HARRY POTTER SEXY VERSION

CHAPTER 6: LA PRIMA VOLTA DI RON

I giorni passarono senza altri incontri segreti. Harry, Ginny ed Hermione non avevano più fatto parola di quell'episodio, ma ogni tanto, quando Ron o Molly non erano in vista, si lanciavano sguardi maliziosi, a volte seguiti da baci fugaci. Un pomeriggio, dopo una giornata passata a giocare a Quidditch, (lo so che sono monotono, ma non mi viene in mente nient'altro...nda ^_^) Harry rientrò in casa, desideroso di rinfrescarsi (e non solo. nda ^_^) con una bella doccia. Ron lo seguì su per le scale.

Harry: Sai che stai migliorando ogni giorno, Ron?

Ron: Dici davvero?

Harry: Certamente! Quest'anno il Grifondoro non avrà problemi a vincere.

Ron: Non esagerare. Non sono ancora bravo come Baston...

Harry: Non preoccuparti: con un po' di allenamento raggiungerai presto il suo livell...

Il ragazzo non finì la frase. I due giovani erano arrivati alla porta del bagno e Harry, distratto dalla conversazione con l'amico, aveva aperto la porta. Solo che la stanza era già occupata. Una stupenda ragazza castana, coperta solo parzialmente da un asciugamano, stava uscendo dalla doccia. Se fosse stato da solo, avendo colto dalla giovane ben più di una semplice occhiata furtiva, Harry non avrebbe avuto fretta a distogliere lo sguardo ma, essendo in compagnia dell'amico, il mago richiuse velocemente la porta, gridando uno "Scusa!" che si sovrappose al gridolino imbarazzato dell'amica. Harry notò che Ron sembrava essere stato pietrificato da un Basilisco: aveva la bocca aperta e aveva lo sguardo rivolto nella direzione in cui, fino a poco prima, era visibile il corpo seminudo della ragazza.

Harry: Ehm...Ron...tutto bene?

Ron: (boccheggiante) T-tu...tu...l'hai vista, vero?

Harry: Ehm...si...forse non avremmo...

Ron: (incurante dell'amico) E' bellissima...stupenda...oh, quanto vorrei...

Il ragazzo dai capelli corvini, intuendo ciò che l'amico stava per dire, gli tappò prontamente la bocca con una mano. Questo gesto ebbe l'effetto di ridestare il giovane dai capelli rossi dallo stato di trance in cui era caduto.

Harry: Sei sveglio, adesso?

Il mago fece segno di si con il capo. Un attimo dopo Harry tolse la mano dalla bocca di Ron e contemporaneamente si voltò verso la porta del bagno.

Harry: Scusa Hermione, non sapevamo ci fossi tu. Finisci con comodo, noi aspettiamo.

Hermione: Va...va bene.

Alla risposta di Hermione, i due ragazzi si diressero in camera loro per aspettare che la giovane si rivestisse. Non immaginavano che quest'ultima avesse udito attraverso la porta le parole del mago dai capelli rossi, parole che l'avevano profondamente turbata. La strega sapeva di essere al centro delle fantasie adolescenziali di Ron, ma non immaginava di essere desiderata al punto tale da far perdere la testa al ragazzo in quel modo. Quel pensiero ebbe l'effetto di fare aumentare il battito cardiaco della giovane, insieme al suo respiro. L'asciugamano che copriva il corpo di Hermione scivolò a terra, mentre le mano sinistra della ragazza si posava sul proprio seno e l'altra si introduceva tra le sue gambe. La strega ci mise un po' a rivestirsi ed a uscire dal bagno.

Durante la cena, costituita da Pudding e patate, (che menù schifoso... nda ^_^) la signora Weasley comunicò ai ragazzi che l'indomani sarebbe dovuta andare in città per una commissione, e che sarebbe rientrata piuttosto tardi. Questa notizia ebbe un effetto diverso su ciascuno dei ragazzi: Ron non ne fu turbato più di tanto, Harry corrugò le sopracciglia e volse per un secondo lo sguardo verso le ragazze, Ginny sorrise e fece lo stesso movimento di Harry, mentre Hermione assunse un'espressione strana, che sarebbe stata comprensibile a tutti se sulla sua testa, nel contempo, fosse apparsa una lampadina accesa. Dopo mangiato, la ragazza castana chiese al mago dai capelli corvini di aiutarla a sparecchiare, per potergli parlare lontano da orecchie indiscrete.

Hermione: (sottovoce) Senti, Harry...

Harry: Cosa c'è?

Hermione: Potresti farmi un favore?

Harry: Dimmi pure.

Hermione: Mi servirebbe il tuo Mantello dell'Invisibilità.

Harry: (stupito) Come mai?

Hermione: Mi è venuta in mente un'idea...per Ron.

Harry: (con un espressione allusiva) Aaah...capisco.

Hermione: Sai, ho pensato...che non è giusto lasciarlo fuori dal gioco, non ti pare? In fondo è nostro amico...

Harry: Effettivamente hai ragione. Sono d'accordo.

Hermione: Ancora un'altra cosa...

Harry: Cosa?

Hermione: Vorrei che tu e Ginny non interveniste, per questa volta.

Harry: (pensieroso) Uhmmm... Ho capito. Per me va bene.

Hermione: Ti ringrazio.

Quella notte passò tranquillamente, senza che nessuno abbandonasse la propria stanza. Il giorno seguente, dopo colazione, la signora Weasley, dopo le dovute raccomandazioni materne, si smaterializzò con un sonoro CRAC! Harry ed Hermione si scambiarono uno sguardo furtivo, gesto che fu poi imitato da Ginny.

Harry: Avanti, Ron! Andiamo ad allenarci!

Ron: Già di prima mattina? Non possiamo aspettare?

Harry: Ad Hogwarts gli allenamenti cominciano molto prima, non ricordi?

Ron: Va bene, come vuoi tu...

Dopo un paio d'ore di passaggi con la pluffa, il ragazzo corvino decise che l'amico era cotto a sufficienza: dopo tutto quel moto, si sarebbe di sicuro ritirato in bagno per lavarsi. Una volta tornati in casa, Harry incontrò Ginny sulle scale.

Ginny: (sussurrando) E' tutto pronto.

Harry: (sussurrando) Bene. (a Ron) Oh, mi sono dimenticato di riportare la scatola delle palle in casa! Ron, comincia pure a lavarti: io torno subito.

Ron: D'accordo.

Il ragazzo, una volta entrato in bagno, chiuse la porta e cominciò a spogliarsi. Ron non notò che, mentre si svestiva, la chiave della porta si era mossa apparentemente da sola, eseguendo un giro in senso orario nella serratura. Quando il giovane si fu liberato dell'ultimo capo di vestiario entrò nella doccia, attivando così l'incantesimo di lavaggio automatico. Nel frattempo, alle sue spalle, comparve dal nulla una ragazza con capelli e occhi castani. Era completamente nuda. Una volta appoggiato il Mantello dell'Invisibilità su di uno scaffale, la strega si avvicinò lentamente al telo della doccia, attraverso il quale si poteva vedere, anche se non perfettamente, il corpo di Ron. Il ragazzo era apparentemente immobile sotto il getto d'acqua ma Hermione, ascoltando le sue parole, capì che lavarsi non era l'unica cosa che il giovane stava facendo.

Ron: Oh, Hermione...sei una Veela...io vorrei...vorrei...

Hermione: Vorresti cosa?

La temperatura corporea di Ronald Weasley scese bruscamente di alcuni gradi, e non perché l'acqua fosse fredda. Quella voce era ben conosciuta dal giovane mago. Il pensiero che Hermione fosse dietro di lui e che avesse udito le sue parole fece diventare il volto del ragazzo rosso come i suoi capelli. Dopo qualche secondo, Ron trovò il coraggio di aprire bocca.

Ron: He...Hermione? C-cosa...ci fai qui?

Hermione: Pensavo di farmi anch'io una doccia.

Ron: B-beh, credo...che d-dovrai aspettare...

Hermione: Perché? C'è abbastanza spazio per tutti e due, mi sembra.

Il cuore del mago saltò un battito.

Ron: M-ma che dici...?

Hermione: (con tono sensuale) Forza, fammi entrare. Mi sono già tolta i vestiti...

Questa volta Ron sentì una fitta al cuore, come un infarto. Hermione era dietro di lui, completamente nuda e per di più gli parlava con un tono di voce che avrebbe resuscitato un cadavere. Il membro del giovane, prima completamente fiacco, saltò immediatamente sull'attenti. Le labbra del ragazzo si mossero, comandate dall'istinto più che dalla ragione.

Ron: Acc…accomodati...pure.

Hermione: Grazie.

Il mago sedicenne si stupì di avere pronunciato quella frase, ma il suo stupore venne cancellato insieme alle sue residue capacità mentali quando vide la ragazza castana scostare il telo della doccia ed entrare nel getto d'acqua, dando poi le spalle al giovane lentigginoso. Il suo corpo era un'armonia di curve perfettamente proporzionate. La mascella di Ron toccava ormai terra.

Hermione: (con tono lascivo) Mi passeresti il bagnoschiuma? Sai, sono piuttosto sporca...

Quella frase, pronunciata in quel modo, fu la goccia che fece traboccare il vaso: Ron allungò le mani verso i seni della ragazza, cominciando a massaggiarli. Hermione sospirò di piacere. Poco dopo il petto del ragazzo venne a contatto con la schiena della giovane, provocando ad entrambi una sensazione piacevolissima. Dopo qualche secondo Hermione si voltò e si inginocchiò, avvicinando la bocca al sesso del mago, oramai completamente eretto. Ron alzò il capo e sospirò, per poi tornare ad osservare la testa della giovane, che si muoveva regolarmente avanti ed indietro. Il ragazzo cominciò ad accarezzare i capelli della strega finché, poco dopo, questa non sentì che Ron stava per raggiungere il culmine del piacere. Non appena si allontanò, il volto di Hermione fu investito del seme del giovane mago, che fuoriuscì dal membro del ragazzo in due o tre fiotti, facendogli reclinare la testa all'indietro e sospirare pesantemente, quasi gridando. La sedicenne castana, quando il climax dell'amico si fu concluso, afferrò la spugna presente nel vano doccia e la usò per ripulirsi il viso. Subito dopo la giovane si alzò ed appoggiò le sue labbra su quelle di Ron in un bacio fugace, per poi separarsi da lui dicendo semplicemente: "Vieni". Hermione prese per mano il giovane mago, ancora imbambolato, per condurlo fuori dalla doccia. Subito dopo la ragazza prese un grande asciugamano e lo distese a terra, per poi inginocchiarsi sopra di esso, invitando il coetaneo a fare lo stesso. Una volta che i due giovani furono uno di fronte all'altro, le loro mani cominciarono ad esplorare il corpo dell'amante, mentre le bocche dei due si univano in una serie di baci. Poco più tardi, Ron fece sdraiare la ragazza sull'asciugamano, al quale Hermione si aggrappò forte quando il giovane dai capelli rossi cominciò a stuzzicare con la lingua l'interno delle sue cosce. Dopo molti sospiri da parte della strega, Ron tolse la testa dal suo fiore per portarla all'altezza delle labbra della ragazza castana, mentre le mani dei due giovani guidavano il membro del mago sedicenne verso il sesso dell'amica. Quando la punta dell'asta del ragazzo arrivò a contatto dell'intimità di Hermione, Ronald Weasley si fermò, andando guardare negli occhi la giovane strega sotto di lui. Dopo pochi secondi, la sedicenne castana annuì, facendo nel frattempo un profondo respiro. Subito dopo, il giovane mago cominciò a scivolare lentamente dentro Hermione, che emise un lungo sospiro di piacere, fino a che l'intero membro del ragazzo non fu avvolto dal corpo dell'amica.

Hermione: (abbracciando il ragazzo rosso) Oh, Ron...

Ron: Hermione...

Nella stanza si cominciarono ad udire sospiri regolari sempre più intensi, emessi dai due giovani in sincronia con i movimenti dei loro corpi. Entrambi erano a conoscenza del piacere che si stavano procurando l'un l'altra, e questo li rendeva felici. Dopo un tempo indefinibile, Hermione si afferrò forte all'asciugamano e avvolse le gambe attorno al corpo dell'amico, urlando dal piacere. Ron sentì un liquido caldo attorno al suo sesso e, poco dopo, con un ultimo movimento accompagnato da un sospiro più pesante dei precedenti, liberò il suo seme all'interno del corpo della giovane strega, emettendo nel frattempo un incomprensibile grido di godimento. Subito dopo i due amanti si sdraiarono su di un lato, abbracciati, ansimando ancora per diversi secondi. Dopo quella che sembrò un eternità, Ron riuscì a pronunciare un "Grazie" che fece sorridere la ragazza. Questa rispose semplicemente con un "Anche a te".

Quando i due giovani si furono rivestiti scesero in sala, dove trovarono Harry e Ginny intenti a giocare con gli scacchi dei maghi.

Ron: Allora? Chi vince?

Ginny: (sorridendo) Io, ovviamente.

Harry: Già. Si capisce che è tua sorella, Ron.

Ron: (sorride) Bene. Io vado a bere un succo di zucca...(si allontana)

Harry: (sottovoce ad Hermione) Come è andata?

Hermione: (sottovoce) Non è andato male...e voi? Avete giocato a scacchi per tutto il tempo?

Ginny: (sottovoce) Beh...veramente li abbiamo disposti a casaccio poco prima che voi finiste...

La ragazza dai capelli castani, notando il leggero rossore apparso sui volti del giovane e della strega, sorrise impercettibilmente.

FINE SESTO CAPITOLO

Se avete letto fino a qui vuol dire che il mio lavoro non è poi così osceno. Spero comunque di non avere offeso nessuno con questa storia. Ah, già...Qualunque Situazione Qui Riportata E' Puramente Inventata: Riferimenti A Persone O A Cose Sono Assolutamente Casuali. Commentate. ^_^