strada)
-"Eri nei corpi speciali?"-
-"Già,75° reggimento, terzo battaglione (1)
-"Resta con noi, sarebbe un piacere accoglierti in questo gruppo"-
-"Devo trovare i miei uomini, sono responsabile per loro..."-
-"Capisco, vieni nella mia tenda dopo, ti restituirò le armi"-
Qualche ora più tardi Daryl raggiunse il resto del gruppo e dai suoi preparativi, capì che lei li stava lasciando.
Si avvicinò al furgoncino, su cui aveva poggiato una mappa, mentre, facendo strani calcoli con la bussola, tracciava cerchi in rosso
-"Te ne vai?"-
-"Sì ho già perso fin troppo tempo, qui"-
-"Perché non resti... ci saresti d'aiuto"-
-"Ho visto come vi sono d'aiuto le donne in questo gruppo"-gli rispose indicando Lory e Carol intente a stendere il bucato
-"Ognuno fa quello che può, per rendersi utile... c'è anche Andrea, ha un ruolo attivo, come potresti averlo tu"-
-"Ah si, la biondina che è pazza di te"-
-"Andiamo… Faccio sul serio!"-
-"Daryl"- finalmente si voltò, guardandolo negli occhi- "vedi, come ho detto a Rick, sto cercando il mio gruppo. E sono certa di ritrovarli vivi"-
-"Come li troverai? Andrai incontro ad una morte sicura, lo sai meglio di me... da soli la fuori è un inferno. Vuoi continuare a dormire sugli alberi, nutrirti di piante e scoiattoli e girare in tondo fin quando non beccherai una mandria ed allora per te sarà la fine?"-
-"Grazie della veggenza grande capo Cherokee"-
Lui si fermò un istante, fissandola, torvo in volto
-"Ho visto i totem fuori dalla tua tenda..."- tentò di scusarsi lei.
Era stata sempre piuttosto sgarbata con quest'uomo che invece le dimostrava un sincero interesse
-"Ti prego… Resta… Facciamo così...tu dai una mano a noi ed io ti aiuterò a battere la zona, alla ricerca del tuo gruppo … Puoi usare i nostri mezzi e la fattoria come campo base… Pensaci…"-
Lei sospirò.
Era una buona offerta.
Ci riflettè un attimo ancora, prima di accettare.
-"Affare fatto, ma rivoglio le mie armi ed in qualsiasi momento io cambi idea, devo essere libera di potermene andare"-
-"Sarà così"-
-"Un'ultima cosa: io non lavo, non cucino, non cucio, non faccio il bucato e non pulisco il culo a nessuno, sia ben chiaro!"-
-"No capitano, non preoccuparti"-rispose Daryl con aria divertita.
Quella donna aveva proprio un caratterino impossibile.
Era presuntuosa, arrogante ed avventata, troppo sicura di se...eppure gli piaceva, tremendamente.
-"E va bene Robin Hood, hai vinto! Resto qui "-
(1) Non so' se le donne siano a tutt'oggi ammesse nei corpi speciali militari statunitensi...comunque mi sono presa questa licenza letteraria :) Jessica è una sorta di 'Soldato Jane' , credo lo abbiate capito
