LAS VEGAS - PARTE 1
Las Vegas – Dopo l'incidente
Nell'ufficio del pezzo grosso del casinò, una giovane guardia di sicurezza dai capelli flosci, conferiva con il suo capo, il proprietario e il direttore del casinò. "Le hai trovate Joe?"
"No, signore. Il nome con cui hanno prenotato è diverso da quello sulla carta di credito. Siamo in grado di rintracciarle entrambe, ma signore, hanno lasciato diverse migliaia di dollari in contanti nella loro stanza."
"Abbastanza da coprire il danno?"
"Sì, signore, anche di più."
"Mmh. Fa lo stesso, mettete quei manifesti in città e inseriscile nel database. Informa pure l'FBI, non le voglio mai più vedere da queste parti."
"E 'davvero necessario coinvolgere l'FBI, signore? Non hanno rubato nulla, beh, tranne che un poster di Barbra Streisand."
"Non dirmi che sono arrivate anche a te. Qui vedo che hai presentato un rapporto per la perdita di manette, uniforme e scheda di sicurezza."
La guardia abbassò la testa per la vergogna.
"Prendi il necessario dai soldi nella loro camera. Suppongo che siano loro le colpevoli." Joe non negò quella affermazione.
Las Vegas – Prima dell'incidente
Brittany si teneva saldamente al parabrezza della decappottabile di Santana, i capelli scompigliati dal vento mentre gridava e urlava di gioia alla vista dello spettacolo che le circondava. "Siamo a Las Vegas, baby!" gridò e si lasciò cadere ridendo sul sedile del passeggero, raggiante, con Santana accanto a lei che stava cercando di concentrarsi sulla guida, mentre rideva dell'arrivo entusiasta di Brittany in città. "In quale hotel ci fermiamo? Possiamo andare in quello con i pirati?"
"Qual'e l'hotel con i pirati?"
"Non ne sono sicura. Era in Miss F.B.I. – Infiltrata Speciale". (Non che abbia mai visto quel film, cari lettori, ehm…)
"B, nonostante ci meriteremmo il più sfavillante, brillante ed elegante degli hotel, ci fermeremo in un motel."
"Awww," Brittany fece il broncio. "Hai detto tutto quello che voglio. Io voglio stare al Luxor o al Bellagio. Sarà più facile portare i wonga* in camera nostra se siamo nello stesso edificio del casinò."
"Wonga?" le chiese.
"Significa soldi, è ovvio. Come soldi facili, dollari, quattrini, denaro, grana..." Santana emise un lamento mentre Brittany snocciolava un elenco di nomi gergali per dire denaro. Come se Brittany non fosse una che si confonde già abbastanza.
"Dio, B. Quanti film su Las Vegas hai visto?"
"Tutti. Quanti soldi pensi che vinceremo?"
"Sinceramente non saprei dirtelo. Speriamo abbastanza da pagare il motel. Dobbiamo pagare in contanti o mio padre scoprirà che siamo qui se uso la sua carta di credito per una suite elegante in un hotel di Las Vegas".
"Allora ci pagheremo le sciccherie in contanti. Possiamo usare le nostre vincite del casinò, scommetto che lo fanno sempre. Per favore?" lei sbatté le ciglia e mise il broncio più pietoso possibile.
Per l'amor del cielo S. Fatti coraggio e dille di no per una volta.
"Va bene."
Brittany fece un enorme sorriso, si lanciò attraverso la macchina e baciò Santana sulla guancia.
Santana arrossì mentre cercava di non andare a schiantarsi. Questa vacanza non approvata dai genitori, era per celebrare il fatto che Brittany aveva finalmente visto la luce e mollato Artie, per la gioia di Santana, che di conseguenza aveva molto più tempo da passare con la sua migliore amica.
"Godiamoci al massimo questo momento e dimentichiamoci del tutto di quel piccolo incidente di percorso che non deve essere più nominato," aveva dichiarato Santana.
"Eh? Vuoi dire Artie?"
"Che non deve più essere nominato," sospirò Santana.
"Oooh. Capito." Brittany ridacchiò, appoggiandosi sul sedile e agitando le braccia in aria sentendo il vento scivolare tra le dita e il sole scaldarle la pelle. "Ho la netta sensazione che Las Vegas sarà fantastica."
Guidarono in mezzo al traffico con Brittany che si sporgeva da un lato della macchina, inebriata da quella atmosfera. "Quello, quello!" Quasi saltò fuori dalla macchina mentre gridava, intravedendo una piramide gigante. "Andiamo lì! No guarda! Quello là ha le fontane! Quello, quello!"
Santana ne aveva abbastanza di quelle urla direttamente nel suo orecchio, così si fermò nell'hotel grande e scintillante più vicino: il Caesar's Palace.
Consegnarono la vettura al parcheggiatore e sorrisero quando i facchini presero i loro bagagli.
Mentre camminavano nella hall e videro l'arredamento sfarzoso Santana cominciò a sentirsi insicura. "Abbiamo preso tutto? Facciamo un controllo. Documenti falsi?"
"Presi".
"Contanti?"
"Presi. In cosa hai intenzione di spendere le nostre vincite?" chiese Brittany a Santana che guardava con sguardo assente davanti a sé, cercando mentalmente una scusa per sabotare il viaggio.
Oh, perché l'aveva detto. Che cosa era quella voce nella sua testa, le stava forse spuntando una coscienza? Era una mini versione di suo padre seduto sulla spalla che le stava sussurrando del buon senso in un orecchio? E' una cosa del tutto irresponsabile Santana, le stava dicendo. Dovresti prenderti cura di Brittany e non trascinarla a Las Vegas per scatenarvi. Hai davvero pensato che fosse una buona idea?
"Non saprei," squittì, i suoi occhi finalmente concentrati su Brittany.
Brittany, che stava di fronte a lei, le mise le mani sulle spalle. "Va tutto bene, respira. Sono una professionista."
Il naso di Santana si arricciò. Cosa? Mimò con la bocca presa dal panico.
"Posso farlo, vincere dei soldi. Mi sono allenata con tutti a scuola. Ora sono tutti senza soldi per le proprie vacanze di primavera, soprattutto i giocatori di football. Li ho ripuliti. Respira, piccola, basta ricordarsi di respirare. Per una volta lascia che me ne occupi io. Se non vinciamo possiamo rapinare il casinò, o qualcuno che ha vinto un sacco di soldi o possiamo trovare qualche ragazzo che ha vinto e convincerlo a darci i suoi soldi."
"Speriamo di non arrivare a questo punto," disse Santana, sgomenta.
"Dai, San. Dico davvero, quali problemi potremmo mai avere se stiamo insieme?" Brittany le rivolse un sorriso abbagliante e la sua mente si ridusse in poltiglia.
Bene, allora okay. Sei uno zerbino totale, ammise a se stessa e sospirò.
"Va bene. Ricordati quello che abbiamo concordato e lasciami fare," disse Santana, la sua voce che trasudava fiducia, fiducia che lei era ben lontana dal provare. Si fece strada verso la reception.
"Salve. Vorremmo una suite."
"Certamente, sono 2000 dollari a notte."
"Quanto?" uscì fuori un sussurro sommesso e Santana impallidì.
"Figo, possiamo pagare in contanti con le nostre vincite, vero?" chiese Brittany con un sorrisetto fiducioso.
"Certo. Finché abbiamo una carta di credito registrata." L'addetta dietro la scrivania alzò un sopracciglio. "Solo per sicurezza. Signorina...?"
"Berry, Rachel Berry." Santana sorrise sfoderandone uno da Broadway.
"E io sono Quinn Fabray." Brittany ridacchiò giocosa, incurante della lieve occhiata preoccupata riservata loro dalla donna dietro la scrivania. Prese una ciocca di capelli e la fece girare fra le dita in una passabile imitazione di Quinn. Santana cercò di non ridere e decise che il nome di Rachel era l'unica cosa che avrebbe usato per la sua interpretazione.
Per fortuna, l'addetta non sapeva leggere nella mente e, almeno fino a quando non fosse apparso un grande cartello lampeggiante sopra le loro teste che recitava 'bugiarde, bugiarde, bugiarde! Abbiamo una coppia di false bugiarde qui!', Santana poteva respirare tranquilla.
Una volta al sicuro nella loro suite, Santana si sedette sul letto, finalmente si permise di rilassarsi e sorrise alla vista spettacolare che godevano dalla finestra. Brittany corse intorno alla stanza aprendo tutte le porte e controllando ogni stanza, ogni angolo, cosa che Santana non poteva capire. Si sentiva ancora un po' pallida mentre rifletteva realisticamente su come avrebbero pagato la suite. Se non avessero vinto, e Brittany era irremovibile su fatto che l'avrebbero fatto, avrebbe dovuto pagare con la sua carta di credito e suo padre avrebbe scoperto tutto. Persa nei suoi pensieri, sobbalzò non appena il letto si mosse e si sentì avvolgere da delle gambe intorno alla vita, e da dietro un paio di forti braccia l'abbracciarono. Brittany appoggiò il mento sulla spalla di Santana e la tenne completamente avvolta in un abbraccio in stile Brittany. Santana le mise le mani sopra le sue tenendola stretta a sé.
"E' splendido. Grazie per avermi portato qui."
"Mi dispiace," Santana sospirò. "Per tutto ciò che è andato storto quest'anno. Vorrei che fossimo solo noi. Nessun altro. Non voglio che ci siano altre persone."
"Non mi piace quando sei arrabbiata con me," il respiro di Brittany le solleticava l'orecchio. "Non ti ho mai vista così prima. Arrabbiata come una pazza. Una pazza carina. Non mi avevi mai urlato contro o non eri mai stata cattiva con me o cose simili."
"Mi dispiace," disse di nuovo Santana.
"Sei una sciocca." Brittany premette le labbra sulla guancia di Santana. "Questa sarà la migliore vacanza di sempre," le sussurrò in un orecchio. "Guarda!" Guardarono insieme come le fontane fuori dall'hotel ballavano e schizzavano, illuminandosi e cambiando colore. L'umore di Santana si alleggerì in un attimo.
Una volta entrati nella sala giochi del casinò, Brittany strillò subito di gioia. "Oh mio Dio! Champagne gratis!" Buttò giù un bicchiere e ne porse uno a Santana che calmò i suoi nervi e, in qualche modo, divenne molto più facile per lei respirare con un bicchiere pieno di bollicine in corpo. "Ricorda, S. Sembra una 21enne, pensa come una 21enne. Oooh, cocktail gratis. Voglio quello con i piccoli ombrellini!"
Il cameriere sorrise e le porse un cocktail rosa in un bicchiere da martini con un ombrello rosa e un paio di ciliegie. "C'è anche un buffet se ha fame, signorina," disse, indicando una hall nell'altro lato piena di cibo. La mascella di Brittany si spalancò.
"Non dovremmo mai lasciare questo hotel." Sospirò felice.
Santana, per niente incline a giocare, si mise seduta a guardare Brittany che lasciava che il suo sesto senso per il gioco d'azzardo, altamente addestrato, prendesse il sopravvento per dimostrare ciò che sapeva fare. Pensò che sarebbe stato meglio per tutti che non perdesse tempo dato che le uniche cosa che avrebbe ottenuto sarebbero state frustrarsi, perdere la pazienza e iniziare a lanciare le cose. A differenza di Brittany.
Due bicchieri di champagne e sei cocktail dopo, Brittany aveva rinunciato a cercare di ricordare come si facesse a contare le carte e si erano trasferite alla roulette.
"Ho vinto, ho vinto, ho vinto!" Brittany gettò gli otto mila dollari in fiches che aveva appena vinto in aria, ballando mentre le ricadevano addosso.
"Complimenti signorina," disse il croupier, senza batter ciglio, come se vedesse spesso persone che si comportavano in quel modo quando vincevano. "Avete inoltre un pacchetto di buoni sconto per varie attività della zona: il Re della Cappella Nuziale, dall'altra parte della strada; il negozio di tatuaggi Viva Las Vegas; lo strip club di Miss Slinky e molti altri. Cinquanta per cento di sconto, solo per stasera."
"Woooo hoooo!"
Come unica reazione Santana sbatté semplicemente le palpebre e guardò intensamente nel fondo del suo bicchiere da cocktail. Erano davvero buoni. Molto, molto buoni. No, davvero, davvero, davvero molto buoni. Stavano dando a Brittany delle abilità matematiche pazzesche e lei stava vincendo. Che diavolo c'era in qui cocktail? Avevano fatto sviluppare a Brittany poteri telecinetici o aveva una strana affinità naturale con l'universo grazie alla quale poteva prevedere esattamente in quale numero la palla stava per atterrare. Cazzo, quei cocktail erano buoni. Aveva bisogno di un altro. "Andiamo B, più drink e ancora un po' di cibo e poi più ombrellini e poi ancora qualcos'altro."
"Okay," Brittany cinguettò allegramente, prendendo il sacchetto di patatine che il croupier della roulette aveva raccolto per lei.
"Potremmo vivere qui," disse Santana. "Potresti andare a lavorare e vincere i soldi e io potrei vivere accanto alla piscina con un cocktail in mano. Mmmm."
Barcollarono fuori dalla stanza da gioco a braccetto con Brittany che stringeva il sacchetto di patatine stretto al petto, quando improvvisamente Santana si fermò, Brittany la sorpassò per poi voltarsi. "Cosa? Che c'è? Devo fare pipì," si voltò seguendo lo sguardo di Santana che aveva la bocca aperta per la sorpresa.
"Guarda. Lì." Lei rimase a bocca aperta. "Non. Posso. Crederci!"
'Questa sera al Caesar's Palace.
Per uno spettacolo unico.
Barbra Streisand!'
"Kurt e Rachel sarebbero svenuti e sarebbero morti di febbre da spettacolo," disse Brittany. "Oh, sai cosa? Nessuno nel Glee Club ci crederà se non facciamo una foto con lei. E dovremmo chiederle un autografo per Kurt. E per Rachel."
Santana storse il naso con disgusto. "Come vuoi, B. dovremmo farci una foto solo per sbattergliela in faccia. Immagina l'espressione sul viso di Rachel se incontrassimo il suo idolo," ridacchiò.
Brittany non riuscì a resistere un secondo di più e corse via per trovare un bagno lasciando Santana a tramare e progettare, immaginando l'espressione sul volto di Rachel se avessero incontrato e corrotto il suo idolo. Aggrappata felicemente al suo sogno ad occhi aperti, Santana si guardò intorno senza trovare Brittany da nessuna parte. Cominciò ad andare nel panico. Non poteva perdere Brittany, non a Las Vegas. Merda.
Non sapendo dove andare e non riuscendo neppure a guardarsi intorno per paura di diventare pazza, decise di stare ferma con la speranza che Brittany riapparisse da sola. Dopo alcuni minuti di ondeggiamenti sul posto il suo umore si oscurò di nuovo e decise di prendersela con la cosa più vicina.
Guardandosi intorno, assicurandosi che nessuno la vedesse, si appoggiò furtivamente alla vetrina che custodiva il poster di Barbra e cercò di forzarne la chiusura che conteneva il manifesto sacro. Se non fossero andate allo spettacolo e, ammettiamolo, lei non ci sarebbe sicuramente andata, era sicuro come la morte che avrebbe rubato quel poster.
"Mi scusi, signorina," una giovanissima e inesperta guardia di sicurezza, interruppe il suo tentativo di furto non così furtivo. "Cosa sta cercando di fare?"
"Uh, nulla, ovviamente. Stavo solo dando un occhiata da vicino. Volevo sapere quanto costano i biglietti. Deve essere scritto qui in piccolo perché non riesco a vederlo da nessuna parte."
"Oh, capisco," sorrise lui, credendo ad ogni sua parola.
Che idiota, Santana sollevò gli occhi sulla guardia che era piuttosto somigliante a Finnocence.
"Sono cinquecento dollari. "
"Scherza?" urlò. La guardia si salvò da un indignata battutaccia feroce gentilmente concessa da Santana, sul costo ridicolo di ogni cosa a Las Vegas, soprattutto il prezzo del minibar nella sua camera, grazie al ritorno di Brittany. Fece scivolare la mano in quella di Santana e sorrise alla guardia che aveva un cipiglio preoccupato, ma che non poté fare a meno di ricambiare il sorriso.
"Che succede?" Chiese Brittany.
"Questo tipo," cominciò Santana.
"Joe," la interruppe lui, tese la sua mano verso Brittany che la strinse gentilmente con una risatina.
"Mi stava dicendo il costo dei biglietti. Cinquecento dollari ciascuno!"
"Forse posso vedere se riesco a trovare dei biglietti gratis," mormorò la guardia, sorridendo goffamente a
Brittany. Gli occhi di Santana si strinsero.
"Sarebbe davvero bello," Brittany sorrise inconsapevolmente verso di lui.
Col cazzo che lo sarebbe. "Hai visto?" Santana fissò dietro Joe con un'espressione allarmata sul viso.
"Che cosa?" Brittany e Joe si guardarono intorno.
"Qualcuno si è appena intrufolato nell'area palcoscenico. Non è chiuso fino allo show? Non dovresti essere di guardia?"
"Oh merda, dove è andato?" Joe sembrò farsi prendere dal panico. Aprì la porta della sala senza rendendosi conto che nessuno, oltre lui stesso, sarebbe potuto passare dato era chiusa a chiave, la spalancò ed entrò nella stanza mentre le ragazze lo seguirono. "Dove? Hai visto dove è andato?"
"Verso il palco," disse Santana seguendolo attraverso la stanza. Joe e Brittany guardarono sotto i tavoli e in giro per la stanza in cerca del misterioso intruso finché non finirono di ispezionare tutto il palco.
"Deve essere stata la mia immaginazione," Santana si strinse nelle spalle. "Mi dispiace Joe, ma adesso ti lasceremo qui. Britt, legalo."
"Che cosa?" Joe rimase a bocca aperta in uno stato di totale confusione.
"Io voglio quel poster," sibilò Santana.
Brittany non aveva bisogno di ulteriori spiegazioni e si mise subito al lavoro, e Joe che si trovò impotente di fronte a lei. Premette il suo corpo contro al suo e il ragazzo si dimenticò tutto il suo addestramento non appena gli tirò giù la giacca e legò entrambe le mani con le maniche. In pochi minuti si ritrovò con la sola biancheria intima e legato alla parte superiore del pianoforte a coda.
"A più tardi Joe," lo salutò Santana mentre si allontanava. "Carini i boxer di Batman. Tieni gli occhi a posto la prossima volta." Detto questo si diressero verso l'uscita con la chiave di sicurezza e Brittany che faceva oscillare un paio di manette fra le dita. Brittany si voltò e lo salutò con la mano appena prima che la porta si chiudesse dietro di loro bloccandosi.
"S, ho mi è venuta un'idea brillante."
"Ah ah ah! Non brillante come la mia," Santana ridacchiò mentre apriva alacremente la vetrina e rimuoveva il poster di Barbra Streisand. Un ticchettio la fece guardare in basso e scoprire un anello delle manette stretto intorno al suo polso sinistro. Un altro clic e l'altro anello della manetta si chiuse intorno polso di Brittany .
"Ti ho perso una volta, non voglio farlo di nuovo. Così non possiamo perderci."
Santana sorrise ampiamente alla genialità pura di quel piano. Perché non ci aveva pensato prima? "Non mi hai mai persa."
"Per fortuna ho fatto la pipì prima di mettere su questi altrimenti saremmo nei guai. Anche se il bagno era veramente bello. Hanno tappeti persino sulle pareti. E fiori. Il McKinley potrebbe imparare molto. Il Preside Figgins ci dovrebbe portare qui per un viaggio e potremmo rimodellare la scuola come fosse un casinò."
"Glielo diremo quando torniamo," annuì Santana.
Quattro cocktail più tardi, si ritrovarono in ascensore abbracciando sacchi di denaro. Brittany aveva insistito per cambiare e incassare tutto subito in modo da poterci dormire sopra senza che le fiches le si conficcassero nel fianco.
Stava saltando su e giù sul letto e Santana era in uno stato di shock, indotto dai soldi, che comprendeva singhiozzi intervallati da sonore risate. "Adesso cosa facciamo? Vogliamo provare in un casinò diverso? Questo è facile," chiese Brittany, usando il letto come un trampolino. Santana gettò i fasci di banconote su di lei e poi si unì a lei a saltare su e giù lasciando che il denaro volasse intorno a loro. "Sono come i giochi per computer? Possiamo salire di livello? Lo fanno vero? Possiamo andare in un casinò di livello medio o uno di livello difficile?"
Santana stanca di saltare crollò sul letto, trascinando Brittany giù con lei e tirandola in un bacio fra le risate. Rotolandosi sul materasso di soldi, un buono dorato catturò l'attenzione di Brittany.
"San, guarda!"
Santana gemette quando lei interruppe il bacio.
"Guarda," insistette Brittany, agitando il coupon, "Sai cosa sarebbe davvero divertente? Anche più divertente che vedere la faccia di Rachel quando le mostreremo la foto di noi e della presto nostra nuova migliore amica Barbra." Le si avvicinò e sussurrò all'orecchio di Santana. Un sorriso enorme esplose sulla faccia di Santana, rise e abbracciò Brittany .
"La migliore idea in assoluto! Saremo davvero le migliori amiche di sempre! "
"Sì, e sicuramente non mi perderai mai più. Comunque è come Charlie e la fabbrica di cioccolato, un biglietto in tutto questo mucchio di soldi. E 'un segno," annuì seriamente a se stessa rileggendo il voucher .
Qualche minuto dopo, si ritrovarono in attesa dell'ascensore, cercando di capire come funzionassero le manette mentre ridacchiavano come pazze maniache. Le porte tintinnarono aprendosi e le loro mascelle si spalancarono alla vista di chi si trovarono davanti. Barbra Streisand era nell'ascensore insieme ad un'assistente impettita, acida e scorbutica, che blaterava al telefono.
"Entrate o no?" chiese Barbra, accigliata alla vista delle due ragazze mentre continuavano a stare ferme a bocca aperta. Brittany trascinò dentro Santana e inciamparono nell'ascensore con un sorriso. Santana si ritrovò inaspettatamente paralizzata alla vista della celebrità e fu sollevata che Brittany si occupasse di parlare.
"Stavamo per venire al suo show solo per far piangere Rachel ma siamo impegnate stasera, ci dispiace tanto non riuscire a venire a vederla," Brittany spiegò come se fossero amiche da sempre.
"Hmm," Barbra fece un rumore vago rivolgendo un occhiata alle ragazze. "Chi è Rachel, e perché vorreste farla piangere?"
"Diciamo che è il cosiddetto leader del nostro Glee Club a scuola ."
"Scuola?"
"La scuola, scuola universitaria," intervenne Santana, le guance colorate di un rosso vivace. "E' divertente. Brittany è la miglior ballerina che potrà mai vedere in vita sua."
Brittany si girò e sorrise dolcemente verso Santana e la baciò forte sulle labbra. Se possibile, Santana arrossì ancora più violentemente. Brittany intrecciò le loro dita insieme e si voltò verso Barbra.
"Rachel, tipo, la adora. Morirebbe sul posto se la incontrasse. Potrebbe addirittura farsela addosso se facessimo una foto insieme. Possiamo?" Saltellò sulle punte dei piedi per l'eccitazione.
"Solo se mi spiegate il motivo per cui siete ammanettate insieme," chiese curiosa Barbra, trovandosi leggermente affascinata dalle due strane ragazze con cui divideva l'ascensore.
"Oh, così non ci perdiamo l'un l'altra. Abbiamo avuto un paio di problemi e in questo modo non possiamo lasciarci."
"Capisco," disse lei, anche se in realtà non aveva capito niente. "Perché non venite al mio show?" Chiese Barbra, suonando un po' scocciata che qualcosa potesse essere meglio del suo show. "Occupate a fare che cosa?"
"So che è una tragedia, ma non abbiamo i biglietti. E poi siamo occupate a sposarci."
"Non siete un po' giovani per sposarvi?" Chiese Barbra, gentilmente ignorando il commento sui biglietti.
"Hmm , no. Sapevo che ci saremmo sposate da quando avevamo sei anni, ma ho dovuto aspettare San per recuperare il tempo perduto. Sa una cosa? Dovrebbe assolutamente venire!"
"Chiedo scusa?"
"Al nostro matrimonio. Adesso, è lì che stiamo andando." Santana annuì con fervore. "Abbiamo il buono e tutto il resto. Potrebbe fare la... la... la... come si chiamano San?"
"Testimone."
"Sì," Brittany sorrise. "La testimone."
"Mi dispiace ragazze. Mi aspettano sul palco fra cinque minuti, non ho tempo da perdere."
"Questo è il bello della cosa. Ci vogliono solo due minuti per sposarsi. E 'come avere un passaggio per le nozze," insistette Brittany.
L'assistente della signora Streisand mise la mano sul suo telefono per un momento interrompendo quella follia. "Mi dispiace signora Streisand, c'è stato un problema col palcoscenico. Si parte con 30 minuti di ritardo. C'è stato un incidente... con il pianoforte."
"Che tipo di incidente?"
"C'è legata sopra una guardia di sicurezza in mutande."
Le ragazze cercarono di non attirare l'attenzione e spostarono le mani per nascondere la vista delle manette. Santana sbuffò dolcemente fra i capelli di Brittany con una risata malcelata.
"Beh, allora è deciso," Barbra si strinse nelle spalle. "Tu, mia cara, sei adorabile," sorrise a Brittany e alzò una mano per prendere la guancia della ragazza mentre lei sorrise di rimando.
"Credo che sarei onorata di venire al vostro matrimonio."
La mascella di Santana si spalancò. Sul serio?
"Basta che io sia sul palco in tempo."
"Signora Streisand!"
"Oh rilassati un po' Hillary. Preferisco passare dieci minuti a fare da testimone a queste ragazze e vederle felicemente sposate, piuttosto che passare altro tempo con quello schifoso pervertito del proprietario del casinò che continua a ronzarmi intorno, a sparare cavolate e sbavare su di me. E' deciso, andiamo."
*Wonga= Parola usata dagli inglesi rom per dire soldi
