CAPITOLO 2

NUOVO INIZIO.

Carrie aveva deciso di restare con lo S.H.I.E.L.D.

Nei giorni seguenti le fecero fare dei test per aiutarla a controllare i suoi poteri e per scoprirne di nuovi.

I test avvenivano in una grande stanza dalle pareti scure.

La stanza aveva sulla parete,alla destra della porta,una lastra di vetro da cui era possibile osservare ciò che succedeva dall'esterno.

Carrie era accompagnata da un'agente dello S.H.I.E.L.D. che la fece entrare nella stanza per la prima volta.

Al centro cera un muro,alto due metri,fatto da blocchi di cemento.

Dietro lo specchio c'era l'agente Coulson insieme al capitano ed altri colleghi.

"Carrie,ora vorrei che dessi un pugno a quel muro."disse Coulson e la sua voce si sentì all'interno della stanza.

"Un pugno?"disse Carrie con timidezza e un po' di paura.

La giovane ebbe qualche istante di esitazione.

"Ok."disse e lentamente avanzò verso il muro e,dopo qualche altro istante,fece come richiesto.

Appena colpito il muro andò in mille pezzi e Carrie,spaventata a morte,fece qualche passo indietro e rimase a fissare il mucchio di macerie.

Poco dopo Carrie veniva accompagnata dal capitano alla sua stanza.

"Cosa mi sta succedendo?"chiese la ragazza.

"Non lo sappiamo. Una cosa è certa con il tempo avrai nuovi poteri."disse il capitano.

La stanza di Carrie era una vera è propria camera da letto con tutti i confort.

Carrie si sedette sul letto,mentre il capitano resto sulla porta.

"Sai ho parlato a Superman e a sua moglie di te."disse il supereroe.

"E cosa hanno detto?" chiese la ragazza con voce timida

"Sono rimasti molto colpiti e sperano che per te ora andrà meglio."rispose Rogers.

"Sul serio?"disse Carrie con una voce felice e un po' malinconica.

"Si. Chloe ha persino versato qualche lacrima."rispose il capitano.

Carrie non sapeva bene come reagire a queste notizie,ma era comunque felice che ci fosse gente che tenesse a lei "Non mi era mai capitato di incontrare persone tanto gentili."

"Lo immaginavo."disse il capitano che però non poté proseguire poiché fu interrotto da Carrie "Mi … Mi hanno detto che i supereroi tendono ad avere un certo codice che definisce il loro comportamento.

Pensi che dovrei provare a cambiare il mio?"

"No." disse lui "Ogni eroe ha un carattere suo.

Solo le regole sono le stesse.

Se il tuo carattere ti fa fare le scelte giuste allora rimani così."chiarì il capitano.

Carrie abbassò lo sguardo leggermente intimidita.

"Non mi hai mai detto cosa ne pensi della stanza."disse Steve.

Carrie fece un piccolo sorriso e parlò con una voce molto tenera "Penso … Penso che questa stanza sia meravigliosa."

Anche il capitano sorrise"Non ne avevi una così a casa tua,vero?"

"No,assolutamente no. Era molto più piccola,c'erano pochi mobili e non erano belli come questi.

Non avevamo neanche la televisione anche se non mi piace tanto."disse lei.

"Neanche a me. Preferisco parlare con le persone piuttosto che guardare facce e voci che escono da una scatola."disse il capitano "Comunque ora devo andare.

Domani faremo altri test."

Carrie si alzò dal letto,prima che il capitano andasse via "Ci sarai anche tu?"

"Ci sarò sempre per te." disse Steve.

"Lo prometti?"chiese la ragazza con una voce gentile.

"Si."rispose Capitan America "Ci vediamo domani.

Ciao."

"Ciao."disse la ragazza e dopo che il capitano era andato via lei si sedette sul letto di nuovo e guardo in direzione della porta con aria felice.

La notte seguente Carrie non dormì.

Era distesa sul letto,sotto le coperte,ma non aveva più bisogno di dormire proprio come avevano detto e la cosa andava avanti da giorni.

Nei tempi seguenti vennero effettuati altri test sempre nella stessa stanza:

TEST 1:

Fu messo un tavolino nella stanza con sopra dei piatti e delle posate e fu chiesto a Carrie di alzare quegli oggetti.

La ragazza lo fece con estrema facilità: i piatti e le posate fluttuavano delicatamente nella stanza.

TEST 2

In un piatto erano stati messi dei pezzi di legno e Carrie doveva dargli fuoco senza toccarli.

I pezzi di legno presero fuoco e ci fu anche una piccola esplosione.

TEST 3

Sul pavimento era stata messa un'asta di ferro con alle estremità due pesi da cinquecento chili ciascuno.

Come richiesto Carrie sollevò l'asta con un braccio solo e senza sforzo rimanendo ancora una volta sorpresa di ciò che poteva fare.

TEST 4

Le fu chiesto di correre,il più veloce che potesse,avanti e indietro per la stanza.

Prima che fosse passato un secondo Carrie aveva già corso ad una velocità prossima a quella della luce.

Due settimane dopo Coulson era nello studio del capitano e leggeva una cartellina dove erano elencate le nuove capacità di Carrie "Dunque abbiamo anche qui una bella lista di poteri:forza sovrumana, vista raggi x super velocità ,pelle durissima,nessun bisogno di nutrimento o di riposo,longevità e chi più ne ha più ne metta."

"E gli ultimi test?"chiese Steve.

"Sono andati bene:è rimasta sott'acqua per quasi un giorno senza respirare ed e uscita asciutta,poi è rimasta in una stanza per tre giorni di seguito senza nutrirsi e riposarsi e quando e uscita era fresca come una rosa."disse Coulson.

Steve fece un leggero sorriso "Pelle anti polvere."

Coulson fece una piccola risata "Si,non saprei come altro chiamarla."

Poi Coulson uscì dall'ufficio di Capitan America,mentre poco dopo entrò Carrie.

"Giorno,Steve."disse Carrie con una voce bassa,ma felice.

Rogers si voltò "Carrie …"

Il capitano stava per alzarsi,ma la ragazza lo invitò a restare comodo "Rimani pure seduto."

Lei andò dall'altra parte del tavolo e si mise seduta.

"Non sei venuto a trovarmi negli ultimi giorni" disse con voce gentile.

"Lo so,ma durante questi giorni sono successe cose non proprio belle." Rispose il capitano.

"C-Come sarebbe?"chiese la ragazza incuriosita.

"Superman ha incontrato una creatura che può ucciderlo.

Quando è calmo è un semplice umano,ma se si trasforma diventa un mostro inarrestabile.

Chloe lo conosceva da tempo,ma non sapeva che cosa aveva di fronte.

Non avendo i poteri completamente sviluppati lei e fuggita con lui per salvare suo marito,ma Clark ha giurato di salvarla a qualunque costo."concluse il capitano.

Carrie era senza parole.

(FLASHBAK)

Capitan America era andato nella Watchtower che avrebbe dovuto essere la casa di Superman e Chloe dopo il matrimonio.

Clark aveva comprato gli ultimi due piani del grattacielo.

Il piano più alto era la casa,il penultimo invece era una grande stanza circolare piena di computer e grandi schermi.

Clark tentava,da tre giorni, di utilizzare i satelliti per rintracciare Chloe,ma senza successo.

Arrivarono Capitan America e Tony Stark,alias Iron Man, proprio in quel momento.

Clark si girò per un istante e gli fece un cenno con la testa,al quale il capitano rispose,poi continuò con la ricerca.

"Trovato nulla?"chiese il capitano.

"No. Non ho trovato ancora nulla."disse Superman con voce seria.

"Ovvio,Chloe è un genio al computer.

Lei sa come sparire."disse Stark.

"Stark,santo cielo! Abbiamo già diversi problemi."disse Steve con voce tonante.

"Calma capitano."-disse Clark per poi rivolgersi ad Iron man-"So quello che sta pensando,ma sappia che lo ha fatto solo per salvarmi."

"Oppure ha un debole per i mostri grigi e spinosi come Doomsday.

Insomma quando era nell'altra casa ha tenuto per tre settimane quel matto in cantina.

Tu dici che lo faceva per difendere te,ma io non ne sono sicuro.

Prima di stare con Pepper io ho speso una barca di soldi per una che poi mi ha mollato alla prima occasione.

Forse bisogna prendere in considerazione anche questa possibilità"

Superman si girò e guardò Stark fisso negli occhi e parlò di nuovo con voce seria "Stai parlando di una Chloe che non esiste."

"Andiamo via,Stark."disse il capitano irritato "Ti chiedo di scusarlo."

"Non importa."disse Superman con tono più calmo.

Una volta usciti squillò il cellulare e Clark rispondendo si accorse che era Chloe.

"Clark … sono io."disse la voce singhiozzante di Chloe al telefono.

"Chloe,dove sei? Stai bene?"disse Clark che cercava di restare calmo.

"Si sto bene,ma non venire a cercarci. L'unico modo che ho per salvarti è fare questo.

L'ho capito quando mi hai detto che una versione futura di me stessa ha mandato un uomo indietro nel tempo per dirti che saresti morto tra una settimana."disse mentre stava piangendo.

"E credi che sacrificandoti cambierai il futuro?

Beh,ti sbagli.

Spenderò tutta l'eternità a cercarti e ti salverò."disse Clark che cominciava a preoccuparsi.

"Tu mi hai salvata per tutta la vita,io invece avrò allontanato da te migliaia di frammenti di Kryptonite che ti avrebbero ucciso,ma non ti ho mai realmente salvato.

Ora posso farlo.

Addio."disse lei.

La comunicazione cessò.

Clark guardò un tavolo dove non c'era nulla sopra,lo colpì con il braccio e lo spezzò in due.

(FINE FLASHBAK)

Gli occhi del capitano tornarono alla realtà e Carrie era sconvolta da quello che aveva sentito.

"Ma … forse io posso aiutarlo."disse lei un po' intimidita.

"No non sei ancora pronta.

I tuoi poteri non sono ancora pienamente sviluppati."disse il capitano "Fino ad oggi non avevo capito quanto era grave la situazione."

"Perché?"chiese la ragazza.

Il capitano abbassò leggermente lo sguardo "Oggi lui mi ha dato una lettera che è destinata a sua moglie nel caso dovesse morire." Il capitano rialzò lo sguardo e Carrie vide che era preoccupata "La cosa che mi ha veramente spaventato e che lui non ha detto: consegnala a mia moglie se mi uccideranno.

Ha detto consegnala a mia moglie quando mi uccideranno."

Ora anche Carrie aveva uno sguardo preoccupato e anche dispiaciuto.

Il supereroe più grande del mondo rischiava di morire e lei non poteva fare niente per salvarlo.

Due settimane dopo la faccenda non era stata ancora conclusa.

Era notte e Carrie era sotto le coperte,malgrado non sentisse più il bisogno di dormire.

Improvvisamente la sua attenzione si concentrò sulla porta d'ingresso della sua stanza.

Non c'era bisogno del super udito per sentire un gran baccano di passi e di voci fuori nel corridoio.

Carrie si alzò,si mise una vestaglia ed aprì la porta.

Nel corridoio c'era un viavai di gente che correva da tutte le parti.

Carrie cominciò a camminare per la struttura lentamente e con movimenti un po' tesi.

Arrivò in una stanza dove un gran numero di agenti dello S.H.I.E.L.D. stavano guardando un grosso schermo.

Quando anche Carrie lo guardò rimase a bocca aperta.

Il video mostrava uno scontro che stava avvenendo in quel momento.

A Metropolis la gente correva per le strade ricoperte di macerie e di auto in fiamme.

Superman era in piedi,in mezzo alla strada,e davanti a lui c'era il suo peggior avversario.

Doomsday era un creatura aliena alta quattro metri,con la pelle grigia,muscolatura imponente,capelli bianchi lunghi,e spine appuntite sul mento,sulla schiena e sulle nocche.

La creatura cominciò a correre verso l'avversario e Superman cominciò a volare verso di lui dandogli una forte testata al petto.

Ci fu un'onda d'urto che danneggiò diversi palazzi.

Doomsday fece qualche passo in dietro indietro tenendosi la mano sul punto che era stato colpito.

Superman gli diede una ginocchiata sulla bocca poi,restando sospeso,cominciò a prenderlo a pugni sul volto.

La creatura gli afferrò il braccio e lo gettò a terra.

L'eroe usò i raggi laser degli occhi sull'arto della creatura costringendola ad abbandonare la presa.

L'essere infuriato lanciò un grido bestiale e saltò addosso a Superman bloccandolo a terra con il braccio.

Doomsday colpì Clark con entrambe le braccia,distruggendo buona parte della strada con l'onda d'urto,poi iniziò a colpirlo molte volte e malgrado lui mettesse le braccia davanti al viso non riusciva a d alzarsi.

Ogni colpo provocava enormi crepe sull'asfalto.

Il mostro poi mise la mano sinistra intorno alla gola di Superman mentre continuava a colpirlo con l'altra.

Clark usò di nuovo i raggi e colpì la creatura al petto,credendo che si sarebbe spostata,ma l essere gli schiacciò la testa contro il suolo.

Poi lo sollevò tenendolo per la testa,lo prese per le gambe con l'altro braccio e cominciò a sbatterlo contro il suolo.

Vedendo l'avversario inerme Doomsday si avvicinò e Superman gli diede un calcio che lo scagliò atraverso tre palazzi e lo fece schiantare sull'asfalto.

L'uomo d'acciaio si rialzo ferito al volto e dolorante alla spalla.

Spiccò il volo,prese la creatura per i capelli,la trascinò via e la fece strusciare contro l'asfalto lasciando una scia.

Poi Clark si fermò e prese a pugni in faccia il nemico fino a quando non si era formato un cratere,poi prese un camion con una cisterna,lo sollevò e lo scagliò contro la creatura facendolo esplodere.

L'essere emerse dal fuoco illeso.

Superman volò verso di lui,lo colpì due volte al volto,poi otto volte al petto,altre due alla faccia e un ultimo colpo allo stomaco.

Doomsday si riprese e sferro un colpo così forte che Superman finì sulla cima di un palazzo e trapassò il terrazzo.

Clark tornò giù afferrò Doomsday ,lo portò in aria e gli diede un pugno facendolo cadere.

Il mostro atterrò su un edificio e trapasso tutti i piani facendo crollare la struttura.

Superman si recò subito a terra,ma la creatura lo afferro alla testa e cominciò a sbatterlo a terra.

Doomsday sferrò un pugno che fece cedere l'asfalto.

Le onde d'urto,provocate dallo scontro sotterraneo,scatenarono un vero terremoto che fece crollare diversi edifici.

L'uomo d'acciaio fu colpito e scagliato di nuovo in superficie andando contro un edificio.

Doomsday fece un salto verso il nemico e Superman volò verso di lui.

L'impatto provocò un'onda d'urto che devastò la città.

I due continuarono a combattere in aria e sia alzarono talmente tanto da superare i tetti di tutti i palazzi.

Li i due si colpirono simultaneamente provocando una terza onda d'urto che era pari a quella di due bombe atomiche.

Superman sollevò l'avversario e lo portò in orbita,poi tornò giù e i due si schiantarono con la potenza di un meteorite.

Una volta che il fumo si fu dissolto Doomsday era in piedi e Clark era in ginocchio,senza più il mantello e aveva il costume a pezzi.

Superman raccolse le sue ultime forze per dare un ultimo colpo che uccise l'avversario.

L'uomo d'acciaio rimase a guardare il corpo del mostro,poi barcollò e cadde a terra.

Sapeva che questa volta non poteva farcela perciò cominciò a pensare al suo matrimonio e a sua moglie prima di chiudere gli occhi per sempre.

Tre giorni dopo Clark era stato seppellito.

Capitan America era nel suo studio ed era in preda ad una depressione totale.

Carrie era seduta vicino a lui e cercava di calmarlo,ma senza molto successo.

D'altronde lei era sempre stata molto timida quindi tirare su il morale alle persone non era il suo forte.

Aveva assistito alla morte di Superman e,malgrado lo conoscesse solo tramite delle foto,gli era dispiaciuto.

"Mi … dispiace molto. So che era un tuo grande amico."disse Carrie con voce triste.

"Chloe è distrutta. In una notte ha perso suo marito,sua cugina e i suoi amici. Erano tutti a Metropolis.

Si è salvata solo la Watchtower e qualche altro palazzo.

Lei dice che il supereroe che lei stessa ha mandato dal futuro gli ha detto che suo marito tornerà così ora lei aspetta una possibile resurrezione."disse Steve che riusciva appena a parlare.

"In fondo lo spero anch'io. C-Credi che lei si riprenderà?"chiese Carrie.

"Di certo non in tempi brevi. Lo shock le ha fatto sviluppare tutti i poteri che ancora non aveva.

Ora lei ha creato con la sua mente un costume uguale a quello del marito e vuole prendere il suo posto."disse il capitano.

Carrie lo abbracciò "Calmati Steve. V … Va tutto bene." Ora anche la ragazza lacrimava.

Nella Watchtower c'era Chloe che aveva indosso il costume che aveva creato lei stessa.

Aveva un mantello molto lungo e largo.

"Un'era è finita. Un'altra è cominciata."disse piangendo.

Poi spiccò il volo passando attraverso i muri senza provocare danni e sfrecciando verso il cielo.

Due settimane dopo furono radunati i Vendicatori.

Il gruppo era composto da:il super soldato Capitan America,il miliardario con una super armatura Iron Man,il dio minore Thor,lo scienziato Bruce Banner capace di trasformarsi in un mostro verde chiamato Hulk, l'arciere con una vista sovrumana Occhio di Falco e la superspia Vedova Nera.

La squadra era stata chiamata per fermare Loki il fratello di Thor.

Questo dio malvagio aveva radunato un esercito di esseri chiamati Chitauri al servizio di un alieno incappucciato chiamato The Other a sua volta al servizio di un essere,temuto in tutto l'universo,che veniva presentato semplicemente con il nome di "Lui".

Carrie era nella sua camera e venne chiamata da Fury.

"Dobbiamo portarti al sicuro."disse Fury che era sulla porta.

"Che succede?"chiese la ragazza stupita.

"Loki ha aperto il portale e ha riversato un oceano di alieni sul nostro mondo."disse il direttore.

Carrie fu portata su un elicottero che doveva portarla in una base sicura in Antartide.

Mentre stavano sorvolando un mare ricoperto di ghiaccio Carrie vide una piattaforma petrolifera in fiamme.

"Devo andare."disse la ragazza.

"Ma noi abbiamo degli ordini…"disse uno degli agenti.

"Non lascerò che delle persone muoiano così."detto questo la ragazza spicco un enorme salto e atterro sulla piattaforma.

Carrie rimase stupita,per qualche secondo,dato l'enorme distanza percorsa con un salto solo.

Degli uomini si erano rinchiusi in una stanza per ripararsi dalle fiamme.

La porta fu strappata facilmente da Carrie che aveva spento l'incendio nel corridoio con il suo soffio gelido.

Portò gli uomini verso un elicottero di salvataggio,attraverso un oceano di fuoco ,ma quando anche lei stava per salire si accorse che una torre della piattaforma si stava per schiantare sull'elicottero.

Carrie riuscì a bloccare la caduta,ma non sarebbe riuscita a sostenere a lungo una torre di metallo che pesava tonnellate.

L'elicottero volò via e la torre cadde in mare trascinando Carrie con lei.

La ragazza tuttavia stava bene e cominciò a nuotare verso il ghiaccio.

Una volta uscita dal mare si accorse che,malgrado i suoi vestiti erano bagnati,la sua pelle era asciutta e lei non sentiva freddo malgrado ci fossero temperature sotto zero.

Camminò per chilometri senza avvertire la stanchezza e poi vide una costruzione fatta di cristalli.

Si avvicinò alla struttura e vi entrò.

All'interno apparve un ologramma di un uomo vestito di bianco con una "S" sul petto.

"T-Tu chi sei?" chiese la ragazza con una voce un po' preoccupata.

"Io sono Jor El,padre di Kal El."rispose l'ologramma.

"Superman era tuo figlio?"chiese timidamente lei.

"Si ."disse lui.

Carrie abbassò lo sguardo per un istante e poi lo rialzò "Devo dirti una cosa che lo riguarda."

"So cosa è successo e ciò mi addolora più di quanto pensi.

Ma non è per questo che mi sono mostrato a te."disse Jor El.

"Allora perché?"chiese lei un po' impaurita.

"Perché posso aiutarti.

So che i tuoi poteri non sono perfettamente sviluppati.

Io posso far si che lo siano.

Diventerai più potente di quanto pensi.

Perciò dimmi:vuoi essere l'eroina che tutti credono che tu sia?"chiese lui.

Carrie ebbe qualche momento di esitazione "Si."

Intanto nello spazio c'era un luogo,costruito con i resti di un pianeta distrutto,chiamato "Il Santuario".

Li si trovavano i Chitauri che erano stati appena annientati dai Vendicatori che avevano catturato Loki.

Tuttavia il comandante degli alieni "The Other"era sopravvissuto e aveva chiamato Sinestro.

Sinestro era stato il capo delle Lanterne Verdi,un gruppo di guardiani dell'universo,ma poi aveva disertato diventando una Lanterna Gialla.

Era simile ad un essere umano,ma aveva la pelle rossa,aveva dei piccoli baffi neri,capelli scuri,e un costume giallo creato dal potere dell'anello che veniva indossato da tutte le lanterne.

"Umani."disse The Other "Forse li abbiamo sottovalutati.

Essi combattono,insorgono,pertanto non possono essere governati.

Sfidarli è lusingare la Morte."disse rabbiosamente The Other.

"Niente può cambiare la mia mente.

Li farò inginocchiare davanti a Lui."disse Sinestro.

"Vorresti farmi credere che tu riuscirai a riuscire dove un intero esercito ha fallito?"disse l'alieno.

"Non da solo."disse Sinestro "In questi anni ho osservato la Terra e so che per batterli serve un vero esercito,con tutto il rispetto per il vostro.

Per prima cosa andrò sul pianeta Apokalips e tornerò con Darkseid."disse Sinestro.

Detto questo volò via a velocità incredibile.

Sinestro raggiunse Apokalips,un pianeta coperto di fuoco e lava dove solo gli dei potevano sopravvivere.

Appena toccato terra Sinestro si trovò di fronte una nube nera che poi prese forma concreta.

Darkseid si era mostrato:aveva la pelle grigia simile a roccia,era alto quattro metri e aveva un'armatura blu e nera che gli copriva il corpo esclusa la testa.

"Cosa vuoi,lanterna rinnegata?"chiese il dio oscuro con una voce che avrebbe terrorizzato anche Doomsday.

"Abbiamo bisogno del tuo aiuto.

Devi concedermi le tue armate."disse Sinestro.

"COME TI PERMETTI DI RIVOLGERTIA ME IN QUESTO MODO?

IO NON PRENDO ORDINI DA NESSUNO."urlò Darkseid.

"Non devi ascoltare me.

Io vengo da parte di Lui."disse Sinestro spaventato.

Darkseid si calmò immediatamente "Ti porgo le mie scuse creatura.

Non avevo idea che Lui ti avesse mandato qui."

In quel momento apparve un ologramma di The Other "Lui accetta le tue scuse e Lui ti attende."

"Ascoltate,ora non posso lasciare il mio pianeta,ma …"Darkseid fu interrotto.

"Forse non mi sono spiegato."disse The Other "Thanos richiede la tua presenza.

ORA!"