_ La Mattina Dopo_
Alex si rigirò, era entrata in quello stato di dormiveglia in cui a malapena ti rendevi conto di chi eri e fu svegliata bruscamente quando, dall'altro lato del letto matrimoniale della sua camera trovò, non uno spazio vuoto come sarebbe dovuto essere ma, una figura maschile.
Una figura maschile che si voltò verso di lei e se la tirò contro nel sonno, e sempre suddetta figura maschile rispondeva al nome di Phillip Jack Brooks o, per renderla più semplice, CM Punk.
Dato che ormai era sveglia Lexi decise di dare un'occhiata all'orario, lei e Phil avevano fatto tardi guardando l'ultimo Batman di Nolan e adesso ovviamente rischiavano di essere in ritardo, erano le sette e mezza e alle otto avrebbero avuto l'appuntamento con gli altri per allenarsi, si decise a svegliare Phil prima che entrambi fossero presi in giro per sempre da Cristopher Irvine altresì detto Chris Jericho, non sarebbe stata la prima volta che collassavano alle 6.30 del mattino e poi arrivavano in ritardo e Chris, nonostante sapesse che il loro rapporto non andasse oltre l'amicizia si divertiva, fin troppo a fare battutine.
"Punk…Punk…Phil! Siamo in ritardo!" disse, liberandosi dalla presa dell'amico e scendendo dal letto stiracchiandosi continuò
"Non so tu ma io non ho voglia di sorbirmi le battutine di Chris." l'ultima frase aveva avuto più effetto delle precedenti in quanto la ragazza vide Phil aprire e gli occhi e guardarla con aria spaesata
"Di cosa stai parlando Lexie?" chiese, tirandosi a sedere e osservando la ragazza che già armeggiava con il borsone da ginnastica
"In venticinque minuti dobbiamo essere in palestra con gli altri Punk; puoi riuscire a tornare alla tua stanza e prepararti o devo trovare una scusa per cui farai tardi?" chiese infilando un paio di jeans, una t-shirt e un asciugamano nel borsone
"Non mettermi fretta Alex, sei tu quella che ha proposto di vedere un film alle 4 del mattino." rispose alzandosi a sua volta dal letto con un grugnito infastidito che fece sogghignare Alex, vedere uno come Phil effettivamente svegliarsi era uno spettacolo più unico che raro più che dormire quelli come loro riposavano gli occhi, il cervello raramente si disconnetteva dal resto del corpo.
"Hai dormito 'sto giro almeno." disse chiudendo il borsone e afferrando un paio di shorts da ginnastica verde acido e un top nero.
"Già, erano mesi che non dormivo così bene, sei un ottimo cuscino Lexie." disse lanciandole un'occhiatina sarcastica
"Ah … Ah. Muoviti Punk io non ho seriamente intenzione di sopportare le battutine di Jericho." disse avviandosi verso il bagno e sentendo la risata di Punk prima del suono del chiudersi della porta.
Parte 8 Erin
"Erin… Erin!" mi svegliò mio cugino scrollandomi per una spalla
"Che vuoi John?" rifiutandomi di aprire gli occhi e mugolando infastidita, nessuno mi doveva svegliare prima delle 10.00 quando ero in vacanza
"Tra 20 minuti io mi vedo con gli altri in palestra, volevo sapere se avevi intenzione di venire anche tu." aprii un occhio che strizzai subito infastidita dalla luce solare
"Cosa ci dovrei venire a fare in palestra? Io mica devo fare wrestling." dissi scacciando via la sua mano dalla mia spalla
"Già, ma potresti vedere Daniel mentre si allena, ti farebbe così schifo?" chiese, il maledetto sapeva della mia "cottarella" per Daniel Bryan
"Okay … okay… dammi dieci minuti e ci vediamo di sotto." dissi alzandomi e facendogli segno di uscire.
Scavai tra le mie valigie finché non trovai un paio di jeans slavati e una t-shirt nera, completai il look con le mie amatissime scarpe da skate e mi sistemai i capelli in una coda alta, scesi per raggiungere mio cugino e addentai al volo un biscotto prima di salire in macchina e partire verso la palestra. Dopo un interminabile discussione con John sulla musica da ascoltare in auto; quando lo avrebbe capito che il rap non è adatto alle persone della sua età? giungemmo alla palestra.
All'interno vi erano già diversi wrestler tra cui lo Shield al completo, Daniel Bryan e Jericho quello che mi sorprese però fu la mancanza delle figure di Alexia e di Phillip; non feci in tempo a finire di formulare questo pensiero che sentii il loro solito bisticciare provenire dall'entrata della palestra, Alex si fermò nel mezzo di una frase quando mi notò, sposto la sua attenzione da Punk a me e disse
"Erin? Tu cosa ci fai qui? Hai deciso di allenarti con noi?" mi voltai per risponderle e mi immobilizzai, dal suo 1.74 di statura mi superava di almeno mezza testa, le gambe lunghe e toniche erano coperte da degli shorts verdi e il busto era messo in evidenza da un top da ginnastica nero, hai piedi aveva un paio di reebook molto simili a quelle che usava John sul ring e capii perché sembrava che tutti i wrestler le ruotassero attorno, era bella, anche struccata e vestita da se era brava a lottare almeno quanto sembrava era degna erede di suo padre
"Decisamente no, sono venuta a dare sostegno morale a mio cugino." dissi, indicando John che stava uscendo dagli spogliatoi in quel momento
"Gli servirà il tuo sostegno dopo che lo avrò battuto" disse Punk ghignando e beccandosi una gomitata da Alex
"Prima devi riuscire a battere me, ricordi?" disse, guardandolo con un sopracciglio alzato, Punk le passò un braccio tatuato attorno alle spalle e rispose ghignando sarcasticamente
"Non prenderla male Alex, ma tu non puoi competere con il Best In The World."
"Già, in effetti Chris l'ultima volta mi ha battuto." rispose con lo stesso ghigno, scrollandosi di dosso il braccio di Punk e avviandosi verso lo Shield, non riuscii a trattenermi dal ridere alla faccia che fece Punk; lui e Alex erano semplicemente troppo divertenti da guardare, lo straight edge mi scoccò un'occhiata obliqua prima di chiedermi, senza abbandonare il suo solito ghigno
"Quindi ti piace Bryan eh?" anche senza vedermi sapevo di essere diventata fucsia, chi glielo aveva detto?
"Se vuoi vi presento ma spero tu sia a conoscenza del fatto che è ancora fidanzato con Brie, quei due sembrano usciti da un dannato romanzo rosa..." stava parlando con me tuttavia i suoi occhi seguivano, con sguardo quasi apprensivo, i movimenti di Alex che stava correndo sul tapis-roulant mentre chiacchierava allegramente con Roman Reigns, sembrava perfettamente a suo agio con ognuno di loro e mi domandavo quante volte fosse già stata in quell'ambiente, se non come atleta, come amica di qualcuno o per allenarsi.
"No grazie Punk, credo di potercela fare da sola, non ti preoccupare." quell'uomo sapeva essere altamente insopportabile quando voleva e in quel momento si stava decisamente impegnando, lo vidi infilarsi gli auricolari e raggiungere mio cugino ai pesi mentre io me ne rimanevo in piedi senza sapere esattamente cosa fare. Sarebbe stata decisamente una lunga mattinata…
Parte 9 Alexia
Raggiunsi in fretta l'angolo della palestra occupato dal gruppo formato da Colby, Jon e Joe, altresì conosciuti come Shield e venni accolta dai saluti calorosi dei tre, be' diciamo di due su tre; io e Jon avevamo un rapporto che poteva essere definito perfettamente con la parola 'conflittuale' in fondo, molto in fondo eravamo amici, ma con i caratteri che ci ritrovavamo finivamo per litigare una volta su due, preferii evitare di tira la corda come facevo spesso con le mie battutine sarcastiche e, insieme a Roman, mi diressi verso i tapis-roulant
"Cos'è successo tra te e Jon Babygirl?" io odiavo quel soprannome, Roman lo sapeva e lo usava di continuo, se non fosse stato alto quei 20cm più di me e non fosse stato un muro di muscoli probabilmente già lo avrei zittito, ma mi ricordavo i match 'amichevoli' che avevamo avuto e di certo non era lui quello che poi era dolorante per giorni
"Nulla di cui io sia a conoscenza, probabilmente è solo più girato del solito e a deciso che tenere il muso a me fosse l'idea migliore." Risposi aumentando la velocità dell'attrezzo e iniziando a correre
"Oppure gli da fastidio che ultimamente ti si veda troppo spesso in giro con Punk, lo sai che tra loro non scorre buon sangue."
"Se dovessi smettere di frequentare tutti quelli che non piacciono a Jon finirei per uscire solo con voi tre; e poi, chi si crede di essere per impedirmi di uscire con chi voglio, mio padre? No grazie ma me ne basta uno di genitore iperprotettivo." Risposi, come se Jon Moxley potesse farmi la predica per le mie frequentazioni; non ero io che finivo a letto con qualsiasi individuo dell'altro sesso che respirava
"Non prenderla troppo male, lo sai com'è fatto Jon." Certo che sapevo com'era fatto Jon, se lo lasciavo prendersi troppe libertà sarei finita con l'uscire solo con quella, molto stretta, cerchia di persone che lui riteneva affidabili e io non ci tenevo particolarmente.
"Appunto perché so com'è fatto non mi preoccupo troppo di compiacerlo Joe." Stava per rispondermi quando senti una mano posarsi sulla mia spalla
"Stavi parlando di me Darling?" mi risuonò all'orecchio la voce del soggetto della nostra conversazione, dire che feci un salto di un paio di metri è dire poco, è più vicino alla realtà dire che quasi caddi dal tapis-roulant e che mi lasciai scappare un paio d'imprecazioni ben poco femminili
"Diamine Jon! Sono troppo giovane per avere un infarto idiota!" alzò un sopracciglio e rispose
"Così mi ferisci Darlin' i miei sentimenti ne risentono."
"Prendete un biglietto di sola andata per l'inferno, tu e i tuoi sentimenti; cos'è hai deciso che eri stufo di tenermi il muso? Perché anche in questo caso, non mi piace particolarmente l'idea che tu mi abbia fatto prendere un infarto per farmelo sapere!" non ero decisamente dell'umore per sopportare le cavolate di Jon, e di certo non mi preoccupavo di non farglielo notare, che sfogasse i suoi sbalzi d'umore con qualcun altro pensai, spegnando l'attrezzo e dirigendomi verso i sacchi da boxe; seguita dagli sguardi preoccupati di Phil e Joe, mi conoscevano abbastanza da conoscere il mio umore dopo i litigi con Moxley e probabilmente quella sera sarei tornata a casa con le nocche in pessime condizioni.
