Capitolo 2 – Robb I

Robb Stark venne svegliato dall'araldo piú trafelato che avesse mai visto. Non era così agitato colui che gli portò la notizia del colpo di Stato di Cersei, né quello della morte del padre. Dal colore della livrea, era un soldato dei Tallhart. Parlava così in fretta che non riusciva a capirlo. Fu costretto a congedarlo e leggersi da sé i messaggi. Come li prese in mano, capì come mai quello fosse così esagitato.

Due delle missive portavano le effigî dei Baratheon, una di Stannis e l'altra di Renly; la terza era dei Lannister: e la cosa gli pareva strana. Cosa avevano mai da dirgli? La quarta aveva un sigillo che non conosceva: raffigurava un palazzo colonnato, un molo ed una nave al di sotto di una fortezza dal cui interno spuntava la testa d'un drago. Incuriosito, la aprì per prima.

"La serenissima Città di Approdo del Re alla molto onorevole grazia Robb Stark, Sovrano de' territorî settentrionali, salute."

È la prima volta che una città intera mi scrive. Robb notò anche che la dicitura 'Sovrano de' territorî settentrionali' era piú ambigua e vaga di un semplice 'Re del Nord', come se stessero dalla sua parte ma non volessero esporsi troppo. Riprese a leggere.

"Voglia sapere la Grazia Vostra che gli onesti borghesi di Approdo del re, viste le efferatezze compiute dall'esecrando Goffredo, primo del suo nome, troppo lunghe per esser enumerate, ma fra le quali non possiamo non citare: in prima istanza, l'omicidio di vostro padre, a noi di cara memoria; in seconda istanza, lo sterminio dei figli naturali di re Roberto, primo del suo nome, di cara memoria; in terza istanza, l'innalzamento del 2% dell'aliquota sulle…"

Che diamine è un'aliquota? Robb cominciò ad intuire il significato della lettera. Iniziò a saltare le parole, poi le frasi, poi le righe.

"Arbitrî dei suoi scherani… in sesta istanza… tracotanza dei Lannister… coprifuoco per le donne pubbliche… donne pubbliche? mignotte… undicesima istanza… essendo innato diritto delle genti… sommossa provocata dalle angherie… Goffredo e Cersei hanno trovato la loro fine..."

Goffredo e Cersei sono morti! Goffredo e Cersei sono morti! Goffredo e Cersei sono morti! Robb non era mai stato così stupefatto. Si aspettava un lungo assedio prima di ricevere questa notizia, ora la guerra era praticamente finita.

La lettera, firmata dal Tribuno del popolo (manco sapeva cosa fosse), concludeva dicendo che Approdo del re era in mano agli insorti, la Fortezza rossa si era arresa, tutti i lannisteriani che v'erano acquartierati erano detenuti nelle prigioni cittadine ed infine si chiedeva di parlamentare per evitare che l'abitato venisse saccheggiato dai vincitori. Delle sue sorelle, nessuna menzione, nemmeno indiretta.

Robb rilesse la lettera, controllando bene di non aver frainteso. Si chiese ad un certo punto se stesse sognando, ma un pizzicotto gli confermò che era tutto reale. A questo punto cominciò ad immaginare cosa ci fosse scritto nelle altre tre.

La lettera coll'effigie dei Lannister era di Lord Tywin. Senza troppi giri di parole, chiedeva anche lui di parlamentare, chiedendo misericordia per suo figlio Jamie. Era il discorso di un uomo vinto, che sapeva d'essersi giocato tutto e di aver perso. A Robb fece una strana impressione. Per lui Tywin Lannister era la malvagia e potente eminenza grigia che aveva fatto devastare le Terre dei Fiumi scatenando la guerra, la mente che aveva mosso quelle membra, fatte di soldati e cavalli e spade*, contro le quali aveva lottato fin dall'inizio della guerra: ora questa creatura tanto inarrivabile, tanto minacciosa, aveva capito di aver perso ed ora cercava di salvare il salvabile, praticamente gettandosi ai suoi piedi chiedendo mercè, non diversamente da come farebbe l'ultimo dei suoi vassalli, anche se con piú dignità.

Anche nella lettera del Signore dell'Ovest non si faceva cenno di sua sorella Sansa, il che gli fece immaginare o che egli non s'osasse a minacciarla, o che lei non fosse piú nelle grinfie lannisteriane. Tutto sommato, un miglioramento rispetto a prima.

Nelle altre due lettere, sia Stannis –re Stannis- che Renly –re Renly- cantavano vittoria e consigliavano di incontrarsi tutti in zona neutra, davanti alle porte di Approdo del re, per stabilire il da farsi.

Mentre finiva di leggere l'ultima lettera, entrò sua madre nella tenda. Robb posò le lettere, la guardò e poi le raccontò tutto d'un fiato, con quella stessa eccitazione da ragazzino colla quale, quando aveva undici anni, le aveva raccontato di aver preso la sua prima lepre. Alla fine le disse: "Madre, la guerra è finita!" e lei rispose:

"Lord Tywin ha ancora il suo oro?"

"Sí…"

"Allora la guerra non è finita."

*=citazione da Shakespeare, Enrico VI, prima parte, atto secondo, scena terza.