PREFAZIONE

Salve a tutti e bentrovati.

Ho cominciato a scrivere questa fanfiction diversi anni fa, interrompendola per mancanza di tempo, e l'ho ripresa in mano solo recentemente. Quindi troverete alcune differenze stilistiche tra i primi capitoli e gli ultimi pubblicati, ma la trama resta la stessa.

All'inizio e alla fine di alcuni capitoli sono riportati alcuni commenti che ho rivolto, a suo tempo, a degli utenti del sito manga. it che avevano commentato la mia storia (prima che la rimuovessero per infrazione alle norme del sito, cosa che spero non accada anche qui), ma ho deciso di lasciarli comunque, ritenendoli oramai parte integrante "storica" dei capitoli.

A proposito della trama, questa storia contiene sia elementi destinati ad un pubblico maturo (ma tanto la leggeranno tutti XD) sia una trama meno spinta e di genere avventura/azione. Strano mix, lo so, ma questa è una fic sperimentale. ^_^

Spero che la lettura sia di vostro gradimento.

Sailor-Sun a.k.a Tayoel

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HARRY POTTER SEXY VERSION

INTRODUZIONE

Ho cominciato a scrivere questa fic per divertirmi un po', nonchè per inserirvi tutti i frutti della mia mente bacata (troppo osè per le altre mie fic, che desidererei restassero serie). Apprezzerò ogni commento che vorrete gentilmente inviarmi. Buona lettura.

CHAPTER 1: OTTIME NOTIZIE

Harry stava correndo lungo un corridoio lunghissimo. Non sapeva dove si trovava, ne come fosse arrivato li. Il corridoio terminava con una porta vagamente familiare, dalla quale provenivano rumori simili a piccole esplosioni. La cicatrice gli faceva molto male: più si avvicinava alla porta, più il dolore cresceva. Quando fu arrivato abbastanza vicino alla fine del corridoio il ragazzo riuscì a sentire un'altra cosa oltre alle esplosioni: una risata fredda e acuta, senza gioia. No, non era una risata, ma due molto simili. Una era indubbiamente di un uomo, ma l'altra era di una donna. Harry sapeva perché ridevano: stavano per uccidere qualcuno. Il giovane mago era quasi arrivato alla porta. La cicatrice gli faceva malissimo.

Harry: No! Non fatelo! Non uccidetelo! SIRIUS!

Il ragazzo si svegliò di soprassalto, alzandosi a sedere sul letto. La cicatrice doleva ancora, ma solo leggermente. Dopo qualche secondo si infilò gli occhiali, per poter osservare bene la sua camera, come se la vista di un ambiente familiare servisse a calmarlo. Ma non c'era nulla di tranquillizzante in quella stanza: era solo una prigione. Neanche la vista del rotolo di pergamena su cui erano riportati i risultati dei suoi G.U.F.O. (tutti più che sufficienti) servì a farlo sentire meglio. Il ragazzo osservò la gabbia della sua civetta desolatamente vuota. L'aveva fatta uscire qualche giorno prima, per farle sgranchire le ali, ma non era più tornata. Facendo vagare lo sguardo per la stanza, Harry si accorse della data che segnava il calendario: aveva compiuto sedici anni. Poco dopo, improvvisamente, il ragazzo sentì qualcuno armeggiare con le decine di lucchetti che chiudevano la porta della sua camera. Due minuti più tardi un uomo alto, grasso e con le guance rosse entrò come una furia nella stanza.

Vernon: ORA BASTA, RAGAZZO! Sarà la ventesima volta che urli nel sonno! Non si riesce a chiudere occhio con il chiasso che fai! Vedi di piantarla!

Harry: (ironico) Conosci qualche cosa che mi possa aiutare, zio Vernon?

Vernon: Certo! Non dormire! (si volta verso la finestra) E perché mai tieni la finestra aperta? Ti vuoi ammalare? Abbiamo gia abbastanza grane!

Harry: E' per Edvige: così potrà rientrare, quando torna…

Vernon: Tzè! E per aspettare una stupida civetta tu vuoi congelare la casa?

Harry: Ma zio Vernon, è estate! Non fa così freddo!

Vernon: Non mi importa! Questa finestra deve restare chiu...MA COSA...?

L'uomo non riuscì a finire la frase. Si era avvicinato alla finestra per chiuderla, ma, prima che potesse farlo, qualcosa di piccolo e piumato era entrato della stanza ad una velocità folle, emanando suoni acutissimi e mandando a gambe all'aria il Babbano. Il ragazzo era stupefatto. Dopo avere volteggiato per la stanza per qualche secondo, lo strano oggetto si schiantò sul letto del giovane, dove rimase fermo e zitto.

Vernon: (rialzandosi) Ma...MA CHE DIAVOLO SUCCEDE ORA? COS'E' QUEL COSO?

Harry: Leo! Sei tu!

Harry si sporse in avanti per afferrare il microscopico gufo di Ron, il suo migliore amico ad Hogwarts. La simpatica palla di piume era assolutamente ferma. "A quanto pare Ron è riuscito ad addestrarlo" pensò il ragazzo.

Vernon: Ti ho chiesto che cos'è!

Harry: E' un gufo, Zio. (nota il rotolo di carta legato alla zampa dell'uccello) Porta un messaggio.

Vernon: Non voglio altri uccellacci in casa mia! Gia non sopporto quella tua civetta...

Harry: (leggermente alterato) Lo lascio ripartire subito, contento?

Subito dopo aver staccato la lettera dalla zampa dell'uccello, questo spiccò il volo e, ululando come un forsennato, uscì dalla finestra.

Vernon: Solo dei malati di mente potrebbero avere come animale domestico un simile pericolo ambulante! (rivolgendosi ad Harry) Ora me ne vado. Se sento ancora un rumore ti rimando nello stanzino del sottoscala!

Dopo le sue consuete minacce, lo zio acquisito di Harry Potter uscì dalla stanza sbattendo energicamente la porta. Poco dopo, il mago sentì i lucchetti chiudersi uno dopo l'altro, i passi dell'uomo nel corridoio ed il chiudersi della sua camera da letto. Appena questi rumori cessarono Harry aprì di gran fretta la lettera che aveva ancora in mano e la lesse:

Caro Harry,

Come stai? Spero bene. Abbiamo una bellissima notizia per te: papà ha fatto i più svariati incantesimi di protezione alla nostra casa, così potrai venire da noi senza correre rischi.

Leggendo quelle parole, sul volto del giovane mago spuntò un ampio sorriso. "E io che mi ero rassegnato a passare tutto il resto dell'estate dai Dursley!" pensò.

Domani Fred e George passeranno a prenderti a mezzogiorno. E' inutile che tu mi risponda, verranno comunque.

P.S.: Hermione ed io ti mandiamo i nostri più calorosi auguri per i tuoi sedici anni.

P.P.S.: Spero che Leo non faccia troppo chiasso.

Harry si sentiva euforico, completamente dimentico del sogno di poco prima. L'indomani sarebbe tornato alla Tana.

FINE PRIMO CAPITOLO

Accidenti, non credevo di poter scrivere cose così ben fatte anche senza volerlo! Le parti "più interessanti" arriveranno fra poco. Continuate a seguirmi e...a commentare (please).