HARRY POTTER SEXY VERSION
Rieccomi qua. ^_^ Scusate il ritardo, ma avevo il blocco dello scrittore. Buona lettura.
CHAPTER 9: INTRIGO E AZIONE SULL'HOGWARTS EXPRESS
Il viaggio in treno continuò senza imprevisti per alcune ore, durante le quali gli studenti e le studentesse di Hogwarts poterono cambiarsi d'abito (in separata sede), andando così ad indossare l'uniforme scolastica. Ad un certo punto del tragitto, però, il cielo cominciò a rannuvolarsi. Qualche minuto dopo la prima goccia di pioggia bagnò il finestrino dello scompartimento in cui si trovavano Harry, Ron, Ginny e Hermione. I lampi non si fecero attendere. E neanche i tuoni. Ginny urlava ogni volta che una di quelle forti esplosioni scuoteva il vagone in cui si trovavano.
Ron: Dai, Ginny! E' solo un temporale! Non c'è motivo di spaventarsi!
Ginny: Ha! Senti chi parla: tu urli anche peggio di me se vedi un ragno a meno di un metro dal tuo naso.
Ron: (sbiancato leggermente) Lo...lo sai che io non sopporto la vista dei ragni!
Ginny: E io non sopporto i...(tuono)...AAAH!
Hermione: Avanti Ginny, calmati. Non ti può succedere niente.
Ginny: La fai facile tu...
Harry: Pensa a questo, Ginny: presto arriveremo a Hogwarts e li il rumore dei tuoni sarà attutito dai muri di pietra.
Ginny: Sarà, ma per arrivare al castello manca ancora molto.
Hermione: (Guardando il suo orologio) Manca ancora un'ora circa, non è poi tanto.
Ginny: Per me lo è!
Per qualche minuto lo scompartimento del vagone in cui si trovavano i quattro ragazzi rimase in silenzio, a parte il rumore delle ruote del treno in movimento sulle rotaie e delle gocce di pioggia che continuavano a battere sul finestrino. Improvvisamente la giovane dai lunghi capelli castani spalancò gli occhi, come se avesse appena avuto un'intuizione geniale, e successivamente sul suo volto comparve un sorrisetto maligno.
Hermione: Ginny, mi accompagni al bagno per favore?
Ginny: Cosa...? Oh, certo.
Poco dopo le due ragazze uscirono dallo scompartimento, chiudendo la porta alle loro spalle, lasciando così i due maghi sedicenni da soli.
Ron: Vorrei sapere perché le ragazze devono sempre spostarsi in branco, è una cosa che non capisco!
Harry: Secondo me in questo caso un motivo c'era...
Ron: Che motivo?
Harry: (sorridendo) Prova ad immaginarlo...
Il ragazzo dai capelli rossi assunse un'aria pensierosa per qualche minuto, per poi alzare le sopracciglia, riportando lo sguardo sull'amico.
Ron: Beh, se è ciò che penso...non mi dispiacerebbe seguirle.
Harry: No, credo che non sia il caso.
Ron: E perché?
Harry: Beh, se Hermione avesse voluto invitarci ce lo avrebbe fatto capire, non ti pare?
Ron: ...Si. Forse hai ragione tu.
Le ragazze percorsero lo stretto corridoio del vagone in cui si trovavano e, poco dopo, arrivarono all'estremità posteriore dello stesso, dove si trovavano i servizi igienici.
Ginny: Ecco...io ti aspetto fuori.
Hermione: Ma no, non voglio lasciarti da sola con questo temporale...vieni dentro con me.
Ginny: Oh, beh...d'accordo.
Le due giovani streghe entrarono nello stretto cubicolo destinato all'espletamento delle funzioni corporali dei passeggeri del treno e chiusero la porta. Lo spazio all'interno del bagno era abbastanza da permettere a Ginny ed Hermione di restare in piedi senza doversi stringere troppo. Subito dopo la chiusura della porta dell'abitacolo, Hermione si abbassò le mutande da sotto la gonna e si sedette sul water. Non appena la ragazza ebbe fatto ciò che doveva fare si rialzò e, senza curarsi di risistemarsi il suo capo di biancheria intima, chiese alla giovane che le stava di fronte: "Devi farla anche tu?"
Ginny: Beh...si, sarebbe meglio...
Hermione: Allora ti cedo il posto.
Le due ragazze, dato lo spazio ridotto all'interno del bagno, dovettero stringersi l'una addosso all'altra per poter scambiare la loro posizione. Nel fare questo, però, i seni delle streghe andarono ad aderire tra di loro, provocando un leggero piacere ad entrambe. Per un attimo i movimenti delle due giovani rallentarono, per permettere ad entrambe di gustare quella piacevole sensazione, ma poco più tardi il contatto tra le due si interruppe e Ginny, dopo un attimo di smarrimento, abbassò a sua volta la sua biancheria intima da sotto la gonna e si sedette sul water. Nel poco tempo in cui la giovane compiva questi gesti, Hermione abbassò le mani ed afferrò le sue mutandine ma, invece di farle aderire nuovamente al pube, se le tolse completamente. L'azione sfuggì alla ragazza dai capelli rossi, che continuò normalmente ciò che aveva intrapreso. Non appena ebbe finito, la giovane castana si rivolse all'amica con un tono vagamente sensuale.
Hermione: Sai Ginny...devo dire che il tuo seno è cresciuto molto.
La giovane Weasley arrossì violentemente a quell'affermazione, per poi alzare lo sguardo verso il viso dell'amica.
Ginny: S-si...me lo hai già detto qualche giorno fa...
Hermione: Certo, ma, ora che ci penso, non abbiamo ancora avuto modo di confrontarne le dimensioni tra noi...
Ginny: Ecco...effettivamente...
Hermione: Lo facciamo adesso?
La voce della ragazza dai capelli castani era diventata via via più bassa e roca, mentre quella della giovane Weasley si era affievolita sempre più. Ginny si alzò in piedi, dimenticandosi di sistemare la sua biancheria, e cominciò a sfilare il maglione da sopra la testa di Hermione, lasciandolo cadere sul pavimento del bagno. Subito dopo aver ricevuto lo stesso favore dall'amica castana, la quindicenne rossa iniziò a slacciare la camicetta dell'amica, mentre questa faceva lo stesso con lei. L'atmosfera all'interno del bagno si era a poco a poco riscaldata, ed entrambe le ragazze avevano cominciato a respirare profondamente. Una volta che Ginny ebbe slacciato il reggiseno di Hermione, lasciandolo cadere a terra (la giovane Weasley non lo portava), entrambe le ragazze poterono ammirare l'una il seno dell'altra: le curve di Hermione erano leggermente più accentuate di quelle della quindicenne rossa, ma comunque poco prominenti (niente a che vedere con l'abbondante seno della signora Weasley). Le nudità delle due, viste attraverso le camicette slacciate, erano ancora più eccitanti che al naturale. Ad un tratto, Ginny, nel silenzio rotto solo dal rumore del treno e dalle gocce di pioggia, allungò una mano e la appoggiò delicatamente sul petto dell'amica, andando ad avvolgere quasi perfettamente uno dei seni della sedicenne castana. Hermione sospirò, comunicando in tal modo alla giovane strega il suo apprezzamento per tale gesto. Improvvisamente, il bagno in cui si trovavano le ragazze fu illuminato dal bagliore di un lampo, seguito poco dopo dal rumore causato dallo spostamento d'aria della scarica elettrica. Nessuna delle due giovani reagì a quel suono.
Hermione: (chinandosi leggermente verso l'amica, sottovoce) Vedo che la paura dei temporali ti è passata, Ginny...
Un attimo dopo la ragazza dai capelli rossi avvicinò le sue labbra a quelle di Hermione, che non si oppose al bacio. Mentre le due giovani giocavano tra loro con le proprie lingue, la ragazza castana portò la sua mano destra al seno dell'amica, cominciando a ricambiare il massaggio di quest'ultima, mentre usò l'altra per afferrare la mano libera della giovane Weasley, accompagnandola fin sotto la propria gonna, all'altezza del suo pube. Non appena le dita della ragazza dai capelli rossi vennero a contatto con le parti basse dell'amica, percependone l'umidità, Ginny spalancò gli occhi e guardò con un'espressione leggermente stupita il volto della ragazza castana, che in quel momento esprimeva il piacere procuratole da quel contatto. Poco dopo, Hermione socchiuse gli occhi e sorrise, gesto che fu interpretato dalla giovane Weasley come un invito a continuare. Ginny sorrise di rimando e cominciò a giocherellare con il fiore dell'amica, mentre questa faceva lo stesso con lei. Poco più tardi, le mani delle ragazze, che fino a quel momento avevano accarezzato l'una i seni dell'altra, si spostarono sulle camicette ancora indossate (seppur parzialmente) delle due studentesse di Hogwarts, che cominciarono a liberarsi a vicenda di tali indumenti. In poco tempo le due giovani rimasero vestite solo con le scarpe e le gonne.
A quel punto le due amiche smisero di procurarsi piacere a vicenda per potersi liberare anche degli ultimi indumenti che indossavano. Hermione si inginocchiò di fronte all'amica e, con movimenti lenti, le abbassò la gonna, che fu poi gettata in un angolo insieme alle sue mutande, che fino a quel momento erano rimaste alle caviglie di Ginny. Una volta che la ragazza dai capelli rossi venne liberata del suo ultimo indumento, restando coperta solo da scarpe e calze, Hermione si alzò in piedi, permettendo all'amica di effettuare la stessa operazione con l'ultimo indumento indossato della ragazza castana. Ora entrambe le studentesse alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts si trovavano nel bagno dell'Hogwarts Express completamente nude. Hermione si stese a terra e invitò silenziosamente Ginny a sdraiarsi su di lei. La ragazza fece come richiesto, posizionando la testa tra le gambe dell'amica. Le due giovani streghe cominciarono a giocare ognuna con i genitali dell'altra, sia con le dita che con la lingua, penetrandosi reciprocamente sempre più a fondo. I sospiri e gli urletti di piacere delle due giovani streghe divennero a poco a poco sempre più forti, nonostante i tentativi di Ginny ed Hermione di trattenersi dal gridare. Poco dopo, in seguito alle continue sollecitazioni sulle reciproche terminazioni nervose, entrambe le ragazze si inarcarono ed emisero un urlo di piacere, che fu coperto dal rumore dell'ennesimo lampo. Dopo pochi minuti, durante i quali si poterono udire, oltre al suono delle ruote del treno, gli ansimi delle due giovani nude, Ginny si voltò, andando a sdraiarsi a fianco dell'amica, alla quale diede un leggero bacio sulle labbra.
Hermione: Hai ancora paura dei tuoni, Ginny?
Ginny: No, non più. Grazie.
Le ragazze, dopo essere rimaste abbracciate per qualche minuto, si alzarono e cominciarono a rivestirsi, cosa che le impegnò per un tempo abbastanza breve. Durante quest'operazione, però, Hermione udì una voce provenire dal corridoio: una voce lenta e strascicata, la stessa che qualche ora prima aveva pronunciato parole offensive dirette proprio a lei. La voce di Malfoy. La ragazza si voltò verso Ginny, intimandole con un gesto di fare silenzio e di mettersi in ascolto. Un attimo dopo entrambe le giovani streghe appoggiarono l'orecchio alla porta del bagno del treno, udendo così entrambe la voce del ragazzo biondo.
Draco: ...Capite? Quell'uomo è molto pericoloso. Mio padre mi ha parlato di lui: è forse il migliore Auror esistente al mondo...bah! Sicuramente Silente avrà voluto avere a Hogwarts qualcuno che gli offra protezione.
Tiger: Ma...Draco...Silente è...
Draco: Oh, andiamo, Tiger, non mi dirai che credi veramente che Silente sia così potente come si dice! E' solo un povero vecchio come tanti, e come tutti anche lui ha paura dell'Oscuro Signore, ora che è tornato! Altrimenti perché avrebbe chiamato quell'uomo? Umph...senza contare che probabilmente anche quel tipo è un millantatore che si spaccia per...
La voce del Serpeverde si affievolì e scomparve. Ora entrambe le giovani avevano parte delle unghie conficcate nella porta della toilette del treno: le parole di quel ragazzo erano talmente odiose che non era possibile evitare di infuriarsi, udendole. Dopo aver finito di rivestirsi, Hermione aprì la porta del bagno e, insieme all'amica, si incamminò verso lo scompartimento dove avevano lasciato Harry e Ron.
Ginny: (tremante di rabbia) Quel...mostro...come osa insultare Silente? Come...
Hermione: Lascia perdere, Ginny. Se prendessimo sul serio tutto ciò che dice Malfoy ci dimostreremmo deboli. Ignorarlo è il modo migliore di rispondere alle sue calunnie.
Ginny: E' vero...piuttosto, tu hai idea a chi si stesse riferendo?
Hermione: Si...credo che stesse parlando di quel ragazzo che abbiamo incontrato a King's Cross.
Ginny: Quello che ha fermato Harry e mio fratello?
Hermione: Si...probabilmente sarà il nostro nuovo insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure.
Ginny: Ha detto che è il migliore Auror del mondo...chi sarà mai?
Hermione: Non lo so...ma se è su questo treno vorrà dire che, insegnante o no, verrà a vivere a Hogwarts per un po', quindi avremo modo di appurare la sua vera identità.
Ginny: Hai ragione.
Le due ragazze arrivarono alla porta del loro scompartimento. Una volta apertala furono accolte dai due amici, che avevano stampato in volto un'espressione piuttosto allusiva.
Harry: Bentornate...
Ron: Come è andata?
Hermione: Come è andata cosa?
Harry: (sporgendosi verso le due giovani, sfoggiando un sorriso sornione) Avanti, sappiamo che cosa avete combinato la dentro...solitamente non si sta chiusi in bagno per mezz'ora solo per soddisfare i propri bisogni fisici...beh, forse si...dipende da come la si intende...
Ginny: (leggermente imbarazzata) Ragazzi, potreste evitare di parlare dell'argomento, per favore? Qualcuno potrebbe...
Improvvisamente il rumore delle ruote del treno fu sostituito da quello di due pezzi di metallo che strisciano uno sull'altro e, contemporaneamente, Ginny, Hermione ed Harry si trovarono catapultati in avanti addosso a Ron, che venne compresso dai corpi degli amici e della sorella. L'Hogwarts Express aveva frenato bruscamente. Una volta che il convoglio si fu fermato e dopo che Ron fu liberato dal peso dei corpi che gli impedivano quasi di respirare, Harry pronunciò la domanda che tutti sicuramente si stavano ponendo.
Harry: Ma che sta succedendo?
SCRAAAASSHHH!
Tutti le persone presenti all'interno dello scompartimento urlarono: il finestrino e l'intera fiancata del treno erano stati divelti da quella che sembrava un'enorme clava di legno. Poco dopo due enormi mani afferrarono i bordi dello squarcio che la mazza aveva creato, allargandolo ancora di più, così che una grossa testa grigia dalle orecchie a sventola potesse introdursi nel treno.
Hermione: Oh, santo cielo!
Ron: E' un Troll di montagna!
Lo sguardo ottuso della creatura si spostò sui volti di tutti i presenti, finché non incrociò gli occhi verdi del ragazzo seduto alla sinistra del Troll. Una gigantesca mano grigia scattò in avanti. Ginny urlò. Harry mosse convulsamente la mano nel disperato tentativo di prendere la bacchetta all'interno della veste. L'enorme mano era a pochi centimetri da lui...
Ron: STUPEFICIUM!
Harry vide un raggio di luce rossa partire dalla sua sinistra e colpire il volto del Troll, il quale urlò di dolore e ritirò la mano, portandola al viso.
Ron: Cosa...perché non sono riuscito a Schiantarlo?
Hermione: Ma tu studi o fai finta? I Troll, come i Giganti, sono resistenti alla...
SCRAAASHHH!
Ginny ed Hermione urlarono all'unisono quando la gigantesca mazza del Troll sfondò il tetto del treno, colpendo poi con forza il pavimento dello scompartimento, creandovi una depressione.
Harry: (con la bacchetta in mano) Dobbiamo uscire di qui!
Ron: Fuori, presto!
Hermione aprì la porta dello scompartimento e si precipitò fuori, seguita da Ron e Harry.
Ginny: AAAAAH!
Ron & Harry: GINNY!
Il Troll aveva introdotto nuovamente la mano nel treno e aveva afferrato un lembo dell'abito di Ginny. Questa però, non appena ebbe compreso la situazione, si voltò, afferrò la sua bacchetta dall'interno della veste e la puntò contro il suo mantello.
Ginny: DIFFINDO!
Il tessuto della veste si lacerò, permettendo alla ragazza di uscire dall'abitacolo, mentre il Troll, resosi conto di avere in mano solo stoffa, emise un ruggito di rabbia, allungando nuovamente il braccio all'interno del treno.
Hermione: (terrorizzata) Presto, scappia...
?: LEVATEVI DI MEZZO!
All'improvviso, alla destra dei quattro ragazzi comparve una figura vestita con una veste grigio scuro, che si posizionò davanti al gruppo, dando loro le spalle.
?: STUPEFICIUM!
Harry poté vedere un raggio rosso, molto più intenso di quello di Ron, partire dalla figura misteriosa e colpire in piena fronte la creatura grigia. Un attimo dopo il Troll venne catapultato all'indietro, emettendo un urlo assordante. Un secondo più tardi si udì il tonfo provocato dalla caduta del corpo della creatura sul terreno sassoso della ferrovia.
Ron: Cavoli...!
Hermione: Ma...ma chi...come...
Harry si aspettava che il loro misterioso salvatore si voltasse verso di loro per accertarsi che stessero bene, o per dare loro una spiegazione sull'accaduto. L'individuo di fronte a loro non fece niente di tutto ciò: si avvicinò lentamente allo squarcio provocato dal Troll, probabilmente per controllare che questi fosse veramente fuori gioco. Harry lo seguì e gli si affiancò. Dopo una veloce occhiata alla creatura distesa a terra, sferzata dalla pioggia battente, Harry si voltò ad osservare il viso del suo salvatore. Era il ragazzo della stazione. Il suo volto era serio e concentrato mentre osservava il Troll che aveva appena Schiantato. Furono proprio gli occhi dell'individuo misterioso che colpirono Harry: emanavano una strana luminosità, una luce che trasmetteva la sensazione di un potere indefinibile. Per un attimo il ragazzo corvino ebbe l'impressione di avere già visto uno sguardo simile. Il giovane mago, però, non ebbe il tempo di stupirsene: un lampo saettò poco distante illuminando la gigantesca figura che levava in alto un enorme oggetto conico, alla sinistra del ragazzo dai corti capelli neri.
Harry: ATTE...!
Il misterioso individuo, dopo un istante di sorpresa, appoggiò la sua mano destra sul petto del giovane dagli occhi verdi, sospingendolo all'indietro e buttandosi anch'egli a terra, giusto in tempo per evitare la mazza del secondo Troll, che allargò ancora lo squarcio nel vagone. Il rumore dell'impatto si confuse con il rombo del tuono provocato dal fulmine di poco prima e con il ringhio della creatura. Harry poté udire il grido di terrore dei suoi amici alle sue spalle, ma non gli diede peso: l'unico pensiero che rimbombava nella testa del mago era quello di sconfiggere la creatura che - e ne era certo - era lì per lui. Il Troll si spostò con due pesanti passi davanti allo squarcio e alzò nuovamente la clava, ruggendo di rabbia.
Harry: EXPELLIARMUS!
L'enorme randello del Troll volò via, lasciando il suo proprietario confuso. Non appena questi si voltò per osservare la sua mano vuota, il ragazzo accanto ad Harry puntò la sua bacchetta sulla creatura.
?: STUPEFICIUM!
Anche questa volta l'incantesimo colpì il Troll alla fronte e, dopo un urlo agghiacciante, il mostro crollò a terra, proprio sopra il suo compagno svenuto. Dopo pochi secondi, durante i quali Harry rimase imbambolato osservando i corpi delle due creature prive di sensi, si sentì tirare in piedi da delle mani forti e sicure. Appena alzato, il giovane corvino si voltò giusto in tempo per osservare il ragazzo misterioso riporre la sua bacchetta in una tasca interna della veste. Fatto ciò, lo sconosciuto si avvicinò nuovamente allo squarcio e cominciò ad osservare i due enormi esseri che aveva appena Schiantato.
?: (sorridendo) Chi ha ordinato un sandwich di Troll?
Harry rimase interdetto per un attimo: non si sarebbe mai aspettato una battuta simile da un mago dotato di riflessi straordinari e di un'enorme forza magica. Finalmente il giovane si costrinse a parlare.
Harry: Ehm...scusi...
?: (voltandosi verso Harry) Grazie dell'aiuto, ragazzo. Hai ottimi riflessi.
Harry: Ehm...grazie...AAAH!
Ron: Harry!
Hermione: Che hai?
I compagni di viaggio del ragazzo corvino, che fino a quel momento erano rimasti nel corridoio, immobilizzati dalla paura e dallo stupore, si avvicinarono velocemente all'amico, che si era inginocchiato a terra, con le mani premute sulla fronte.
Harry: Ah...la cicatrice...mi fa male...
?: La cicatrice...? Oh! Ma allora tu sei Harry Potter!
Harry: (alzando lo sguardo) Si...sono io...
?: Ora capisco...(estrae la bacchetta dalla veste)...effettivamente non tutti saprebbero tener testa ad un Troll di montagna come hai fatto tu...non fatico a credere che tu possa essere riuscito a sfuggire a Voldemort...
Harry sentì i suoi amici sussultare a quella parola. Pochi maghi avevano il coraggio di pronunciare il nome dello stregone più malvagio mai esistito, e ancora meno erano coloro in grado di udirlo senza provare un terrore quasi viscerale. Il timore dei ragazzi crebbe ancora di più quando notarono che il ragazzo misterioso aveva puntato la sua bacchetta contro Harry, ancora inginocchiato.
Ginny: C-cosa vuoi fare?
?: Niente paura, voglio solo eliminare il dolore...EXTINGUO CRUCIATUS!
Un raggio argentato partì dalla bacchetta del ragazzo e colpì la testa di Harry. Un secondo dopo questo tolse le mani dalla sua fronte e si rialzò, senza che più nulla gli dolesse.
?: Stai meglio ora?
Harry: Si...non sento più male.
Ron: Ma...cos'è successo? E-era Tu-Sai-Chi?
Harry: Si...è molto arrabbiato...ma non so il perché...
?: (facendo un cenno verso lo squarcio) Credo che il motivo della sua collera siano quei due sacchi di patate qua fuori.
Hermione: Cosa...allora li aveva mandati lui?
?: E' più che probabile...
Ginny: Ehm...scusi...
?: Si?
Ginny: Non...non ho ben afferrato il suo nome.
Il ragazzo increspò impercettibilmente le labbra e alzò un sopraciglio, mentre il suo sguardo perdeva quella strana forza che aveva manifestato fino a quel momento.
?: Effettivamente non mi sono presentato...ma, date le circostanze, credo sia una dimenticanza perdonabile. In ogni caso, prima di chiedere a qualcuno la propria identità, è buona educazione rivelare la propria, non ti pare?
Ginny arrossì leggermente.
Ginny: Ehm...si, ha ragione...io sono...
?2: GINNY!
Tutti i presenti si voltarono verso l'estremità posteriore del corridoio, da dove stava giungendo di corsa un ragazzo nero sui sedici anni. Harry lo riconobbe subito: era Dean Thomas.
Ginny: Dean...
Il ragazzo raggiunse la giovane dai capelli rossi e la abbracciò. Ginny arrossì di botto. Hermione cominciò a guardare con interesse il soffitto del vagone. Ron assunse un'espressione che Harry trovò orribilmente identica alla smorfia che suo zio Vernon mostrava nell'udire una parola non facente parte nel suo vocabolario. Il ragazzo corvino, dal canto suo, ignorò la coppia stretta in un abbraccio a meno di un metro da lui.
Dean: Ginny...sono corso qua subito...appena ho capito che il vagone attaccato era il tuo...ero così preoccupato...
Ginny: (imbarazzatissima) Su...dai Dean, sto bene...non è successo niente...
?: REPARO!
Tutti gli alunni della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts si voltarono verso il ragazzo misterioso giusto in tempo per vedere la parete e il tetto del treno ricomporsi ad una velocità incredibile. Pochi secondi più tardi non vi era più traccia dello squarcio causato dai Troll.
?: Scusatemi, ma sarà meglio che veda a vegliare sui brutti addormentati. (si incammina verso lo sportello del vagone) Ci rivedremo presto, Harry Potter.
Un secondo dopo il ragazzo svoltò l'angolo del corridoio e scese dal treno. Gli studenti e le studentesse di Hogwarts restarono ammutoliti ancora un attimo, prima che Dean Thomas rompesse il silenzio che si era creato.
Dean: Ma...chi era quello?
Ginny: Non lo abbiamo capito neanche noi...
Hermione: (spalancando improvvisamente gli occhi) Oh, Ron, dobbiamo andare!
Ron: (stupito) Andare? E Dove?
Hermione: (scocciata) Ma tu quel distintivo lo tieni solo per bellezza? Siamo Prefetti! E' nostro compito girare per i vagoni e informare tutti che il pericolo è cessato!
Ron: Uff...va bene...
I due ragazzi si diressero, dopo un rapido cenno di saluto, verso i vagoni anteriori, lasciando Harry, Ginny e Dean nel corridoio.
Dean: Senti Ginny...se vuoi puoi venire con me...sarai spaventata...
Ginny: Ecco...io...
La ragazza si voltò a guardare Harry, come a chiedergli il permesso di andare. Dean seguì il suo sguardo e, nel vedere Harry, spalancò leggermente gli occhi, come se si fosse accorto solo in quel momento della sua presenza. Subito dopo arrossì leggermente.
Harry: (in tono piatto, annuendo) A dopo, Ginny.
I due giovani, dopo aver salutato silenziosamente il ragazzo dai capelli corvini, si diressero, ancora abbracciati, verso il vagone di Dean. Harry rientrò nello scompartimento che poco prima era stato teatro dello scontro con i Troll e si sedette vicino al finestrino, sospirando. Pochi secondi dopo rivolse lo sguardo alle creature Schiantate li vicino e, con grande sorpresa, vide che alcuni uomini vestiti con divise grigie, del tutto simili a quella del ragazzo misterioso, avevano circondato i Troll svenuti. Harry vide uno di loro sollevare da terra con la mano sinistra un pezzo di legno, mentre puntava la bacchetta sullo stesso. Subito dopo, il ramo si illuminò di azzurro per qualche secondo per poi tornare normale e, poco più tardi, fu inserito tra le dita immobili delle creature. Immediatamente dopo queste scomparvero. Fu solo allora che Harry notò che due persone si trovavano proprio sotto il suo finestrino, parlando animatamente. Il rumore della pioggia impediva al ragazzo di capire cosa stessero dicendo, ma riuscì comunque a sentire qualche frammento di conversazione.
?: ...guai...sempre da solo, eh?...intervenire la squadra...
?2: ...troppo tempo...basto io...
?: ...sbruffone...
Harry capì che la conversazione era terminata quando vide uno dei due uomini allontanarsi facendo un gesto rabbioso con la mano destra. Notò che era quasi del tutto calvo e leggermente sovrappeso. Un istante dopo sparì con un crac appena udibile. Dopo pochi secondi l'uomo rimanente si voltò verso lo sportello del treno, scuotendo la testa. Era il ragazzo misterioso.
FINE NONO CAPITOLO
E Anche il capitolo nove è finito. Spero sia piaciuto. Ringrazio tutti coloro che hanno commentato (un'infinità! Che bello! ^_^) e in particolar modo Solanye e Bam-Bam per avermi spronato a riprendere a scrivere.
Non odiatemi per ciò che scrivo.
Non stancatevi mai di commentare. ^_^
