Circa un ottantina di persone si erano riunite in una sala situata al di sopra del simulatore 4, il cui interno era visibile grazie ai pannelli trasparenti che costituivano il pavimento della sala in cui si trovavano.
Tutte intente ad ascoltare il loro anfitrione, il prof Petrovsky. « Bene cadetti, da ora avrà inizio il corso vero e proprio. Qui non ci saranno lezioni di tattica o strategia, se non le avete imparate fino adesso non le imparerete più. Quello che vedete la sotto è il simulatore 4, il vostro campo di battaglia grazie ai recenti sviluppi della tecnologia olografica.»
Dei brevi comandi a un pannello e si visualizzo un paesaggio campagnolo e in mezzo figure di soldati di tutte le razze.
A quello spettacolo, accompagnato da un mormorio del gruppo per via dei magnifici dettagli e per la veridicità del paesaggio, segui una spiegazione tecnica di cosa era in grado di fare il simulatore. Gli aspetti più importanti erano la capacità di sviluppare una sensazione di tatto adatta a ciò che si toccava e che gli ologrammi erano dotati di una massa e densità uguale all'originale.
« Il corso è elementare. I cadetti , voi, entreranno nel simulatore e affronteranno varie ondate di soldati nemici, ogni ondata sarà più forte della precedente e sono infinite.»
A quelle parole un silenzio calo sulla sala.
« Come vi ho annunciato in aula non sono qui per insegnarvi niente di nuovo, ma per mettere a prove le vostre capacità contro un nemico che non potete vincere, solo sotto pressione gli uomini mostrano di cosa sono capaci. A rendere tutto più veritiero le armi degli ologrammi, genereranno dei proiettili elettrici non letali in grado di infliggere un dolore uguale a quello di un proiettile vero. Vi siete mai chiesti cosa si prova a ricevere un proiettile in testa o in petto? Qui avrete la possibilità di soddisfare la vostra curiosità e di vivere per raccontarlo. Ognuno di voi sarà dotato di speciali protezioni, per nessun motivo toglierle a simulazione avviata. Sebbene i proiettili non possano uccidere sono in grado di provocare bruciature del diametro di cinque centimetri se si viene colpiti senza protezione, oltre alla possibilità di provocare un attacco di cuore, se la persona sviene o dichiara d'arrendersi gli attacchi smettono. Sappiate inoltre che questi ologrammi li ho programmati personalmente, quindi non confidate sulla stupidità della macchina per vincere.»
Solo due persone nella sala conoscevano il passato del loro mentore e sapevano che cosa significasse. Qualsiasi fosse l'opinione che si poteva avere su Petrovsky, le sue capacità tattiche erano fuori discussioni.
«Per i successivi 8 mesi, tutti i venerdì per 8 ore al giorno voi tutti passerete attraverso il simulatore e se qualcuno voi vorrà essere esentato da questo fardello può farlo...abbandonando "La Guardia" o battendo il simulatore e per rispondere alla vostra domanda, il simulatore ha sempre vinto.»

Seguirono delle brevi istruzione su come si sarebbero svolti gli incontri e su altri aspetti tecnici. A gruppi di 5 persone i cadetti sarebbero entrati nel simulatore che avrebbe ricostruito mappe di zone di battaglia della guerra con i razziatori come FireBase Dagger, Condor, Jade e molte altre.

Olivia si era messa in squadra con due cadette Lydia e Mila e due cadetti della camerata di Steve, Jordis e Marco, quando entrò nel simulatore.

3 minuti e 36 secondi dopo uscivano reggendosi in piedi a stento. Lo scontro, come quello degli altri gruppi si era risolto in una sconfitta totale, al termine del quale ognuno sentiva solamente la sensazione di bruciore e dolore che i colpi lasciavano sul corpo, rendendo difficile muoversi o concentrarsi normalmente, ma impossibile durante il combattimento.

Dopo 4 ore e 3 tentativi falliti Olivia e l'intero corso erano sistemati a casaccio sul pavimento della sala d'osservazione, ognuno troppo dolorante per potersi muovere e un paio di persone erano state portate in infermeria per l'impossibilità di muovere gli arti. Più in la poteva vedere il fratellino disteso bellamente a pancia in su fare profondi respiri ognuno accompagnato da espressioni dolorose, ma intento a parlare con qualcuno del corso.

-Almeno costringerlo a far squadra con altri e servito a qualcosa. - penso Olivia, in quel momento incrocio lo sguardo di Steve che gli rivolse un sorriso.

Tre settimane dopo il simulatore risultava imbattuto. Olivia terminata la sessione mattutina e finito di mangiare allontanò il vassoio, poggiando faccia e braccia sul tavolo. Anche se non poteva vederla senza voltarsi, non aveva bisogno di chiedersi chi fosse quella figura zoppicante che si era seduta di fronte a lei per mangiare.
«Steveee...»
«Mmmhh..?» borbotto mentre masticava
«Voglio rottamare quella macchina infernale.»
«Mmmhh.»
«Però mi devi aiutare fratellino, le tattiche convenzionali non funzionano...»
«Mmhh.»
«...e bisogna pensare fuori dagli schemi per vincere, bisogna imbrogliare.» Olivia sapeva bene come il fratello amasse piegare le regole al limite per uscire da situazioni difficili -"Piegare, mai infrangere"- amava dire.
«Mmhh!»
«...!?» « Steve che ne dici d'inghiottire e darmi una risposta?»
«Ho un piano sorellina.»