VII
"Passione"
Il tramonto ormai prossimo, gettava ombre funeste, attraverso la finestra della soffitta.
Un leggero venticello colpiva la pelle dei due ragazzi, facendo da combustibile al fuoco della passione,che li aveva travolti .
Liberi rispettivamente delle loro armature di dolore, si mostravano adesso l'uno all'altra per ciò che erano: un uomo ed una donna.
Daryl continuava a baciare Jessie appassionatamente, assaggiando famelico, il suo sapore.
Le loro lingue si rincorrevano, provocandosi a vicenda, in continui giochi di piacere, mentre le mani dell'uomo iniziarono a percorrere il corpo della donna, obbedendo a quel desiderio che già gli stava esplodendo fra le gambe.
Quante notti insonni aveva passato desiderandola, cercando di immaginarsi le sue forme, le sensazioni che avrebbe provato al contatto della sua pelle e ora finalmente, lei si lasciava andare in un modo quasi commovente.
Il soldato issava bandiera bianca facendosi guidare da lui, in un turbinio di emozioni, simili ad entrambi.
I baci di lei erano così caldi eppure tanto esigenti e gli davano un muto via libera, quel consenso tanto importante al suo orgoglio di uomo per trovare il coraggio di farla sua. E così, le mani di lui si insinuarono sotto l'attillata canottiera, afferrandone l'orlo e tirandolo verso l'alto.
Jessie sollevò le braccia, per assecondarne il movimento e l'indumento finì sul pavimento.
Daryl si fiondò sui suoi seni seminudi, ricoprendoli di baci, prima di sfilarle definitivamente il reggiseno per poi distenderla piano sotto di se, ammirandola.
Lei provò a coprirsi intimidita, ma l' uomo catturò le sue mani portandole delicatamente sul suo petto, nella muta richiesta di una carezza più audace. Poi iniziò a ridiscendere su di lei, baciando ancora ogni centimetro di pelle, fino a tuffarsi sui suoi capezzoli rigidi per l' eccitazione. Si attaccò loro, come un bimbo affamato dopo il suo primo vagito, leccandoli e mordicchiandone prima l'uno e poi l'altro, suggendo quella passione che diveniva sempre più incontrollabile.
Jessie infilò le mani fra i suoi capelli chiari, riportandolo a se, sentendosi già orfana di quei baci infuocati e lui obbedì al richiamo della sua bocca ridistendendosi su di lei, che sentì il contatto del suo ardore duro ed eretto attraverso la stoffa dei pantaloni.
Gli carezzò lieve la schiena, sfilandogli la camicia, tenendo lo sguardo fisso sui muscoli tesi del suo corpo, finchè anch'ella non prese a baciargli il petto giocherellando con la lingua, soffermandosi su determinati punti quando avvertiva un sospiro più prolungato degli altri.
Daryl aveva raggiunto il massimo dell'eccitazione, la voleva disperatamente e facendosi ancora più audace le allentò i pantaloni infilandole una mano fra le sue cosce. E lì, nel centro della sua femminilità, la trovò bagnata dei suoi umori e quando lei gemette al tocco di quelle dita che si insinuarono dentro, lui perdette definitivamente la ragione.
Finì di spogliarla e poi si staccò un attimo solo, ma unicamente per prenderla in braccio e appoggiarla delicatamente sul materasso nell'angolo.
Non una parola fra loro, consci come erano, che qualunque cosa fosse stata detta avrebbe spezzato per sempre la magia di quell'istante, riconducendoli nella realtà di un inferno che non concedeva alcuna tregua, nessun nutrimento per quelle anime dilaniate dai ricordi del passato.
Daryl infine, si sfilò i pantaloni e tornò su di lei.
Entrambi si muovevano lenti, nella ricerca di un ritmo comune.
Jessie accondiscendeva ad ogni suo volere, sentendolo sussultare e rabbrividire, mentre lui si aggrappò di nuovo a quei seni materni, accarezzandole le natiche.
Le loro gambe si intrecciarono, la loro pelle bruciava ormai di un desiderio che nessuno dei due riusciva più a tenere a freno.
L'uomo iniziò ad entrare in lei, prima delicatamente, poi sempre con più urgenza. La sua corsa era accompagnata da gemiti di piacere che rimbombavano strozzati in quella soffitta che li vedeva finalmente amanti.
E infine, lui esplose il suo piacere poco dopo, dentro di lei, con la forza e l'irruenza del suo vigore giovanile e per la prima volta sentì non solo il suo corpo, ma anche il suo cuore appagato e rimase così per un tempo indefinito, abbandonato dentro il suo ventre, mentre provava a leggerle nell'anima attraverso quei suoi tizzoni ardenti, solitamente tanto sfuggenti.
Voleva essere certo che anche per lei fosse stato bello, che avesse provato un piacere pari al suo, che per un momento l'avesse resa felice così come si sentiva felice lui.
Un'antica leggenda pellerossa, vuole che i lupi scelgano una sola volta la loro compagna e, cosa più unica che rara in natura, rimangano insieme per tutta la vita.
Lupo solitario quella notte, credeva di aver finalmente trovato, la sua rosa Cherokee
L'aveva tenuta fra le sue braccia, vegliando il suo sonno, per tutto il tempo. E ancora ne ammirava il viso rilassato ed appagato, mentre il suo respiro regolare scuoteva piano quei seni seminudi che qualche ora prima aveva assaggiato.
Ma quella calma fu interrotta dal rumore di un fischio e dal successivo piccolo botto che lo fece accorrere velocemente alla finestra.
La luce rossa di un razzo segnaletico, attirò la sua attenzione.
Daryl si rivestì in fretta, gettando un'ultima occhiata sulle curve morbide di quel meraviglioso corpo che riposava placidamente davanti a lui.
Ma non c' era un minuto da perdere adesso.
Rick era tornato a prenderli, come promesso, e, seppur a malincuore, svegliò Jessie delicatamente.
-"Dobbiamo andare"-
-"Cosa?"-
La donna finalmente tornò in sé e il ricordo di ciò che aveva fatto quella notte le imporporò le gote.
Daryl, resosi conto di quell'imbarazzo, le passò i vestiti evitando di guardarla e poi si voltò a raccogliere le sue cose.
Entrambi salirono sul tetto e scorsero da lontano Glenn che, arrampicatosi su un palo della luce, scrutava l'orizzonte.
Rick infatti, si era armato di tutto punto e poi all'alba, insieme a Shane e Glenn, si era diretto di nuovo verso la città.
Il capo aveva un piano e per questo aveva preso in prestito dall'armamentario di Jessie, qualcuno dei suoi razzi.
Convinto com'era di trovarli vivi, ma impossibilitato ad avvicinarsi più di tanto a dove li aveva lasciati, cercava in qualche modo di individuarli e palesare la loro presenza.
I due ragazzi, sventolarono delle coperte trovate nella soffitta.
Il contatto visivo fu stabilito, poco dopo.
Ora dovevano accordarsi su di una strategia di salvataggio.
Usando ancora una volta il linguaggio morse, stabilirono il da farsi.
I due ragazzi si sarebbero portati verso la parte più bassa del tetto, il pick-up dei loro compagni li avrebbe raggiunti a tutta velocità, loro sarebbero saltati giù e poi, armi in pugno, avrebbero sparato per allontanare gli zombi dalla strada.
Una volta posizionatisi, Jessie diede il segnale convenuto per l'inizio dell'operazione.
Udirono arrivare il furgoncino, che si fermò sgommando, sotto di loro.
Daryl afferrò la mano di Jessy ma, un attimo prima di lanciarsi, lei la ritrasse. Tuttavia non ci fu il tempo per lui di soffermarsi su quel particolare.
Atterrarono, non senza farsi qualche livido e i loro compagni passarono loro le armi, prima di ripartire a tutta birra.
I due iniziarono a fare piazza pulita degli zombi che si accalcavano lungo la via, terminandoli con colpi precisi.
Quando finalmente raggiunsero la statale, poterono rilassarsi e Daryl strinse amichevolmente la mano a Rick, ringraziandolo.
-"Non vi avrei mai lasciati lì"-
-"Ne ero certo"-
