Las Vegas – Parte 2

Elvis roteò gli occhi. Non avrebbe saputo dire con certezza se fossero solo ragazze allegre di natura oppure ubriache. Non gli importava. Era abituato a entrambe le cose. E dannazione, la sosia di Barbra che le accompagnava, non era per niente male.

"Avete preparato i vostri voti?" chiese alla giovane coppia in piedi di fronte a lui all'altare del Re della Cappella Nuziale con una impetuosa Barbra Streisand a vegliare al loro fianco come una madre chioccia orgogliosa.

"Voglio iniziare io," disse Brittany mentre saltellava su e giù in trepidazione. Si sporse in avanti e premette la fronte su quella di Santana, i loro occhi che si fissavano, ed era come se non ci fosse nessun altro nella stanza.

"Ti ho amato dal primo secondo che ti ho vista. E sapevo che anche tu sentivi esattamente la stessa cosa quando mia mamma ci ha portato al centro commerciale e tu attaccasti quel mimo stravagante e poi lo hai morso solo perché mi aveva spaventata. Ed anche se siamo state bandite a vita dal centro commerciale e dobbiamo travestirci ogni volta che vogliamo comprare qualcosa, ne è valsa la pena. Oh, e anche mia mamma l'ha capito quel giorno, giusto per fartelo sapere." Con questo, Brittany attirò Santana verso di sé in un bacio appassionato, che sembrava non dovesse aver fine.

Elvis si schiarì la gola cercando di catturare la loro attenzione e Barbra gli diede improvvisamente una gomitata nelle costole minacciandolo con lo sguardo per l'interruzione.

Alla fine, le necessità biologiche ebbero la meglio sulla loro chimica e la mancanza di ossigeno le interruppe. Brittany sorrise lentamente e sospirò, totalmente soddisfatta.

"Santana? E' il tuo turno," disse Elvis, che già prevedeva di dover ricordare alle due ragazze che avevano un fitto programma.

"Oh sì," ridacchiò. "Per un attimo ho quasi dimenticato dove eravamo." Prese le mani di Brittany tra le sue e intrecciò le dita insieme.

"B, sei la persona più intelligente che conosco. E' come se riuscissi a sentire la canzone che l'universo sta suonando e tu ci danzi sopra divinamente. Quando ti tocco è come se stessi ballando con te e non c'è nessun altro luogo dove vorrei essere. Ti amo e mi dispiace se ho avuto bisogno di così tanto tempo per capirlo."

Durante questo scambio epico e inusuale di voti Barbra notò lo sguardo di Elvis che la fissava di sottecchi.

"Che c'è?" sibilò con uno sguardo torvo. "Non dovresti essere concentrato sulla cerimonia?"

"Mi stavo chiedendo dove si è rifatta il naso. E' davvero un buon lavoro. Non ne ho mai visto uno così preciso."

Lei si chinò e gli disse proprio dritto in faccia: "Ascoltami tu, finta rockstar fallita che non sei altro. Sposa queste ragazze o farò personalmente in modo che tu..." Si voltarono lentamente perché avevano intravisto con la coda dell'occhio Brittany e Santana che li guardavo affascinate. "Va avanti e basta," sbottò Barbra rivolta ad Elvis che fece un cenno alle ragazze.

"Vuoi tu Brittany S. Pierce prendere Santana come tua legittima sposa?"

Non appena Brittany aprì bocca per parlare, Santana urlò. "Aspetta!"

La cerimonia subì una brusca interruzione. Tutti si fermarono a guardare con interesse mentre si frugava nelle tasche in cerca di qualcosa, cercò meticolosamente in ogni tasca, per poi tornare alla prima da dove tirò fuori due piccoli ombrellini rosa da cocktail. "Ecco." Li aprì e ne infilò uno dietro l'orecchio di Brittany mentre questa faceva lo stesso. "Vada avanti signor Elvis," disse con calma.

"Vuoi tu Brittany S. Pierce prendere Santana come tua legittima sposa?"

"Sì, cioè, lo farò. Cioè, lo voglio."

"Vuoi tu Santana C. Lopez prendere Brittany come tua legittima sposa?"

"Lo voglio!" Gridò ed entrambe si sciolsero in un attacco di ridarella abbracciandosi.

"Hai gli anelli?"

"Anelli? Merda gli anelli! Ho dimenticato gli anelli."

Tutti si guardarono intorno freneticamente per trovare qualcosa che potessero usare come anelli di nozze, mentre Elvis si pizzicava naso per la frustrazione. Cosa aveva mai fatto per meritarsi questo?

Barbra si schiarì la voce e indicò il braccio destro di Brittany e la sinistra di Santana, indicando le manette. "Non puoi semplicemente usare quelli?" chiese alzando un sopracciglio. "Ho la sensazione che per voi due sarebbero appropriati".

"Geniale," Santana rise di gioia.

Brittany aveva un sorriso da monella. "Sono un po' come anelli giganti."

"Va bene, come volete." Elvis sembrava sempre più esasperato man mano che la cerimonia proseguiva.

"Non abbiamo tutta la notte, c'è una fila chilometrica a causa di questi buoni sconto. Yoda pensa di essere furbo e di avere così più clienti." Si mosse in fretta, dopo aver ricevuto un altro sguardo truce da Barbra.

"Con il potere conferitomi dello stato e davanti a questi testimoni, io vi dichiaro moglie e moglie, vi ringrazio molto. Può baciare la sposa."

Quest'ultima parte fu del tutto inutile in quanto le due stavano già limonando piuttosto appassionatamente fregandosene di chi guardava.

"Ahem. Abbiamo molti matrimoni da celebrare, quindi se potete rimandare la festa a più tardi e andare da qualche altra parte," disse Elvis .

Le ragazze si separarono, Santana sembrava piuttosto stordita e intontita per essere stata baciata cosi appassionatamente nonostante fosse sotto l'effetto dell'alcool e Brittany era così felice che quasi fluttuava nell'aria. Afferrarono Barbra in un doppio abbraccio ammanettato che lei ricambiò intensamente. "Ben fatto ragazze, ben fatto."

"Possiamo darci una mossa? Uh huh, uh huh. Foto del matrimonio."

Si misero tutti in posa mentre un piccoletto che presumevano fosse il misteriosamente chiamato Yoda, scattò alcune foto. Consegnò la macchina fotografica a Elvis che la collegò al suo portatile per caricare le foto.

"Ragazze ho paura di dover andare adesso," sospirò Barbra con vero rammarico. Quelle ragazze erano pazze, e lei era felice di ammettere che le piacevano un sacco. Annuì con la testa indicando la sua estremamente ansiosa assistente. "Prima che a Hillary scoppi una vena. Grazie per avermi invitata, sono felicissima per voi. Cercate di essere un po' più buone con questa Rachel e io vi invierò una foto autografata."

"E anche Kurt."

"Come prego?"

"Può firmarla per Rachel e Kurt?" Santana ridacchiò immaginandoli a litigare per la stessa foto.

"Grazie," Brittany abbracciò Barbra e la sua assistente che sembrava molto stressata e un po' disorientata.

Santana sorrise timidamente alla superstar. "Grazie."

"Spero che voi ragazze siate molto felici insieme."

"Lo saremo, per sempre," rispose Brittany.

"Signora Streisand dobbiamo veramente andare," Hillary, la sua assistente ticchettò il piede con impazienza.

"C'è qualcosa che posso fare per voi due come regalo di nozze?"

Santana guardò Brittany che stava in piedi allungandosi il più possibile, per quando le manette lo permettessero, aspettando con impazienza accanto al computer portatile di Elvis che le foto del matrimonio si caricassero. "Cosa? No! Cioè, lei ha già fatto tantissimo solo stando qui adesso. B è così felice che lei sia venuta."

"Sei sicura giovane innamorata? Sarei felice di fare qualcosa per voi, che so, i biglietti per lo spettacolo?"

"Ripensandoci, sa per caso quale hotel ha una nave pirata?"

"Ci sarebbe il Treasure Island. Non vi va di vedere lo spettacolo, vero?"

"Grazie, ma Britt vuole davvero vedere i pirati."

"Allora, è questo il vostro regalo? Delle indicazioni?"

"Beh, forse qualcosa c'è." Si chinò e sussurrò piano all'orecchio di Barbra.

Barbra aggrottò la fronte, considerò la richiesta, poi rise."Non sarà di certo la richiesta più strana che abbia mai ricevuto. Hmm, lascia fare a me. A mezzanotte." Abbracciò di nuovo Santana. "Buona fortuna, ragazza. Assicurati di prenderti cura di lei."

"Lo farò," promise convinta, cercando di sembrare seria, ma non riuscendo a contenere il ridicolo sorriso felice sul viso.

"Buon concerto!" Brittany urlò non appena la cantante si allontanò lungo il corridoio. "Si assicuri di passare nei bagni vicino al tavolo dei dolci. Hanno i tappeti!"

"Merda!" urlò Santana attraverso la cappella.

"San!"

"Lei sa cosa voglio dire."

La salutarono non appena Barbra Streisand lasciò l'edificio.

"Allora, signorine," le interruppe Elvis. "Come avete intenzione di pagare? "

"Non ho portato i soldi," disse Brittany.

"Nemmeno io," Santana si batté una mano sulla fronte. "E' tutto nella stanza. Oh aspetta. Ho la carta di credito, va bene lo stesso?"

"Non dimenticare questo," Brittany sventolò il loro buono sconto in faccia ad Elvis. Le strappò il buono dalla mano e in un batter d'occhio tutto fu passato e pagato, bello e finito.

"Fantastico," sorrise allegramente. "Andiamo a festeggiare!"

"Ciao Elvis," Brittany fece l'occhiolino. "Sempre che sia il tuo vero nome."

"Saluta Yoda e state alla larga dagli hamburger!"


Fuori nella fresca notte, le sposine camminavano lungo la strada di Las Vegas, le braccia oscillavano fra loro mentre si tenevano per mano. Per la prima volta in vita sua Santana si trovò senza parole e terribilmente in imbarazzo. Guardò le loro mani ma non ebbe il coraggio di guardare Brittany. Un silenzio carico di aspettativa scese su loro. Alla fine, con un sospiro, guardò al suo fianco per trovare Brittany che la fissava a sua volta con uno sguardo adorante e un sorriso scaltro che fece arrossire Santana sino alla punta delle orecchie.

"E adesso?" Brittany chiese piano, rompendo finalmente il silenzio.

"Ho una sorpresa per te." Santana le restituì il sorriso quasi timidamente. "Un po' più in là. In questa strada."

Camminarono avvolte in un confortante silenzio, semplicemente assaporando la reciproca vicinanza e come quella notte si stesse rivelando davvero fantastica. Ogni tanto una gettava uno sguardo di lato e semplicemente sorrideva felicemente all'altra. Brittany si avvicinò sempre più a Santana mentre camminavano fino a quando le loro braccia si intrecciarono. Santana finalmente pensò a qualcosa di intelligente da dire. Era semplicemente geniale. "Chi pensi che vincerebbe in una lite, Elvis o Barbra?"

Brittany esaminò la domanda pensierosa. "Barbra, decisamente. Non c'è storia. Lei è una tosta, mi ricorda un po' te." Santana sembrava abbastanza compiaciuta dal complimento.

"Ci siamo quasi," disse Santana dopo dieci minuti di passeggiata appoggiate comodamente l'una contro l'altra. "Chiudi gli occhi." Si fermò di fronte a Brittany, raggiungendola e coprendole gli occhi con le mani. Per fortuna non dovevano andare molto più avanti perché già questa semplice azione era infinitamente più complicata del normale a causa delle manette. Santana doveva camminare davanti a Brittany ma all'indietro in modo da non inscenare una strana versione verticale di Twister .

"Pronta? ... E Ta dan! " Lasciò cadere le mani.

Brittany stava saltando su e giù per l'eccitazione, squittì di gioia.

"Pirati!"

"Arrrr," affermò Santana. "C'è uno spettacolo o qualcosa del genere e queste sirene cercano di attirare i pirati verso la loro morte..."cominciò a spiegare.

"Voglio una benda sull'occhio," disse Brittany, completamente indifferente allo spettacolo, alla trama, o al fatto che attualmente ci fosse una battaglia in corso sul laghetto di fronte al Treasure Island Hotel: pirati sparavano con i cannoni della loro nave e gridavano e spruzzavano, mentre quasi un centinaio di spettatori guardavano stupiti.

"Certamente tesoro." Santana accettò tranquillamente senza problemi.

Qualsiasi cosa per la sua ragazza. Per sua moglie. Merda. Sua moglie. Merda. Merda. Merda.

Qualcosa si mosse dentro di lei, ma non riusciva a capire cosa fosse attraverso lo stordimento causato dall'alcool, il suo cervello stava cercando con difficoltà di funzionare. Spinse quella sensazione da parte, archiviandola per rifletterci più tardi. Era una cosa importante, qualcosa di enorme e aveva bisogno di tempo.

"Andiamo." Il tremore nella sua voce si perse non appena tirò Brittany lontana dalla folla e dietro l'angolo, dove, fuori dalla vista, si buttarono oltre la recinzione, cosa che a proposito è estremamente difficile quando si è ammanettati. Atterrarono con un tonfo e un risatina, nascoste alla vista della folla da alcuni arbusti.

"Di qui," disse Santana in un sussurro sommesso. Perché stava sussurrando non sapeva dirlo, c'erano cannoni che sparavano continuamente con colpi assordanti, esplosioni, urla, grida e sirene sexy che danzavano intorno, e la folla che guardava non avrebbe di certo prestato attenzione a qualche cespuglio che si muoveva ridacchiando.

"Ricordati dell'allenamento delle Cheerios," sussurrò Santana prima di scivolare verso il basso nella vasca, dove era ospitata l'attrazione turistica. "E ne usciremo vive".

"Aspetta." Brittany sembrava preoccupata. "E se mi viene il mal di mare?"

"Non succederà, te lo prometto," Santana si chinò e la baciò intensamente facendole momentaneamente dimenticare le sue preoccupazioni.

Entrarono nell'acqua come Navy SEALS che entrano in combattimento, solo gli occhi e la parte superiore delle loro teste erano visibili al di fuori dall'acqua, facendosi strada verso la nave. Mentre la guerra inscenata era protagonista nella parte anteriore nessuno notò due ragazze salire dall'altra parte della nave, sul ponte, tramite una comoda scala a pioli di corda. Si abbassarono nascondendosi dietro alcuni barili quando un uomo in fiamme che correva urlando passò davanti a loro e si gettò fuori dalla nave nell'acqua.

"Non ti preoccupare, sono sicura che era tutto parte dello spettacolo," sussurrò fiduciosa Santana.

"Quale vuoi?" Chiese Brittany. Sbirciarono oltre i barili osservando i pirati che combattevano e quelli che sembravano ballerini sexy bagnati, il che era un po' confusionario. Un ghigno diabolico apparve sul volto di Santana quando avvistò il pirata che voleva.

"Quello." I suoi occhi brillarono quando indicò la parte anteriore della nave, dove il capitano abbaiava ordini ai suoi miserabili scagnozzi, indossando la pregiata benda sull'occhio.

Brittany sorrise in risposta.

Furono momentaneamente distratte dalla loro preda quando un pirata si buttò giù dalla coffa dal vicino albero e fatalmente si fermò a prendere un coltellaccio dal ponte. E gli costò la dignità. Prima di capire che cosa c'era sopra di lui, fu stretto con precisione da una corda per stendere i panni da due ragazze che indossavano manette. Trascinarono il suo corpo molle dietro i barili e cominciarono a spogliarlo. Poi strattonarono l'intontito marinaio/attore/incompetente innocente/povero ragazzino che cercava di fare il suo lavoro per poter seguire la sua strada all'università, al lato della nave, lasciandolo penzolare fuori bordo.

Brittany ridacchiò mentre si spogliava e prese i pantaloncini rubati al pirata, la camicia, il gilet e la bandana e cominciò ad indossarli. La sua risata si spense non appena si ritrovò, profondamente perplessa, a cercare di capire come mettere camicia e gilet sopra le manette. Ogni tentativo fallito portava Santana sempre più vicina ad una crisi isterica. Brittany alla fine decise di strappare i vestiti, totalmente frustrata, e sbuffò irritata, per Santana che non era stata di alcuna utilità e si limitava a ridere impotente.

"E' il tuo turno," sorrise il Pirata Brittany, finalmente vestita, indicando con la testa il capitano. "Facciamolo." Santana grugnì una risata proprio davanti al viso di Brittany, completamente fuori controllo. "Ehi smettila," disse imbronciata. "Andiamo. Non ho ancora avuto la mia benda." Strinse il volto di Santana con la mano libera, strizzando le guance rigate dalle lacrime provocate dalle risate. Brittany inclinò la testa di lato e socchiuse gli occhi. Tirò Santana verso di lei e la baciò, fermando immediatamente la sua risata. Sorrise nel bacio mentre veniva subito ricambiata.

"Questo è barare! Non è giusto," borbottò Santana.

"Ho imparato dalla migliore. Ora andiamo prima che trovino i corpi dei pirati e chiamino CSI."

Brittany prese il comando, convinta che nessuno si sarebbe accorto che c'erano delle intruse grazie al loro astuto travestimento da pirata. Prese la sciabola messa da parte e trascinò Santana, che sembrava ancora profondamente immersa in una crisi di attacchi isterici, attraverso il ponte schivando pirati urlanti ed esplosioni che sembravano venir sparate da un lato della nave senza alcun preavviso. Salì le scale tre gradini alla volta arrivando sul ponte superiore, utilizzando le sue pazzesche abilità da ballerina per mantenere Santana dritta al suo fianco per tutto il tempo, fino a quando raggiunsero il capitano che stava in piedi davanti al timone della nave urlando a più non posso.

Santana guardò con totale stupore Brittany saltare sulla schiena del capitano e bloccarlo a terra. Spinse il cappello con forza sulla sua testa fino al naso in modo che non potesse vedere il suo aggressore.

"Questo non è nella sceneggiatura," urlò. "Il mio agente mi sentirà per questo… mmmmmphfff!" Brittany legò la sua bandana intorno alla bocca imbavagliandolo. L'attore crollò sul pavimento, apparentemente svenuto a causa dello shock.

"Sei fantastica," sospirò Santana con orgoglio alla sua ragazza. Moglie. Merda.

Brittany gli tolse il lungo cappotto cremisi e lo gettò a Santana per poi occuparsi della sua camicia. La risatina di Santana si attenuò solo per essere sostituita di colpo dal singhiozzo causato dalle troppe risate. Quasi soffocò per un altro singhiozzo quando un grasso peloso pirata apparve accanto a lei, apparentemente dal nulla.

"Che cosa state facendo?" chiese, cercando di capire quale parte dello show fosse.

"E' svenuto," gridò Brittany sopra i rumori di battaglia. "Dobbiamo togliergli i vestiti, così può respirare!"

"Oh, merda. Vado a chiedere aiuto," e si precipitò fuori.

"Presto!" gettò una camicia a Santana e poi finalmente spogliò il capitano del suo ultimo brandello di dignità rubandogli anche i calzoni. Santana agguantò l'oggetto più ambito, cioè la sua benda sull'occhio, e poi decise che voleva pure il cappello. Si sentì leggermente sollevata sentendolo gemere non appena tirò via il cappello che era stato incastrato giù fino al suo naso, indicando che era ancora vivo.

Si precipitarono verso i barili, ma non ebbero il tempo di cambiarsi, prima che la musica e lo spettacolo si fermassero improvvisamente. La battaglia cessò e i paramedici salirono a bordo della nave correndo verso il Capitano. Il cast riunito intorno a loro. Si poteva udire il mormorio della folla che cercava di capire quello che stava accadendo

"Uomo in mare!" Gridò qualcuno, avendo intravisto la prima sfortunata vittima dei pirati lottare con difficoltà per uscire fuori dall'acqua. Quest'ultimo inorridì nel vedere tutti che lo guardavano mentre aveva addosso solo le mutande. Dietro i barili Santana e Brittany stavano sedute immobili chiedendosi cosa diavolo fare. Alzarono gli occhi.

Con tutta la folla distratta dagli attori seminudi, il Capitano sfruttò l'attenzione come se fosse l'attore principale di un'epica scena di morte scritta da Shakespeare stesso, le ragazze approfittarono della situazione andando in punta di piedi oltre l'albero maestro della nave, salendo sulla coffa fuori dalla vista di occhi indiscreti. Si accucciarono nel piccolo posto di vedetta in cima all'albero, nascoste seppure in bella vista. Santana si vestì in fretta cercando di non ridere mentre lottava con la sua camicia e il cappotto proprio come aveva fatto Brittany.

"Come si dice quando si prende il controllo di una nave?" rifletté piano Brittany.

"Pirateria!"

"Oh," Brittany sembrò sorpresa. "Anche quando si tratta di una nave pirata?"

"Credo di si."

"Mi sembra sensato."

Le folla si disperse subito dopo che i paramedici furono andati via non avendo trovato niente di ferito tranne qualche ego. Il resto degli attori era andato via da tempo felice di aver finito prima. Si stava facendo tardi e le luci che illuminavano la nave durante le rappresentazioni venne spenta lasciando solo poche deboli luci artisticamente disposte ad illuminare la nave per creare un effetto teatrale. Il personale e la sicurezza dell'hotel avevano cercato all'interno della struttura il presunto aggressore: una pirata bionda legata ad un'altra ragazza dai capelli scuri, come il capitano stesso le aveva identificate. Non avendo trovato nulla a bordo della nave continuarono a cercare nel resto dell'area e dell'hotel.

Nella coffa, accasciata contro l'albero, Brittany russava dolcemente indossando la sua benda sull'occhio con la testa appoggiata sulla spalla di Santana, il mantello del Capitano drappeggiato trionfalmente su di lei. Santana sospirò felicemente. Che notte. E non era ancora finita!

Scrutando oltre il bordo della vedetta Santana poteva vedere la strana luce di una torcia provenire dalla pattuglia extra di sicurezza messa di guardia per il resto della notte.

Guardò sulla facciata di uno degli alberghi facilmente visibili dalla nave e controllò l'ora in un enorme orologio digitale. 11:58.

"B, svegliati," Santana diede una piccola gomitata alla ragazza che sonnecchiava delicatamente.

"Mmmmphff? Cosa succede? Altri dieci minuti." Borbottò Brittany. L'orologio segnò le 11:59. Non c'era più tempo da perdere così Santana la svegliò baciandola.

"Hmmmmm," Brittany sorrise mentre i suoi occhi si aprivano.

"Stavi facendo finta di dormire," la accusò Santana.

"Stavo riposando gli occhi e aspettavo che mi baciassi."

"Per questo devi svegliarti. Ho un'altra sorpresa per te."

"Adoro le sorprese!"

"Lo so, guarda gli alberghi." Brittany attese con interesse fino a quando l'orologio sulla parte anteriore dell'hotel scoccò la mezzanotte. "Andiamo Barbra, non mi deludere," mormorò Santana sottovoce.

In quel preciso istante, tutte le luci sul fronte degli hotel si spensero per poi riaccendersi seguendo una specifica sequenza. Dalla loro vista nella coffa le luci scorrevano lungo tutta Las Vegas, le luci delle stanze d'albergo lampeggiavano spegnendosi e accendendosi formando un messaggio. Le luci formavano un cuore e dentro la scritta 'B + S per sempre'.

Non mancherò mai più di rispetto alla Streisand. Nemmeno per far incazzare Rachel.

Santana giurò a se stessa solennemente.

La mascella di Brittany si spalancò e squittì sorpresa voltandosi per vedere Santana che le sorrideva come non mai. "Come hai fatto?" strillò gettandosi ulteriormente nelle braccia di Santana.

"Ahh beh, sai. Qualsiasi cosa per te, piccola."

Dopo circa 20 secondi le luci si spensero senza nessun preavviso e il messaggio sparì.

Poi tutte le luci della strada si spensero, così come i semafori, gli edifici, le imprese, i casinò, gli hotel. Attorno a loro era tutto buio per molte miglia, l'unica luce che donava una leggera patina argentea su tutto proveniva dalla luna sopra di loro.

"Oops. Penso che abbiamo fatto saltare la luce", ridacchiò Santana. "Siamo semplicemente fantastiche."

Un coro di voci, di persone che si stavano godendo la loro serata, si levarono dalle strade e si facevano via via più chiassose mentre si chiedevano cosa stesse succedendo.

"Dobbiamo uscire di qui. Andiamo, B, senza far rumore, c'è la sicurezza qui intorno."

Santana cominciò a scavalcare il bordo della vedetta e guardò Brittany che si stiracchiò e poi cominciò a gridare, più forte che poteva, come Sloth nel film i Goonies. "Ehi ragazzi!" dalla cima della nave pirata. Santana fissò con gli occhi spalancati Brittany che sorrise di nuovo.

"Ho sempre voluto farlo." Spiegò. "Cosa?" chiese in risposta allo sguardo inorridito che aveva Santana. "Non mi ha visto nessuno, è buio!"

Da qualche parte nel buio un cane abbaiò. Era l'animale apparteneva alla pattuglia di sicurezza.

Per evitare il cane da guardia nuotarono nello stesso modo in cui erano venute e la libertà era ormai ad un passo da Santana quando arrivarono alla recinzione. Un ringhio e un fruscio proveniente da poco lontano però la pensava diversamente, quando un cane da guardia troppo zelante fuggito dal suo guinzaglio si trovò di fronte a loro. Santana chiuse gli occhi e si fermò davanti a Brittany, mentre la sua mente gridava: sapevo che sarebbe stata la mia morte. Lo sapevo. Denti! Denti! Denti! Ma non successe niente.

Aprì un occhio e la sua paura svanì via mentre guardava lo stupido cane lasciarsi cadere al suolo ai piedi di Brittany per poi rotolare sulla schiena. "Awww è così carino. Ciao morbidoso," Brittany tubò, accarezzandogli la pancia. "Dobbiamo assolutamente prendere un cane, San."

Scuotendo la testa incredula, incapace di commentare l'idea e ancora sotto shock per quello che aveva avuto la certezza fosse una situazione molto vicina alla morte, Santana tirò Brittany verso la recinzione e si arrampicò su di essa finendo sul marciapiede. Santana iniziò a barcollare sul posto, la sbronza le stava dando un po' di sollievo, l'alcool andatole nel cervello la confortava.

"Ciao, cucciolo," Brittany sussurrò, attaccando le dita tra la rete metallica e ridendo quando il cane le leccò. "Stai bene?" le chiese preoccupata Brittany alzando lo sguardo su Santana che sembrava essere appena sopravvissuta ad una battaglia navale e ad un duello con un kraken.

"Mi sento come se fossi in mare."

"Quanta acqua di mare hai bevuto? Ewww, scommetto che la gente ci piscia dentro."

"Ho bisogno di un cocktail," borbottò Santana cupamente al pensiero della pipì.

"Prendiamo quelli verdi questa volta," concordò Brittany eccitata. Iniziarono il lungo cammino al buio per tornare in albergo, bagnate fradice, lasciando una scia di impronte umide dietro di loro e totalmente felici per due motivi diversi. Santana per essere ancora viva e non essere stata sbranata a morte mentre Brittany... beh, lei era sempre felice.

"Chi son ?" sentivano le persone borbottare. "Chiunque siano, hanno rovinato Las Vegas."

"Non dovrebbe essere permesso, devono essere catturati e rinchiusi."

"Non si può lasciare Las Vegas senza elettricità! "

"Ehi, la B e la S non sono le iniziali di Barbra Streisand?" Santana sganciò il commento in mezzo ai pedoni lasciando che il pettegolezzo circolasse. "Sì, non era lei che si esibiva in uno degli alberghi?" Disse accanto ad un altro gruppo di estranei.

Camminarono attraverso le folla di persone scontente che soffiavano e sbuffavano sui marciapiedi, mano nella mano ammanettate. Brittany cercò nella sua tasca pirata e tirò fuori i loro restanti buoni vinti al casinò tutti bagnati.

"Ehi, cosa ci rimane?" Si alzò la benda sull'occhio per leggerli alla luce della luna.

Sfogliarono la pila di carta inzuppata.

"Uno strip club non sarà di nessuna utilità al buio. Che ne dici di Pizza Joey?"

"Sono ancora strapiena con quelle cose a forma di vulcano che servivano al casinò."

"Vol-au-vent?"

"E' quello che ho detto."

"Dato che il tema di questo viaggio si sta rivelando essere il 'per sempre', penso che dovremmo fare questo," Santana sollevò trionfante un buono bagnato. Diceva, 'Viva Las Vegas Tattoo Parlour'.

"Yeah!" Brittany accettò immediatamente, raggiante come non mai. "Abbiamo sempre le migliori idee! Ed è aperto 24 ore su 24!"