Residenza Lopez - Presente

I genitori di Santana e la madre di Brittany fissarono le due ragazze a bocca aperta. La storia che gli avevano appena raccontato, in pieno stile Brittany, accompagnata da Santana che interveniva per chiarire le cose quando l'altra si confondeva (molto spesso), era a dir poco spettacolare, ed erano anche abbastanza sicuri che alcune parti della storia fossero state censurate. Le ragazze erano riuscite anche ad omettere ogni accenno a qualsiasi cosa iniziasse con 'tatu' e terminasse con 'aggio'. Santana era assolutamente determinata a non far vedere ai suoi genitori alcun tatuaggio, che inconsapevolmente poteva aver fatto, non senza prima averlo visto lei stessa.

"E dopo cos'è successo?" la voce del dottor Lopez venne fuori stridula.

"Siamo tornate in albergo, nel frattempo era tornata la corrente e poi questa volta c'erano cocktail verdi e… poi buio. Non ricordo nulla dopo quello, giuro," insistette la sua figlia.

"Buon Dio," ansimò con orrore quando la storia finì. "Non è sicuro lasciarvi uscire insieme, voi due."

Santana deglutì, cosa avrebbe significato per loro?"

"Ma," continuò, "almeno siete tornate a casa tutte intere."

"Certo che lo abbiamo fatto," cinguettò Brittany allegramente.


LAS VEGAS – PARTE 3

La mattina dopo...

Un raggio di sole strisciò lentamente attraverso la stanza fermandosi sull'occhio destro di Santana, provocandole un dolore lancinante con la sua luce accecante. Cercò di girarsi, ma il suo braccio sinistro era intrappolato sotto un grosso peso. Aprì gli occhi per cercare di capire cosa la stava inchiodandolo al letto e venne presa dal panico quando scoprì che era cieca dall'occhio sinistro.

Porca vacca!

Si passò la mano libera sul viso e sentì, mentre la strappava via, una benda che le copriva l'occhio. La tolse subito con immenso sollievo e confusione.

Perché? Dove? Eh?

Un ronzare incessante dentro la sua testa indicava i postumi della sbronza. Esaminò la stanza.

Riconobbe la sua stanza d'albergo, grazie a Dio, e per qualche strano motivo era coperta di soldi.

Soldi che fluttuavano al vento. Vento che proveniva dal gigantesco buco in uno dei muri laterali della stanza.

Dove diavolo era finita la finestra?

Cercò di alzarsi, ma il peso la teneva ancora giù. Il suo braccio sinistro si trovava sotto una pila di cuscini e coperte e non riusciva a muoverlo. Sentì un gemito mentre cercava di trascinare fuori il braccio e le lenzuola cominciarono a muoversi.

Per favore Dio, fa che sia Brittany. Per favore Dio, farò la brava. Per favore che sia Brittany.

Le lenzuola caddero a terra con un tonfo, e anche la persona sotto le lenzuola cadde sul pavimento tirando Santana con sé visto che erano unite con le manette.

"Ouch!"

Santana si trovò sopra Brittany (grazie Dio). Entrambe si fissarono.

"S, perché siamo vestite da pirati?"

"E' questo che ti preoccupa?" gracchiò Santana, parlando per la prima volta in quella mattina. "E perché siamo ammanettate?"

Entrambe si fermarono a guardare sorprese quando un biglietto da cinquanta dollari volò a terra accanto a loro, atterrando su un tappeto di molte, molte, altre banconote da cinquanta dollari.

"È denaro vero?" Brittany sussurrò come se tutto sarebbe scomparso, come era appena successo al sogno pazzesco che aveva fatto. Aveva sognato di sposare Santana. Ha, come se potesse davvero succedere. Almeno non finché Santana non avesse superato i suoi episodi di panico gay. Un giorno, molto lontano, forse.

"Cos'è successo alla finestra?"

"Sono soldi nostri?"

"Penso che dovremmo andare via." Il buon senso di Santana cominciò lentamente a venir fuori.

"Prima che arrivi il servizio in camera. O la sicurezza. O la direzione. Oppure la polizia."

"E che facciamo con i soldi?"

"Li useranno per pagare la camera. Non metterò tutto questo sulla mia carta di credito, mio padre mi ucciderebbe sul serio. Vieni B, andiamo. Mi servono solo le chiavi della macchina. Dov'è il cartellino per il posteggiatore?"

"Dove sono i nostri vestiti? "Brittany guardò in giro per la stanza, molto più confusa e disorientata di come Santana la vedeva di solito. "Le nostre borse sono andate. Non ho le scarpe, solo una seppia."

"E' una sciabola, tesoro."

"S, cos'è successo? Che sta succedendo?"

"Siamo venute a Las Vegas, credo che abbiamo visto Las Vegas e ora... ce ne andiamo."


Uscirono dall'ascensore entrando nel corridoio, rimanendo per un momento spiazzate nel trovare del vapore che sembrava venir fuori dall'ascensore al lato di quello che avevano preso, con il cartello 'Fuori Servizio'.

"E' andato a fuoco?" Brittany chiese ad un aiuto cameriere con le maniche arrotolate, che passava vicino a loro.

"No," spiegò, mentre con occhio curioso osservava il loro strano abbigliamento piratesco.

"Abbiamo avuto un reclamo da un cliente. Due ragazze sono state beccate a fare sesso in un ascensore. Hanno minacciato di battezzarli tutti, quindi dobbiamo sterilizzare con il vapore ogni ascensore dell'albergo."

Le ragazze si scambiarono uno sguardo e indietreggiarono lentamente.

"Già, è decisamente il momento di andare," mormorò Santana tirando Brittany con sé.

Inconsapevolmente imitando la reazione della sera prima, Santana si fermò di colpo quando vide la vetrina che in precedenza aveva ospitato la locandina di Barbra.

"Non ci credo," disse sussurrando piano. Brittany guardò oltre la sua spalla con gli occhi spalancati per l'orrore quando Santana imprecò (come un pirata). "Una convention di mimi. Ma che cazzo?"

"Andiamocene da qui," mormorò Brittany avvicinandoci il più possibile a Santana, abbracciandola, mentre si guardava nervosamente attorno, quasi come se si aspettasse che un esercito di mimi comparisse dal nulla per gettarsi su di lei.

"Potremmo restare," propose Santana. "Chiuderli tutti in una stanza e dargli fuoco?"

Brittany scosse tristemente la testa. "Morirebbero al rallentatore, senza fare alcun rumore e facendo strani movimenti con la mano." Rabbrividì.

"Ok piccola, andiamo via," disse con decisione Santana, vedendo come il pensiero dei mimi avesse sconvolto Brittany. Cercò di risollevarle l'umore. "Sai cosa sarebbe davvero divertente? Se fosse stata un convention sulle 'mine' e fosse andato tutto all'aria."

"Non ho capito."

"Sai le mine? Sono come le bombe, esplodono."

"E' uno scherzo così buffo."

Santana sorrise. "Se non vuoi che combatta contro un'intera stanza piena di mimi per te, e credimi lo farei, allora farò scherzi buffi."

"Okay," Brittany sorrise sulla sua spalla abbracciata al suo braccio sinistro. "Chissà se ci sarà il nostro mimo e se ci riconoscerebbe."

"Scommetto che riuscirei a farlo urlare e a fargli rompere il voto del silenzio o qualunque cosa faccia," Santana sorrise, assaporando il pensiero.

Mentre aspettavano che il parcheggiatore portasse loro la macchina cercarono di non dare troppo nell'occhio e sembrare innocenti, cosa incredibilmente difficile quando si è vestiti da pirata, a piedi nudi e ammanettate.

"Come farò a guidare con te ammanettata alla mano?"

"Dovrai sederti sulle mie ginocchia" sorrise Brittany compiaciuta.

"Oh sì, ai poliziotti piacerà da morire."

La macchina si fermò e le ragazze saltarono dentro l'auto, il parcheggiatore rimase scioccato quando Brittany gli lasciò una mancia di 200 dollari, per lo più per distrarlo da Santana che, seduta sulle ginocchia di Brittany, cercava di guidare. Partì lentamente ma, prima che riuscissero ad allontanarsi, un corpo atterrò sopra la macchina facendo urlare entrambe le ragazze.

Sterzarono all'improvviso, scappando attraverso il prato di fronte all'hotel. Poi finirono contro la statua di un qualche romano morto che traballava precariamente sulla cima del piedistallo, e che indossava un lungo cappotto rosso, sospettosamente familiare, e un cappello da pirata.

"Jack, scendi da questa cazzo di macchina," urlò Santana alla guardia di sicurezza dai capelli biondi che si era gettata sulla vettura nel tentativo di fermarle.

"Aspetta! Pensavo che volessi queste, e il mio nome è Joe." Salì in ginocchio sulla parte anteriore della vettura e mise le chiavi delle manette sopra il parabrezza.

"Uh, grazie."

Aprirono velocemente le manette e Santana tornò al suo posto di guida. Le urla erano però arrivate fino all'ingresso principale dell'hotel e altri agenti della sicurezza si precipitarono subito fuori.

"Scendi dalla macchina," sibilò Santana.

Brittany lo afferrò per la camicia e lo baciò. "Grazie Joe," e mentre lo spingeva giù dalla macchina afferrò il suo berretto da baseball con la scritta 'Security' stampata sul davanti per metterselo in testa, mentre la guardia, impotente, rotolava giù nell'erba e finiva in uno stagno.

"Sono i nostri vestiti?" Chiese Brittany, fissando alcuni indumenti che aveva riconosciuto sulla facciata, perfettamente curata, dell'hotel. Alzò lo sguardo e vide la loro camera, facilmente riconoscibile da tutte le altre monotone suite, per l'enorme buco e per i frammenti di vetro tagliente tutto attorno.

Santana premette a fondo sull'acceleratore con il piede senza scarpa, correndo lungo la strada principale, allontanandosi da Las Vegas il più velocemente e legalmente possibile.

Una volta arrivate in autostrada e sotto il sole caldo del deserto, Brittany si tolse la camicia da pirata mostrando sotto una canottiera. Si allungò e tolse la camicia di Santana, così che anche lei rimanesse in canottiera. Si chinò il più vicino possibile a Santana, e mentre lo faceva sulla sua spalla si intravide una linea curva con la lettera 'S' accanto. Quando Santana si appoggiò vicino a lei, apparve anche il suo tatuaggio, una 'B' e un'altra linea curva. Quando le loro spalle si incontrarono le linee curve formarono un cuore e dentro si poteva leggere 'S + B per sempre'.


Residenza Lopez

"Allora, dove andiamo per le prossime vacanze estive?" chiese Brittany a Santana, incurante del trauma che avevano causato ai genitori ancora presenti nella stanza.

Il dottor Lopez sbuffò alla domanda e la moglie gli diede una decisa gomitata sul petto.

"Hanno pagato per tutto a parte il, ehm, matrimonio. Lasciamo perdere caro, è tutto finito."

"Harrumph. Io non... non ce la faccio... ", disse agitando le mani in aria e lasciando la stanza scuotendo disperatamente la testa. Santana lo guardò con gli occhi spalancati.

"Cosa significa?" sussurrò Brittany.

"Penso che adesso dovrebbe essere tutto a posto," sussurrò Santana, anche se le loro madri le sentivano benissimo. "Scommetto che voleva solo essere il primo a sapere cosa fosse successo." Ridacchiarono insieme, ancora ignare delle loro madri che, silenziosamente, ascoltavano tutto quello che dicevano.

"Forte," sorrise Brittany. "Stavo pensando a Disney World per la prossima vacanza. O Rio. Hanno dei casinò. Oppure Reno, come la canzone."

"Reno?"

"I shot a man in Reno.*"

"NO!" gridarono tutti in coro, compresa una voce proveniente dalla stanza accanto.


Liceo McKinley

Poche settimane più tardi il professor Schue entrò nella classe con una busta in mano mentre alzava le mani per attirare l'attenzione della classe.

"Ehi ragazzi. E' arrivata una lettera da Las Vegas indirizzata al Glee Club del Liceo McKinley."

Alcune persone gettarono una rapida occhiata verso Brittany e Santana, che come al solito erano sedute abbracciate nell'ultima fila.

"Chi vuole aprirla?"

"Io!" cinguettò Rachel. "Come co-capitano del Glee club è evidente che debba essere io a leggere eventuali riconoscimenti che potremmo aver ricevuto." Si alzò di scatto afferrando avidamente la busta e ignorando il "Chiudi il becco," di Puck e lo sguardo insofferente di tutti gli altri che roteavano gli occhi infastiditi.

Santana diede una gomitata Brittany per dirle di stare attenta e guardare bene Rachel.

Il suo viso si congelò letteralmente nel ghigno allegro che aveva pochi istanti prima, poi i suoi occhi si riempirono di lacrime e un singhiozzo uscì dalle sue labbra. "Come avete potuto?" agitò una fotografia patinata verso le due Cheerios. "Come avete potuto?"

Gettò la foto a Kurt e crollò su una sedia in prima fila, singhiozzando, mentre Finn cercava di consolarla battendole goffamente la mano sulla spalla.

Kurt prese la foto ed iniziò a boccheggiare come un pesce rosso in difficoltà, mentre la bocca si apriva e chiudeva, l'unico suono che emise fu una specie di grugnito, simile al rumore di un cinghiale infuriato, provenire dal naso. I compagni si affollarono curiosi intorno alla foto e Quinn rivolse un sorriso divertito alle due ragazze, mentre guardava Brittany che, appoggiata su Santana e con il suo braccio attorno alle spalle, si godeva felice tutta la scena.

Nella foto, Brittany e Santana sfoggiavano gli ombrellini da cocktail nei capelli, ammanettate insieme in una cappella di Las Vegas, il Re in persona a presiedere, uno striscione di congratulazioni sopra di loro e Barbra Streisand con le braccia intorno alle due ragazze. La foto era firmata e con una dedica.

"A Rachel e Kurt.

Saluti da Las Vegas.

Vorrei che foste qui.

Con affetto, Barbra."

"Che c'è?" Santana si strinse nelle spalle, osservando la devastazione davanti a lei. "Sto cercando di essere una persona migliore," cercò di dire con sincerità, senza però riuscire a suonare abbastanza convincente. "Vi ho preso il suo autografo, no?"

Rachel e Kurt singhiozzarono.

"Ehi, c'è un DVD qui," disse Quinn senza pensare, mentre controllava la busta nel caso ci fosse qualcos'altro. "Las Vegas 2011, Santana e Brittany Lopez." Lesse ad alta voce la scritta sulla custodia del DVD.

La dura e brutale realtà le piombò addosso come una doccia fredda lungo la schiena. Alzo la testa e fissò Santana negli occhi, come un cervo che fissa le luci di una macchina. Gli occhi di Santana si strinsero pericolosamente e in un lampo si era già alzata in piedi, correndo verso Quinn. Con un urlo Quinn corse fuori dalla stanza e giù per il corridoio, tenendo il DVD stretto in mano. Era determinata a fuggire sana e salva e con il DVD in suo possesso.

"Torna qui, mucchio di cellulite!" urlò Santana, mentre il proposito di essere una persona migliore veniva immediatamente abbandonato.

Fine

Per ora…

O forse no…

Mmmm…

Disney World…

;)


*Canzone di Johnny Cash (trad. Ho sparato a un uomo a Reno.)


Nota del Team: Grazie per essere state con noi in questa avventura! E soprattutto grazie a 2opposites per la traduzione e a Londra555 per il prezioso lavoro di revisione!

Forse non sapevate che... questa storia fa parte di quella che è diventata la "Barbra Trilogy" e che, notizia in anteprima mondiale, stiamo lavorando anche sul sequel in cui le nostre beniamine andranno a distrugg-ehm divertirsi nientepopodimenoche a Disney World! Quindi restate sintonizzate perchè c'è ancora un sacco di divertimento in arrivo...

Se volete discutere con noi di Glee, Fanfiction, Brittana, o qualsiasi altra cosa, vi ricordo che abbiamo da poco inaugurato il nostro forum. Lo trovate qui: brittanalocker - forumfree - it (togliendo gli spazi e sostituendo i trattini con punti).