HARRY POTTER SEXY VERSION
CHAPTER 3: IL REGALO DI GINNY
La giornata trascorse veloce: i due ragazzi si divertirono tutto il pomeriggio a giocare a Spara Schiocco o ad allenarsi a Quidditch. Al tramonto erano entrambi sudati ed esausti.
Molly: Oh, ragazzi, dovete farvi una doccia! Siete fradici!
Ron: (ancora col fiatone) Fradici...ma contenti...vero Harry?
Harry: Già...
Molly: Oh, su, su! Salite e andate a lavarvi!
Ron: Va bene mamma. Harry, seguimi.
I ragazzi salirono fino al terzo piano, vicino alla camera di Ginny, dove si trovava il bagno. Il locale era in legno come il resto della casa, abbastanza ampio, attrezzato con un lavandino ed una doccia con un telo. I due ragazzi cominciarono a spogliarsi, mettendo tutti i loro abiti sporchi in un cesto li vicino. Una volta rimasti in mutande, i giovani maghi poterono osservare l'uno il fisico dell'altro: Harry, da gracilino com'era all'inizio del primo anno, era divenuto più robusto e muscoloso, grazie ai banchetti di Hogwarts e agli allenamenti di Quidditch; Ron era molto più alto di lui, ma non aveva la muscolatura di Harry. Ciononostante, non lo si poteva non considerare un bel ragazzo.
Ron: Vai prima tu.
Harry: D'accordo.
Harry si tolse gli occhiali e le mutande ed entrò nella doccia. Non appena chiuse il telo, i rubinetti di quest'ultima si aprirono, facendo arrivare l'acqua alla giusta temperatura. Harry notò che l'acqua conteneva una qualche sostanza simile allo Shampoo. Poco dopo la spugna si animò e si mise a lavare e massaggiare il corpo del ragazzo, dandogli una piacevole sensazione. Troppo piacevole. Quando la spugna arrivò alle sue parti basse, Harry non poté reprimere l'erezione provocata dal gradevole massaggio. Per un secondo, il ragazzo valutò l'idea di liberarsi dall'eccitazione ma, subito dopo, la spugna smise di insaponarlo ed un getto più consistente d'acqua, questa volta libera da lozioni, lavò completamente il corpo del giovane. Infine un getto di aria calda proveniente dall'alto gli asciugò i capelli. Il ragazzo uscì dalla doccia completamente pulito e prese un asciugamano, mettendoselo intorno alla vita.
Harry: Vorrei avere anche io una doccia così a casa mia.
Ron: Non so se ti conviene...
Harry: Che intendi dire?
Ron: Niente, niente, non farci caso.
Il giovane dai capelli neri si avvicinò al cesto dove aveva lasciato i vestiti, mentre il suo amico si toglieva l'ultimo indumento rimastogli per entrare nella doccia. Con grande sorpresa del giovane mago, anche i suoi abiti erano tornati completamente puliti. Dopo essersi rivestito, il ragazzo si avvicinò alla porta per uscire ma, nonostante il rumore dell'acqua, riuscì a sentire lo scricchiolio del legno del pavimento del corridoio. Qualcuno si era appena allontanato. Ed il ragazzo aveva già una mezza idea di chi fosse. Una volta uscito dal bagno, subito prima di lasciare la maniglia, Harry capì il significato della parole di Ron: il suo amico stava impiegando troppo tempo per lavarsi.
Dopo cena, tutte le persone presenti nella casa si lavarono, si cambiarono e andarono a dormire. Harry e Ron si sistemarono nella camera di quest'ultimo. Il giovane mago dagli occhi verdi scivolò quasi immediatamente nel mondo dei sogni. Si trovava in un corridoio, ma non era spaventato come la volta scorsa: raggiunse la porta con facilità e la aprì. Nella stanza al di la della porta c'era un soffice letto, dove due figure femminili si muovevano in modo molto sensuale. Una aveva capelli castani lunghi e mossi e due occhi color nocciola, mentre l'altra aveva capelli neri e due occhi orientaleggianti dello stesso colore. Si avvicinò al letto dove si trovavano le due ragazze. Non avevano addosso nulla. Hermione si mosse verso di lui, cominciando ad armeggiare con il suo membro ormai eretto, mentre Cho avvicinò una mano alla sua faccia, cominciando ad accarezzarlo. Poco dopo il ragazzo sentì le labbra della cinesina sulle sue e intuì che Hermione aveva deciso di stuzzicare il suo "amichetto" con un altra parte del corpo. La sensazione era forte per essere un sogno. Troppo forte. Il ragazzo aprì gli occhi. Aveva qualcuno sopra di lui. Qualcuno che lo stava baciando e che nel frattempo giocherellava con il suo membro. E questo qualcuno era una ragazza dai capelli rossi.
Harry: G-ginny?
La ragazza si alzò in piedi, mentre il giovane mago si copriva le parti intime con un lenzuolo.
Harry: Ginny, ma sei impazzita? Che stai facendo?
Ginny: Non ti piace?
Harry: Ma...che...
Ginny: Questo è il mo regalo per te, Harry. E' il tuo regalo di compleanno.
Solo in quel momento Harry notò che la sorella del suo migliore amico era coperta solamente con un lenzuolo leggerissimo.
Harry: Ma sei pazza? Che succede se tuo fratello...?
Ginny: Non si sveglierà. E neanche mamma. Ho messo una pozione soporifera nel loro succo di zucca. Non si sveglieranno prima dell'alba.
Detto questo, Ginny lasciò cadere il lenzuolo che la ricopriva, restando completamente nuda. Ad Harry venne quasi un infarto.
Harry: Ginny...sei sicura di ciò che stai facendo?
Ginny: Certo che lo sono. E' da molto ormai che desidero essere tua. E' a te che penso durante la notte...
Harry: Ehm...lusingato...ma non credi che...
Ginny: Non vuoi il mio regalo?
Harry: Ma...ecco..io...
Ginny: (sorridendo) Non c'è bisogno che rispondi. Lo vedo da me.
Effettivamente le lenzuola del letto di Harry non bastavano a coprire la protuberanza che ormai si ergeva spavalda tra le sue gambe. Harry si maledisse per essere un sedicenne in piena tempesta ormonale.
Harry: Ginny...io...
Non poté dire un altra parola: la ragazza si era posizionata sopra di lui e gli aveva tappato le labbra con un altro bacio.
Ginny: E' maleducazione rifiutare un regalo, sai?
Harry: (pensando) "Ma io...oh, al diavolo!"
E cominciò a rispondere al bacio. Poco più tardi il pigiama di Harry si era unito al lenzuolo di Ginny sul pavimento. Ora, nel letto dove fino a pochi minuti fa dormiva tranquillamente il ragazzo corvino, due corpi si tenevano stretti, mentre le labbra dei due giovani baciavano ogni millimetro quadrato della pelle dell'altro. La bocca di Harry arrivò al bocciolo della ragazza, cominciando subito a solleticarlo. Nel frattempo senti il suo membro avvolto da qualcosa di caldo e umido. La sensazione era piacevolissima. Dopo pochi minuti di movimento ritmico, il ragazzo avvertì l'arrivo del piacere finale.
Harry: Ginny... Ginny, sto per...
Il seme di Harry andò a colpire il volto della ragazza. Poco dopo questa aveva pulito sia il suo viso sia il membro del giovane mago con un lenzuolo.
Harry: Ginny...
Ginny: Shhhh! Non parlare. Ora viene il regalo vero e proprio.
La ragazza si sdraiò sul letto supina, mostrando ad Harry il suo fiore, come a ordinargli di coglierlo.
Harry: Posso...
Ginny: Si.
Harry: Sei vergine?
Ginny: Si.
Harry: (pensando) "Non sembrerebbe..."
Il ragazzo si stese lentamente su di lei, guidando il suo membro fino all'entrata del paradiso. Lo lasciò scivolare lentamente dentro. Ad un tratto Ginny emise un "Oh!" contenuto e il giovane sentì un calore più intenso intorno al suo organo genitale. Una lacrima scese lungo la guancia della ragazza. Subito dopo la stessa lacrima veniva asciugata dal giovane mago con un bacio. Molti altri baci seguirono il primo. Il ragazzo cominciò a muoversi all'interno del corpo della giovane, che si era avvinghiata stretta a lui. Questi movimenti furono accompagnati dal cigolio delle molle del letto e dall'ansimare dei due amanti. La sensazione che Harry provava era strana ma allo stesso tempo piacevole. Dopo un periodo indefinito di ansimi e cigolii, entrambi urlarono il nome dell'altro, raggiungendo il piacere in contemporanea. Restarono così ancora per un po', l'uno unito all'altra, finche uno dei due non si decise a parlare.
Harry: E' stato un regalo magnifico, grazie.
Ginny: Di niente. Ora dovresti alzarti, però.
Harry: Perchè?
Ginny: Dobbiamo cambiare le lenzuola. Molti si insospettirebbero trovando macchie di sangue nel tuo letto, non ti pare?
Harry: Gia...hai ragione.
La mattina seguente Ron, Ginny e Harry si svegliarono e scesero in cucina, dove li attendeva già Molly con la colazione pronta. Il ragazzo dai capelli rossi era ben riposato, mentre gli altri due sbadigliavano ancora.
Molly: (notando i volti dei due) Che vi succede? Avete dormito male?
Harry: A dire la verità...
Molly: Oh no, caro: non pensarci. So che le tue notti non sono mai molto piacevoli...
Harry evitò di dire alla donna quanto si sbagliasse.
FINE TERZO CAPITOLO
Vi prego, non mi considerate male. Non sono un maniaco o altro. Quindi, vi prego, non mandatemi commenti con accuse di perversione o simili. Però commentate. Please.
