V
"ATTRAZIONE"
Il cacciatore aveva preso la mira, trattenuto il respiro, quando un colpo, partito alle sue spalle, centrò la lepre al posto suo
-"Tre ad uno"-
-"Andiamo Jessie, era la mia preda quella!"-
Daryl protestò vivamente per quell'appropriazione indebita.
Era passato poco più di un mese da quando il capitano Jessica Jones, si era unita al gruppo e la caccia mattutina ormai rientrava stabilmente nei suoi compiti.
I due si divertivano a gareggiare, mostrando via via i loro talenti che li vedevano vincitori e vinti, a seconda della mansione che Rick affidava loro.
La donna era riuscita a guadagnarsi il rispetto di tutti, persino Shane, di solito molto critico, aveva dovuto ammettere la sua importanza e competenza.
Daryl poi, faceva quasi sempre coppia fissa con lei sia che si trattasse di perlustrare i confini che di svolgere qualche missione o di procurare la cena, come adesso.
Questo attaccamento aveva già provocato qualche pettegolezzo di troppo fra gli altri e la gelosia di Carol, che fino a quel momento sembrava l'unica a poter vantare una certa amicizia col tenebroso arciere.
L'uomo le aveva auto-costruito una tenda, naturalmente molto vicina alla sua, perché gli piaceva chiudere gli occhi la sera, avendo come ultima visione della giornata il suo viso.
Effettivamente Jessie, rappresentava per lui la cosa più bella che gli fosse capitata di vedere, da quando si era ritrovato in questa assurda situazione.
Daryl comunque, si era scoperto molto più umano di quanto non fosse mai stato, proprio in mezzo ai non-umani.
In principio c'era stata Sophia e la sua scomparsa. Voleva dimostrare, trovandola, la sua abilità di cacciatore, ma poi aveva finito di fronte alle lacrime di sua madre, per accettare la realtà che le due donne significassero molto di più di una semplice gara con se stesso.
E da lì in poi aveva iniziato ad aprirsi al gruppo sempre di più.
Un fagiano su di un ramo, attirò prontamente la sua attenzione. Scivolò silenzioso fra gli alberi impugnando la balestra.
Jessy si sfilò il cappello che portava quella mattina e lo sventolò ad ampi gesti, per spaventare l'uccello.
Stavolta però non calcolò la posizione del sole che proiettava la sua ombra davanti a sé.
L'uomo si girò indispettito e le lanciò contro la freccia, volontariamente sbagliando la mira, in un gesto di disappunto.
La donna fu costretta comunque ad una mirabolante capriola per scansarsi
-"Ehi..."-
-"La prossima volta che cerchi di fregarmi, giuro che miro a quel grosso culo che ti ritrovi e lo centro in pieno!"-
Lei si rialzò, gettandogli del terreno provocatoriamente e lui rispose con uno sguardo assassino.
-"Hai l'espressione di uno che vuole fare a pugni"-
-"Non metto le mani addosso ad una ragazza, non sono Shane io"-
Ma per tutta risposta, Jessy prese la rincorsa lanciandosi su di lui, a mo' di placcaggio stile football. L'uomo, preso alla sprovvista, cadde all'indietro sotto il peso della spinta.
-"Regola numero uno... Sorprendere l'avversario!"-
Gli disse lei atteggiandosi, mentre gli era a cavalcioni, minacciandolo scherzosamente col coltello
-"Sei solo una ragazzaccia presuntuosa, ed ora… Togliti dalle palle!"-
Rispose afferrandole violentemente il polso, poi con un colpo di reni, ribaltò la posizione
-"Di solito preferisco stare io sopra"-continuò, mentre lei si dibatteva inutilmente sotto di lui.
Ma il contatto dei loro corpi che si incontravano e scontravano in quella specie di prova di forza, accese improvviso in lui il desiderio. Diventò silenzioso tutto ad un tratto, fissandola intensamente.
Avvicinò il suo volto, sentendola sotto di sé, docile adesso come una preda quando intuisce che tutto è perduto.
Le loro labbra erano pericolosamente vicine e il loro respiro iniziò a farsi più accelerato
-"Regola numero due"-le sussurrò lui-"evitare il corpo a corpo quando il tuo avversario pesa il doppio di te"-
-"Vero… Ma la regola numero tre dice… Mai fidarsi del proprio nemico, quando appare spacciato, potrebbe avere un asso nella manica"-
Si allungò verso di lui quasi sfiorandolo con un bacio, ma poi con un movimento veloce scalciò, portando il suo ginocchio pericolosamente vicino ai gioielli di famiglia.
Daryl istintivamente richiuse le gambe, ma era troppo tardi
-"Se avessi assestato il colpo Robin Hood, adesso staresti saltellando piegato su te stesso dal dolore per tutto il bosco"-e così dicendo, lo sfregò nelle parti basse, mimando il movimento di autodifesa.
Ma improvvisamente il sorriso le si spense.
Aveva avvertito la sua erezione e questo la turbo non poco, tuttavia come era nel suo carattere, si difese contrattaccando
-"Accidenti signor Dixon, deve essere molto che non vai con una donna"-
-"Sei una grandissima stronza!"-rispose lui sollevandosi indispettito
In realtà ce l'aveva con se stesso: il suo corpo lo aveva tradito rivelando spudoratamente ciò che lui provava a tenere nascosto. Raccolse balestra e frecce e, senza più né guardarla né rivolgerle la parola, riprese la caccia.
-"Andiamo, hai intenzione di tenermi il muso per tutto il giorno adesso?"-
-"Stai zitta!"-
Era davvero arrabbiata con lei.
Si era sentito punto sul vivo, dalla sua ultima battuta.
Se avesse voluto dare sfogo semplicemente ai suoi istinti, ne avrebbe presa una a caso dal gruppo… Ma lui non voleva una donna qualsiasi, voleva lei!
Questa certezza, a dire il vero, lo spiazzò abbastanza adesso.
Entrambi sentirono improvviso il richiamo di Andrea.
Accorsero, lasciandosi alle spalle i loro dissensi.
Jessy, da quando era entrata a far parte del gruppo, aveva legato unicamente con l'ex-avvocato, forse perché fra tutte le componenti femminili, era quella caratterialmente più simile a lei.
Spesso infatti, si esercitavano insieme e il capitano le dava consigli per migliorare la mira oppure su come gestire le situazioni di emergenza.
Dal canto suo Andrea ne era molto affascinata e, nonostante il soldato fosse più giovane, aveva trovato una sorta di maestra da seguire. Da qui a passare all'amicizia, il passo era stato breve.
La bionda perciò, si univa piacevolmente ai due, anche durante la caccia o i giri di perlustrazione.
-"Che succede"-Le chiese vedendola
-"Zombie"- indicò in lontananza
Jessy prese la mira
-"Ferma, sono innocui, non sprecare pallottole"-intervenne Daryl finendoli poco dopo
-"Non vi sembra strano?"-
-"Cosa?"-
-"Negli ultimi giorni, ci imbattiamo negli erranti sempre più frequentemente, voglio dire siamo noi ad essere i più fortunati o cosa? Eppure non siamo i soli a perlustrare la zona… Andrea qualcun altro del gruppo ne ha visti?"-
-"No, di solito è Shane quello di guardia da queste parti"-
-"Beh allora stiamo freschi che ne parli "-s'intromise l'uomo
-"Perché? Capisco la loro lotta per la leadership ma questo è un pericolo che riguarda tutti"-
Andrea e Daryl si scambiarono uno sguardo di intensa
-"Su diglielo"-le intimò l'uomo-"ormai fa parte del gruppo"-
Così la donna le raccontò delle divergenze fra i due e soprattutto del fatto che Lori avesse avuto una relazione con il miglior amico di suo marito, prima di saperlo ancora vivo
-"...E adesso è incinta e... Trai le tue conclusioni"-
-"Un bel casino,comunque...-" aggiunse Jessy -"Ci vuole del coraggio a mettere al mondo un figlio, in mezzo a questo inferno!"-
-"Basta con i pettegolezzi, rientriamo"-aggiunse l'arciere spazientito e così i tre se ne tornarono all'accampamento.
Il resto della giornata era passata piuttosto tranquillamente e la serata si presentava un po' più fresca, ma questo non scoraggiò Jessica dal tenersi sveglia accanto al fuoco, studiando una mappa. Aveva un pensiero fisso che proprio non l'abbandonava e decise di parlarne a Daryl. Ma l'uomo non era nella sua tenda.
Incuriosita girò intorno, per trovarlo poco più in là
-"Daryl...ops..scusa... "-e si girò di scatto imbarazzata, scappando via
L'uomo era impegnato in un bisogno fisiologico
-"Che rompiballe!"-urlò tirando su la cerniera
Poi si portò verso la sua tenda, con aria minacciosa.
Quella donna stava davvero esagerando.
-"Aspetta, lo so che sei arrabbiato ma è importante, fammi parlare"-
-"Che diavolo è successo, stai davvero superando il limite"-
-"Guarda qui"-e gli mostrò la sua mappa
-"Cosa dovrei vedere ?"-
Lei gli indico dei punti precisi che aveva segnato con delle croci
-"Questi sono i posti dove negli ultimi tempi abbiamo intercettato gli zombie… Non ti sembra strano?"-
-"A cosa ti riferisci?"-
-"E' l'aria di guardia sorvegliata da Shane, lui non ha mai segnalato nulla, come ha detto Andrea, ma se unisco i punti..."-continuò tracciando una linea con una matita-"...praticamente formano un semicerchio"-
-"Dove vuoi arrivare?"-
-"Sembra assurdo lo so ma è quasi come… Come se ci stessero accerchiando!"-
-"Ma loro non hanno una coscienza, rispondono solo all'istinto"-
-"Vero… Ed infatti cibarsi è uno dei nostri istinti primordiali… Rifletti, se ormai le città sono vuote, vuol dire che…"-
-"...Che il cibo scarseggia !"-concluse Daryl
-"Esatto, e come tutti gli animali…"-
-"Se non trovano cibo... migrano..."-ancora una volta, finì la sua frase
-"Per il momento ne sono pochi, ma chi ci dice che anche le mandrie più grosse non agiscono allo stesso modo?"-
-"Temi possano attaccarci?"-
-"I capi di bestiame di Hershel, sparsi per la fattoria, sono un invito a cena e i confini sono appena delineati da paletti di legno… Bisognerebbe innalzare delle barriere, trovare del filo spinato. Qualcosa che li fermi… Così non siamo sicuro… Dovresti parlarne con Rick..."-
L'uomo fece un cenno di assenso, le argomentazioni di Jessica erano del tutto sensate
-"E dovresti aprirgli gli occhi anche su Shane"-
-"L'ultima volta che ho provato a farlo, tempo fa, mi ha puntato una pistola alla testa"-
-"Ma da allora, mi hai detto, che molte cose sono cambiate fra voi"-
-"Sì, ma i loro rapporti personali non mi riguardano...è tardi, vado a dormire e dovresti andarci anche tu"-
-"No io… Non ho sonno"-
-"Provaci, bisogna recuperare le forze"-
-"Faccio brutti sogni"-gli confessò mestamente
Daryl lo aveva intuito, la sentiva agitarsi spesso durante la notte
-"Fa' come vuoi, io sono stanco morto"-
La lasciò lì e lei ci rimase un po' male.
Per un attimo le balenò l'idea di chiedergli se potesse dormire con lui, ma poi si diede della sciocca. Sarebbe risultata debole ed infantile ai suoi occhi ed era certa che dopo non l'avrebbe più considerata.
Ma chissà poi perché, stava diventando così importante per lei, cosa pensasse quell'uomo.
Scocciata, si portò alla sua tenda e si mise nel sacco a pelo.
Aveva stranamente freddo quella notte e iniziò a chiedersi come sarebbe stato lasciarsi riscaldare da lui.
-"Ancora sveglia?"-
Sobbalzò.
Daryl dopo un po' l'aveva raggiunta, tenendo in mano una reticella racchiusa in un cerchio da cui penzolavano tante piume
-"Questo è per te! È un acchiappasogni indiano, la reticella serve per intrappolare gli incubi, mentre le piume tengono lontani gli spiriti cattivi. Così farai solo bei sogni!"-
Lei lo guardò affascinata, ma l'uomo scambiò il suo silenzio per una sorta di muta presa in giro. Così girò i tacchi, pronto a ritirarsi.
-"Aspetta… Appendilo qui"-e gli indicò un punto preciso, proprio accanto alla sua tenda
-"Bene, buona notte"-
-"Daryl...-pronunciò il suo nome prendendogli la mano-"Grazie"-
Lui le sorrise e ricambiò la stretta, accarezzandole il polso
-"Ora dormi"-
Jessy lo guardò allontanarsi.
Si mise giù serena.
Quella notte avrebbe fatto solo bei sogni… poiché, ne era certa, avrebbe sognato lui…
