Parte 10 Erin
Quando, dopo diverse ore di allenamenti, John decise che, finalmente, saremmo potuti tornare a casa non potei fare a meno di farmi scappare un sospiro di sollievo; pensavo che gli allenamenti dei wrestler fossero divertenti; invece erano state le 3 ore più insopportabili della mia vita, se non contiamo i vari battibecchi tra Lexi e Punk o tra mio cugino e Jericho; se c'era una cosa che avevo realizzato trovandomi in quell'ambiente per un po' era che le storyline erano completamente fasulle, raramente le rivalità che si potevano vedere sullo schermo si trovavano poi anche nella vita reale tra le varie superstar vigeva un clima praticamente familiare, d'altra parte non ci si poteva aspettare molto altro quando per la maggior parte del tempo ti ritrovi a viaggiare con le stesse persone.
"A cosa stai pensando così intensamente Rin? Non vorrei che i tuoi ultimi due neuroni vadano in sovraccarico." Disse John dal sedile affianco al mio
"Ah… Ah… dovevo ridere John?" chiesi tirandogli una gomitata che, molto probabilmente fece più male a me che ha lui
"Come mai più girata del solito? Cos'è, hai di nuovo litigato con Phil?" mi chiese alzando un sopracciglio
"No, non ho litigato con Phillip, ho solo un cugino idiota… e che sta cercando di farmi perdere la pazienza." Dissi incrociando le braccia sul petto, mi trascinava con lui in palestra e poi pretendeva anche che fossi felice e contenta; mi sarei consolata con la visuale di Bryan se non fosse stato che pochi minuti dopo che eravamo arrivati in palestra erano entrate le gemelle Bella e io mi ero ritrovata a dar ragione a Punk su quei due, erano così zuccherosi che mi avrebbero fatto venire il diabete e, a giudicare dalle espressioni quasi rassegnate degli altri wrestler, dovevano essere così spesso e volentieri.
Quando arrivammo alla casa di John lasciai che mio cugino si andasse a fare la doccia mentre io mi spiaggiavo sul divano e iniziavo a fare zapping tra i vari canali di tv spazzatura, normalmente li avrei evitati come la peste, ma dato che non avevo nient'altro da fare ed ero troppo stanca per concentrarmi su qualcosa d'intelligente mi sarei dovuta accontentare.
Sentii le palpebre farsi sempre più pesanti fino a che non mi addormentai.
Parte 11 Alexia
Mentre ero ancora impegnata a sfogarmi sul sacco da boxe mi arrivò il messaggio di Vince McMahon e non potei evitare di pensare sarcasticamente 'Wow Vince McMahon in persona! Che emozione!' con tanto di urletti isterici inclusi, scossi leggermente la testa chiedendomi quale razza di tumore al cervello dovessi avere per ritrovarmi con simili allucinazioni uditive; ghignando fra me e me sbloccai lo schermo del cellulare e lessi il messaggio
"Alexia,ho bisogno di incontrarti oggi alle ore 15.00 per discutere della tua nuova gimmick. Arriva puntuale,
Vince "
Ripresi con l'allenamento e mi staccai da lì solo all'ora di pranzo, mi feci una doccia veloce e mi cambiai, per poi salutare Punk e Chris che invece si sarebbero trattenuti in giro per la palestra ancora per qualche ora; ancora con il borsone in spalla mi diressi verso il bar più vicino, nel quale, per mia sorpresa trovai i volti familiari dello Shield, Colby mi fece segno di andarmi a sedere con loro e, anche se con riluttanza accettai, non avevo voglia di pranzare da sola e ero sempre riuscita a sopportare Jon, quindi non ci sarebbero stati problemi; li raggiunsi al loro tavolo e, poggiando il borsone a terra mi lasciai cadere seduta di fianco a Joe
"Sweatheart" iniziò Colby, si, tra quei tre non ce n'era uno che si decidesse a chiamarmi con il mio di nome e sembrava si fossero accordati per usare i tre più aberranti che gli potessero venire in mente, evitai di farglielo notare, anche perché era inutile, e lui continuò "Alla fine hai deciso di risparmiare quel povero sacco da boxe, iniziavo a pensare che stessi tentando di distruggerlo…" gli lanciai un occhiata condita con un ghigno sarcastico e risposi
"Be'. Mi riusciva facile, considerando chi m'illudevo di stare picchiando." Jon alzò la testa dal bicchiere di birra che fino a quel momento aveva osservato con molto interesse e disse
"Come mai ho la sensazione di centrare qualcosa in questa situazione?" inspirai profondamente per evitare di prendere a pugni quella faccia da schiaffi che si ritrovava e, riuscendo non so come a controllare il tono della voce, gli risposi
"Be' sai com'è, sei tu quello con gli sbalzi d'umore degni di una donna incinta." Vidi la rabbia accendersi nei sui occhi e mi lasciai scappare un ghigno soddisfatto; avevo ripagato Moxley con la sua stessa moneta pensai, congratulandomi mentalmente, la mia soddisfazione durò poco però, dato che mi ritrovai sollevata per il colletto da Jon: alzai un sopracciglio mentre, alzandomi in piedi per quanto la stretta sulla mia maglia me lo permettesse, lo squadravo
" Non osare…" mi ringhiò contro. Caro vecchio Jon, credeva di spaventarmi?
"Non devo osare cosa eh Moxley? Dirti la verità, mancarti di rispetto, cosa devo smettere di fare? Non mi fai paura Jon, magari alle altre Divas si ma mi conosci abbastanza da sapere che non sono come loro." Risposi senza battere ciglio e fissandolo dritto negli occhi, continuò a squadrarmi con furia per poi ribattere
"Dovresti avere paura Darlin', ma non sei abbastanza furba per capire quando starmi alla larga. Potresti farti male." Gli avrei molto volentieri risposto a tono se non fosse stato per il tossicchiare di Colby e per il 'prendetevi una stanza.' di Joe, io e Jon ci voltammo simultaneamente verso di lui e lo vedemmo ghignare, ottimo, adesso non venivo nemmeno più presa sul serio!
Proprio in quel momento di stallo in cui Jon aveva ancora stretto in pugno il colletto della mia maglia e stavamo fissando Joe arrivò la cameriera che, probabilmente intimorita dalla situazione che si era creata, mi chiese con voce sottile
"Posso portarle qualcosa signorina?" mi liberai dalla presa di Jon e mi voltai verso di lei sorridendo leggermente
"Un panino e una Pepsi, grazie" risposi cortese, quella poverina non doveva essere costretta a vedere me o Jon arrabbiati, come minimo ne sarebbe rimasta traumatizzata a vita, lei annuì leggermente prima di dirigersi verso il bancone; una volta che si fu allontanata mi risedetti e tirai una gomitata a Joe
"Tu escitene di nuovo con una frase simile e io ti giuro che ti castro Joseph, sono stata chiara?" chiesi retoricamente e mettendo su un sorriso estremamente largo, sentii Colby ridere in sottofondo e mi voltai verso di lui
"Guarda che vale anche per te." aggiunsi, piegando le labbra in un ghigno e sentendo la risata di Jon arrivarmi alla orecchie
"Quanto a te Moxley, quante volte ti devo ripetere che la tua aura da psicopatico non mi preoccupa? E' una frase che sta iniziando a suonare ridicola anche alle mie orecchie, la prossima vola che metti su un siparietto simile ti giuro che ti uso veramente come sacco da boxe."
"Mi piacerebbe vederti provare Darlin', anche se ci sono cose migliori che potrei pensare di fare con te…" alzai un sopracciglio nella sua direzione
"Focalizzati sui pugni che ti becchi se provi a rifare un'insinuazione simile Ambrose." Dissi calcando sul suo ring name e passandomi una mano fra i capelli, ci mancavano solo le battutine di Jon oggi
"Comunque…" decise di alleggerire la situazione Colby "Come mai non sei tornata all'hotel?"
"McMahon mi ha chiamata all'arena per discutere della mia gimmick e non avevo tempo di tornare in hotel e poi di rifarmela a piedi fino a là." Vidi i tre scambiarsi sguardi d'intesa
"Ho come la sensazione che ci ritroveremo a lavorare insieme Little One, McMahon ha convocato anche noi." Disse Joe, nel frattempo la cameriera era tornata al nostro tavolo e mi aveva lasciato davanti ciò che avevo ordinato, presi un sorso dalla bibita prima di rispondere
"Meglio per me, almeno con voi riesco ad avere una conversazione decente senza avere istinti omicidi, be'… diciamo con due di voi." Lanciai un'occhiata a Jon il quale rialzò lo sguardo e disse
"Di nuovo i miei sentimenti Darlin' mi stai ferendo." Disse, portandosi teatralmente la mano al petto
"Te l'ho già detto stamattina dove dovete andare in vacanza tu e i tuoi sentimenti Jon e lo sai che io odio essere ripetitiva." Risposi, prima di concentrare la mia attenzione sul mio pranzo.
Parte 12 Erin
Venni svegliata dal ripetitivo suono del telefono di casa di John, di malavoglia mi alzai dal divano e mi allungai verso il tavolino
"Pronto?" chiesi, cercando di mascherare uno sbadiglio
"Eih Erin, sono Phil! C'è John in giro?" chiese Punk dall'altro lato del telefono con voce allegra
"Rallenta Phil, mi sono appena svegliata; non ho la più pallida idea di dove sia mio cugino, ma non è in casa dato che non ha risposto lui." Dissi strofinandomi un occhio, come facevano lui e Alexia a sembrare sempre svegli? Ah già, loro si semplificavano la vita, praticamente non dormivano.
"Oh, scusa se ti ho svegliata allora; io, Lexi e Chris pensavamo di andare a cena fuori stasera, vi volete unire a noi? Ne approfittiamo dato che io e Chris passiamo a prendere Lexi dopo l'intervista." Osservai il vuoto per qualche, troppe informazioni troppo in fretta, mi ero appena svegliata per l'amor del cielo!
"Okay… Phil, rallenta, io mi sono appena svegliata, non processo troppo bene il sovraccarico d'informazioni." Lo sentii ridere e poi ripeté
"Stasera, cena con me, Chris e Lexi, volete venire?" ci pensai su, non avevamo comunque nulla da fare quella sera quindi risposi
"Certo, a che ora?" mi accordai con Punk per l'orario e feci uno squillo a mio cugino, ma dove diamine si era cacciato?
