Hinamatsuri
La piattaforma "hina–dan" rappresenta la corte imperiale tipica dell'epoca Heian. Un allestimento tradizionale completo, ricoperto dal drappo "hi–mosen", è formato da sette ripiani…
–Grazie di avermi aiutato ad allestirle. Era tanto tempo che volevo provarci…
–Di niente. Lo sai che scolpire è il mio hobby.
–E grazie anche di avermi aiutato a cucire i vestiti.
–Sei stato una massaia fantastica, TESORA!
–Anche tu, PAZZA! E comunque bisogna saper fare tutto in cucina… i polli ripieni non si chiudono mica da soli…
–Anche dietro le quinte, messere. Anche dietro le quinte. Sai quante volte un ago nella manica ha evitato a Sir Falstaff di entrare in scena con le brache sfondate?
–Oh, finitela. Siete stati bravi tutti e due.
–Certo che tu hai proprio la mania di addobbare casa per tutte le feste di questo paese, liebchen.
–Sarà che ci vivo da troppo tempo… eh eh…
–O forse che hai intenzione di viverci ancora per tanto.
–Poi come data sembra anche fatta apposta per lei, no?
Si pensava anticamente che le bambole hina–ningyo avessero il potere di assorbire gli spiriti maligni e le malattie, portandole via con sé. Per questo all'inizio venivano disposte su delle barchette e lasciate portar via dalla corrente di un fiume.
–Un po' come noi.
–E quindi naturalmente non potevamo non PERSONALIZZARLE. Non saremmo noi, altrimenti.
–Fatemi un po' vedere…
Sui ripiani più bassi trovano posto gli oggetti necessari alla corte quando è a palazzo oppure in viaggio. Abbiamo il carretto tirato da buoi, "goshoguruma" o "hanaguruma", le scatole laccate per il cibo, il palanchino, bracieri, utensili per la cerimonia del tè, il baule ove riporre il kimono o "nagamochi", una specchiera, una scatola da cucito e delle cassettiere…
–Decisamente però NOI non ci spostiamo in questo modo! Chi è che ha costruito quei modellini?
–Io, nei ritagli di tempo. Somiglianti, non vi pare? Non vi ricordate che li tenevo in mano durante tutti gli ultimi mesi?
–Precisi fino all'ultimo dettaglio. I miei complimenti.
–Ce lo vedo un imperatore sfrecciare nel cielo col nostro pesciolino.
–O per strada a salutare la folla dal tuo bolide.
–Se è per questo, chi ha avuto l'idea di far spuntare QUEL vestito dalle scatole al posto di un kimono?
–Ahr ahr. Dobbiamo sempre farci riconoscere.
Sul quinto ripiano sono disposti i tre servitori o samurai, gli Shi–cho, che proteggono la coppia imperiale. I loro nomi sono Nakijogo (il bevitore malinconico), Okonijogo (il bevitore iroso) e Waraijogo (il bevitore allegro). Siedono tra due alberelli augurali, un pesco (o ciliegio) e un mandarancio, e reggono in mano un rastrello, una paletta e una scopa.
–Per ripulire tutto dopo? E che razza di samurai sarebbero? CHE facce gli avete messo?
–Har har. Stai benissimo. Sembra che tu abbia ingoiato un limone acido, ciccio.
–Ah sì? TU piuttosto con quella faccia da cretino! Non riesci a stare serio neanche in figura… e a me tocca passare pure QUESTA festa in tua compagnia? Io protesto.
–Sigh.
–Qualche problema, signor naturalista?
–Nooooo. Cercherò di dire alla mia bambola di sopportarvi per oggi. Peccato che non abbia un libro da leggersi per non sentirvi litigare.
Sul quarto ripiano si trovano i due Ministri della Destra e della Sinistra. Il Ministro della Sinistra Sadajin è raffigurato come un anziano dalla barba bianca, in quanto la sinistra è la direzione più nobile. Il Ministro della Destra Udajin è invece un giovane. A volte i ministri portano arco e frecce. Tra di loro, un tavolino con il dolce augurale a tre colori, l'hishimochi.
–Eh eh… grazie di averci messo anche me. In effetti i dolci piacciono agli anziani… ma temo che possa farmi male.
–Dovrà mangiarselo comunque tutto lei, professore. IO non ho nemmeno i denti per masticarlo.
–Si può sempre fare finta, caro collega ministro.
–Sarei più interessato a scoprire come avete fatto ad infilarmi quel vestito mentre sembra lo stesso che stia sospeso in aria…
–Leggo: il dolce tradizionale rosa, bianco e verde simboleggia l'allontanamento degli spiriti maligni, la purezza e la buona salute… oppure i colori della primavera: erba, neve che si scioglie e fiori di pesco.
–Usciamo per una passeggiata sotto gli alberi dopo?
–Comunque sia ce ne sarà un sacco da mangiare per tutti a merenda, quindi NON toccate quello sul banchetto!– SCIAF –Mi hai sentito, maleducato?
–Che maniere…
Sulla terza piattaforma sono i cinque musicisti, "gonin bayashi": quattro suonatori con tamburi e un flauto, più un cantante con un ventaglio.
–Io mi sono ritratto mentre suono il tamburo.
–Uhm. Io invece do prova della mia bravura di cantante…
–…stonato! Ma anch'io al massimo posso suonare una padella! Eh eh!
–Ma così non mancano due musicisti?
–Mi sono… preso la libertà di aggiungerne un altro paio.
–Ah. Sì. Vedo. Una… fisarmonica e un violino.
–Credo vada bene.
–Sì. Sì. Bella idea, amico.
Sul secondo gradino prendono posto le tre dame di corte, "sannin-kanjyo", che versano il sakè: due in piedi e una seduta. Tra di loro si trovano dei tavolini con altri dolci tradizionali.
–E queste COME le avresti fatte? Eh eh eh…
–Del resto VOLENDO non sarebbero mai mancate.
–Comincio a sentire qualcuno che si IRRITA LEGGERMENTEEEE…
–Non avrai voluto rovinarle l'atmosfera proprio in una festa come questa?
–Pettegoli. Faccio finta di non sentire.
–In effetti ci avevo pensato. Si tratta pur sempre di ricordi. Ma poi mi è venuto in mente che forse… i tre samurai avrebbero gradito che alla nostra celebrazione partecipassero delle altre dame.
–…
–…
–…
–Ho fatto bene?
–…Dove hai trovato il suo ritratto?
–L'ho copiato dalla fotografia in camera tua. Un'altra me la ricordavo… la terza… be'… un po' ho inventato, e un po' mi sono basato su una descrizione. Che ne pensate?
–Sono… belle.
–Sì. Già. Forse le più belle che tu abbia scolpito.
–Bei vestiti.
–Scusate se abbiamo fatto battute stupide. Grazie.
E infine, sulla cima…
–…l'Imperatore Dairi e l'Imperatrice Hina. Eh eh eh.
–Con l'abito regale a dodici strati, lei, anche, badate!
–Hai superato te stesso. Sono incredibilmente somiglianti.
–Nonché regali.
–Sempre il solito a fare il protagonista…
–È solo perché… eh eh… di imperatrice ce ne può essere una sola. Non certo perché me lo meriti, ragazzi. Se volete, vi lascio il posto.
–Macché. Chi lo vuole. Ci stai benissimo.
–Qui lo dico e qui lo nego ma ha ragione lui.
–Penso… che nessun altro potrebbe occuparlo.
–Be', io…
–Animo, bando alle ciance! Tutti di là a festeggiare! Ci sono bottiglie di amazake da vuotare oltre ai dolci! E poi si va insieme al parco!
–Ma visto che queste bambole sono di legno, dovremmo bruciarle domani per mandar via gli spiriti maligni? Non è così che si usa?
–Come osi, eretico! Sono opere d'arte! Le avvolgiamo nella carta con CURA e le mettiamo via per l'anno prossimo!
–Ma entro domani, però. O la bambina di casa si sposa tardi.
–Non è un po' tardi per quello comunque? Eh eh… anche se è vero che a parte lei, in casa non c'è nessuna bambina.
–…
–…Non ancora. È vero. Non ancora.
Akari o tsukemasho bonbori ni
Ohana o agemasho momo no hana
Gonin bayashi no fue taiko
Kyou wa tanoshii hinamatsuri
