HARRY POTTER SEXY VERSION

CHAPTER 8: PARTENZA

Harry stava scendendo delle scale di pietra. L'ambiente in cui si trovava era umido e freddo, ma questo non sembrava turbare il ragazzo. Poco più tardi Harry arrivò ad una porta di legno, appoggiò la sua lunga mano bianca sulla maniglia e la aprì. La stanza in cui entrò era anch'essa fredda e umida, sebbene fosse illuminata da diverse fiaccole, e vi erano presenti diverse catene e vari attrezzi che somigliavano molto a strumenti di tortura. L'attenzione del mago fu attratta da una figura femminile seminuda, appesa per i polsi ad un architrave tramite delle catene. I lunghi capelli neri e le palpebre pesanti rendevano la figura inconfondibile: era Bellatrix Lestrange.

Harry: Avanti, Bella...non hai niente da dirmi, oggi?

Bellatrix: Mio...mio signore, io...chiedo perdono...

Harry mosse un braccio e il corpo della donna venne sferzato da una piccola frusta. Il colpo strappò un grido di dolore alla Mangiamorte.

Harry: Hai già dimenticato ciò che ti ho detto? Il grande Voldemort non perdona così facilmente...deciderò io quando liberarti, nel frattempo...sai cosa devi fare.

Harry allungò la sua mano bianca verso uno dei seni della donna, cominciando a massaggiarlo con poca delicatezza, mentre l'altra andava a strappare la veste che copriva ancora le parti basse della Mangiamorte, la quale, nonostante la situazione in cui si trovava, non disse niente, ma emise solo un leggero gemito quando la mano bianca del mago si posò tra le sue gambe. Harry stava cominciando a prenderci gusto. Poco più tardi anche l'ultimo indumento che Bellatrix indossava venne strappato e gettato via, mentre le dita bianche e fredde di Harry si introducevano nel corpo della donna. Questa, subito dopo, emise un gridolino di piacere, seguito da un'altra frustata da parte del mago.

Harry: Ti piace, Bella?

Bellatrix: Si...mio signore...tanto...

Il corpo della strega fu percosso da un'altra frustata.

Harry: Non ti deve piacere, deve essere doloroso. Hai capito?

Belatrix: Si...mio signore...si...

Harry continuò a colpire la donna con la piccola frusta che aveva in mano e nel frattempo cominciò a ridere. Una risata crudele, senza gioia. La cicatrice faceva malissimo...

Ron: Harry? HARRY!

Il ragazzo corvino aprì gli occhi e, dopo qualche secondo, si ricordò dove si trovava. Era nel letto dei genitori di Ron, completamente nudo, insieme al suo migliore amico ed altre due ragazze, tutti sprovvisti di abiti. La cicatrice doleva ancora molto. Harry si portò una mano alla fronte.

Ginny: (preoccupata) Harry!

Hermione: Come stai?

Harry: Non...ahia!...preoccupatevi...non è niente.

Ron: (impaurito) E'...è Tu-Sai-Chi, vero? Che...che cosa...

Harry: Nulla di preoccupante: è contento perché...beh...si sta divertendo.

Ginny: Non credo mi interessi sapere quali sono i divertimenti di Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato...

Hermione: OH, CAVOLI!

Harry, Ron e Ginny fecero un salto.

Ron: (a Hermione) Che succede?

Hermione: Sono le otto e mezza...e dobbiamo ancora prepararci per andare alla stazione!

Ginny: (scendendo dal letto) Accidenti, sbrighiamoci!

I quattro ragazzi si lavarono e vestirono il più velocemente possibile. Alla fine, verso le dieci, gli studenti e le studentesse della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts erano pronti per partire. Solo quando tutti ebbero portato i loro bauli nel salone, il ragazzo dai capelli corvini si rese conto di un particolare importante.

Harry: Ehm...ragazzi...qualcuno sa come raggiungere King's Cross?

Ron: Niente paura, Harry. Useremo la Metropolvere.

Harry: C'è un camino anche alla stazione?

Ginny: Certo, ma non lo utilizzano in molti. Sai, per molti maghi l'inizio dell'anno scolastico è una delle poche occasioni per fare un giro nel mondo babbano per portare i figli alla stazione, e non vogliono perdersi l'occasione di divertirsi un po'.

Ron: Papà, ad esempio, aspettava sempre con ansia questo giorno.

Harry: Lo immagino...

Harry conosceva bene il signor Weasley: era un patito di tutto ciò che producevano i babbani e una gita in città, per lui, doveva equivalere ad un viaggio ai tropici.

Hermione: Forza ragazzi, dobbiamo muoverci!

Harry: Va bene. Ron, prima tu.

Il ragazzo dai capelli rossi prese una manciata di Polvere Volante e la gettò nel camino, dove si accese uno scoppiettante fuoco verde, prese il suo baule e la gabbia di Leotordo e si lanciò tra le fiamme gridando "King's Cross". Un attimo dopo era sparito.

Hermione: Avanti Harry, tocca a te.

Harry afferrò il suo baule, che conteneva anche la gabbia, vuota, di Edvige, e ripeté quanto già fatto dall'amico. Un attimo dopo si trovò a vorticare tra mille camini accesi e, infine, atterrò sul pavimento della banchina del binario nove e tre quarti. Una volta riaggiustatosi gli occhiali sul naso, il ragazzo dagli occhi verdi poté constatare che molti ragazzi stavano già caricando sul treno bauli, gabbie e valigie. Improvvisamente Harry si trovò una mano aperta davanti al viso. L'arto in questione apparteneva ad una donna paffuta e dai capelli rossi e ricci.

Molly: Stai bene Harry caro?

Harry: (afferrando la mano e alzandosi) Si...si, sto bene.

Molly: Come è andata a casa? Avete dormito bene?

Harry: Oh, si certo.

Harry sapeva di aver detto una panzana più che evidente: quella notte i ragazzi avevano avuto in testa tutt'altro che dormire, come facevano sospettare le occhiaie che i due giovani mostravano in viso. Nonostante questo, la donna sembrò non farci caso.

Molly: Oh, questi sono i nuovi libri di testo. Ho già prelevato i soldi per comprare i tuoi dalla Gringott...

Harry, in quel momento, fu colto da un'ondata di vergogna. Non che avesse fatto qualcosa di sbagliato, ma non riusciva a perdonarsi per essere enormemente più ricco della famiglia di Ron. Questi pensieri furono però interrotti dall'arrivo delle due ragazze, che sbucarono dal camino della Metropolvere. Harry prese i libri che la signora Weasley gli porgeva e si allontanò osservando le copertine, mentre la donna si recava dalle nuove arrivate. I nuovi libri del sesto anno erano solo tre: Pozioni Avanzate di Mirella Trenfolk, Trasfigurazione per Esperti Volume Sesto di Armanda Darknight e Creature Fantastiche: Dove Trovarle Volume Sesto. Harry fu contento che il nuovo libro di testo scelto da Hagrid non fosse mordace come quello del terzo anno.

Ron: (avvicinatosi) Ehi Harry, saliamo adesso? Così avremo tutto il tempo di trovare uno scompartimento vuoto.

Harry: D'accordo, buona idea.

Harry e Ron aprirono i rispettivi bauli e vi introdussero i libri appena ricevuti dalla signora Weasley. Non appena i loro bagagli si furono richiusi, però, i due ragazzi udirono una voce melliflua e irritante alle loro spalle.

?: Bene, bene, bene...noto che non siete ancora stati espulsi...mi chiedo come mai...

Ron e Harry si voltarono. Non avevano certo bisogno di appurare l'identità del ragazzo che aveva appena rivolto loro quelle parole di scherno, ma non riuscirono a ignorare quella frase. Draco Malfoy, come sempre accompagnato dai suoi gorilla (in tutti i sensi. nda), Tiger e Goyle, sfoggiava il suo solito sorrisetto strafottente. Era incredibile che un essere umano potesse essere così odioso.

Harry: (sorridendo malignamente) Salve Malfoy. Come sta il tuo paparino?

Il sorriso abbandonò il volto di Draco, venendo sostituito da una smorfia di rabbia. Il ragazzo biondo non sopportava che gli si ricordasse che suo padre, Lucius Malfoy, era rinchiuso in una cella di Azkaban.

Draco: Io almeno ce l'ho un padre, Potter. (si volta verso Ron) E non è un fallito come quello di qualcuno di mia conoscenza...

Ron scattò in avanti. Harry lo trattenne.

Harry: Attento Malfoy, potresti trovarti con il naso sanguinante già da prima dell'inizio dell'anno...

Tiger e Goyle alzarono i pugni. Tutti e cinque i giovani si guardarono in cagnesco per qualche secondo, prima che una ragazza dai capelli castani, lunghi e mossi spezzasse la tensione che si era venuta a creare.

Hermione: BASTA! Vi state comportando come degli immaturi! (afferra Harry e Ron per le braccia) Andiamo via!

Stavano dando tutti e tre le spalle a Malfoy quando questi pronunciò, con il solito accento maligno, un'altra delle sue frasi odiose.

Draco: Sai, Granger, mi sono sempre chiesto come tu possa prendere sempre votazioni così alte...forse studiare non è l'unica cosa che fai per riceverle...

Fu un attimo. Hermione sentì che i due ragazzi erano sfuggiti alla sua presa, e si voltò giusto in tempo per vederli correre verso Malfoy, già con le bacchette levate.

Hermione: HARRY! RON! NO!

Harry: TARANTALLEGRA!

Ron: FURNUNCULUS!

?: INCANTO EVANESCO!

Un raggio di luce argentata colpì le scie delle fatture dei due giovani a mezz'aria, facendoli sparire in un lampo abbagliante, a meno di un metro dal volto del ragazzo biondo. Tutti i presenti, stupiti, si voltarono nella direzione di provenienza del terzo incantesimo. Colui che l'aveva lanciato era un ragazzo a prima vista sui ventisei anni, dai capelli corti e neri, come i suoi occhi. Indossava una veste abbastanza semplice di un colore grigio scuro, mentre la cintura che aveva attorno alla vita era nera, come il lungo mantello che indossava. La bacchetta con cui aveva scagliato l'incantesimo era nera anch'essa, piuttosto lunga, e presentava dei fregi argentati all'altezza dell'impugnatura.

?: Non è questo il luogo per mettersi a duellare, ragazzi. (ripone la sua bacchetta in una tasca interna della veste) Avrete tutto il tempo per battervi ad Hogwarts.

Detto questo, si voltò e salì su di una carrozza. Tutti i ragazzi coinvolti erano ancora stupiti e confusi.

Ron: E quello chi era?

Harry: Non...non lo so...

Draco Malfoy, dopo qualche secondo, spalancò gli occhi per un attimo, come se avesse appena compreso una cosa importante. Un attimo dopo il suo sorrisetto malevolo comparve nuovamente sul volto del ragazzo.

Draco: Ma certo...deve essere...lui...

Hermione: Lui chi, Malfoy?

Il giovane dai capelli biondi si voltò lentamente verso la ragazza che lo aveva interpellato. Il suo sorriso si allargò di un altro po'.

Draco: Credevo sapessi tutto, Granger...

In quel momento, il treno emise un forte sibilo, segno che da li a poco il convoglio sarebbe partito per la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.

Draco: (a Tiger e Goyle) Forza ragazzi, è ora di salire.

Detto ciò si incamminò verso la scaletta più vicina.

Ron: Dove crede di andare quel...

Hermione: (appoggiandogli una mano sulla spalla) Smettila, Ron. Non è questo il momento per fare a botte: dobbiamo salire sul treno e trovare uno scompartimento libero.

A quelle parole Ronald Weasley emise un sospiro, per poi voltarsi verso la ragazza castana, guardandola dritto negli occhi.

Ron: Non sopporto che quel maledetto parli male di te.

Hermione arrossì. Improvvisamente i tre ragazzi furono richiamati dalla voce della sorella minore del giovane dai capelli rossi, proveniente da un finestrino del treno.

Ginny: Ragazzi, venite qui! Ho trovato un posto libero!

In pochi minuti Ron, Harry e Hermione portarono i propri bagagli nello scompartimento in cui si trovava già Ginny, non prima però di essere stati stritolati dall'abbraccio della signora Weasley. Non appena ebbero finito di sistemare le loro valigie sulle reticelle dello scompartimento, il treno partì. King's Cross cominciò lentamente a muoversi, come la donna dai capelli rossi che salutava i ragazzi dalla banchina. Poco più tardi i passeggeri dell'Hogwarts Express poterono ammirare il paesaggio oramai familiare: stavano viaggiando verso la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Per Harry tornare in quella scuola era come tornare a casa: si trovava più a suo agio in quel castello che in qualunque altro posto. Dopo qualche minuto di silenzio, il giovane dai capelli rossi pose la domanda che frullava in testa a tre dei quattro ragazzi presenti già da qualche minuto.

Ron: Ragazzi...secondo voi chi era quel tipo?

Ginny: Di chi state parlando?

Harry: Di quel ragazzo che ha impedito a me e a tuo fratello di ridurre Malfoy ad un ammasso di foruncoli vermiginosi.

Hermione: Una cosa è certa: quel tizio è un mago abilissimo.

Ron: Da cosa l'hai capito?

Hermione: Ron, ma non ce li hai gli occhi? Quel tipo ha annullato i vostri incantesimi al volo e con una facilità mostruosa. Solo i tiratori scelti del Ministero della Magia hanno una simile precisione e velocità.

Harry: Vuoi dire che è del ministero?

Hermione: Non credo, non avrebbe motivo di salire su questo treno...a meno che...

Ginny: A meno che cosa?

Hermione: Non ci arrivate? Chi è che sale su questo treno, solitamente?

Ron: Beh, gli studenti e i nuovi professori...(spalanca gli occhi)...vuoi dire che potrebbe essere...

Hermione: Si: il nuovo insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure.

FINE OTTAVO CAPITOLO

Eccomi di nuovo qua. Questo capitolo non contiene molto materiale v.m.18 (a parte la scena iniziale) ma credo che avrò altre occasioni per inserire situazioni del genere. Desidero precisare che la scena con Voldemort e Bellatrix non piace neanche a me: io odio qualunque forma di violenza, ma trattandosi di quell'essere malvagio di Voi-Sapete-Chi, i suoi divertimenti in campo sessuale non possono essere che questi. Approfitto di questo spazio per ringraziare tutti coloro che mi hanno commentato (specialmente Solanyie ^_^) e per pregarvi ancora una volta di non odiarmi per ciò che scrivo.

Spero di ricevere ancora molti commenti. ^_^