Oltre l'azzurro del cielo
Non vengo a cercarti alla tua tomba in un giorno come questo. Nessuno degli altri lo fa. Troppi amici morti chiusi nella nostra testa. Oggi per lo più ce ne stiamo sparpagliati in casa con un'aria arrabbiata, oppure al contrario cerchiamo di essere fin troppo allegri per sdrammatizzare. Ma nessuno cadrebbe in errore. Ci basta guardarci in faccia.
Abbiamo tutti qualcuno da piangere. Ma non ci serve un cimitero. Portiamo il lutto dentro di noi. A volte ci andiamo comunque, perché c'è bisogno di un segno tangibile… di qualcosa da fare, qualcosa da dire, qualcuno che ci ascolti. Ma non oggi. Sembrerebbe soltanto una formalità, e per noi non lo è mai. Oggi è il giorno per restare in silenzio e ricordare… ognuno per conto suo.
Persone che amavamo e di cui ci fidavamo… persone che abbiamo perso a causa di nostri errori, o solamente perché sono state prese di mira a causa nostra… o per motivi che non c'entravano nulla con noi, magari per uno stupido incidente, una stupida malattia. Che si sono sacrificate per aiutarci o che ci hanno supplicato di salvarle, ma inutilmente. O che sono state costrette a rivoltarsi contro di noi e sono perite combattendoci: a volte siamo riusciti a riconciliarci prima che fosse tardi, a volte no. Oppure anche nemici che avrebbero potuto o voluto essere nostri amici… e magari in qualche caso, in qualche modo, per qualche istante, lo sono stati…
E poi, ci sei tu.
Io di solito mi siedo dietro la finestra con una bottiglia di birra. Se qualcuno rompe posso sempre dire che sto onorando l'Oktoberfest. Condendo la dichiarazione col mio famoso tono «levati di torno». Ma ormai nessuno mi disturba più. Al massimo, so che quando starò per vedere il fondo sentirò una mano sulla mia e un certo sguardo preoccupato mi dirà senza parole che non ti farebbe piacere vedermi rovinare per te. E io le darò retta cercando di sorridere. È semplicemente impossibile non darle retta.
Riconosco nel cielo la stessa luce che avevano i tuoi occhi quando mi ascoltavi. Credo di vederla sempre, quando parlo con te nella mia mente. È così che so che sei lì. O magari mi inganno soltanto. Ma non m'importa.
Credevo in Dio prima di perderti. Penso di crederci ancora. Ci sono tante cose brutte al mondo che bisogna credere che tutto abbia un senso. Altrimenti perché continuare a lottare?
Io continuo a lottare perché spero di rivederti…
Anche se forse non c'è un paradiso per la gente come me. Forse ne ho uccisi troppi. Forse ho dimenticato qualche volta com'era essere umano, nonostante i miei sforzi.
È oltre l'azzurro del cielo che ti cerco. Era il tuo colore preferito. Proprio il colore del cielo in autunno. Dicevi che era tanto più profondo e intenso di quello dell'estate.
Ricordo tutto di te.
La morbidezza delle tue mani, l'allegria della tua voce. Il tuo profumo di fiori.
Le tue paure e le tue speranze.
Tutto è rimasto in me così profondamente che rido al pensiero di avere a volte temuto di dimenticarti. È solo che quando qualcosa o qualcuno fa così parte di te… certe volte non lo noti neanche. Ma non vuol dir nulla.
Di un morto molto presto non resta nulla fisicamente. Un corpo fa presto a dissolversi, almeno dal punto di vista del mondo. Tanto che ci viene da chiederci: dov'è andato? È mai esistito? Eppure, allo stesso tempo… può lasciare un'impronta così profonda, un segno così indelebile che nulla potrà mai cancellarlo.
Le conseguenze delle tue azioni possono cambiare la vita di tutti per sempre. L'amore che hai dato agli altri. La forza che hai saputo infondere.
Alla fine è solo questo che conta. Che possiamo tenere con noi e portarci dietro.
Sono rimaste poche foglie multicolori sugli alberi. È triste vederle cadere una a una. Il vento si fa freddo, il sole resta poco sulla terra. È per questo che si sceglie questa stagione per ricordare chi non c'è più. Anche il mondo sta morendo.
Ma il mondo sa bene che è per poco. Solo qualche mese e la luce tornerà.
Anche per questo la scegliamo. Perché da esseri umani, non possiamo non sperare nella luce oltre le tenebre. Nella vita oltre la morte. Il ricordo di qualcuno non sparisce mai del tutto, è vero. Però… a noi non basta. Vogliamo credere di poter rivedere davvero chi amiamo. Di poter parlare di nuovo con loro…
E perché non dovrebbe essere così? Perché non dovremmo sperare?
Alla salute…
Un brindisi all'azzurro del cielo.
–Ehi, posso farti compagnia, bello?
–Sparisci, idiota. Non è aria. Almeno oggi…
–Almeno oggi, già. Gli sposini sono saliti di sopra insieme. I due scemoni stanno chiacchierando dei vecchi tempi di là… e quegli altri hanno deciso che faranno un giro per la città a farsi venire la malinconia. Mica posso lasciarti solo.
–Ah sì? Dove sta scritto?
–Anch'io sto pensando ai cavoli miei. Ai miei vecchi… e a parecchi amici che si sono fatti ammazzare in qualche stupida rissa. Non è divertente. Ma non è detto che si debba pensare ai cavoli propri senza nessuno vicino, no? Altrimenti possiamo solo deprimerci. E credo che la cosa migliore che si possa fare in questi casi… è vivere.
–…In realtà lo penso anch'io.
–Allora mi passi un bicchiere o hai intenzione di fare l'egoista e scolarti quella birra tutto da solo?
–Piglia, scemo.
–Ora si ragiona. Un brindisi all'azzurro del cielo?
–Mi hai rubato le parole di bocca.
–Cin cin.
–Allora… parlami di quei tuoi amici.
–E tu parlami di lei…
