~~La prima settimana era passata abbastanza in fretta e nella più normale delle routine tra lezioni, esercitazioni e istruttori che si autodefinivano il dio in terra per i loro allievi. Si erano formate le prime amicizie, ancor più velocemente le prime antipatie e somministrate le prime punizioni ai cadetti che non avevano dato le risposte volute dagli istruttori.
Steve era riuscito abbastanza bene ad evitare problemi con gli istruttori dicendo quello che volevano sentirsi dire e le antipatie evitando inutili parole con quelli che volevano mettersi in mostra, se ci tenevano ad avere ragione parlare non sarebbe servito. Di natura introverso odiava le compagnie troppo numerose e rumorose, preferendo un gruppo di 3-4 persone magari con la possibilità di condividere il suo hobby, i giochi da tavolo.
Olivia da parte sua si era fatta notare dal capo camerata in senso positivo e non riusciva star fuori da una discussione, se riteneva di avere qualcosa da dire e come sempre se qualcuno brilla altri bruciano per l'invidia e in quello le donne sono maestre. Come il fratello anche lei apprezzava i gruppi piccoli e i giochi da tavolo.
Era venerdì 21 marzo del 2212 nel calendario terreste e i fratelli si trovavano in classe per la prima lezione dell'unica materia che non avevano ancora frequentato "Corso avanzato d'addestramento tattico", per qualche ragione le ore di quel corso erano state raggruppate tutte assieme rendendolo l'unico corso per tutto il giorno, altra particolarità era la voce che voleva che l'istruttore fosse un civile.
Una porta sulla destra si apri ed entro un uomo, anziano ma ancora in forma.
« Cadetti, sono il prof. Oleg Petrovsky e da questo momento sono il vostro insegnate in questo corso. Nel caso ve lo siate chiesti, questo corso non vi insegnerà le tattiche di combattimento da usare ma vi metterà difronte a combattimenti che non potete vincere perché solo in situazioni disperate, si potrà vedere che genere d'ufficiale potreste essere e acquisire l'esperienza necessaria a un combattimento vero.»
Olivia aveva ascoltato distrattamente il discorso impegnata com'era a chiedersi perché la sorte si divertiva a fare questi scherzi e quali problemi avrebbe portato. Si voltò verso destra per guadare Steve che al momento sedeva più in alto e tre file indietro a lei, il fratellino ricambio lo sguardo con una scrollata di spalle a dire "Non c'è niente da fare"
Le successive quattro ore della mattinata passano normalmente con prof. Petrovsky che dava un ripasso alla classe di tutte le tattiche basilare da usare in squadra per terminare al suono della campana che segnalava che la sala mensa era aperta.
« Bene cadetti, ci rivediamo tra 3 ore al simulatore numero 4. Li avrà inizio ufficialmente il corso» salutò e usci dalla stanza.
Olivia raggiunse Steve quando era già in coda al self service della mensa
«Pensi che dobbiamo preoccuparci? Non possiamo certamente definire il prof Petrovsky un amico di famiglia.»
«Non direi, è vecchio ormai e non penso che l'Alleanza l'avrebbe messo a insegnare se ritenesse se ci fosse un qualche pericolo. Di certo è stata una sorpresa che rende questo corso interessante.»
«Questo è sicuro. Ma non parlo di guai per l'Alleanza ma per noi. Sono d'accordo che Petrovsky non possa costituire un problema per nessuno fuori di qui, ma se quell'uomo scopre chi siamo e decide di tagliarci fuori dal suo corso la nostra carriera è finita.»
« Probabile. Ma inutile preoccuparsi ora e se qualcosa va storto hai una linea diretta con una delle massime autorità della galassia.»
«Esattamente quello che non vorrei fare, non voglio voci che mettano in dubbio i miei meriti per il mio nome.»
«Lo so, abbiamo fatto questo discorso molte volte Olivia. Tu dai troppo importanza a persone che non conosci, come io non do nessuna importanza a persone che non rispetto . Quindi ora mi farai il solito discorso e io risponderò di essere orgoglioso di avere un carattere intrattabile.»
Ogni volta che andavano su questo argomento Olivia non poteva evitare di irritarsi. Steve era un eccellente fratello, un ottimo figlio, un soldato da volere sul campo e una persona fidata per chi lo considerava un amico, ma sapeva anche che per un problema che si era presentato da piccolo lui aveva scarsa fiducia in se e per quello che riguardava farsi una vita sociale. Aveva quindi deciso che le persone che non conosceva o non rispettava potevano semplicemente essere ignorate.
«Beh, sai...scusa se mi preoccupo che mio fratello posso mangiare da solo per i prossimi 8 mesi che siamo qui oppure mettersi ai margini di un gruppo e fingere di farne parte, divertirsi o avere una sana discussione con qualcuno. Ora se non ti spiace vado a pranzare con le mie compagne di camerata.»
«Mmmh...»
Steve guardo la sorella allontanarsi e con un po' d'invidia prendere posto tra le su compagne.