PdV di Michelangelo. Prima persona.

Che male. Che male, ragazzi. Non ho mai sentito tanto dolore in vita mia. Non c'è un solo centimetro del mio corpo che non mi faccia male. I piedi, forse, si i piedi sono l'unica cosa che si è salvata dai due pestaggi che ho subito. Tutto il resto mi fa un male cane, dopo essere stato sbattuto ben bene. E' così che deve sentirsi il sacco da box di Raph. Ragazzi, adesso mi faccio le battute da solo, sono un grande. Se Raph si sveglia magari gliela dico.

Oddio, non so se voglio che si svegli subito. Io quando non ero sveglio stavo meglio. Adesso sono tutto spaccato dal dolore. Però se si svegliasse magari questo buio non mi farebbe così paura…

No Mikey, non dire cretinate. Non puoi avere ancora paura del buio, sei un ragazzo grande, non sei più la tartarughina che si infilava la notte nel letto di Splinter. O di Leo. O di Donnie. O di Raph… no no, forse di Raph no… anzi si, qualche volta pure di Raph, vero. L'ho sempre saputo che fa il duro ma poi è morbido come il budino che ho cucinato l'altro giorno…

Al pensiero del cibo il mio stomaco si lamenta. Che fame che ho! Ma è soprattutto la sete che mi distrugge. Forse non sanno che anche le tartarughe devono bere? O più probabilmente anche questo fa parte della tortura… Che tanto lo so che la vera tortura non è ancora iniziata. Non sono tanto ingenuo. So che ci sono tanti modi orribili che la gente ha ideato per dare dolore…

Mi vengono i brividi, io mi sento già malissimo così, ed erano "solo" un po' di botte. Belle toste, però. Sono sicuramente tutto nero di lividi, e tutto rosso di ferite. Sento l'odore ferroso del sangue in bocca, non riesco nemmeno ad aprire l'occhio sinistro. Ma la cosa che più mi tormenta sono le braccia. I muscoli mi fanno talmente male che li sento irradiare calore. I polsi non me li sento più.

Quanto ancora dovrò sopportare? I miei fratelli e mio padre non sono ancora venuti a salvarmi. Lo so, le speranze sono poche. NewYork non è proprio un paesino, e poi per quanto ne so potrebbero averci portato nel New Jersey. Da qua dentro non si capisce neanche se siamo sottoterra o in cima ad un grattacielo.

C'è solo buio. Triste, angoscioso, spaventoso buio…

"Mikey, sei sveglio?"; alla voce di Raph ho un sussulto.

"Sì fratellone. Come ti senti?"

"Sto bene Mikey, non ti preoccupare. Tu?"

"Anch'io sto bene Raph. Come te."

"…"

"…"

"Allora sei tutto rotto, fratellino."

"Sì,Raph. Ho sete. Le braccia mi danno il tormento. Tutto mi fa male. Ed ho paura da morire. A parte questo, te l'ho detto, mi sento bene." Ho tentato una battuta, ma mi è uscita un po' triste. In queste condizioni il Dottor Scherzetto lascia un po' a desiderare.

"Non ti preoccupare, Mikey, verranno presto a salvarci."

"Neanche tu ci credi veramente, Raph."

"Non dire-"

"Raph, lo so che stai cercando di indorarmi la pillola, ma non ce n'è bisogno. Non sono così debole come pensi."

"Io… io non ho mai pensato che tu sia debole, Mikey. Certo, a volte mi fai credere di avere il cervello di una tartaruga di cinque anni… Ma lo so che sei forte, Mikey. E sei un ninja eccezionale."

"…"

"Mikey?"

"Raph, devi essere sicuro che non ce la faremo, se mi dici queste cose."

"Cosa? No, ma porc… Con te qualsiasi cosa dico sbaglio. Non intendevo fare uno smielato discorso di addio, testa di legno. Certo che ce la faremo, e quando questa storia sarà finita prenderò a calci quel tuo brutto guscio per aver avuto questo pensiero stupido!"

Sorrido nel buio. Il mio fratellone, che pensa sempre a proteggermi. Lo sento ansimare un po'. Le braccia fanno soffrire pure lui. Questa volta non so come riusciremo a cavarcela. L'idea del dolore mi spaventa, certo. Ma l'idea di tradire mio padre mi terrorizza. E' il mio chiodo fisso. Forse sono egoista, ma sento il bisogno di parlarne a Raph.

"Raph?"

"Uh?"

"Sai cosa mi spaventa di più?"

"Dimmi."

"Una volta Sensei mi ha detto che sotto tortura prima o poi tutti parlano. Magari io sono forte, come dici tu, e magari riesco a resistere tanto… Ma ho paura che alla fine potrei dire a Shredder quello che vuole."

"Mikey, non mi piacciono questi discorsi, scusa. Non ti devi preoccupare, verranno a salvarci."

Parlare con Raph non mi ha aiutato. Ho sbagliato ad aprire bocca, come sempre.

Il tempo passa. Minuti? Ore? Non lo so. Solo buio, e silenzio. Alla fine, stavolta è Raph a parlare per primo: "Mi dispiace, Mikey."

"Di cosa?"

"Di non essere riuscito ad impedire che quel vigliacco ti pestasse."

"Beh, ha pestato anche te, giusto? E questo dispiace a me."

"Non è la stessa cosa…"

"Perché? Perché io sono la piccola tartarughina indifesa e tu il super campione?"

"Lascia perdere, oggi non si può parlare con te, Mikey."

Ha ragione. Mi sono pentito subito di quello che ho detto. Ma tutto questo dolore mi sta dando alla testa. Il mio fratellone è preoccupato per me, ed io lo tratto così. Mi sento un verme.

"Scusa, Raph. Ti voglio bene."

"Anch'io ti voglio bene, testa di legno."