XIX

"Speranza"

-"O viviamo insieme o moriamo insieme"-

L'eco silenzioso di quelle parole, rimbombava ancora prepotente nella sua anima, mentre Daryl le passava accanto deciso, portandosi verso il patio.
L'uomo piantò i piedi nel terreno con forza ed allargò le braccia.

-"Fottuti figli di puttana, sono qui!"-

Urlò attirando l'attenzione degli azzannatori su di sé

-"Su, fatevi avanti, maledetti bastardi!"-

Jessie fissava la scena, ancora sbigottita.
Non le ci volle molto per capire che lui aveva deciso di andarsene per primo, pur di risparmiarsi il supplizio di vedere la sua donna morire. Quanto grande può essere l'amore di un uomo?
Il soldato, in quella frazione di secondo, realizzò di non aver mai saputo rispondere a quella domanda.
Essere amata le era una sensazione sconosciuta.
Fino ad allora si era sempre, egoisticamente concentrata, sui suoi di sentimenti.
L'arciere continuava a lanciare imprecazioni nella notte.
Due walkers si fecero strada, con il loro classico incedere ed annusarono l'odore di carne fresca della preda.
Lui non indietreggiò di un centimetro, aveva intenzione di affrontare la morte con dignità e coraggio.
Ma quando il primo zombie gli afferrò il braccio, dovette chiudere gli occhi per non lasciarsi sopraffare dal terrore.
In un istante, flashback di vita passata, gli attraversarono la mente. Non aveva molti ricordi felici a cui aggrapparsi e scelse accuratamente tre sole immagini: il vecchio John 'volpe che corre' mentre gli insegnava a tirare con la balestra; Merle, che dopo aver riaggiustato la moto, gli chiedeva per la prima volta di saltare su a provarla e Jessie, abbandonata fra le sue braccia, in quella soffitta, dove gli aveva donato il suo cuore, la prima volta che l'aveva fatta sua.
Il fetore pestilenziale di quell'essere, diede l'esatta percezione a Daryl, di cosa stesse per accadere: il mostro aveva appena spalancato la bocca.
Fra un attimo l'avrebbe morso e tutto sarebbe finito...
Il sibilo di una freccia e il successivo rumore sordo di un peso morto, caduto sul terreno, lo costrinsero a guardare.
La donna aveva eliminato l'errante, prima che questi gli addentasse l'avambraccio. Nel frattempo, un altro morto vivente, lo aveva raggiunto alle spalle. Lo atterrò con una gomitata e poi prese a scalciargli la testa

-"Attenta"-

Il soldato si voltò di scatto, fracassando il capo, a quello che un tempo era stato un teenager, usando la balestra come oggetto contundente.
L'uomo corse ad afferrare il fucile, lasciato in terra, e sparò a tre zombie accalcatisi nei pressi del suo mezzo, mentre Jessie liberò la strada, accoltellando un mostro, sbucato dalla casa

-"Recupera la moto, ti copro io"-

Il capitano eliminò con perizia altri due walkers, cosìcche il suo compagno, poté mettersi in sella e volare verso di lei.
Partirono sgommando, evitando gli altri che stavano per accerchiarli.

-"Sono rimasto senza frecce, quante pallottole hai?"- le urlò Daryl alla guida
-"Soltanto una..."-


Tutto era così come lo avevano lasciato, sull'autostrada.
Allo stesso modo di quando vedi un film ed azioni il fermo immagine, magari perché ti devi allontanare dalla visione.
L'auto con i rifornimenti ancora intatti, ormai scaduti, lasciati per Sofia, era la sola a segnalare, con la sua scritta sbiadita dalla pioggia, il tempo trascorso.
Quante cose accadute lo avevano cambiato…
Il film della sua vita era andato avanti, anche senza di lui.
Fu quello il primo pensiero di Rick, appena sceso dalla station wagon, insieme ad Hershel e a suo figlio, sconvolto per l'assenza della madre.

-"Dobbiamo tornare indietro a cercarla...è la mamma!"- gridava il ragazzino

Ma lui guadagnava tempo, cercando di zittirlo, di spiegargli i troppi rischi che correvano.

L'uomo che aveva lasciato Atlanta, con la speranza di ritrovare la sua famiglia, non esisteva più. Al suo posto aveva preso piede, il capobranco cinico e spietato, il cui solo compito consisteva nell'assicurare la sopravvivenza al gruppo. Anche a costo di giustiziare un adolescente, uccidere il suo migliore amico o abbandonare sua moglie al proprio destino!-
In quei mesi aveva imparato a scegliere il minore dei mali.
Circondati da quella realtà di morte e silenzio, persino Hershel perse la fede per un istante

-"Dio parlava della resurrezione dei morti, ma immaginavo avesse in mente qualcosa di leggermente diverso"-

Pronunciò questa frase sacrilega, sfidando lo sguardo di Rick.
Aveva perso casa, famiglia, il Signore e se stesso.
Per cosa era sopravvissuto? Per seppellire i suoi figli, sotto una lapide immaginaria?
La notte appena passata, gli aveva dimostrato quanto assurde e stupide fossero state le sue credenze e la speranza che quel mondo potesse essere ancora salvato.
Billy se n'era già andato e le ragazze probabilmente avevano avuto uguale sorte.
Serrò la mano sulla pistola appesa alla cinta, non sarebbe rimasto un minuto di più a piangere per la sua progenie morta.
Poi rumori di auto in transito sulla strada, lo distolsero dal suo intento suicida.
I tre riconobbero il Pick up e la Hunday.
Maggie e Beth ce l'avevano fatta, e il fattore chiese mentalmente perdono al suo Dio per aver dubitato di lui, mentre le stringeva. Anche Glenn era sopravvissuto e se ne compiacque.
Gli aveva affidato la più preziosa fra i suoi gioielli e mai nessuna scelta gli parve adesso più azzeccata: lui non lo aveva deluso, l'avrebbe amata e protetta sempre, anche a costo della sua vita.
L'ex poliziotto osservava con le lacrime agli occhi sua moglie e suo figlio abbracciati, anche questa volta si erano ritrovati.
Il destino continuava ad essergli favorevole, eppure non si vergognò di se stesso per aver pensato di lasciarla indietro.
Quello fu il primo sintomo di un cambiamento profondo, che stava avvenendo nel loro rapporto e con cui avrebbe dovuto fare i conti, più avanti.

-" In quanti siamo rimasti?"- chiese Maggie

Suo padre dovette annunciare a lei e a sua sorella, purtroppo, della morte di Billy

-"Daryl?"- chiese il capo col cuore in gola
-"Ci ha ordinato di venire qui, poi è tornato indietro a riprendere Jessie"- rispose Glenn
-"Ma non era con voi?"- domandò Hershel
-"Non l'abbiamo incontrata"- s'intromise ancora Maggie -" e Patricia?"-

Beth piangendo scosse la testa in un segno eloquente.

-"Andrea?"- T-dog, fino ad allora rimasto in silenzio, articolò ancora sconvolto, le sue prime parole
-"E' stata attaccata proprio davanti ai miei occhi"- aggiunse Carol disperata

Nessuno al momento osò pronunciare il nome di Shane.
Tutti sapevano di come era andata veramente con Randall e la sua assenza si spiegava da sola.
Fu Carl, nella sua ingenuità, a confidarlo alla madre

-"Si è trasformato, stava attaccando papà, ho dovuto sparargli"-

Lori lo abbracciò forte e si perse in un pianto a dirotto, fin troppo eloquente, soprattutto per suo marito.

-"E cosa facciamo ora?"- T-dog riportò tutti alla realtà
-"Quello che abbiamo fatto la prima volta quando siamo arrivati qui. Cerchiamo armi e riforniamo le auto di carburante travasandolo dai mezzi in sosta. Nel frattempo aspetteremo Daryl e Jessie. Ma non appena pronti, ce ne andremo"-


-"E' troppo pericoloso"- contestò Jessie
-"E' l'unica possibilità che abbiamo, siamo a corto di benzina, se prendiamo l'interstatale non arriveremo mai"-

Daryl aveva deciso di fuggire tra l'angusto sentiero che attraversava il bosco. Quello che aveva fatto tante volte a piedi, alla ricerca di Sofia.
Il viottolo non era asfaltato, ma la strada diventava la metà, fino al punto dove sperava che il gruppo li stesse aspettando.
Condusse il mezzo al confine est della proprietà, ricordandosi che la staccionata lì, risultava già fatiscente.
Il problema era la presenza degli zombie che vagavano proprio nell'unico punto di passaggio per la moto

-"Gli altri posso evitarli, ma quello più alto devi farlo fuori… Abbiamo un'unica occasione"-

La donna mirò, ma il bersaglio apparve arduo.
La moto traballava sull'erba e lei doveva centrarlo in piena velocità. Tentò di tenere saldo il fucile e portò l'indice al grilletto.
Daryl non riuscì ad evitare una zolla rialzata e per poco l'arma non le scivolò di mano

-"Maledizione! Potresti non sballottarci così? Come faccio a centrarlo?"-

L'arciere fu costretto a rallentare per poi dare di nuovo gas

-"Questa è una moto da strada, non da rally, se Hershel non ha asfaltato il suo terreno, non è colpa mia! Andiamo capitano Jones, è la nostra ultima possibilità o passiamo adesso o ce li ritroviamo addosso"- la incitò lui

Purtroppo il motore del suo mezzo era piuttosto rumoroso e gli erranti si stavano raggruppando

-"Non ci riesco, non se corri così!"- disse lei spaventata
-"Puoi farcela! Jessie so che puoi farcela… Spara!"-

Lei puntò di nuovo l'arma, trattenne il respiro e chiuse gli occhi: il colpo andò fortunatamente a segno e Daryl scansò il cadavere, travolgendo il legno marcio della staccionata, trovandosi così sulla strada per la salvezza.
Presero ad attraversare il bosco, dove l'alba veniva rigettata ancora dalla fitta vegetazione.
L'unica luce a guidarli, era il faro della moto che disegnava di fronte a loro uno scenario desolante.
La situazione risultava persino peggiore di quanto avessero immaginato.
Dai pendii che costeggiavano il viottolo, sbucavano azzannatori a decine, pronti ad afferrarli. Sembrava loro, di essere inseguiti dall'intera popolazione di Atlanta.
L'uomo guidava con attenzione facendo chicane fra quei corpi in movimento, ma cercando di evitare di scivolare sui sassolini sdrucciolevoli: un rallentamento o peggio ancora una caduta, sarebbe stata la loro fine.
Nel frattempo, il giorno avanzava ed anche i loro animi iniziarono a rischiararsi, ma il pericolo, come sempre in quel mondo in rovina, era in agguato.

-"Cosa c'è?"- chiese Jessy, avendo avvertito un sussulto
-"La benzina… Credo sia agli sgoccioli"-
-"Dobbiamo proseguire a piedi"-
-"Non se ne parla nemmeno"-

Daryl non si sarebbe mai separato dalla sua triumph e non solo per una questione d'affetto. Ammesso che fossero riusciti a coprire a piedi la distanza dall'autostrada, così disarmati com'erano, cosa sarebbe accaduto se il gruppo non li avesse aspettati? Come li avrebbero raggiunti? E poi era l'unico mezzo con cui sarebbero riusciti a spostarsi anche fra le auto in sosta

-"Allora che facciamo?"-aggiunse la donna
-"Non lo so!"-

Per la prima volta dall'inizio di quell'apocalisse, il suo compagno si sentì impotente.
Poi accadde qualcosa di surreale: improvvisamente il bosco si animò e li avvolse nel suo respiro vitale.
L'arciere si guardò intorno, sorpreso dal repentino risveglio della natura e udì dentro di sé la voce del vecchio John ordinargli "vedi… Daryl… Vedi"

-"Non possiamo rimanere ancora qui"-
-" Shhhh..."-

La zittì, allontanandosi verso un rumore di foglie mosse, proveniente dal terreno…
E così, lupo solitario, la vide.
Una piccola scattante volpe, dal manto rosso, correva furtiva fra le foglie, fino a spingersi su una piccola salita alla loro destra.
L'uomo la seguì, risalendo il breve dislivello a piedi e una volta in cima, dall'alto, poté scorgere qualcosa che non si aspettava di trovare...


-"Ok, abbiamo fatto il pieno"-sentenziò Glenn
-"Siamo pronti anche qui"-gli fece eco Hershel accanto alla station wagon
-"Il pick up?"-
-"E' l'unico che va a diesel ce n'è a sufficienza"-aggiunse T-dog

Rick posò il suo sguardo su quel paesaggio desolato, nella flebile speranza di vederli sbucare fuori da un momento all'altro: ma di Jessie e Daryl, nemmeno l'ombra

-"Possiamo aspettare ancora un po' ..."- l'asiatico parlò, leggendogli nel pensiero
-"No, dobbiamo andare. Più restiamo esposti, più c'è la possibilità di incontrare stronzi come quelli..."- rispose il capo, indicando in lontananza, dall'altro lato della carreggiata, due zombie che avanzavano trascinandosi
-"Ma non possiamo abbandonarli"-piagnucolò Carol
-"Se sono vivi ritroveranno le nostre tracce. Ripuliamo il vetro di quell'auto e lasciamogli un messaggio. Andiamo a nord. Su, in marcia!"-
-"Un momento..."- lo interruppe Glenn saltando agilmente sul cassone di un camion
-"Che ti prende adesso?"-
-"Rick… I due stronzi di prima… gli zombie non si abbracciano, vero?"-

L'uomo prese il suo binocolo e mise a fuoco l'immagine dei due ragazzi che tentavano disperatamente di raggiungerli a piedi, aiutandosi l'un l'altro

-"Mio Dio, sono loro, Glenn, T-dog,venite con me..."-

I tre accorsero, portando dell'acqua.-
-Jessie si accasciò stremata, mentre il capo abbracciò Daryl

-"Da dove diavolo venite?"-gli chiese, sorpreso dal fatto che camminassero nella corsia opposta
-"Felice di vederti"-rispose l'arciere -" E' una lunga storia"-
-"Me la racconterai strada facendo"-

Ripresosi poco dopo, il ribelle del gruppo mantenne la promessa. Jessie si era addormentata in una delle auto e Rick aveva assegnato dei turni di guardia.
Si sarebbero trattenuti un'altra oretta, giusto per dare modo ai due ragazzi, troppo spossati, di riprendere fiato.
L'arciere, gasato dal fatto di essere riuscito nell'impresa di salvare la sua donna, prese a raccontare di come l'avesse trovata, della successiva fuga, di quando erano rimasti quasi a secco di benzina nel bosco

-"… Quindi una volta in cima al pendio ho scorto, ad alcuni metri di distanza, un cantiere. C'era un viadotto di scolo dell'acqua piovana, appena costruito, abbastanza grande da farci passare la moto e potevo sfruttare la discesa per arrivare al cantiere. Ho calcolato dovesse essere stato per forza aperto per i lavori di manutenzione all'autostrada e così è stato! Praticamente tagliava a metà il percorso..."-
-"Ma come hai fatto a far salire la moto?"- chiese Glenn
-"Quello è stato il momento più duro. Ho sentito Jessie chiamare. Gli zombie stavano arrivando, sono ridisceso e montato in sella. Ho dato gas, rischiavo di rompere qualcosa o bucare su una pietra, ma non avevo scelta. La mia piccola però non mi ha tradito. E' risalita senza particolari difficoltà. Tuttavia, a metà strada, la benzina si è esaurita. Abbiamo dovuto spingerla sul terreno per un po'. Da solo non ce la facevo e Jessie ha fatto quello che poteva. Poverina era talmente stanca, quando siamo arrivati in cima, da inciampare su di un sasso e ricadere giù. Quando me ne sono accorto, ho lasciato il mezzo e l'ho trovata a combattere con un errante. Meno male che aveva ancora il suo coltello. Io le urlavo 'su, andiamo' mentre risaliva. Ho afferrato la sua mano, stavo per issarla, quando un altro azzannatore, sbucato dal nulla, le ha afferrato il polpaccio. Fortuna che avevo una grossa pietra proprio alla mia destra e gliel'ho tirata contro, centrandogli la testa. Da qui in poi le cose sono state più facili. Di nuovo in sella, ho sfruttato, come detto, la discesa tenendo la moto a folle. Abbiamo attraversato il cancello del cantiere e scoperto dei piccoli generatori a benzina per le luci di illuminazione notturna. Così siamo riusciti a proseguire col mezzo fino al guardareil d'imbocco dell'autostrada. E ci siamo resi conto di essere sbucati nella corsia opposta, ma stavolta però la salita era troppo in pendenza per la moto, così abbiamo deciso di proseguire a piedi, data la breve distanza e la speranza di trovarvi ancora qui"-
-"Accidenti a quante ne avete passate… Ma l'importante è che stiate bene e siate arrivati in tempo...purtroppo dovevamo spostarci, è troppo pericoloso rimanere!"-
-"Lo avrei compreso se non vi avessi trovati, non preoccuparti...Rick, ho bisogno d'aiuto per recuperare la mia triumph"-
-"Sta tranquillo, adesso ci pensiamo noi!"-


Jessie riaprì gli occhi e le ci volle un po' per ricordarsi di dove fosse. Quando capì di essere distesa sul retro della Hunday, con una coperta addosso, sussultò
I mezzi erano fermi e lei sentiva delle voci, discutere dall'esterno. Guardò i suoi compagni attraverso il finestrino.
I loro volti tradivano molta preoccupazione.
Lori aveva alzato i toni della polemica, Daryl pareva infastidito e Rick sovrastava tutti, tentando di giustificarsi su qualcosa che lei non udiva.
Tra il sovrapporsi delle proteste concitate, distinse solo le parole dell'arciere:

-"Avevi intenzione di dircelo o te lo saresti tenuto per te?"-

Capì che il gruppo stava contestando qualche decisione del capo.
Si sentiva ancora spossata, come se tutta la stanchezza degli ultimi tempi, si fosse rovesciata adesso, su di lei.
Quando finalmente si scosse un po' da quel torpore, in un istante realizzò che qualcosa non quadrava.
Posò il suo sguardo ad uno ad uno su tutti i membri del gruppo e si accorse che Andrea mancava all'appello.
Si precipitò fuori dall'auto, nonostante una gamba dolorante ed interruppe quella discussione

-"Dov'è Andrea?"-

Tutti la fissarono ma fu Rick a rispondere

-"Crediamo non ce l'abbia fatta..."-
-"Crediamo? Che significa? E' viva o no?"-
-"Carol l'ha vista accerchiata da molti zombie pronti ad azzannarla"-

La donna allora, volse il suo sguardo severo verso la casalinga

-"E' stata morsa…? Tu hai visto che è morta?"-

Non ci fu risposta.
Il soldato scosse la testa e si avviò zoppicando verso l'auto.
Aprì il cofano e caricò un fucile

-"Dove vuoi andare?"-
-"Rick, lascia fare a me"- s'intromise Daryl

L'arciere la raggiunse, nel tentativo di farla desistere

-"Che ti passa per la testa?"-
-"Potrebbe essere ancora viva e l'avete lasciata indietro?"-
-"Tornare adesso sarebbe un suicidio... non ho visto nessun altro all'infuori di te, alla fattoria"-

Ma la donna pareva non ascoltarlo, camminando nuovamente verso il bosco

-"Jessie… Ti prego fermati… Siamo lontani, non abbiamo abbastanza benzina né pallottole a sufficienza e tra poco sarà buio… hai sentito Carol no?"-
-"E' mia amica…"- protestò
-"Lo so, ma non puoi più fare nulla adesso per lei… e ad ogni modo… Siamo tutti infetti!"-

La mise al corrente dei fatti di Randall e di quanto rivelato dal capo, per distrarla dal suo intento.

-"Avevi ragione tu… Un virus… Qualcosa probabilmente nell'aria o nell'acqua, messo in giro da chissà chi… Jenner del Ccn lo ha confessato a Rick, prima di morire. Non è il morso degli zombi. Ci trasformeremmo comunque..."-

Il soldato si accasciò in ginocchio e iniziò a piangere.
L'uomo avrebbe voluto abbracciarla, consolarla. Essere la sua colonna portante, alla quale potersi appoggiare in quei momenti di dolore.
Durante la loro fuga, lei era tornata ad essere la donna fiera e combattiva di cui si era innamorato.
Daryl l'aveva salvata da se stessa e Jessie poi, aveva salvato entrambi.
Così era. Così, era sempre stato.
Ma benché il desiderio di stringerla a se gli ribollisse nel sangue, si astenne dal farlo, memore di quanto accaduto l'ultima volta.
Coprì quei brividi di freddo e disperazione, sfilandosi il giubbotto e posandolo delicatamente sulle sue spalle.
Poi le offrì una mano per rialzarsi.
Lei lo guardò rassegnata: capì che aveva ragione, non potevano tornare indietro.
Bisognava guardare avanti e sopravvivere.
Ne avevano passate troppe, ed era arrivato il momento di affidarsi a lui, completamente.
Lanciò una muta preghiera al cielo per la sua amica, se avesse saputo che una strana figura nera seguita da due zombie incatenati, le aveva appena salvato la vita, si sarebbe sentita di certo meglio.
Ma a ciascuno il suo destino: al punto in cui erano, ognuno per se, Dio per tutti!
Afferrò la mano del suo compagno e si tirò su.
Raggiunsero le auto e silenziosamente si rimisero in moto.
Ad attenderli, c'era un'altra lunga notte...


Il buio di quella fredda sera autunnale li avvolse e il flebile fuoco, acceso per rischiarare un po' gli animi, non bastava a tenerli uniti. Troppe cose erano accadute in un solo giorno, troppe perdite e notizie sconvolgenti, li avevano colti impreparati.
Rick manteneva saldo il comando, ed urlava, incurante del pericolo che li circondava.
Aveva appena confessato l'uccisione di Shane, infrangendo proprio una di quelle regole da lui stesso stabilite.
Sembrava passato un secolo da quel "noi non uccidiamo la gente viva" , pronunciato di fronte a un Daryl pronto a picconare Jim.-
La democrazia finiva lì: da quel momento in poi o si eseguivano i suoi ordini alla lettera, oppure ognuno se ne sarebbe andato per conto suo.
Prendere o lasciare.
Tutti osservavano quello sconosciuto dagli occhi di ghiaccio, con la rabbia e la rassegnazione dipinta sul volto.
Nessuno parlò.
Nessuno osò muoversi o contraddirlo.
Avevano trovato riparo fra delle vecchie mura scoperchiate ai piedi del bosco e mangiato qualche scatoletta portata via di fretta e furia dalla fattoria. Niente caccia, non si sarebbe divisi.
La situazione si presentava brutta, bisognava assicurare la sopravvivenza, ad ogni costo.
T-dog e Jessie montavano la guardia, fra poco, Daryl e Glenn avrebbero dato loro il cambio.
Lori stringeva fra le sue braccia Carl, sconvolto dall'apprendere che suo padre fosse un assassino.
La donna non riusciva a nascondere tutto il suo dolore per la perdita del suo amante, misto allo scoramento di non riconoscere più, nell'uomo che la osservava minaccioso, suo marito.
Il suo animo sanguinava, dilaniato dai sensi di colpa.
Si sentiva responsabile in parte, per ciò che era accaduto fra i due. Shane le aveva mentito certo, per portarla via dalla sua casa e da Rick.
Ma lei aveva fatto il resto.
Resasi conto subito che sola con un bambino, non sarebbe andata lontano in un mondo la cui sola legge vigente era divenuta quella del più forte, con l'amico al suo fianco, sapeva di non dover temere nulla. E così aveva accettato prima la sua protezione, poi le sue avances e infine quello che lui chiamava amore, dimenticando, che certe decisioni si prendono in un attimo e si pagano per tutta la vita.
Aveva passato le prime notti chiedendosi come quei due fossero diventati tanto amici, così diversi, come erano.
L'uno fatto di calma e ragione quanto l'altro di puro istinto e passione. Il primo portato a dare, il secondo a prendere.
Suo marito sempre pronto a ricostruire, mentre Shane pensava solo a distruggere
Non aveva mai dubitato per un solo istante della scelta fatta di tornare da Rick.
Ma adesso il suo amante le mancava tremendamente e sentiva di non essere pronta a perdonare quell'ignobile atto compiuto.
I ruoli si erano, tutto d'un tratto, capovolti.
Lo sceriffo diventava giustiziere, assassinando il suo migliore amico, suo fratello, come Caino.
Si allontanò, sistemandosi accanto al fuoco con Carl addormentato fra le braccia.
La Lori di un tempo avrebbe sollevato suo figlio e si sarebbe ribellata a quel dittatore, andandosene per la sua strada.
Ma questo mondo, non concedeva seconde possibilità.
D'altronde, se nemmeno uno come Daryl aveva detto una sola parola, scegliendo di rimanere, c'era solo da chinare la testa ed accettare questo nuovo stato di cose.
Chiuse gli occhi, per nascondere il suo pianto.
O forse perché sentiva troppi sguardi su di se.
Non era più l'ape regina adesso, non aveva più alcun potere sul capo.
Poco più in là, il bisbiglìo fra Carol è l'arciere si fece più fitto.
La donna, contrariata, provava a convincerlo a prendere in mano le redini della situazione

-"E' diventato pazzo… Non mi fido più di lui"-
-"Cosa vorresti che facessi?"-
-"C'è bisogno di un uomo d'onore.."-
-"Lui lo è..."-
-"Andiamocene, il resto del gruppo ti seguirà.."-
-"Non ci muoveremo di qui. E smettila di dire stupidaggini"-

La voce di Jessy interruppe quella conversazione

-"Noi di Rick ci fidiamo e lui ha ragione: il solo modo di sopravvivere è restare uniti"-sottolineò il soldato

Daryl si alzò, toccava a lui la guardia adesso, prese la balestra e salì su un muretto di cinta a pochi metri da loro.
La casalinga fece per andarsene, ma l'altra la fermò.
Era stata sempre molto dura con quella donna tanto innocua e le parlò, stavolta addolcendo la voce

-"Carol, aspetta un attimo. Credo che fra noi sia necessario un chiarimento...so che tieni molto a Daryl e so che prima del mio arrivo avevate un rapporto molto speciale. Mi spiace di essere stata causa di dolore per te. Quello che è successo è qualcosa che va al di là della nostra volontà. Ma ora, noi stiamo insieme, ci guardiamo le spalle, ci sosteniamo. E certe decisioni le prendiamo in due..."-
-"Capisco"-
-"Non credo. Sto tentando di dirti che già una volta abbiamo commesso l'errore di separarci, convinti di riuscire a cavarcela da soli e guarda cos'è accaduto..."-le disse allargando le mani e abbassando gli occhi, poi aggiunse-"...siamo scampati alla morte per miracolo, non sfidiamo ulteriormente la sorte. Se noi tre ce ne andiamo, prima o poi il sonno, la stanchezza o la mancanza di cibo ci porteranno a commettere un'imprudenza e allora sarebbe la fine. Dobbiamo mettere da parte ogni rancore e aiutarci a vicenda"-

Terminò la frase allungandole una mano in segno di pace.
E Carol accettò quel gesto di amicizia, abbracciandola

-"Grazie per essergli rimasta accanto in questi ultimi tempi"-
-"Di nulla. È un uomo speciale, a volte difficile, ma questo mondo adesso ha bisogno di persone come lui"-
-"Lo so…"-

Il suo turno di guardia era quasi finito.
Tra poco si sarebbero rimessi in moto.
Osservò tutti gli altri ancora addormentati mentre Glenn si sgranchiva le ossa, poco lontano.
La prima ad alzarsi fu Jessie, che lo raggiunse, arrampicandosi sul muretto.

-"C'è ancora un'oretta, torna a dormire"-

Ma lei non rispose, rimanendo immobile a fissarlo.
Daryl era sporco, sudato, con gli occhi infossati dalla stanchezza e i capelli spettinati dal vento.
Eppure non le era mai sembrato così bello!
Nemmeno quella mattina, quando per la prima volta lo aveva scorto, svegliata da una freccia passata a pochi centimetri dal ramo sul quale dormiva, per andarsi a conficcare dritta in uno scoiattolo.
Incuriosita lo aveva seguito. Furtiva e silenziosa.
E lo aveva spiato, nei giorni successivi, imparando a memoria le sue movenze, i suoi gesti ed ammirandone la precisione e il coraggio con cui affrontava i pericoli del bosco.
Era rimasta affascinata dalla sua intelligenza: ottima idea avere la balestra come arma! Ci si poteva fare le frecce da soli in modo da non essere schiavi delle pallottole.
E così lo aveva imitato, autocostruendosi un arco, con cui cacciare, studiando le sue tecniche.
Lo aspettava, nascosta fra i rami, col cuore in gola e lui inconsapevolmente a quell'appuntamento non mancava mai, tanto che inconsciamente, quello strano uomo dalle spalle larghe e i muscoli tesi, l'aveva già conquistata.
Giorno dopo giorno, si faceva strada in lei il desiderio di fidarsi, di mostrarsi e di parlargli senza sapere che il destino aveva già tracciato la via.
Un insolito ritardo, un cambiamento di programma, ed avevano colpito lo stesso cervo.
Lui si appropriò della sua preda e lei si nascose appena in un tempo, conscia che il cacciatore sarebbe tornato indietro a cercarla: scaltro com'era, una freccia non sua, non poteva sfuggirgli.
Mai avrebbe immaginato però, che lo avrebbe fatto quella sera stessa, rischiando la vita.
Si era calata giù appena in tempo, salvando quell'ombra, ma quando la torcia illuminò il suo volto, si sentì pervasa da un'emozione sconosciuta e violenta.
Jessie gli aveva da sempre taciuto quella verità e decise, anche stavolta, di tenerla per sé: il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti!
Daryl osservava costernato adesso, quell'indecifrabile sguardo, sentendosi improvvisamente imbarazzato.
Aveva colto una strana luce negli occhi di lei, ma non voleva illudersi. Poi il soldato si avvicinò e sorprendendolo, si strinse forte alle sue spalle,cingendogli la vita.
Ascoltò il respiro dell'uomo, divenire più profondo e il battito accelerare.
Quel suono sublime la intenerì: così forte lui, eppure tanto fragile.

-"TI AMO DARYL "- sussurrò dolcemente

Era il primo a cui aveva aperto la sua anima.
Lui si girò e con la mano le carezzò lieve il volto, puntando l'azzurro dei suoi occhi su quelle labbra tanto desiderate.
Jessie finalmente sciolse tutto il suo dolore in quel caldo bacio, misto di passione e sentimento.
Era la sua donna. Era il suo uomo.
Non avevano null'altro che loro stessi.
Ed è con questa certezza che si voltarono a guardare il sole nascente.
Sarebbero sopravvissuti a quella notte dell'umanità, con la forza del loro amore, ringraziando ogni giorno, per l'alba che verrà..

FINE