XI
"Sospetti"
Daryl si muoveva silenzioso e furtivo fra i boschi.
Era il suo regno quello e lo attraversava a suo piacimento.
Ogni albero e pianta gli indicavano la via da seguire, meglio di un qualsiasi cartello stradale e lo avevano ricondotto nello spiazzale, dove contava di recuperare la sua moto.
Aveva dovuto attendere più di due settimane prima che Rick gli desse l' ok e stamattina, alle prime luci dell'alba, si era messo in cammino.
Sgattaiolato fuori dalla tenda di Jessie, che ormai condivideva da quando Deacon si era unito a loro, sperava di non svegliarla, ma quel diavolo di donna aveva il sonno leggerissimo!
Si era così alzata a sua volta, con l'intento di seguirlo, ma lui era stato categorico, invitandola a tornare a dormire.
Temeva brutti incontri e non voleva correre rischi...adesso però se ne pentiva. Sicuramente lei sarebbe andata a caccia da sola e non si era mai al sicuro nel bosco. Sempre più spesso gli erranti vagavano indisturbati, spinti dalla fame e poteva bastare un attimo di distrazione…
Rabbrividì pensandola in pericolo.
Era incredibile come adesso tutti i suoi sensi, i suoi timori, il suo essere, si fossero concentrati su di lei.
Non riusciva a starle lontano e solo adesso si rendeva conto di quanto fosse stata vuota e solitaria l'esistenza, prima di incontrarla.
Suo fratello Merle, gli aveva insegnato che il sesso debole andava bene solo per una cosa: dare piacere agli uomini...poi se si voleva, si potevano anche tenere con se, per far da mangiare e pulire, alla stregua di serve il cui parere contava ben poco e la cui intelligenza fosse nettamente inferiore...altrimenti, dopo fatti i propri comodi, andavano gettate via...ed ognuno tornava sulla propria strada.
Ma da quando l'arciere aveva seguito il gruppo, era cresciuto, si era confrontato con una realtà diversa, fino a divenire un membro fondamentale di quella piccola comunità e dunque, un uomo nuovo!
Decise che era il momento di passare all'azione.
Corse verso la moto e si mise in sella.
Ma ben presto si accorse di tracce fresche tutto intorno e non gli era sfuggita nemmeno la diversa posizione del manubrio sul terreno, come se qualcuno l'avesse rialzata, per poi provare a riposizionarla nello stesso punto.
Un tentativo andato a vuoto, perché nessuno poteva fregare Daryl Dixon tanto facilmente!
Quei delinquenti non si erano evidentemente ancora arresi e continuavano a cercarli.
Non si sarebbero potuti nascondere per sempre alla fattoria.
Jessie aveva ragione. Non erano per nulla al sicuro li.
Il bosco si mostrava poco generoso con lei, quella mattina.
Col sole allo zenith, aveva acciuffato solo qualche scoiattolo e un paio di scarni conigli selvatici.
Era certa che al suo ritorno, Daryl avrebbe riso di quel magro bottino.
Eppure Jessie non aveva fatto nulla di più o meno delle altre volte, ma sembrava che tutti gli animali fossero stati messi in allarme, come per magia e avessero deciso di starsene ben rintanati.
Tornare a mani vuote significava aggiungere altra acqua sul fuoco in un momento in cui, nel gruppo, tutti sembravano essere contro tutti.
La situazione alla fattoria infatti non era delle più rosee: Hershel continuava a pressare affinché se ne andassero; Beth aveva tentato il suicidio; lo scontro tra Rick e Shane stava per esplodere; Lory e Andrea non si parlavano; Dale cercava di aprire gli occhi alla bionda, sull'ex poliziotto, provocando continue ed accese discussioni; Carol sembrava non avesse di meglio da fare che punzecchiarla e criticarla continuamente, avendo ormai intuito ciò che la legava a Daryl.
In realtà, tutti ne erano a conoscenza, benché nessuno avesse pronunciato la fatidica domanda apertamente. In fondo se non avevano avuto da ridire su Glenn e Maggie, perché doveva importare tanto che fosse la sua donna?
-"E' il mio uomo"- soleva ripetersi spesso.
Il suono di quella frase le piaceva tremendamente.
-" I-L- M-I-O-U-O-M-O"- si sorprendeva a scandirlo, ancora ed ancora.
Non aveva mai avuto nulla che le appartenesse sul serio.
E si rendeva conto che tutte le sue priorità stavano cambiando: la vita non si riduceva più solo ad una mera lotta per la sopravvivenza.
Si voltò al fruscìo delle foglie in un cespuglio... forse una preda.
Sperò in un cervo o in un cinghiale, ci voleva proprio un bel trofeo da portare indietro.
Scivolò silenziosa sul terreno.
Avvertì un nuovo movimento e lesta si risollevò, per evitare che la cena le sfuggisse.
Prese a correre dritta davanti a se.
Saltò nel cespuglio ma col piede destro, fini in una sorta di rudimentale trappola, che scattò, facendola inciampare e cadere in malo modo.
-"Maledizione"- imprecò, più contro se stessa per essersi fatta fregare tanto stupidamente.
Aveva abbassato la guardia ultimamente, ma di certo non si sarebbe mai aspettata una cosa simile.
Chi diavolo aveva posizionato quella trappola? Non era la prima volta che passavano di lì, possibile che né lei né Daryl l'avessero mai notata?
Col coltello liberò la caviglia intrappolata nella corda.
Si risollevò zoppicante e per un istante ebbe la percezione di essere osservata.
Benché il suo sesto senso le dicesse di rientrare, voleva a tutti i costi capire chi diavolo c'era dietro quello strano marchingegno.
Proseguì ancora claudicante, seguendo delle impercettibili tracce sul terreno. Qualcosa sbucava fuori, da dietro il tronco di un albero.
Capelli, ad una prima occhiata.
Imbracciò il fucile, anche se, con il rumore che faceva zoppicando, persino un sordo si sarebbe accorto della sua presenza.
Invece, chiunque fosse, rimaneva immobile.
Rischiò il tutto per tutto, avvicinandosi comunque.
Un'improvvisa folata di odore nauseabondo la investì e la vista, poco dopo confermò i suoi sospetti.
Si trattava di uno zombie morto.
Il capo era spappolato in due, il corpo, vivisezionato in molti pezzi.
Scosse la testa, ma un particolare attirò la sua attenzione.
L'errante sembrava smembrato con cura.
Le ferite erano state inferte con molta precisione, più da una mano umana che dalle fauci di un animale selvatico.
Ed inoltre, i Walkers non usano trappole.
Si voltò, stavolta decisa a tornare, ma ancora una volta la sensazione di essere spiata s'impadronì di lei.
Reagì violentemente, gettandosi alla sua destra, col fucile puntato e il colpo in canna
-"Oddio, non sparare…"-
-"Cristo... Deacon… Cosa ti viene in mente, arrivarmi alle spalle così!"-
-"Oh io… Io… Ero andato a cogliere funghi e… Gesù…"- non finì la frase, vomitò all'istante alla vista riprovevole di quell'essere così conciato
Fecero la strada a ritroso
-"Ma tu non stai bene"-
-"Non è nulla, sono inciampata"-rispose lei con l'orgoglio ferito.
-"Su, appoggiati a me"- e con un'inaspettata forza le cinse la vita, spingendola verso di lui
Il contatto col corpo molliccio di quell'uomo provocò in Jessy una sensazione di disgusto, così si liberò bruscamente da quella sorta di abbraccio.
-"Ehi non fare la tosta come me...non ce n'è bisogno, lasciati aiutare"- e le mise di nuovo le mani addosso, come alla ricerca frenetica di un contatto
-"Non mi toccare"-
La donna si scostò con maggior foga, arrivando ad imbracciare il fucile.
Deacon mutò la sua espressione in quella di un cane bastonato.
-"Non sarò bello come mio fratello, ma non credevo di farti tanto ribrezzo da arrivare a puntarmi l'arma contro."-
Girò le spalle e prese a camminare a passo spedito.
-"Aspetta..."-
Riflettè un secondo, la sua reazione era stata spropositata.
Quell'uomo era tecnicamente suo cognato e voleva solo aiutarla.
Prese a chiamarlo di nuovo
-"Che diavolo sta succedendo qui!"-la voce preoccupata di Daryl giunse alle sue orecchie prima ancora di riuscire ad individuarlo fra gli alberi
-"Niente"-
-"Niente mi sembra poco, state facendo tanto di quel baccano da far scappare un animale ad un miglio di distanza"-
-"Beh, chiedilo al tuo bel soldatino..."-
-"Lo sto chiedendo a te Deacon invece..."-
-"Le faccio schifo!"-
-"No, non è vero"-s'intromise Jessie
-"Negalo… Negalo che mi hai puntato addosso il fucile... volevo solo aiutarla, ma a quanto pare sono troppo vomitevole per lei"-
Daryl la guardò costernato.
Si era accorto da un po' che fra i due non correva buon sangue e di certo Deacon non ne aveva colpa.
Suo fratello si era integrato perfettamente nel gruppo, meglio di quanto lui stesso avesse fatto, gli altri membri gli volevano un gran bene.
-"Le cose non stanno affatto così-"
-"E come stanno allora?"-
L'arciere contrariato voltò le spalle e fece per andarsene
-"Fermati… Ahi…"- la donna provò a seguirlo ma la caviglia le doleva ancora
-"Che hai… Ma tu sei ferita sul serio"-
Daryl tornò sui suoi passi, notando una vistosa macchia rossa che le sporcava gli abiti
-"Non è mio questo sangue"-
Jessie pensò allo strano abbraccio di Deacon, ma non aggiunse nulla a quella discussione per non rischiare di litigare
-"Sono caduta mentre seguivo un cervo"-
L'uomo la prese in braccio, per evitare di peggiorare le cose, la guardò teneramente ed addolcendo il tono le disse:
-"T'insegnerò io a cacciare un cervo"-
Rick stava impartendo ordini agli altri membri del gruppo, quando li vide arrivare
-"Che è accaduto?"-
-"Nulla, credo di essermi slogata una caviglia"-rispose Jessie mentre Daryl la metteva giù
-"Fatti dare un'occhiata da Hershel"-
-"Deacon è rientrato?"-
-"Non l'abbiamo visto"-s'intromise Lori
-"Dannazione"-
-"Va a cercarlo"-concluse la donna, notando l' espressione preoccupata dell'arciere.
Daryl non si fece pregare e balestra alla mano, tornò verso il bosco.
Una decina di minuti dopo, i colpi di pistola di Andrea, di guardia sul camper di Dale, attirarono l'attenzione.
Jessie uscì con una vistosa fasciatura applicatale dal padrone di casa e il capo le urlò:
-"Ce la fai?"-
-"Sparo bene anche con una gamba sola"- ed afferrato il fucile si fiondò sul retro del pick-up, che partì di corsa e si portò verso est, dove l'avvocato mirava imperterrito.
Arrivati sul posto, il soldato e il poliziotto trovarono però qualcosa di inaspettato.
C'era si, uno zombie, ma giaceva a terra smembrato.
-"Questo di certo non l'hanno fatto i proiettili di Andrea"-poi rivolto verso la donna aggiunse-"dalla tua espressione sembra che non è il primo che vedi, ridotto così"-
Jessie scosse il capo e raccontò la sua disavventura mattutina
-"Le ferite sono aperte in modo preciso"-
-"E poi guarda la testa"-lo interruppe la donna-"Il primo colpo è stato portato al cervello per assicurarsi di ucciderlo definitivamente. I morsi di un animale sarebbero più caotici e casuali"-
L'ex sceriffo aveva avuto a che fare con diversi omicidi nella sua carriera, sapeva riconoscere il modus operandi di un killer seriale.
-"È assurdo… Chi si prenderebbe la briga di fare tutto questo… Ad uno zombie poi.."-
-"Il tuo amico Hershel per esempio..." -la voce di Shane alle loro spalle, li fece sobbalzare
-"Perché avrebbe dovuto?"-
-"Perché non è tanto sano di mente… Hai già dimenticato che raccoglieva erranti per rinchiuderli nel granaio, dando loro da mangiare addirittura..."-
-"Credeva solo che fossero malati e che prima o poi qualcuno potesse guarirli… C'era la sua famiglia li, chiunque di noi si sarebbe aggrappato ad una speranza pur di salvarli… Se si fosse trattato di Carl e Lori, probabilmente avrei fatto la stessa cosa"-
-"Beh io invece no! Mi sarei assicurato che non ci fossero finiti in quel granaio, piuttosto"-
-"Ragazzi guardate qui"- Jessie provò ad attirare la loro attenzione per evitare un ulteriore scontro tra i due
-"Orme"-
-"Già e dal modo in cui si allontanano sembrano appartenere più ad un vivo che ad un morto"-
I due uomini si calarono ad osservarle
-"Come volevasi dimostrare...Hershel, sembrano i suoi scarponi"-
-"Non puoi esserne sicuro"-aggiunse Rick
-"Shane"-cercò di distrarlo Jessie-"io non riesco a camminare… Che ne dici di seguire le tracce per scoprire qualcosa?"-
-"Buona idea"-rispose risollevandosi
Poi senza più guardarli in faccia, se ne andò.
Quella sera, accanto al fuoco, la tensione era palpabile.
Tutto il gruppo cenava in silenzio e sembrava che ognuno ce l'avesse con un altro membro, per qualcosa
-"Ma perché Deacon non mangia con noi?"- Lori tentò un minimo di conversazione
-"Sembra non sia simpatico a qualcuno qui"-
Carol s'intromise indirizzando il suo rimprovero verso Jessie, cosa che non sfuggì a Daryl
-"Accidenti quella donna mi odia proprio"-aggiunse sottovoce il soldato
-"Beh visto che continui a maltrattare tutti quelli che non ritieni alla tua altezza,capitano"-rispose l'arciere acidamente
Lei lo guardò, con occhi carichi di stupore, l'uomo accettò la sfida e posando il piatto l'affrontò:
-"So cosa vuoi dirmi con quello sguardo: anch'io non ero ben voluto qui... Conosco i miei difetti e so di avere un caratteraccio. Ma Deacon… è un uomo gentile e disponibile… L'unico della mia famiglia che quand'ero piccolo avesse un minimo di considerazione e affetto per me! Tutti lo adorano e vorrei capire perché tu lo detesti, invece. Dammi un solo motivo valido Jessie e ti giuro che lo riporto dritto dove l'ho trovato, da quelle bestie…"-
Lei non parlò.
D'altronde cosa poteva dirgli? Che quel tipo tanto innocuo e indifeso fosse l'unico a farle venire i brividi? Che ogni qualvolta si avvicinava a lei provava una sensazione di fastidio? Che quando la toccava sentiva salire il disgusto alla bocca dello stomaco?
La sua antipatia verso il fratello dell'uomo che amava, si basava solo ed esclusivamente su sensazioni!
Rimase a fissarlo in silenzio.
Daryl si alzò di scatto, rovesciando il piatto e non provando nemmeno a nascondere il suo disappunto.
Tutti gli occhi erano puntati su di loro, ma era decisa a chiarire subito e lo seguì, cercando di attirare la sua attenzione
-"Daryl… Per favore… Gli chiederò scusa, va bene?"-
-"Sarebbe il minimo"-
La notte era alta ormai e come sempre Jessie invocava un sonno che tardava ad arrivare.
Daryl dormiva rivolto dall'altro lato e lei seguiva con lo sguardo ogni suo impercettibile movimento.
Avrebbe voluto stringerlo a se e sussurrargli il forte desiderio di fare l'amore che aveva ogni qualvolta lui le era tanto vicino, ma non potevano sempre risolvere i problemi così.
Avevano due caratteri forti e non passava giorno che non si sfidassero su qualcosa o discutessero, ma di notte, la passione li assaliva e si sfinivano lasciando che i loro corpi appianassero tutte le divergenze.
Fin dalla prima volta, Jessy ebbe la certezza che Daryl avesse avuto molte donne, ma nessuna 'fidanzata'.
Il suo corpo chiedeva carezze più che farle e in quei momenti sembrava quasi che si trattenesse dall' essere troppo tenero, per paura di apparire debole o forse, per difendersi da un sentimento sconosciuto troppo più grande di lui.
Robin Hood stava imparando l'amore e si sentì una pessima insegnante nell'istante stesso in cui questa certezza si fece strada in lei, terrorizzandola. E se si fosse sbagliata? Se lui cercasse solo uno sfogo ai suoi istinti maschili? In fondo non c'era una grande scelta di donne… E quando si fosse stancato del bel soldatino, cosa avrebbe fatto? Forse lei rappresentava solo una novità, qualcosa di diverso e l'avrebbe scaricata in silenzio oppure le sputandole addosso la sua rabbia come stasera, o, peggio ancora, il suo disprezzo... Daryl a volte sapeva essere tremendo e con poche parole le avrebbe spaccato il cuore in un attimo!
-"E va bene"-si disse, prima di lasciarsi seppellire dai dubbi-"meglio farlo adesso"-
Non è che l' allettava molto l'idea, ma aveva promesso al suo uomo delle scuse per il fratello.
La caviglia andava meglio ed arrivò nei pressi della casa abbastanza velocemente.
Valutò che Deacon fosse ancora in cucina.
Dale puntò la torcia su di lei, dall'alto del suo camper e agitò il fucile in segno di saluto, Jessie ricambiò sventolando il cappello.
Sul patio, incontrò Rick con espressione cupa
-"Non riesci a dormire nemmeno tu?"-
-"A quanto pare..."-
-"Preoccupato per oggi?"-
-"Si e no. Diciamo che ho avuto un altro scambio di opinioni con il mio caro amico Shane sull'argomento e forti divergenze con la mia devota mogliettina"- le rispose, sottolineando ironicamente il termine devota
-"Peggio che andar di notte, allora!"-
Risero entrambi e la tensione si stemperò un pochino
-"E tu come te la passi?… Daryl è un osso duro…"-
-"Non me ne parlare… Intransigente e testardo! E' convinto che detesti suo fratello"-gli disse, rivolgendo lo sguardo attraverso i vetri della cucina, dove Deacon era intento ad affilare un coltello per l' arrosto.
Rick seguì la traiettoria immaginaria dei suoi occhi, concentrandosi anch'egli sull'ultimo arrivato e, di nuovo, ebbe una sensazione di familiarità
-"Ha ragione?" -
-"No, ma è più forte di me… Non mi fido di lui"-
Entrambi lo fissarono.
L'uomo armeggiava con un ultimo pezzo di carne rimasto in frigo
-"Jessie, tu non pensi sul serio che possa essere stato Hershel a ridurre quegli zombie così?"-
-"Onestamente… Il nostro medico avrebbe avuto una precisione più chirurgica nei tagli"-
-" Lo credo anche io… Quello di stamattina sembrava essere più il lavoro di un macellaio"-le rispose, senza mai distogliere lo sguardo dalla cucina, dove il maggiore dei Dixon, dimostrava una grande maestria nel tagliare la carne
-"… O di un cuoco…"- Concluse Jessie
