HARRY POTTER SEXY VERSION
CHAPTER 12: UNA NOTTE MEMORABILE (HIDE AND FUCK)
Harry restava immobile, in silenzio, sdraiato nel suo letto a baldacchino. Il suono del respiro regolare dei suoi compagni di stanza lo rassicurava, ma preferiva non correre rischi: nessuno aveva bevuto pozioni soporifere quella sera, e il ragazzo non voleva rischiare di veder sfumare una serata più che promettente a causa della sua fretta.
Harry aveva passato la giornata in uno stato di semi-trance, i suoi pensieri rivolti quasi sempre alla notte in arrivo, e forse aveva spostato il suo sguardo sulla ragazza dai capelli fulvi, motivo di tale disattenzione, un po' troppo spesso, ma non ci poteva fare un granché: le serate passate alla Tana insieme a lei e a Ginny erano state oltremodo piacevoli ed eccitanti, anche se fin troppo poche per i suoi gusti, ed il giovane mago non aspettava altro che ripetere tali esperienze. Anche perché quella serata sarebbe stata leggermente differente dagli altri incontri: in precedenza Harry aveva potuto godere della compagnia di Hermione due volte, la prima la sera dell'arrivo della ragazza alla Tana e la seconda la notte prima della partenza per Hogwarts, ma in entrambi i casi c'era Ginny con lui, e nel secondo caso anche Ron. Non che la cosa gli fosse dispiaciuta, ma in quel modo Harry non aveva mai potuto concentrare la sua attenzione completamente sull'amica. Mancanza che il ragazzo quella sera intendeva colmare.
Harry quasi non riusciva a credere quanto in quel momento desiderasse Hermione, la sua migliore amica fin dal primo anno a Hogwarts, con la quale era stata a stretto contatto per cinque anni senza aver mai neanche lontanamente pensato a lei in quel senso. Fino a quell'estate. Fino a quella notte, in cui l'aveva avuta, insieme alla sorella del suo migliore amico.
Harry si sentiva leggermente in colpa, pensando a Ron: il ragazzo dai capelli neri sapeva benissimo quali sentimenti il giovane provava per la strega, e forse avrebbe dovuto avvertirlo dell'incontro organizzato dalla ragazza… ma se Hermione avesse voluto l'avrebbe informato ella stessa, e forse l'avrebbe anche invitato… ma il metodo utilizzato dalla giovane per contattare il coetaneo faceva presumere una certa dose di segretezza in quell'incontro, e questo eccitava Harry ancora di più.
Quando il ragazzo fu certo che tutti i suoi compagni fossero addormentati, si alzò lentamente dal letto, avvicinandosi in punta di piedi al suo baule. Una piccola apertura del coperchio bastò per sfilare dal suo interno il Mantello dell'Invisibilità, preventivamente posto in cima alla pila degli abiti del giovane. In un secondo, con un movimento fluido, Harry Potter si coprì completamente con il manto magico, scomparendo alla vista di ogni possibile osservatore, cominciando poi a muoversi con una certa fretta verso l'uscita del locale.
Il viaggio per arrivare al luogo dell'appuntamento datogli dall'amica fu un po' più complesso di quanto preventivato: inizialmente Harry fu costretto a farsi aprire la porta dell'ingresso della sala comune di Grifondoro da un'assonnata Signora Grassa, sperando che questa non si accorgesse della mancanza della persona che aveva pronunciato la parola d'ordine, oltre che dell'ora in cui questo avveniva. Successivamente, una volta superato l'ostacolo senza incontrare problemi, Harry dovette sgattaiolare furtivamente per i corridoi, cercando di fare meno rumore possibile per non attirare l'attenzione di Gazza o di Mrs. Purr, indubbiamente impegnati nella loro ronda notturna. Harry avrebbe potuto evitarli facilmente se avesse avuto con se la Mappa del Malandrino, la cartina magica che mostrava ogni persona che si trovasse in un qualsiasi corridoio o sala del castello, ma purtroppo non aveva potuto portarla con lui: sistemare il Mantello dell'Invisibilità nel baule in modo tale da prenderlo al primo colpo era una cosa, ma fare lo stesso con la mappa era più difficile, in quanto il fruscio della carta avrebbe potuto tradirlo, e inoltre sarebbe stato difficile inventare scuse nel caso qualcuno l'avesse sorpreso a spostare tale oggetto dal fondo del baule, dove normalmente stava. Pur essendo invisibile, senza quella mappa Harry si sentiva esposto, vulnerabile, forse per via dell'abitudine di portarla con se nelle sue non infrequenti uscite notturne. Il ragazzo dai capelli neri non era minimamente intenzionato ad essere sorpreso da Gazza a girovagare nel castello nel cuore della notte (gli era successo al primo anno, e le conseguenze non erano state piacevoli), ma era disposto ancora meno a rinunciare alla serata promessagli da Hermione. Il solo pensiero lo spinse ad avanzare più velocemente tra i meandri del castello, diretto al bagno dei Prefetti.
Una volta giunto al quinto piano, vicino alla statua di Boris il Basito, Harry controllò che non ci fosse nessuno in vista, per poi avvicinarsi alla porta del bagno e pronunciare sottovoce "Purificatio", sogghignando tra se al pensiero che ciò che intendeva compiere in quel locale era, in effetti, ben poco puro. La porta si aprì e il ragazzo entrò in fretta nella stanza illuminata da candele, chiudendo velocemente l'ingresso dietro di se, attento comunque a non fare rumore.
Harry era già stato in quel locale due anni prima: era avvenuto quando Cedric Diggory aveva voluto sdebitarsi con lui per la soffiata sulla prima prova del Torneo Tremaghi, dandogli un indizio su come decifrare l'arcano dell'uovo d'oro. In quel momento però, contrariamente alla sua prima visita al bagno dei Prefetti, Harry Potter non aveva oggetti fatati con se, a parte il mantello che ancora lo copriva. Un secondo più tardi lo stesso indumento fu sollevato dal suo giovane proprietario, che riapparve così alla vista dei comuni mortali, lasciandolo cadere a terra e cominciando subito a spostare il suo sguardo lungo la stanza in cui era appena entrato. L'ambiente appariva identico a come Harry ricordava: pareti di marmo bianco, una vasca rettangolare anch'essa di marmo dotata di svariati rubinetti al centro della sala, una grossa pila di asciugamani bianchi in un angolo e, appeso ad una delle pareti, un quadro con dipinta una sirena addormentata. In quel momento il giovane mago comprese perché Hermione l'aveva scelto come luogo per il loro incontro notturno: era riservato, pulito, intimo e, per via delle candele, anche sensuale. Era tutto perfetto, a parte un piccolo particolare, indispensabile per la realizzazione delle fantasie del sedicenne per quella serata: la stanza era vuota.
Harry: Hermione?
La voce del mago rimbombò nella sala apparentemente vuota, cosa che fece nascere nella mente del ragazzo un pensiero preoccupante: Hermione non aveva mantelli dell'invisibilità che potessero nasconderla nel percorso dalla torre di Grifondoro a quel bagno. E se Gazza l'avesse trovata?
Harry stava quasi per uscire dal locale, con l'intento di andare a cercare l'amica, quando accadde qualcosa di strano. Un piccolo "Tic" proveniente dal nulla fu seguito subito dopo dall'apparizione, a qualche metro di distanza, di quella che sembrava una piccola massa di capelli sospesi per aria, massa che crebbe fino ad assumere la forma di una testa, e di un volto, un viso ben noto al giovane. Hermione guardava Harry e sorrideva, mentre il suo incantesimo di Disillusione svaniva lentamente, facendola tornare visibile. In quel momento il ragazzo comprese come aveva fatto la ragazza ad arrivare in quel luogo senza essere scoperta.
Harry: (sorridendo) Ah, allora ci s…
Harry non terminò la frase, e il suo sorriso si congelò in una buffa smorfia di sorpresa: la scomparsa dell'effetto dell'incantesimo di Disillusione stava facendo ricomparire lentamente sempre più parti del corpo della strega: le sue spalle, le sue braccia, i suoi fianchi, le sue gambe. Tutte prive di indumenti di sorta. Hermione era nuda. Una volta che la ragazza fu ricomparsa per intero, ad Harry venne in mente per un assurdo istante l'idea che l'amica fosse sgattaiolata per i corridoi del castello senza vestiti o camicie da notte, pensiero che fu represso subito dopo dal giovane: Hermione non sarebbe mai arrivata a tanto.
Nel frattempo, l'oggetto del desiderio e delle fantasie del giovane mago si stava avvicinando a lui, nuda, sensuale, sorridente, con ancora in mano la bacchetta che aveva usato poco prima per de-Disilludersi, cosa che la rendeva ancora più sexy.
Hermione: Benarrivato…
La sua voce era lussuria pura per le orecchie di Harry, già eccitato nel suo pigiama a righe verticali, indumento che il ragazzo non aveva mai considerato tanto stupido ed inutile come in quel momento. Come se avesse udito i pensieri del giovane, la strega puntò la bacchetta verso di lui e disse, sempre con un tono di voce sensuale: "VESTIARIO EVANESCO!".
Un secondo più tardi Harry Potter era nudo, con solo gli occhiali come accessorio, il suo membro eretto stagliato baldanzosamente in direzione della ragazza dai capelli fulvi, che oltretutto era la causa di tale stato. Hermione, evidentemente compiaciuta da tale visione, si fermò a pochi centimetri dal volto (e dal membro) del ragazzo dagli occhi verdi, portandogli le braccia intorno al collo e sporgendosi in avanti per cominciare a baciarlo, gesto che fu subito ricambiato dal giovane mago. I due studenti della scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts cominciarono ad accarezzare l'uno il corpo dell'altra, immersi completamente in quei movimenti istintivi, ignari di qualunque cosa intorno a loro. Quando la mano della giovane strega andò ad appoggiarsi all'asta del ragazzo, questo sospirò ed interruppe il bacio, cosa che venne sfruttata dalla strega per inginocchiarsi e andare a sostituire la sua mano con un'altra parte del corpo. Harry sospirò ancora più forte, percependo le labbra e la lingua di Hermione intenti a stimolare ogni centimetro del suo sesso, pervadendolo di ondate di puro piacere. Le mani del giovane si andarono ad appoggiare quasi automaticamente alla testa della ragazza, accompagnandola nel suo movimento ritmico, finché il piacere del giovane mago non raggiunse il suo apice, facendolo inarcare all'indietro mentre scaricava diversi fiotti del suo seme nella gola dell'amica, che ingoiò tutto.
Una volta ripresosi dallo stordimento causatogli dal climax, Harry tornò a guardare la ragazza di fronte a lui, intenta a rialzarsi e, contemporaneamente, a pulirsi un angolo della bocca sporco della sua essenza. Quell'immagine, nonostante l'eiaculazione appena avvenuta, fece eccitare nuovamente il mago dai capelli corvini, che cominciò ad osservare le movenze del corpo della giovane di fronte a lui con sguardo predatorio. Ma Hermione sembrò non accorgersi di tali attenzioni, poiché si era spostata sul bordo della vasca di marmo, inginocchiandosi, e stava aprendo in sequenza diversi rubinetti presenti sul bordo della stessa, facendo riversare nella piccola piscina vari getti d'acqua uniti a diversi tipi di bagnoschiuma, dai colori e dagli effetti scenici più disparati: il migliore tra questi furono delle bolle di un fuxia intenso che saltellavano sulla superficie dell'acqua schiumosa senza scoppiare.
Harry, comunque, era più interessato alla schiena nuda della ragazza, coperta solo in parte dai suoi capelli, che alle particolari formazioni di spuma che si stavano formando nella vasca e, prima che la giovane potesse voltarsi o fare qualcosa, Harry le si avvicinò da dietro e la abbracciò, portando le mani all'altezza dei piccoli ma attraenti seni di lei, cominciando a massaggiarli. La giovane strega rispose a tali attenzioni con un "Oh" molto eccitante, che incitò il ragazzo ad accarezzare con ancora più insistenza il petto dell'amica, mentre il suo sesso ormai nuovamente eretto veniva fatto sfregare dal giovane lungo la parte inferiore della schiena della streghetta. Questa, avvertendo tale contatto, si voltò sorridendo verso il suo amante, potendo così osservare la lussuria nei suoi occhi, per poi scoccargli un bacio sulle labbra e, subito dopo, lasciarsi cadere di schiena nel mare di schiuma sotto di lei. Harry notò la bacchetta di Hermione a bordo vasca, abbandonata li dalla sua proprietaria.
Hermione: (immersa fino alla vita nella schiuma, agitando le braccia, sorridente) Avanti, cosa aspetti?
L'invito giocoso della ragazza ad unirsi a lei nel mare di schiuma fece sorridere il giovane Grifondoro, che accettò immediatamente l'invito e si lasciò cadere in avanti nella vasca, sporcandosi il mento di una spuma giallastra che sapeva di limone, prima di rialzarsi in piedi e cominciare a muoversi verso la giovane parzialmente sporca di schiuma di fronte a lui, che dal canto suo cominciò a fuggire dal mago, ridendo di cuore.
L'inseguimento durò a lungo, accompagnato da vicendevoli lanci di palle di spuma colorata, comprese le sfere rimbalzanti che, Harry scoprì, se colpite con abbastanza forza scoppiavano liberando nell'aria un fumo violetto al profumo di lavanda. Quando entrambi i ragazzi furono stanchi, nuovamente vicini l'una all'altro, la schiuma aveva ormai raggiunto l'altezza dei loro petti. Prima che uno dei due potesse dire o fare qualcosa, i rubinetti si chiusero tutti da soli, in contemporanea, cosa che comunque i due amanti, intenti a fissarsi vicendevolmente negli occhi, non notarono. Le risate di poco prima si erano sostituite progressivamente a respiri sempre più profondi, da parte di entrambi. Harry teneva Hermione appoggiata alla parete della vasca, i loro volti vicinissimi, i loro corpi a stretto contatto, il membro del ragazzo appoggiato, sott'acqua, al pube della giovane strega. Ad un tratto, Harry Potter si chinò leggermente e portò una mano all'altezza del ginocchio dell'amica, afferrandolo e costringendo Hermione a piegare la gamba di lato, facendole emettere un sospiro di sorpresa. Dopo pochi istanti, in cui i due giovani continuarono a fissarsi negli occhi, la ragazza dai capelli castani annuì impercettibilmente, andando a portare le sue braccia cariche di schiuma attorno al collo dell'amico e, contemporaneamente, avvicinando il suo pube al membro del giovane mago. Harry, con la mano ancora libera, afferrò il suo sesso e lo indirizzò, avvalendosi del solo senso del tatto, all'orifizio appena offertogli dalla ragazza, appoggiandovelo e facendolo penetrare nel corpo della strega, lentamente, fino a che l'intera sua asta non fu avvolta dal soffice nido di Hermione, che sospirò dal piacere.
Harry cominciò subito a muoversi, godendosi ogni sensazione che percepiva in quel momento: la carezza della schiuma intorno ai suoi fianchi, la vista del viso contratto dal piacere della sua migliore amica, i sospiri ricolmi di lussuria che Hermione emetteva ad ogni spinta del ragazzo e, ovviamente, il piacere derivante dall'amplesso subacqueo che i due stavano compiendo, reso ancora più eccitante dall'invisibilità dell'atto, nascosto dalla spuma.
Ad un tratto, Harry decise di cambiare posizione e, delicatamente, costrinse la giovane strega a girarsi di schiena, facendola inchinare in avanti. Una volta che la ragazza si fu appoggiata con le mani al bordo della vasca, leggermente più in alto della sua testa, il ragazzo riprese a muoversi dentro di lei, afferrando nel contempo gli esili fianchi della streghetta e aumentando progressivamente la forza delle spinte. Ora i sospiri di Hermione erano diventati gemiti, e anche abbastanza forti, cosa che, unita al rumore dell'acqua mossa dal corpo del giovane, gli fecero percepire il sopraggiungere del piacere. Evento che, però, fu impedito dagli improvvisi colpi di tosse della ragazza dai capelli castani.
Harry: (fermandosi) Hermione, che succede?
Hermione: (tossendo) Coff… niente… coff… mi è entrata un po' di schiuma… coff… in bocca… coff…
Harry: Capisco… la schiuma è troppo alta in effetti, forse è meglio se usciamo…
L'idea del mago fu approvata con un cenno dalla giovane e, dopo che i due si furono separati, la ragazza si avvicinò alla scaletta a pioli presente sul bordo della vasca, fuoriuscendo dalla stessa ancora coperta di spuma, mentre Harry la imitò poco dopo. Una volta usciti dall'acqua, i giovani amanti si guardarono a vicenda, scoprendosi coperti da uno spesso strato di schiuma che nascondeva le loro forme e, al contempo, li faceva sembrare grassi e sproporzionati. Una tale visione fece scoppiare a ridere entrambi, cosa che però fu interrotta anch'essa da una nuova serie di colpi di tosse della ragazza castana.
Harry: (avvicinandosi) Sicura di stare bene?
Hermione: Coff, coff… si, mi è quasi passato… coff…
Harry si allontanò dall'amica, osservandola dirigersi verso un angolo del locale dove era visibile un tubo di metallo ad anse terminante con un bocchettone da doccia, elemento della stanza che non aveva notato nella sua prima visita, e sentì crescere dentro di se la delusione. Era ormai evidente che la serata era finita, fin troppo presto per i gusti di Harry. Il ragazzo aveva rimuginato su quella serata per tutto il pomeriggio, immaginandosi svariate situazioni che si sarebbero potute venire a creare… non che non avesse concluso nulla, ma il giovane si era aspettato ben di più da quell'incontro.
Harry restò ad osservare Hermione che si sciacquava via la schiuma della vasca tramite il getto d'acqua della doccia, finché non fu completamente ripulita. La vista del corpo nudo dell'amica riportò l'eccitazione del ragazzo ad alti livelli, ma la parte razionale della sua mente lo frenò dal fare azioni avventate: non sarebbe stato cortese pretendere altro da Hermione dopo che, per causa sua, si era trovata ad ingoiare della schiuma da bagno, con conseguenze non molto piacevoli. Questo pensava Harry Potter, mentre osservava la ragazza con cui aveva appena vissuto momenti molto intimi allontanarsi dall'angolo doccia senza voltarsi a guardarlo, lasciandolo libero di utilizzare a sua volta il getto d'acqua per ripulirsi dalla schiuma. Una volta liberatosi completamente dalle bolle che lo coprivano, Harry poté osservare il suo membro ormai privo di baldanza e, sorridendo amaramente, si alzò e si voltò, cercando di fare buon viso a cattivo gioco. Ma, una volta giratosi, davanti al suo viso trovò la punta di una bacchetta, sorretta da un braccio teso, appartenente ad una ragazza nuda che lo fissava con un sorriso divertito.
Hermione: (sorridendo) Non credere che sia già finita. PETRIFICUS TOTALUS!
Il corpo di Harry fu costretto in posizione eretta, le braccia dritte lungo i fianchi, la bocca serrata. Solo gli occhi rimasero mobili e spalancati dalla sorpresa, e subito dopo anche dalla paura, visto che quella posizione precaria stava facendo perdere l'equilibrio al ragazzo, che rischiava di cadere all'indietro da un momento all'altro.
Hermione: WINGARDIUM LEVIOSA!
Un gesto della bacchetta e l'intero corpo di Harry fu sollevato a mezz'aria, sistemandosi apparentemente da solo in posizione orizzontale, costringendo il giovane a guardare il soffitto. Subito dopo il corpo del mago si mosse, allontanandosi dall'angolo doccia e girando lentamente su se stesso, facendo quasi perdere l'orientamento al suo proprietario, ora immobilizzato e impotente. Dopo pochi secondi, Harry capì che stava scendendo di quota, e con la coda dell'occhio riuscì a scorgere una macchia biancastra sul pavimento, troppo compatta per essere schiuma, per poi sentire una superficie piana aderire alla sua schiena. Una superficie abbastanza morbida per essere di marmo. Harry, analizzando la sensazione tattile sulla sua schiena, comprese di trovarsi sdraiato su di un asciugamano, evidentemente steso a terra da Hermione mentre lui era intento a sciacquarsi. E fu proprio una Hermione sogghignante che Harry vide guardando di lato, nuda, bella e, ora, spavalda: giocherellava con la sua bacchetta mentre gli camminava intorno, come un lupo gira intorno alla sua preda prima di attaccarla. Anche i suoi occhi avevano un fare predatorio. Harry cercò di parlare, ma non ci riuscì. Era alla completa mercé della giovane strega.
Hermione: Se permetti, Harry… ora tocca a me divertirmi.
Lo disse con un tono quasi sadico, che spaventò ma al contempo eccitò il giovane mago immobilizzato. La ragazza castana continuò a camminare in circolo intorno al corpo di Harry per un po', fino a che non si fermò proprio davanti ai suoi piedi, permettendo al giovane di vederla facilmente. Poi gli puntò contro la bacchetta.
Hermione: DEPETRIFICATIO PARTIALE!
Il ragazzo dai capelli corvini sentì il suo sesso più morbido, libero. L'incantesimo di Hermione aveva cancellato la fattura di poco prima, ma solo nella sua zona inguinale, mentre il resto del suo corpo era ancora immobilizzato. In quel momento Harry capì cosa intendeva fare l'amica, e il pensiero lo eccitò nuovamente, facendo tornare a poco a poco il suo membro al suo massimo splendore. La giovane, a tale vista, si inginocchiò sopra le gambe del ragazzo e, portandosi sensualmente una ciocca di capelli dietro l'orecchio, si abbassò sull'organo ormai eretto del coetaneo, cominciando a stuzzicarlo irregolarmente, a volte con la lingua, a volte con un bacio, a volte accogliendolo completamente nella sua bocca. Tali attenzioni fecero svettare ancora di più il sesso del Ragazzo-Che-E'-Sopravvissuto, facendogli aumentare il ritmo e l'intensità del suo respiro.
Hermione: Vedo che la cosa ti piace…
Harry stava quasi per impazzire: non potere muoversi, non potere parlare, non potere incitare Hermione a continuare, non poterla supplicare di porre termine a quella tortura era frustrante, al limite della sua sopportazione. Non sapeva per quanto ancora avrebbe potuto resistere. Forse tali pensieri erano evidenti nello sguardo del giovane, o forse la ragazza castana aveva veramente studiato Legilimanzia durante l'estate, perché, dopo essersi allontanata da quello che era divenuto il suo giocattolo erotico, guardando direttamente il viso del mago, disse "Va bene, va bene… se proprio ci tieni…".
Lo disse con noncuranza, come se venire immobilizzati e praticamente violentati dalla propria migliore amica fosse una cosa normale. Subito dopo, Hermione si alzò in piedi e si portò proprio sopra il pube di Harry, osservando il ragazzo dall'alto con lo stesso sguardo sadico di poco prima, per poi allargare le gambe e cominciare ad abbassarsi lentamente, afferrando nel contempo il sesso del giovane con una mano e alzandolo, fermando però poco dopo i suoi movimenti e restando così, semiaccovacciata, con le gambe oscenamente aperte. Pochi centimetri separavano il membro del mago dall'entrata del paradiso.
Hermione: Lo vuoi?
Harry provò a rispondere di si, ma la fattura Petrificus glielo impedì.
Hermione: (con voce falsamente delusa) Non lo vuoi?
Harry cercò di urlare che lo voleva, che lo voleva ogni fibra del suo essere, che non desiderava altro, che voleva essere accolto dentro di lei, restare per sempre dentro di lei. Ma non poté fare altro che muovere freneticamente gli occhi, sperando che Hermione capisse… o almeno che la smettesse di torturarlo con quei giochetti maliziosi.
Comunque la ragazza parve comprendere il disagio dell'amico, poiché ritornò a sorridere, un sorriso luminoso stavolta, e ricominciò a scendere verso il pube del mago, lasciando penetrare dentro di lei il suo membro eretto, sospirando di piacere, finché il sesso della strega non fu a contatto con l'inguine del ragazzo. Harry inspirò profondamente dal naso, mentre la sua migliore amica e amante cominciava a muoversi quasi selvaggiamente sopra di lui, i capelli della giovane ondeggianti al ritmo dei suoi movimenti, il sesso del ragazzo estratto e inserito ripetutamente nel grembo della streghetta. Harry era al settimo cielo: pur non potendosi muovere (o forse proprio per quello) era pervaso da fiotti di piacere incontrollabili, lo sguardo fisso sul soffitto, e se avesse potuto avrebbe urlato il nome di Hermione, l'avrebbe urlato in continuazione, ad ogni scarica di goduria che la ragazza gli stava regalando, e desiderava che tutto questo non finisse mai.
Ma si fermò. Ad un tratto il corpo di Hermione si irrigidì e smise di muoversi. Harry la guardò, stupito, e la vide ferma sopra di lui con la bocca spalancata e lo sguardo vacuo, fisso nel vuoto. Harry stava cominciando a preoccuparsi quando all'improvviso, lentamente, gli occhi della ragazza tornarono a posarsi su di lui, e le sue labbra si piegarono in un sorriso. Un sorriso diverso. Subito dopo Hermione riprese a muoversi, più lentamente e sospirando più pesantemente di prima, portandosi al contempo le mani all'altezza del seno e cominciando a massaggiarlo. La giovane strega aumentò il ritmo dei suoi movimenti, alzandosi e abbassandosi sul sesso di Harry con sempre maggiore foga, portando poi la mano sinistra all'altezza del clitoride e cominciando a stimolarlo, cosa che fece aumentare ancora di più il volume delle sue urla.
Harry cominciò a preoccuparsi di poter essere scoperti: non sapeva se la stanza adibita a bagno fosse stata fornita di un incantesimo Imperturbabile o no, ma sperava che così fosse, perché quelle grida di piacere (insolite per Hermione, da quanto aveva potuto constatare) rischiavano di far accorrere Gazza, o persino qualcuno dei professori. Il ragazzo corvino si ritrovò ad immaginare per un istante di vedere entrare dalla porta del bagno la professoressa McGranitt, scoprendo Harry Potter, nemesi di Voi-Sapete-Chi, simbolo di speranza per l'intero mondo magico, immobilizzato sul pavimento del bagno dei Prefetti e cavalcato alla sua migliore amica e figlia di Babbani, Hermione Granger. Il pensiero non era molto piacevole.
Ma comunque non poteva essere paragonato alle sensazioni che i movimenti di Hermione gli stavano procurando: la ragazza sembrava invasata, il viso rivolto verso l'alto e gli occhi chiusi, incurante delle sue grida e intenta a procurarsi il maggiore piacere possibile, trasmettendone di conseguenza al ragazzo sotto di lei. Nel vedere tale scena, Harry non poté evitare di eccitarsi ulteriormente, cominciando a percepire l'arrivo del culmine del piacere e, dopo poche ulteriori mosse del corpo di Hermione, con lo sguardo fisso sul volto deformato dal piacere dell'amica, il giovane mago depositò il suo seme nel corpo della sua coetanea e compagna di Casa, espirando profondamente dal naso, unico segno del'urlo di piacere che era esploso nel suo petto. Hermione parve accorgersene, poiché si irrigidì nuovamente, con la bocca spalancata ed il volto nuovamente inespressivo e vacuo, ma stavolta per un motivo comprensibile: Harry percepì sul suo membro le contrazioni del sesso della giovane strega, in quel momento indubbiamente pervasa dai picchi di piacere del suo orgasmo. Poco più tardi la ragazza sospirò e si portò in ginocchio, accasciandosi sopra il suo amante, la sua testa appoggiata sul collo del giovane mago.
Trascorse così una quantità di tempo indefinibile, Harry ancora immobilizzato ed Hermione sdraiata sopra di lui, respirando regolarmente, quasi fosse addormentata. Poco più tardi, comunque, la giovane castana e fulva si riportò in ginocchio, le mani appoggiate sul petto del ragazzo, sorridente. Poi rise. Una risata assolutamente non-Hermionesca, acuta, infantile. Lo stupore del giovane dai capelli neri quasi gli impedì di notare che la ragazza sopra di lui aveva raccolto da terra la sua bacchetta, puntandola subito dopo contro di lui, eseguendo un semplice gesto.
Hermione: (sorridendo) Ti è piaciuto, Harry?
Nell'udire quella domanda, il suo tono, la sua inflessione, Harry finalmente comprese a chi apparteneva quella voce, e spalancò gli occhi dalla sorpresa.
Harry: M...Mirtilla?
Non si era neanche accorto di avere parlato, di essere ormai libero, e rimase immobile dov'era, osservando il corpo della sua migliore amica sorridente sopra di lui, ancora accogliente il membro del ragazzo al suo interno, ma posseduto (Harry ne era certo) dal fantasma di una ragazzina morta cinquant'anni prima. Come a conferma di tale certezza, gli occhi di Hermione ruotarono verso l'alto, e la giovane strega cadde di colpo sopra il petto dell'amico, svenuta. Al suo posto, nel punto in cui fino a poco prima c'era la testa di Hermione, era ora visibile una figura eterea, femminile, provvista di occhiali e con i capelli raccolti in due codini. Indossava una divisa scolastica di decenni prima. Era Mirtilla Malcontenta.
Harry: (sconvolto) Mirtilla… ma… cosa…?
Mirtilla: (ridacchiando) L'avevo immaginato che tra voi due ci fosse del tenero… ma incontrarsi di notte per fare le porcherie… siete proprio dei ragazzacci, lo sapete?
Harry, a tale affermazione, sentì montare dentro di lui una moderata rabbia, cosa che gli permise di riscuotersi e quindi di alzarsi a sedere, spostando nel contempo il corpo svenuto di Hermione da sopra di lui, appoggiandolo con delicatezza sull'asciugamano steso a terra. Pochi secondi più tardi Harry Potter era in piedi, nudo ma indifferente a tale condizione, con lo sguardo fisso negli occhi traslucidi del fantasma di fronte a lui.
Harry: (arrabbiato) Ah, saremmo noi i ragazzacci? Non sei forse tu quella che spia i ragazzi mentre si lavano? O che interviene in situazioni evidentemente private? (indicando Hermione) Si può sapere che ti è saltato in mente? Perché l'hai fatto?
Mirtilla: (leggermente offesa) Perché ti scaldi tanto? In fondo…
Harry: Si può sapere da quando hai preso il controllo del corpo di Hermione? Sei stata tu a farle fare quelle cose? Rispondi!
Mirtilla: (con gli occhi pieni di lacrime) Per tua informazione la tua amica ha fatto tutto di testa sua! Io ho deciso di intervenire solo quando ha cominciato ad usarti come il suo giocattolo personale. Ma no, essere usati da una ragazza carina e che respira non è un problema, vero? Mentre se a farlo è una come me, che in vita non ha mai potuto… non ha mai…
E scoppiò a piangere. Harry rimase li, a guardarla singhiozzare, mentre la sua rabbia scemava gradualmente. In fondo Mirtilla non aveva tutti i torti. L'aveva accusata ingiustamente e attaccata in modo spropositato.
Harry: (più calmo) Non è questo il punto… vedi, non puoi prendere possesso del corpo degli altri così…
Mirtilla: (ancora singhiozzante) Ah, no? E chi aveva il diritto di farmi morire ancora vergine, eh? Non pensi che avessi diritto anch'io di fare le porcherie, eh? Che ce l'abbia ancora?
Harry: (un po' imbarazzato) Va bene, va bene, ora calmati… mi dispiace… è solo che…
Mirtilla: (smettendo di piangere, le mani ancora davanti agli occhi) Solo che… cosa?
Harry: Beh… diciamo che… se vorrai ancora, ecco… ehm... partecipare… quantomeno abbi la cortesia di chiedere il permesso, prima. (concluse, in tono più serio)
Mirtilla: (abbassando leggermente le mani, con tono più infantile) Allora… se lo facessi… voi sareste d'accordo?
Harry: (nuovamente imbarazzato) Ecco… può darsi... ma ora è meglio che tu te ne vada. Se Hermione viene a sapere cos'è successo potrebbe non gradire la cosa…
L'ultima affermazione era più una bugia che una preoccupazione seria: Harry voleva solo interrompere quella conversazione imbarazzate, ma l'espediente parve funzionare, poiché il fantasma annuì distrattamente e cominciò a dirigersi verso uno dei rubinetti della vasca, da dove probabilmente, in precedenza, era anche uscita. Poco prima che la ragazza scomparisse in uno dei tubi dell'impianto idraulico del castello, però, il giovane mago chiese a voce alta, in tono lievemente accusatorio: "L'avevi già fatto?"
Il fantasma della ragazzina si bloccò a mezz'aria, e a Harry parve di vederla diventare leggermente più perlacea in volto.
Mirtilla: (inespressiva) Tu sei il primo che lo scopre.
E, imperlacendosi di vergogna, si infilò in uno dei rubinetti e sparì. Harry sbuffò lievemente e si voltò verso Hermione, ancora svenuta, inginocchiandosi accanto a lei e cominciando a scuoterla lievemente.
Harry: Hermione. Hermione, svegliati!
A quel richiamo, la ragazza castana cominciò a stiracchiarsi, aprendo gli occhi e voltandosi verso l'amico.
Hermione: (con tono assonnato) Harry…
Ad un tratto Hermione parve rendersi conto della sua nudità, poiché piegò di scatto le gambe e portò un braccio a coprirsi il seno, arrossendo.
Hermione: (imbarazzata) Cosa è successo?
A quella domanda, Harry temette che Mirtilla Malcontenta non gli avesse detto la verità, poco prima, e cominciò a considerare l'idea di dover spiegare alla sua migliore amica che un fantasma (e lui stesso) aveva abusato del suo corpo. Non era un pensiero piacevole.
Harry: (imbarazzato) Ehm… non ricordi, mi hai invitato qui e…
Hermione: Si, si, mi ricordo. (si alza in piedi, abbandonando l'atteggiamento pudico di poco prima) Ma poi cos'è successo? Devo essere svenuta quando stavo… ehm…
Le parole di Hermione, insieme al suo imbarazzo, fecero tirare un sospiro di sollievo al ragazzo dai capelli corvini, che si trovò molto meno in difficoltà nel doverle mentire a proposito della conclusione del loro rapporto sessuale.
Harry: Ecco… si, sei svenuta. (sorride) Ma, subito dopo avermi liberato. (si affrettò ad aggiungere, cercando di restare credibile).
Hermione: Strano… non ricordo nulla…
Harry: (imbarazzato) Ah, non so perché… ecco, non credi sia il caso di tornare, adesso?
Era la seconda volta in una sera che il ragazzo dagli occhi verdi cercava di evitare un argomento di discussione imbarazzante, e la cosa cominciava ad infastidirlo. Fortunatamente anche Hermione non ebbe problemi a lasciar cadere il discorso.
Hermione: Già, chissà che ore sono… forse hai ragione…
E così dicendo si alzò e si diresse verso un angolo della stanza, dove probabilmente – pensò Harry – aveva appoggiato i suoi vestiti. Il giovane mago si alzò in piedi a sua volta, raggiungendo il posto dove aveva lasciato cadere il suo Mantello dell'Invisibilità. Una volta individuato, il giovane lo raccolse e lo indossò sulle spalle, lasciando visibile la testa, rendendosi conto solo in quel momento dell'assenza del resto dei suoi capi di vestiario, fatti precedentemente Evanescere da Hermione.
Harry: (voltandosi verso l'amica…) Ehm, Hermione… potresti ridarmi i miei a…
E si bloccò. Hermione era a pochi passi da lui, ancora nuda, e aveva le braccia poste davanti a lei come nell'atto di sorreggere qualcosa. In una delle mani stringeva nervosamente la bacchetta, e il suo volto era carico di imbarazzo.
Hermione: Harry… mi sa che abbiamo un problema.
Harry: (incuriosito) Che vuoi dire? Che cos'hai li in mano? (si avvicina guardandole le braccia) I tuoi abiti Disillusi?
Hermione: (imbarazzata) Ecco… si, quello è un problema… (osserva l'espressione incuriosita dell'amico) …insomma, una volta che un incantesimo di Disillusione viene applicato ad una persona, l'effetto può essere invertito una volta sola… e questo significa che…
Harry: (interrompendola) …non puoi più farli tornare normali?
Hermione annuì. Harry fece una smorfia a metà tra l'imbarazzato e il divertito.
Hermione: Già. (allarga le braccia e poco dopo si ode il rumore di un oggetto leggero caduto a terra) Questo significa che ormai questa è inutilizzabile. (punta la bacchetta verso terra) VESTAGLIA EVANESCA!
Apparentemente non accadde nulla, ma quando il piede nudo della ragazza si mosse in avanti non parve incontrare alcuna resistenza. Il pigiama di Hermione era scomparso del tutto.
Harry: Capisco… ma non dovrebbero esserci problemi, no? Puoi far comparire nuovi abiti e… che c'è?
Il ragazzo aveva notato il rossore sul volto dell'amica, ancora più marcato di prima, e aveva compreso che c'era qualcos'altro che non andava.
Hermione: Ecco, vedi… gli abiti sono una delle cinque Principali Eccezioni alla Legge di Gamp sulla Trasfigurazione degli Eleme… (nota lo sguardo di Harry, e arrossisce)… insomma… non possono essere fatti comparire dal nulla, ma solo Trasfigurati da altro… e quindi…
La ragazza non terminò la frase, ma la realtà delle cose era ormai ben chiara. Entrambi i giovani non avevano più i vestiti con cui erano arrivati. Sarebbero dovuti tornare alla torre di Grifondoro completamente nudi.
Harry: (imbarazzato) Ma… ma… non possiamo trasfigurare qualcosa… quegli asciugamani, per esempio?
Hermione: No, sono già stata qui, so come funzionano. Quelli sono Asciugamani Autopulenti predisposti unicamente per questa stanza… fuori da qui si dissolverebbero e basta.
Harry Potter restò immobile per un tempo indefinibile, rendendosi lentamente conto di quanto la situazione fosse grottesca: lui e Hermione, la sua migliore amica, reduci da un incontro molto piccante e ora costretti a compiere azioni ancora più imbarazzanti, se volevano tornare nei loro dormitori prima dell'alba.
Harry: Ah... beh… in tal caso…
E così dicendo aprì il mantello, invitando con quel gesto la ragazza a condividere con lui la protezione dell'oggetto magico durante il ritorno: Harry era consapevole che un altro incantesimo di Disillusione non era fattibile, visto che annullare tale magia nei dormitori sarebbe stato troppo rischioso. Nel compiere tale atto, però, il ragazzo fece comparire alla vista della giovane il suo petto, ventre e pube nudi, cosa che fece arrossire ancora di più la ragazza castana.
Harry: (imbarazzato) Scusa…io…
Hermione: (ancora rossa in viso) Non importa.
E, dicendo ciò, Hermione sollevò ulteriormente un lembo del mantello, rifugiandovisi sotto e coprendosi completamente con l'indumento magico, cosa che subito dopo fece anche il giovane dagli occhi verdi.
In seguito, nella stanza ora apparentemente vuota, gli unici movimenti che si poterono notare furono soltanto il silenzioso aprirsi e chiudersi della porta d'ingresso del bagno e, subito dopo, i gesti compiuti dalla sirena del dipinto, ora evidentemente sveglia, che aveva portato una mano al seno e aveva cominciato ad accarezzarlo, sospirando.
In precedenza Harry era già sgattaiolato per i corridoi del castello di notte, coperto dal Mantello dell'Invisibilità, spesso insieme a Hermione. Ma questa volta era diverso: in tutte le precedenti occasioni i due ragazzi si erano messi in tali situazioni per eseguire compiti importanti, come aiutare Hagrid con il suo drago Norberto o recarsi alle esercitazioni dell'ES, e soprattutto indossando dei vestiti. Ora invece erano entrambi fuori dal letto per motivi ben poco nobili, e per di più privi di qualunque indumento. Cosa che, combinata con il dover restare a stretto contatto l'uno dell'altra per evitare di perdere la protezione dell'oggetto magico, rendeva a disagio entrambi i giovani.
Harry sentiva la morbidezza della pelle di Hermione, che il ragazzo aveva già avuto modo di esplorare accuratamente, nei punti in cui questa veniva in contatto con i suoi fianchi, il suo petto e le sue braccia: tali sensazioni erano molto stimolanti e, nonostante il freddo che il pavimento gli trasmetteva ai piedi e la freschezza dell'aria notturna, il giovane mago non poté impedire al suo 'amichetto' di risvegliarsi nuovamente. Harry sperava che Hermione, concentrata a non inciampare nel mantello e attenta ad eventuali rumori che segnalassero la presenza di Gazza, non si accorgesse della sua involontaria condizione, anche se probabilmente la ragazza lo avrebbe compreso e perdonato.
Una volta scostato un arazzo per poter usufruire della scalinata nascosta dietro di esso, i due giovani studenti di Hogwarts cominciarono a scendere gli scalini in silenzio, attenti a non inciampare nel buio del passaggio segreto, fino a che l'oscurità non venne lacerata improvvisamente dalla luce di un candelabro, comparso in fondo alle scale: qualcuno aveva scostato l'arazzo che nascondeva l'altra estremità della scalinata nascosta, e per il giovane mago non era difficile immaginare chi fosse.
Gazza: Hai sentito qualcosa, tesoro mio?
Harry si immobilizzò, trattenendo il respiro, e udì Hermione fare lo stesso accanto a lui. Il bidello della scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, Argus Gazza, accompagnato dalla sua inseparabile gatta Mrs. Purr, stava avanzando nella loro direzione, salendo lentamente i gradini della scalinata, diretto verso i due studenti usciti dai dormitori senza permesso, nonché privi di ogni sorta di indumento.
Gazza: Si… credo ci sia qualcuno…
Harry fu travolto da un ondata di panico: lui e Hermione non potevano riattraversare l'arazzo sopra di loro senza segnalare la loro presenza, e superare Gazza e Mrs. Purr in quello stretto passaggio non era pensabile. Il giovane mago era ancora immerso nel vortice dei suoi pensieri, nella disperata ricerca di una via di fuga, quando vide la bacchetta della ragazza castana muoversi, andando a puntare dritta verso l'uomo dai capelli unticci che veniva verso di loro. Per un folle istante Harry temette che l'amica volesse Schiantare Gazza ma, quando la punta dell'oggetto magico si mosse, nessun incantesimo uscì dalle labbra della giovane, e nessun fascio di luce rossa fuoriuscì dalla bacchetta che teneva in mano. Un secondo più tardi, Hermione sbuffò.
Hermione: (a Harry) Per ora dovremmo essere al sicuro.
Il ragazzo corvino si voltò a guardare in faccia l'amica, sbalordito dalla frase che aveva pronunciato ad alta voce, e si voltò subito ad osservare l'uomo ora distante pochi metri da loro, aspettandosi una sua reazione, che scattasse in avanti verso quella voce femminile che non poteva non avere udito. Invece non accadde nulla: l'espressione di Gazza restò immutata, e anzi il suo incedere già lento si arrestò. Harry vide gli occhi dell'uomo, perennemente guardinghi e malevoli, spostarsi da un punto all'altro del passaggio segreto, posandosi più volte sul punto in cui lui e Hermione si trovavano. Infine, il Magonò abbassò lievemente la sua fonte di luce, facendo comparire nel contempo un'espressione di leggera delusione sul suo viso.
Gazza: No… a quanto pare mi sono sbagliato.
Harry si voltò verso Hermione, domandandogli spiegazioni con lo sguardo, ancora timoroso di parlare.
Hermione: Ho eseguito un incantesimo Imperturbante Non Verbale. Adesso nessuno più distante di tre metri potrà udire quello che diciamo, o i rumori che facciamo. Non preoccuparti.
Harry: (leggermente sollevato) Ottima mossa, Hermione… ma siamo comunque bloccati qui.
Hermione: Dovremo aspettare che se ne vada. Nel caso dovesse decidere di salire le scale potrò sempre Confonderlo o, nel peggiore dei casi Schiantarlo. (sorride) Non mi dispiacerebbe affatto, in fondo…
Harry, immaginando l'odioso bidello che cadeva a terra come un sacco di patate, magari proprio sopra la sua gatta malefica, sorrise a sua volta, e si voltò ad osservare la persona in questione, attendendo che facesse dietrofront e se ne andasse. Sfortunatamente, però, le cose non andarono come previsto: Gazza si voltò si, ma solo per sedersi su di uno dei gradini più bassi della scalinata, appoggiando il candelabro accanto a lui. Apparentemente voleva prendersi una pausa, pensò il ragazzo corvino, sentendo il suo astio per il Magonò aumentare di una tacca. Nel frattempo, il bidello di Hogwarts aveva raccolto da terra la sua gatta e l'aveva appoggiata sulle sue ginocchia, cominciando ad accarezzarla.
Gazza: Questi maledetti ragazzini non hanno rispetto per l'autorità, eh si tesoro mio, non ne hanno proprio. Se potessi utilizzare i miei vecchi metodi sugli studenti indisciplinati in questa scuola regnerebbe l'ordine e la calma… è davvero un peccato che quei bei tempi siano finiti, tesoro mio, davvero un peccato…
Harry cominciava a spazientirsi: era stanco e ora leggermente assonnato, avrebbe voluto andare a letto per farsi una sana dormita, ma finché Gazza restava seduto sulla scalinata, ne lui ne Hermione potevano muoversi. Erano in una situazione di stallo.
Harry, vinto dalla stanchezza, decise di sedersi anche lui sugli scalini di pietra, gesto che fu imitato subito dopo dalla ragazza castana. La luce irregolare del candelabro di Gazza illuminava, attraverso il Mantello dell'Invisibilità, i corpi nudi dei due sedicenni, facendo tremolare le ombre che definivano le loro forme, dando alla situazione un atmosfera più sensuale di quanto non fosse in realtà. Harry si ritrovò ad osservare il seno di Hermione, illuminato fiocamente dalla luce delle candele distanti alcuni metri da loro, e venne assalito dalla voglia di toccarlo, di accarezzarlo. Quell'istinto fu represso dalla volontà del ragazzo corvino, ma non l'eccitazione che a tale desiderio era associata, con il risultato che il membro del ragazzo, ridottosi a causa del pericolo appena trascorso, ritornò ad ingrandirsi lentamente. Questa volta tale movimento fu notato dalla giovane castana, che per tutta risposta sorrise, andando a posare lo sguardo sugli occhi verdi dell'amico e amante, resi multicolori dall'angolazione della luce, e subito dopo portò la mano destra all'altezza del sesso del mago, cominciando a stimolarlo.
Harry fu sorpreso dal gesto dell'amica, specialmente vista la situazione in cui si trovavano, ma il ragazzo non poteva certo trovare sgradita l'iniziativa della streghetta, così la lasciò fare. In poco tempo, il sesso del sedicenne ritornò alle sue dimensioni ottimali, cosa che fu accompagnata da alcuni sospiri di piacere del suo proprietario, ora leggermente inarcato all'indietro, con la stoffa del Mantello dell'Invisibilità che gli premeva sulla fronte e sul naso. Poco dopo, Hermione decise di andare oltre e si chinò sopra il membro di Harry, cominciando a stimolarlo con la lingua e poi con l'intera bocca, cosa che fece sospirare ulteriormente il sedicenne, ormai insensibile al freddo degli scalini di roccia.
Mentre la testa della ragazza castana si muoveva regolarmente all'altezza del pube del giovane mago, i suoi capelli illuminati irregolarmente dalla luce delle candele, Harry Potter alzò istintivamente lo sguardo verso l'uomo seduto qualche metro più in basso, controllando che non si fosse mosso o se avesse intenzione di farlo. Gazza si trovava nello stesso punto di prima, ancora intento ad accarezzare la sua gatta, mormorandole dolcemente parole incomprensibili, ma quest'ultima sembrava essere poco concentrata sulle attenzioni del suo padrone e molto di più sulle attività che si stavano svolgendo poco più in alto di lei, visto che il suo sguardo era fisso nel punto dove si trovavano lui e Hermione. Harry aveva sempre avuto dubbi sulla capacità di Mrs. Purr di vedere o meno attraverso i mantelli dell'invisibilità, ma anche se così fosse stato, in quel momento la gatta non sembrava avere alcuna intenzione di avvertire Gazza degli studenti che aveva trovato in piena violazione delle regole della scuola: sembrava solo attenta, curiosa.
Se un'ora prima Harry aveva provato disagio all'idea di essere scoperto in atteggiamenti intimi con Hermione, ora la cosa era completamente diversa: la consapevolezza (o l'idea) di essere osservato mentre la migliore studentessa del suo anno (e chissà di quanti altri) nonché sua amica, completamente nuda, era intenta a dargli piacere in un luogo non propriamente privato, lo eccitava enormemente. Come in risposta a tale sensazione, le mani di Harry si mossero per andare ad accarezzare i capelli e la schiena dell'amica, la prima assecondando il movimento ritmico della ragazza sul suo organo genitale, mentre la seconda si spinse fino ai glutei di Hermione e anche oltre, arrivando ad accarezzare leggermente il fiore della giovane strega. Questa, a tale contatto, ebbe un lieve sobbalzo e interruppe di colpo il suo "lavoro" sul sesso del mago, rialzando lentamente la testa e andando a guardare il suo amico negli occhi, con un'espressione stupita e incredula sul volto. Dopo essersi voltata per un attimo anch'essa ad osservare la situazione di Gazza, ritornò ad osservare il volto di Harry ed assunse un espressione leggermente più convinta, alzandosi poi dal suo posto e andando a inginocchiarsi proprio tra le gambe del mago, con il sesso del giovane a contatto del suo pube. Dopo aver scambiato un ultima occhiata d'intesa con il ragazzo corvino, Hermione scosse leggermente i suoi capelli fulvi, si alzò leggermente e indirizzò il membro del mago verso il proprio sesso, dove lo fece penetrare lentamente, sospirando, finché non fu tutto dentro di lei.
Ora i due giovani amanti erano uniti, nudi, nascosti solo da pochi incantesimi, a pochissima distanza dal più ferreo difensore della disciplina e dell'ordine della scuola, nonché il peggior nemico degli studenti di ogni Casa ed età. Gazza era incredibilmente pignolo su ogni minimo aspetto del vestiario degli studenti, e si infervorava per la più piccola trasgressione delle regole di abbigliamento di Hogwarts: se li avesse trovati - pensò Harry - nudi, di notte, intenti a fare sesso a pochi metri da lui, gli sarebbe di sicuro venuto un infarto.
L'eccitazione dovuta al rischio di essere scoperti portò Harry ad incitare Hermione, con lo sguardo e con i gesti, a cominciare a muoversi, e ad aumentare sempre più il ritmo della sua cavalcata, cosa che fece salire di volume anche i gemiti della ragazza, che cercava di trattenerli mordendosi le labbra, ma con scarsi risultati. I movimenti della giovane strega rischiavano ad ogni spinta di negare loro la protezione dell'oggetto magico, o anche solo di fare comparire i piedi dei due amanti da sotto il mantello, ma oramai nessuno dei due se ne curava più: l'eccitazione e il brivido del proibito li avevano completamente pervasi, desideravano solo giungere al climax di quell'amplesso selvaggio ed esibizionista.
Ad un tratto, proprio mentre stava sentendo sopraggiungere il culmine del piacere, Harry notò da dietro la spalla di Hermione che Gazza si era alzato in piedi. Lei non poteva essersene accorta, ed infatti i suoi movimenti e i suoi gemiti erano divenuti sempre più infervorati, ma, a dispetto del rischio di essere scoperti, Harry non volle avvertirla del pericolo: ormai non gli importava più di nulla, ne di punizioni ne della sua reputazione, voleva solo portare a termine quello che aveva iniziato, a qualunque costo.
Hermione: Ah… Harry… ah…
Gazza: … sai cosa ti dico, piccola mia…?
Hermione: Sto… ah… per venire… ah..
Gazza: ...penso proprio che dovrei andare…
Hermione: Harry... ah…vengo… ah…
Gazza: (voltandosi verso le scale) …al piano superiore, di solito Pix…
Hermione: Vengo… vengo…
Gazza: …bazzica da quelle parti, chissà che…
Hermione: …VENGOOOOOooooh!...
L'orgasmo di Hermione coincise con quello del ragazzo, che scaricò nel corpo dell'amica ogni goccia di seme rimastagli, venendo obnubilato dal piacere. Il pensiero che Gazza stesse salendo gli scalini dove si trovavano, e che tra pochi secondi li avrebbe scoperti in atteggiamenti più che compromettenti, era solo una remota voce in un angolo della mente del Ragazzo-Che-E'-Sopravvissuto. In quel momento non gli importava più di nulla: aveva raggiunto l'estasi, il nirvana, il paradiso. Restò concentrato su quel piacere con tutto il suo essere, attendendo solo che la dura realtà lo facesse precipitare nuovamente sulla Terra…
CRASH!
Gazza: PIX! Sapevo che avresti combinato qualcosa…
Harry non riusciva a capire da dove fosse venuto quel rumore, non capiva quale direzione avrebbe preso Gazza, non era nemmeno consapevole di essere seduto su di una scalinata. Tutto quello che percepiva era il peso di Hermione, il calore di Hermione, la morbidezza di Hermione, il profumo di Hermione, per lui non esisteva altro…
Poi, con la coda dell'occhio, Harry vide la luminosità dell'ambiente aumentare leggermente, una luce bianca e soffusa come il chiarore di luna, per poi calare di colpo, lasciando i due amanti nel buio quasi completo: solo due leggere strisce di luce, provenienti dagli arazzi sopra e sotto di loro, illuminavano l'improvvisata alcova dei due sedicenni.
Alla fine il momento passò: il piacere scemò, il freddo tornò a farsi risentire e il cervello di Harry, non più avvolto dall'estasi, tornò a funzionare. Gazza se n'era andato, era uscito dal passaggio segreto dall'uscita inferiore, non li aveva scoperti. Erano salvi.
Hermione: (ancora spossata dal piacere) Mmm… Harry… che cosa è successo? Dov'è Gazza?
Harry: Se n'è andato, l'abbiamo scampata.
Hermione: Davvero? Meno male…
Ci volle un po' perché i due ragazzi si riprendessero del tutto dall'orgasmo appena provato e dal conseguente senso di debolezza. Una volta che furono di nuovo in grado di reggersi in piedi, Harry ed Hermione, ancora nascosti dal Mantello dell'Invisibilità, finirono la discesa della scala segreta e superarono l'arazzo, venendo così nuovamente illuminati dalla luce della luna. Di Gazza non c'era alcuna traccia.
Il percorso fino alla torre di Grifondoro fu più rilassato dell'andata, nonostante persistesse l'assenza di abiti: essere usciti incolumi da una situazione di pericolo, anzi, averla sfruttata a proprio vantaggio, aveva dato ai due ragazzi nuova energia e nuova baldanza, baldanza che si incrinò leggermente solo quando i due giovani giunsero di fronte al ritratto della Signora Grassa.
Hermione: Ehm… Animagus.
Signora Grassa: (molto assonnata) Eh? Ah… si, certo…
Il quadrò ruotò di lato, permettendo ai due studenti della Casa di Grifondoro di accedere alla sala comune, a quell'ora deserta. Harry e Hermione si fissarono, entrambi sorridenti per essere ritornati nel loro dormitorio sani e salvi, nonché per via della notte piacevole ed eccitante che avevano trascorso insieme. Restava solo un problema.
Harry: (sussurrando) Ehm... Hermione…
Hermione: (ancora sorridente) Andiamo?
La ragazza afferrò Harry per la mano e, ancora coperta dal mantello, lo trascinò in direzione della scala che portava al dormitorio delle ragazze.
Harry: (a bassa voce) Hermione… Hermione, aspetta.
Hermione: Cosa c'è?
Harry: (a bassa voce) Ma… non ricordi? Io… non posso salire.
Il giovane mago si riferiva all'incantesimo che trasformava automaticamente gli scalini dell'entrata al dormitorio delle ragazze in uno scivolo ogniqualvolta un maschio cercasse di accedervi. Harry e Ron l'avevano scoperto a proprie spese l'anno prima, quando tale sistema di sicurezza aveva fatto capitombolare il ragazzo lentigginoso di nuovo nella Sala Comune.
Nonostante le proteste dell'amico, però, la strega continuò a sorridere.
Hermione: Non preoccuparti, se sei accompagnato da una ragazza è tutto a posto. Su!
Tranquillizzato in parte dalle spiegazioni dell'amica, il giovane dai capelli neri seguì Hermione lungo le scale a chiocciola, ritrovandosi così per la prima volta nella sezione femminile dei dormitori della Casa di Grifondoro. Harry provò un moto di soddisfazione all'idea di essere, forse, il primo ragazzo ad entrare in quel luogo.
Hermione lo condusse lungo un corridoio a spirale, speculare rispetto a quello della sezione maschile, superando diverse porte che, come le omologhe dell'altro dormitorio, riportavano l'anno frequentato dalle studentesse che risiedevano in quelle camere. Passando davanti alla porta presentante la scritta "Quinto Anno" Harry pensò che Ginny, in quel momento, dormiva in quella stanza. Avrebbe voluto entrare nel locale e guardarla, accarezzarle i capelli, baciarla… ma in quel momento era poco opportuno farlo: essere scoperto nel dormitorio delle ragazze, nudo e nascosto da un Mantello dell'Invisibilità, lo avrebbe condannato per l'eternità all'etichetta di "maniaco"... e forse all'espulsione.
Hermione: (sussurrando) Harry, andiamo!
Il giovane mago si riscosse dai suoi pensieri, riprendendo a camminare in silenzio e giungendo dopo pochi passi alla camera contrassegnata con la scritta "Sesto Anno", la stanza di Hermione.
Hermione: (sussurrando) Ora fai silenzio.
La ragazza aprì lievemente la porta, lasciando visibile al giovane mago la parte sinistra dell'ambiente oltre la stessa, dove erano presenti due letti, entrambi occupati. Hermione puntò la bacchetta verso l'interno della camera e sussurrò: "ACCIO VESTAGLIA!". Dopo pochi secondi, Harry vide scivolare lentamente sul pavimento quello che sembrava un capo di tessuto leggero, cosa che infatti si rivelò essere quando uscì dalla porta e venne illuminato dalla fioca luce delle candele del corridoio.
Hermione fece scorrere il suo indumento da notte sotto il mantello, dove lo afferrò e cominciò ad indossarlo, coprendo così infine la sua nudità.
Mentre la giovane strega era intenta ad indossare il suo nuovo pigiama, la curiosità di Harry lo spinse a curiosare all'interno della stanza delle ragazze del sesto anno. Uno dei letti era illuminato dalla luce della luna, che mostrava la persona che vi dormiva: una ragazza con lunghi capelli neri e dalla pelle scura, sdraiata a pancia in su e con un braccio sopra la testa. Le coperte erano scese fino alla vita, e il seno della giovane, abbastanza prosperoso, era perfettamente visibile. Calì Patil non indossava ne pigiama ne vestaglia.
Nel frattempo, la ragazza castana aveva finito di vestirsi, e si rivolse nuovamente all'amante.
Hermione: (sottovoce) Ok, quando uscirai di qui scendi tranquillo, il divieto vale solo per l'entrata, non per l'uscita… (nota l'espressione sorpresa del ragazzo) …Harry, stai bene?
Harry: (sottovoce) Ehm... si… ma Calì…
Hermione: (si volta verso la ragazza, poi di nuovo verso Harry, guardandolo con un'espressione condiscendente) (sottovoce) Si, dorme sempre nuda… l'idea ti piace?
L'ultima allusione maliziosa della ragazza lasciò senza parole il sedicenne, indeciso su quale risposta dare alla giovane amante, ma questa non sembrò dare peso all'atteggiamento imbarazzato del coetaneo, sorrise e gli diede un veloce bacio sulle labbra.
Hermione: (sottovoce) Buonanotte…
E così dicendo, dando un ultima occhiata ironica alla zona inguinale del ragazzo, Hermione Granger uscì da sotto il Mantello dell'Invisibilità ed entrò nella sua camera, sorridendo al punto in cui si trovava l'amico e chiudendo subito dopo la porta dietro di se.
Harry rimase per alcuni secondi fermo dove si trovava: faceva ancora fatica ad accettare che la serata tanto agognata fosse finita, anche se era stata più eccitante e appagante di quanto non si sarebbe mai aspettato. Il ragazzo non riusciva a credere che solo qualche ora prima era arrivato a bollarla come una semi-delusione.
Mentre si dirigeva verso il suo dormitorio, scendendo le scale della sezione femminile e risalendo le omologhe maschili, il giovane mago continuava a ripensare agli avvenimenti di quella notte: voleva stamparseli bene in mente, renderli perenni e incancellabili. Tali pensieri comunque non lo distrassero dall'entrare nella sua camera in punta di piedi, aprire lentamente il baule ed estrarne un altro pigiama, fortunatamente vicino alla cima della sua pila di indumenti, per poi infilarselo da sotto il mantello. Dopo aver controllato che tutti i suoi compagni di stanza stessero dormendo il sonno dei giusti, Harry Potter si sfilò il Mantello dell'Invisibilità di suo padre e lo posò dietro il suo baule, per poi scostare le tende del suo letto a baldacchino e sprofondarvi nuovamente dentro.
Mentre si sistemava le coperte e lasciava che l'oblio si impadronisse di lui, Harry ripensò per l'ultima volta prima di dormire al corpo nudo di Hermione, alla morbidezza della sua pelle, alla serata in cui l'aveva avuta insieme a Ginny e a Ron, al volto della sorella del suo migliore amico, alle labbra di Ginny, i suoi capelli, i suoi occhi, e alla pelle color caramello del seno di Calì Patil.
FINE DODICESIMO CAPITOLO
Evvai, l'ho finito. Spero sia venuto bene.
Forse ho fatto Gazza un po' troppo simile a Gollum… XD
Alla prossima. ^_^
