PdV di Raffaello. Prima persona.

La porta della stanza si è aperta. Stavolta al seguito di Shredder vi sono due ninja, umani.

Con la luce posso finalmente girarmi a guardare le condizioni di Mikey. E non è uno bello spettacolo. Mio fratello è praticamente tutto coperto di lividi e tagli, ha il viso tumefatto, un occhio chiuso dal gonfiore. Capisco che il mio aspetto non deve essere molto diverso, ma vedere lui in quelle condizioni mi fa ancora più male.

"Avete riposato bene, tartarughe?" Come quel sadico di Shredder possa trovare tutto questo divertente, è una cosa che spero di non capire mai.

"Mah, amico, non è proprio l'hotel Hilton ma non mi posso lamentare." Diavolo di un Mikey, dove l'aveva nascosta tutta questa forza? Non posso fare a meno di increspare le labbra in un piccolo sorriso, fiero del mio dolce e duro fratellino. Sorriso che si spegne subito al pensiero che adesso in risposta Shredder lo avrebbe colpito.

Invece, lui si rivolge a me. "Dove si trova Hamato Yoshi?"

"Crepa."

Mikey cerca inutilmente di mantenere una voce ferma: "Se credi che basti un po' di tortura per farci parlare-"

"Tortura? Ma questa non era tortura. Questo era solo un modo per divertirmi un po'" lo interrompe Shreddrer, facendo un cenno ad uno degli uomini al suo seguito che prontamente gli porge qualcosa. "Vedete, tartarughe – continua mentre inizia a rigirarsi in mano l'oggetto, che scopro essere una siringa – la tortura è sempre un buon metodo, efficace e divertente. Ma richiede un po' troppo tempo. Io preferisco risolvere i miei problemi più velocemente. Avrò sempre modo di divertirmi con voi dopo che avrete risposto alle mie domande."

Non chiedo cosa c'è in quella siringa, non penso di volerlo sapere. Lo fa Mikey, però, a modo suo.

"Uh uh, che bel tipo di droga ci proponi? Non pensavo che esistesse veramente il siero della verità."

"Oh, infatti, quello non esiste. Questa – e così dicendo ruota la siringa tra le dita – è l'ultima trovata delle fantasiose menti della ricerca bellica. Rende la vittima totalmente succube del suo carnefice. Peccato – si gira verso di me – che distrugga completamente il cervello, dopo. Ma in fondo, male che vada, io ho sempre un'altra tartaruga."

Si avvicina a Mikey. La mia mente inizia ad analizzare vorticosamente orribili pensieri. Vuole usarla su Mikey. No no, è solo un bluff, adesso che ha capito le mie paure. Ma se non lo fosse? Posso rischiare la vita di mio fratello? Inoltre se quello che dice è vero, che la droga costringerebbe Mikey a parlare, sarebbe mio fratello stesso a rivelargli la posizione del covo. Oddio, il cuore mi scoppia, le tempie pulsano dolorosamente. Cosa fare, cosa fare?

I due ninja si mettono di fianco a Mikey e lo immobilizzano tenendolo contro la parete. Shedder si gira verso di me. La sua voce è un grugnito d'odio: "Mi mostrerai dove si trova Hamato Yoshi?"

Un lunghissimo, interminabile secondo. Alza il braccio. Mikey chiude gli occhi. Sento una voce gridare, capisco di essere io.

"Fermo, fermo! Non lo fare, te lo dirò! Ti porterò da Splinter! Non lo fare, non toccarlo!"

Shredder abbassa il braccio.

"No fratello – Mikey inizia a piagnucolare – non puoi farlo. Non puoi… Non farlo Raph, ti prego, non fa niente…"

"Bene. Prendetelo." Shredder non dice altro, esce dalla stanza.

Uno dei due uomini tira fuori un cappuccio nero, e me lo mette sulla testa. Sento armeggiare intorno ai miei polsi tormentati. Corda, stanno girando intorno ai miei polsi della corda. Poi un rumore di catene. Sganciano le catene e tirano la corda con un veloce movimento mentre cado a terra. Mi ritrovo con le mani legate dietro la schiena, il dolore alle braccia è fortissimo, dopo tutto il tempo passato in quella posizione. Non riesco a trattenere un urlo. Il sangue torna a scorrere nelle mie mani come se fosse fuoco liquido. La caduta mi fa capire che devo avere pure qualche problema alle costole, forse ne ho un paio incrinate dai pugni, se non proprio rotte.

Mi sento sollevare la terra, ma non abbastanza da evitare che i miei piedi striscino dolorosamente sul pavimento di cemento. Perfetto, erano l'ultima parte del mio corpo rimasta intatta. Cerco di alzarmi un po' per camminare con le mie gambe, ma un pugno sul mio piastrone fa scricchiolare le mie costole e mi fa capire che questi bastardi non sono della stessa idea.

Mentre mi trascinano fuori dalla stanza, sento i singhiozzi di mio fratello.

"No, Raph, no…"