PdV di Leonardo. Prima persona.

Sono sdraiato sul lettino, a contare le macchie sul soffitto, cercando di ignorare il mio mal di testa, quando sento delle voci concitate provenire da fuori l'infermeria.

April è seduta alla scrivania di Donnie; solleva la testa dal libro di scuola che stava leggendo, mi guarda un attimo e poi si alza i piedi.

Vedo entrare Splinter, che inizia a stendere un lenzuolo sul lettino accanto al mio. O meglio, lettino abbiamo solo questo, quello è un vecchio piano chirurgico che viene adattato come secondo letto. Dietro di lui, Raph entra sorretto da Casey e Donnie: Donnie è più alto di Raph, e deve stare curvo per sorreggerlo.

April nota i miei maldestri e dolorosi tentativi di mettermi seduto, e mi aiuta a sistemare i cuscini dietro al mio guscio, mentre Splinter prende quasi di peso Raph e lo pone sul letto.

Il mio fratello mascherato di rosso mi nota adesso. La sua solita espressione sfacciata e provocatoria è scomparsa: ha l'aria stanca, spenta, spaurita. I suoi occhi smeraldo si illuminano solo un attimo quando incontrano i miei.

"Ehi, Senzapaura", mi dice con un mezzo sorriso.

"Raph", la voce mi trema un po'. Mio fratello è qui, è salvo. Mio fratello Raffaello è qui con me.

Donnie armeggia veloce intorno a lui, movimenti rapidi e sicuri, volto completamente inespressivo mentre inserisce l'ago di una flebo nel suo braccio. Gli altri sono pochi passi indietro, lo lasciano lavorare in silenzio, mentre scrutano le condizioni di Raph. April porta una mano alla bocca; mio padre ha uno sguardo di fuoco, leggo la furia nei suoi occhi, ne ho quasi paura.

Anch'io non posso staccare lo sguardo da mio fratello: il suo corpo è pieno di lividi e sangue secco, ha il volto tumefatto, il labbro spaccato, una benda insanguinata sul braccio. Capisco che è stato ferocemente picchiato. Un grumo di rabbia mi si forma alla bocca dello stomaco. Hanno picchiato a sangue mio fratello, ed è colpa mia, che non ho saputo proteggerlo.

"Raph, sei gravemente disidratato, ti farò una flebo di soluzione fisiologica e poi una glucosata; voglio inoltre dare qualche punto alla tua ferita al braccio." Donnie parla a Raph come un medico al paziente. "Dove hai dolore?"

"Credo di avere qualche costola rotta."

"Ok, dopo che avrò disinfettato questi tagli penseremo anche a quelle. Ti voglio prima reidratare un po' per darti della morfina."

Raph è agitato, allontana con un colpo la mano di Donnie che stava detergendo il suo braccio. "Non pensate a me. Sto bene." Si gira verso Splinter. "Bisogna cercare Mikey. Mikey è ancora lì, padre!"

La sua voce è rotta, non posso vedere i suoi occhi perché è girato dall'altra parte rispetto al mio lettino, ma posso vedere in cambio quello del mio Sensei. Vi aleggia una goccia di speranza. "Raffaello, puoi indicarci il posto dove vi trovavate? Eravate insieme, vero?"

"Sì, Sensei, ma non so dove. A circa una decina di minuti di macchina da dove mi avete trovato. Ma non so dove…" la sua voce è adesso disperata. "Dalla cella dove ci trovavamo non si vedeva niente, poi mi hanno bendato… Padre, non so dove si trova Mikey. Non so dove si trova! Io… io… io l'ho lasciato, e non so, non so dove si trova!" la sua voce è diventata un grido isterico.

A questo punto, come in una dolorosa trance, assisto all'inimmaginabile. Raph si rompe in singhiozzi. Mio fratello inizia a piangere.

Raffaello, il duro, il guardiano dell'inferno, che diventa una furia contro i suoi nemici. Raffaello, il bruto, che risponde sprezzante, che non ha mai un momento di debolezza, che picchia il sacco ringhiando con ferocia. Raffaello, il cinico, che incassa colpi senza battere ciglio, che si butta nella mischia senza esitazione. Raffaello, che non ho mai visto piangere se non quando eravamo piccolissimi, adesso singhiozza senza contegno; la sua maschera inizia ad essere scura intorno agli occhi, dove le lacrime rendono amaranto il rosso vivo.

Per un paio di minuti, nella tana si sentono solo i suoi singhiozzi. Tutti gli altri appaiono paralizzati. Anche Donnie si è fermato, con una garza disinfettante in mano, e lo sguardo perso in un punto oltre la parete. Io stesso non riesco a fare niente se non stare qui a fissare inorridito mio fratello rotto.

Posso immaginare come si sente. Lui è sempre stato molto protettivo nei confronti di Mikey. Guai a chi si avvicinava al nostro fratellino in battaglia. Donnie mi ha raccontato tempo fa che quella volta che io li avevo lasciati soli, perché preso dalla stupida cotta per Karai, e loro tre avevano combattuto contro Snakeweed, vedere Mikey svenuto aveva quasi fatto diventare catatonico Raph. Quindi posso immaginare come si sente. Perché mi sento sul punto di crollare anch'io.

Quando i singhiozzi si calmano un po', Raph continua a raccontare. "Shredder l'ha picchiato. Ha minacciato di iniettargli una sorta di sostanza che gli avrebbe fatto rivelare il covo, ma gli avrebbe danneggiato il cervello." La sua voce è adesso fredda, quasi meccanica. "Non so se anche questo facesse solo parte del suo piano per seguire il mio segnale fino alla tana…"

April e Casey si guardano. Splinter chiude un momento gli occhi. Poi parla. "Donatello, è possibile? Esistono simili sostanze?"

Donnie si scuote dal suo stato di trance "E'… è possibile, sì. Vi sono sostanze neurotossiche che agiscono sulle inibizioni, portando i soggetti a rispondere inconsciamente agli interrogatori…"

Un altro breve silenzio. Sarà la morfina nel mio corpo, ma io non riesco a pensare a niente. Mi sento completamente inutile, come se guardassi la scena dall'esterno senza poter fare nulla.

"Musuko*… " il mio Sensei mormora sottovoce, ma nel silenzio del laboratorio il suo sembra un grido. Perso un attimo in sé stesso, lo sguardo spento fisso nel vuoto. Poi si ricompone e ci dice, guardandoci a turno negli occhi: "Figli miei – riprende la sua espressione fiera, ma la voce non sembra la sua – non siamo più al sicuro qui. Dobbiamo lasciare questo posto."

*Figlio.