Kiku no Sekku
–Ecco ancora un altro vaso…
–Con questo dovrebbero essere tutti.
–Quanti?
–Uno per ciascuno di noi… più uno per il professore…
–…Un altro per chi non c'è più…
–E il dodicesimo è per…
–…per chi deve ancora venire.
–Certo che per noi occidentali questa festa ha proprio un sapore strano. Istintivamente, io tendo ancora ad associare i crisantemi con la morte.
–Eh eh… qui invece sono un simbolo di prosperità e lunga vita… e rappresentano anche il sole. Per questo sono associati all'Impero. Questo sarebbe anche il giorno dell'Imperatore…
–Già, me l'hanno spiegato.
–Si sa qualcosa di…?
–Non hanno ancora finito. Appena… succede, ci avvertiranno.
–Allora nel frattempo beviamoci un po' di sakè coi petali dentro e… alla loro salute.
–I numeri dispari in Giappone sono tradizionalmente considerati portatori di grazia…
–Grazie tante da parte dei numeri pari…
–Eh eh… gelosi? Noblesse oblige, miei cari messeri!
–…E per questo nei mesi dispari, nel giorno che corrisponde al numero del mese, c'è sempre una festa. Il Capodanno, la festa delle bambine, quella dei bambini, quella delle stelle…
–E la più alta delle cifre singole dispari, e quindi la più benaugurale, indovinate qual è? Eh eh… Per questo una festa così importante e simbolica in un giorno come questo.
–Sapete, a volte penso proprio sia vero che al mondo niente accade per caso.
–Ne abbiamo avuto la prova, dopotutto.
–Qualcuno vuol cimentarsi nell'arte tradizionale di creare bambole di fiori?
–Per favore. Posso immaginare cosa ti verrebbe fuori. Sono debole di stomaco.
–Però credo che a lei… a loro… piacerebbero.
–Potrebbe essere un bel regalo.
–…D'accordo. Fatemi provare. Però se sarà brutta negherò recisamente di averla fatta io, chiaro?
–Ma dai! Alla fine stanno venendo proprio carine!
–Anche la tua. Però è un po' piccola.
–L'ho fatto apposta. Penso di regalarla a…
–Ah, giusto.
–Tu sei il più bravo. Del resto è sempre stato il tuo pallino scolpire e modellare.
–Io invece cercherò di dare una bella forma ai fiori dentro i vasi…
–Perfetto per te, signor coltivatore. Diamoci tutti da fare.
–E ricordiamoci di raccogliere la rugiada. Berla e bagnarsi con essa cura le malattie e allunga la vita.
–E non è vero.
–Sì, ma ne abbiamo già parlato. A volte… perfino per noi… un po' di scaramanzia, fingere di credere alle cose belle, non guasta.
–Se vuoi possiamo pestarci di nuovo, ciccio. Direttamente o per interposta persona. Poi facciamo pace di nuovo e festeggiamo senza sensi di colpa.
–Ah ah. Facciamo finta che l'abbiamo già fatto. Penso che nessuno avrebbe di nuovo voglia di rovinarsi la salute per dei testoni come noi due.
–Ben detto. Saltiamo direttamente alla pace che è meglio.
–Di Impero e imperatori a me non potrebbe importare di meno. Però…
–Festeggiare il sole all'inizio dell'autunno… per ricordare che non andrà via per sempre. Che tornerà. E che tutti continueremo a vivere. Alla fine è una festa adatta a noi, penso.
–Già.
–In fondo coniuga bene anche i due significati dei crisantemi, quello orientale e quello occidentale, non trovate?
–…
–…Il sole…
–Per noi non è sempre stato simbolo di grazia. O simbolo benevolo. Ha rappresentato il pericolo… la paura… il rituale che cercava di trattenere tutti noi indietro nel vecchio mondo.
–A volte bisogna oscurare il sole vecchio… perché ne nasca uno nuovo.
–E così abbiamo fatto noi. Ora siamo nel nuovo mondo… non è vero? Tante cose sono cambiate. Tante cose si sono rinnovate. Hanno preso un'altra direzione.
–Tante altre, per fortuna, restano sempre le stesse. Come i nostri legami… come noi.
–Forse in questo senso… è giusto parlare anche di un nuovo Impero. Qualcosa che prenderà il posto del vecchio. Che ne prenderà le parti migliori, getterà il resto, e andrà avanti. Ma per tutti, non solo per una piccola nazione. La profezia si è avverata… ma non come intendeva chi l'ha formulata.
–Non sarà più il simbolo di un governo assoluto, dell'oppressione.
–Un simbolo di speranza.
–Un nuovo sole.
–Mi sembra giusto.
–Amen.
–Ehi! Ehi! Ci siamo! Guardate laggiù! Stanno arrivando!
–Tutti e due?
–Tutti e tre, direi. Ce l'hanno in braccio…
–È nata?
–E la mammina è già in piedi?
–Robuste le donne di oggi…
–Ah ah… potevi dubitarne?
–Ma quanto vanno piano per una volta? Forza, andiamogli incontro!
–Portate le bambole!
–Voglio prenderla in braccio per primo!
–Spostati, allocco! Le farai paura!
–Il nostro nuovo, piccolo sole.
–Certo che ha scelto proprio il più giusto dei giorni per venire al mondo.
–Eh eh… potevi dubitarne, amico? In fondo… nulla accade per caso, no?
