HARRY POTTER SEXY VERSION

CHAPTER 2: LA TANA

Il giorno dopo, appena svegliatosi, il ragazzo corvino si sbrigò ad alzarsi e a prepararsi per partire: caricò tutte le sue cose nel baule senza neanche ordinarle, tanta era la fretta che aveva.

Vernon: Che DIAVOLO stai combinando, ragazzo?

La faccia paonazza dello zio di Harry lo scrutava dall'entrata, ora aperta, della stanza del ragazzo.

Harry: Me ne vado.

Vernon: Te ne vai? E dove di grazia?

Harry: Ti ricordi della lettera che ho ricevuto stanotte? Era del mio amico Ron: dice che i suoi fratelli verranno qui oggi per portarmi a casa loro.

Il volto del Babbano divenne di un bel color melanzana.

Vernon: Loro...quei...vengono qui?

Harry: Si. Arriveranno a mezzogiorno.

Vernon: Ma...COME?

Vernon Dursley aveva ottimi motivi per preoccuparsi: ogni volta che qualcuno appartenente al mondo dei maghi si era avvicinato a casa sua, questa aveva riportato gravi danni. Quattro anni prima la finestra della camera di Harry era stata quasi distrutta dall'auto dei Weasley, e due anni addietro il camino della sala era esploso, riempiendo di fuliggine tutta la stanza. Anche Harry si domandava come Fred e George sarebbero arrivati.

Harry: Non lo so neanche io...

Petunia: AAAAAH!

Dudley: PAPA'! PAPA'!

Vernon: Bontà divina! Che succede?

Sia l'uomo che il ragazzo scesero le scale della casa, diretti in cucina, dalla quale erano arrivate le urla. Mentre scendevano, Harry riuscì a sentire delle voci familiari che dicevano: "Scusi signora...""Non volevamo spaventarvi..." Se le voci appartenevano a chi Harry pensava, quelle erano balle colossali. Una volta arrivati in cucina, Harry e suo zio poterono constatare chi erano gli intrusi: si trattava di due ragazzi identici, dai capelli rossi e con qualche lentiggine. Dovevano avere circa diciotto anni.

Vernon: E voi chi siete? Come siete entrati? FUORI DA CASA MIA!

Fred (o George? Non lo so neanche io...nda ^_^): Scusi per l'intrusione: siamo qui per prendere Harry.

Vernon: ANDATEVENE! QUESTA E' UN' EFF...

La frase mori in gola all'uomo quando vide che i due ragazzi avevano estratto dalle vesti due lunghi pezzi di legno, e che ora questi erano puntati contro di lui. La zia ed il cugino di Harry, già raggomitolati per la paura in un angolo, si fecero ancora più piccoli (sempre che Dudley ci riesca: è una balenottera. nda ^_^)

George (o Fred? Va beh, lasciamoli così. nda ^_^): Siamo spiacenti di dovere usare certi metodi, ma Harry verrà con noi, che lo vogliate o no.

Fred: (a Harry) Dove sono i tuoi bagagli?

Harry: Sono di sopra...ma non sono ancora pronti: siete in anticipo.

George: Non importa, ti aiuteremo noi a finirli.

I due ragazzi, sempre tenendo le bacchette puntate contro i Babbani, troppo spaventati per muoversi, salirono le scale ed arrivarono in camera di Harry. Non ebbero molte difficoltà a trovare la strada: erano già stati in casa del ragazzo, precedentemente. Una volta entrati nella stanza, i due gemelli notarono libri, abiti, fogli di pergamena e molto altro sparsi dappertutto.

Harry: Cercherò di metterci il minor tempo possibile...

Fred: Non ti preoccupare, ci pensiamo noi. BAGAGLIUS!

Pochi secondi più tardi il baule di Harry conteneva tutto ciò che il ragazzo doveva portare con se.

Harry: Questa me la devo imparare.

George: Avanti Harry, afferra il tuo baule e dacci la mano.

Harry: Come? Volete...Smaterializzarmi con voi?

Fred: Non ti preoccupare, oramai siamo esperti.

George: Fidati.

Harry: Ok.

Il giovane diede la mano ai suoi amici, nonostante l'idea di lasciare parti del suo corpo nella sua camera lo inquietasse non poco.

George: Sei pronto? Partiamo...ora!

Un CRAC! secco e il terzetto si Materializzò nel giardino di casa Weasley.

Harry: Però. Pensavo peggio.

Fred: Ehm...Harry...non ti dispiace se ti lasciamo qui, vero?

Harry: No, ma...perché non entrate? E' casa vostra, dopotutto.

George: Si, ma...vedi...nostra madre non ha ancora accettato la nostra fuga da Hogwarts.

Fred: Non sarebbe salutare per noi tornare a casa adesso...

Harry: Ma...quando siamo tornati da Hogwarts c'eravate anche voi alla stazione...

George: Beh, ecco...la mamma non sapeva ancora cosa avevamo combinato...

Harry: Ah, capisco.

George: (voltandosi verso il fratello) Forza, torniamo al nostro negozio di scherzi, mi è venuta in mente un'idea fantastica!

Fred: Aspetta un attimo...BAULE LOCOMOTOR!

Il baule si sollevò a mezz'aria.

Fred: Così non dovrai sforzarti. Ci vediamo.

Un altro CRAC! e i due gemelli si volatilizzarono.

Harry: Un giorno devo andare a visitare il loro negozio...

Ron: Harry! Sei arrivato!

Il giovane mago si voltò verso il suo amico, che gli stava correndo incontro dalla porta di casa.

Harry: Ciao Ron! Come stai?

Ron: Bene grazie. Fred e George...?

Harry: Sono già ripartiti.

Ron: Li capisco. Ogni volta che accenniamo a quei due la mamma comincia a singhiozzare...

Harry: (afferra il suo baule e si incammina verso l'abitazione) Allora sarà meglio evitare di parlare di loro.

Poco dopo i due ragazzi entrarono in casa. A Harry piaceva molto il luogo dove abitava il suo migliore amico: essendo una casa di maghi era zeppa di tutte le cose più strane ed incredibili...beh, agli occhi dei Babbani, almeno. Per i maghi pentole che si lavavano da sole, orologi che invece di segnare l'ora segnalavano dove si trovavano i componenti della famiglia e gnomi in giardino erano normalissimi.

Molly: Oh, Harry caro! Sei già arrivato!

La signora Weasley si alzò dalla poltrona dove stava lavorando a maglia (o perlomeno i ferri lavoravano: lei sorseggiava una tazza di te. nda ^_^) e lo abbraccio con l'affetto di una madre. Harry oramai non provava più imbarazzo ad essere abbracciato a quel modo: gli dava una grande gioia che qualcuno, ogni tanto, gli mostrasse affetto.

Molly: (sciogliendo l'abbraccio) Forza ragazzi, venite a tavola, è quasi pronto.

Detto questo, la donna ed i due ragazzi entrarono in cucina, nello stesso momento in cui dalle scale scendeva una ragazzina quindicenne dai capelli rossi come il fuoco. Appena Ginevra Weasley vide Harry, divenne rossa anche in viso.

Harry: Ciao Ginny.

Ginny: C-ciao Harry...

E si sedette, guardando insistentemente il piatto.

Ron: (sussurrando ad Harry) Mi sa che mia sorella ha ancora una cotta per te.

Harry sapeva che la ragazza provava per lui un sentimento superiore alla semplice amicizia, ma credeva che questo suo sentimento fosse calato di intensità con gli anni. Evidentemente si sbagliava.

Molly: Oh, finalmente è pronto. ACCIO PRANZO!

Dai fornelli della cucina si levò in aria un gustoso tacchino con contorno di patate al forno che, dopo un breve volo, atterrò al centro della tavola.

Harry: Dove sono gli altri?

Ron: Oh, papà e Percy sono al ministero, sai di questi tempi c'è molto da fare, Charlie e Bill sono all'estero, mentre Fr...

Harry riuscì a tappare la bocca all'amico prima che pronunciasse i due nomi, ma solo la prima sillaba di quelle parole provocò un pianto isterico da parte della donna.

Molly: (piangendo) Oh...quei due...ragazzacci...!

Harry: (a Ron) Cosa avevi detto poco fa, scusa?

Ron: Ehm...mamma...perché non mostri ad Harry il suo regalo?

Molly: Il suo...regalo? Oh, certo...certo...

La donna si alzò dalla sedia soffiandosi rumorosamente il naso, andando poi a prendere quello che sembrava (ed era. nda ^_^) un maglione ripiegato.

Molly: (ancora singhiozzando) Ecco caro...ho cercato di immaginare come saresti cresciuto...per le misure...ma se non va bene...

Harry: Oh no, signora. Andrà certamente benissimo. (sorride)

Il sorriso del ragazzo ebbe un effetto calmante sulla donna, che smise di singhiozzare. Dopo che questa si fu seduta, Harry guardò l'ennesimo maglione della signora Weasley: questa volta era verde con una H nera al centro.

Harry: E' bellissimo, signora...

Molly: Oh, grazie caro...ma ora pensiamo a mangiare.

Dopo che una parte del tacchino fu volata in ognuno dei piatti disposti sulla tavola, i commensali cominciarono a mangiare. Harry cominciò a dialogare con Ron di cosa avrebbero fatto durante nell'anno scolastico che li attendeva ad Hogwarts ma, poiché nessuno dei due era esperto in legilimanzia, non riuscirono a percepire i pensieri della ragazza seduta accanto a loro.

Ginny: (pensando) "Caro Harry...anche io ho un regalo per te...e sono certa che ti piacerà."

FINE SECONDO CAPITOLO

Quelli tra voi che hanno abbastanza materia grigia avranno già intuito il contenuto del prossimo capitolo... Premetto già ora che non sono un esperto in materia, ma che cercherò di rendere la scena più realistica possibile per il vostro (e mio ^_^) piacere.

Commentate please.

ERRATA CORRIGE: Il compleanno di Ginny è l'11 agosto, quindi durante questo capitolo (e soprattutto durante il successivo) la ragazza ha 14 anni... ma preferisco lasciare le cose così, per evitare critiche troppo pesanti sulla storia.