Exceed
Quando Happy riprese i sensi era così stordito che tutto sembrava girargli intorno; gli occorse praticamente un'eternità per riuscire a bloccare quel rollio e per mettere a fuoco la vista. Sia lui e Carla adesso si trovavano su di un letto in una lussuosa stanza dall'alto soffitto.
- Ca … Carla sveglia! -
- Che … Che cosa succede gatto maschio? -
- Non lo so! Qualcosa ci ha colpito e ora … Non lo so dove siamo finiti … -
Non sapevano che tutte le risposte che avevano sempre desiderato erano proprio a portata di zampa.
- Per fortuna vi siete svegliati! Voi due siete gli Eletti che hanno compiuto la missione sulla Terra, giusto? - La porta della stanza si spalancò di colpo rivelando un gatto. Anche lui stava su due zampe e parlava come loro ma indossava una divisa militare, aveva il pelo arancio e una faccia stranamente familiare - Che profumo delizioso! -
- Ichiya? - Happy ebbe quasi un colpo - In questo mondo è un gatto? -
- Ma quale gatto? - Sbraitò l'altro - Noi siamo Eletti! -
- Calma, calma Nichiya - san. - Anche un secondo felino fece il suo ingresso in sala, era più alto rispetto a loro, con una grossa testa allungata ed un abito elegante. - I nostri eroi non sono mai stati ad Edolas: è tutto nuovo per loro. Forse è la prima volta che vedono un altro Eletto. -
- Ah, è così? - Il gatto annuì e non perse tempo per cogliere l'occasione al volo e rendere quell'incontro ancor più memorabile - Mi presento: io sono il capitano della guardia imperiale di Extalia: e mi chiamo Nychiya! -
- Io invece sono Nadi: il primo ministro. - Aggiunse l'altro - E sono qui per congratularmi dell'ottimo lavoro che avete svolto con la vostra missione! -
- Missione? - Happy aggrottò un sopracciglio ma Nychiya non gli lasciò il tempo di fare altre domande indicandogli la porta - Mi dispiace ma non possiamo perdere altro tempo. La regina vi aspetta. -
La regina … Gli Exceed …
Happy e Carla si scambiarono un'occhiata preoccupata: avevano sentito cosa dicevano gli abitanti di Edolas su di loro ma se volevano scoprire la verità non avevano altra scelta che stare al gioco. Era fondamentale scoprirla. Perché in fondo entrambi lo avevano sempre saputo: non erano gatti come tutti gli altri ed era giunto il momento di capire qual'era la loro relazione con gli Exceed.
- Lascia fare a me. - Sussurrò Happy facendosi accanto alla sua compagna - Ti giuro che farò del mio meglio per proteggerti ma per ora andiamo con loro! -
Fuori dalla stanza del palazzo che li ospitava si estendeva un mondo stupefacente. C'era una città piena di vita e di movimento ma soprattutto piena di gatti, che si muovevano su due zampe e parlavano tra loro come se nulla fosse. Ognuno aveva caratteristiche, forme e colori differenti ma nonostante tutto ognuno di loro assomigliava in modo stupefacente ad Happy e Carla.
- Oh! Devono essere quei due! -
- Quelli della missione sulla Terra! -
- Che magnifici eroi! -
- E la piccola è davvero carina! -
Ad ogni passo la folla che li attorniava gli lanciava occhiate curiose e complimenti d'ogni specie.
- E' come una città normale, ma gli abitanti sono tutti gatti. - Borbottò Happy tra sé e sé ma il primo ministro lo sentì lo stesso. - Non siamo gatti! Siamo Eletti! Noi siamo Exceed! - Ribatté Nadi - Noi governiamo sugli umani e questo è il nostro regno: Extalia! -
Passo dopo passo il comandante ed il primo ministro li avevano condotti alle soglie del castello: un edificio grandioso e colorato, ricco di cupole dalle forme a pennacchio.
- Sapete qual è il problema più grande per noi Exceed? - Nadi faceva strada - Gli umani. Sono creature incredibilmente stupide, senza magia, esseri inferiori. Dobbiamo controllarli con attenzione. -
- Per di più hanno un odore terribile! - Nichiya si tappò il naso ma l'altro continuò a parlare - La regina governa gli esseri umani da qui. -
- La regina ha un profumo delizioso! -
- Gli umani posso diventare pericolosi quando aumentano troppo di numero così la regina ha stabilito che tutti quelli in eccesso vengano uccisi. -
- Cosa? - Carla si arrestò di scatto ed anche Happy si bloccò a metà strada per le scale - Per … Perché fate una cosa così crudele? -
Nichiya li spinse avanti e Nadi continuò imperterrito la sua spiegazione - Lo facciamo per normalizzare le costanti perdite di magia dell'ambiente. Questo è il volere di sua maestà. -
- Ma che diritto ha di decidere la morte di qualcuno? - Carla iniziava a puntare le zampe.
- Lei può, perché è un Dio. - Nichiya scandì quella risposta come se fosse stata la cosa più naturale al mondo.
- Se lei è un Dio allora perché aveva bisogno di noi? Qual'era la nostra missione? -
- La vostra missione? - Nadi si girò ridacchiando - Non è ovvio? Era quella di trovare e catturare i più potenti tra i maghi terrestri. -
- Catturare i maghi terrestri? - Carla spalancò la bocca - Vuoi dire che la mia missione era quella di portare qui Wendy? -
- Un … Un momento … - Anche Happy si prese la testa tra le zampe - E io dovevo portare qui Natsu? -
- Non può essere vero! - Gridò Carla - Noi non sapevamo niente del genere! Non abbiamo compiuto nessuna missione e non vogliamo compierla! -
Per un attimo Nichiya e Nadi piombarono nel silenzio poi il comandante delle truppe imperiali puntò un dito contro il primo ministro ed asserì tutto d'un fiato - Perdita di memoria. -
- Non ci sono altre opzioni: il passaggio dimensionale deve aver danneggiato qualcosa. -
- Che volete dire? - Carla era fuori di sé. Aveva resistito anche troppo a lungo.
- Il mondo di Edolas perde continuamente energia magica. - Le spiegò Nadi - Per questo gli umani hanno deciso di realizzare il progetto Anima e noi abbiamo pensato di sfruttare la cosa anche a nostro vantaggio. Sei anni fa, cento uova di exceed sono state inviate sulla Terra attraverso il vortice. Ad ognuno dei prescelti erano già state fornite delle informazioni, ancora prima della nascita. Il loro compito era quello di rintracciare i maghi terrestri più potenti e di far sì che venissero catturati da Anima per poterne sfruttare il potere magico. Avete fatto un buon lavoro. -
Non era possibile! Carla crollò in ginocchio.
- Adesso che gli umani sono qui ad Edolas lasceremo il processo di sintesi a quelli del palazzo, anche se sono stupidi sono un'ottima manodopera. -
- No … Non è vero … - La gatta si coprì il viso bagnato di lacrime - Io voglio bene a Wendy, non volevo farle alcun male! -
- No, no! Stavi solo eseguendo degli ordini. - Nadi scosse un dito - Non ti è mai capitato di avere delle visioni sulla natura di Edolas? Quelle erano tutte le informazioni che ti avevamo impiantato noi. E' merito nostro se vi siete diretti in quel passaggio sotterraneo. -
- E' UNA BUGIA! -
- Tutte le vostre azioni sono state una conseguenza dei nostri ordini. - Sottolineò Nichiya senza pietà, ma fu allora che Happy si mise in mezzo. Anche per lui, adesso, erano stati superati tutti i limiti!
- NOI NON SIAMO DELLE MARIONETTE AL VOSTRO SERVIZIO! -
- G … Gatto … - Carla si lasciò sfuggire un singhiozzo.
- NOI SIAMO MAGHI DI FAIRY TAIL! -
Erano loro e solo loro gli unici a decidere delle proprie azioni ed Happy era così furibondo da poter dichiarare guerra a tutti gli Eletti. - Abbiamo sentito abbastanza! Carla andiamocene da qui! - Il gatto sfoderò le ali, afferrò la compagna per una zampa e la trascinò via attraverso il colonnato che si apriva sul corridoio in cui si trovavano. - Andiamo a salvarli noi i nostri amici! Li salveremo a tutti i costi! -
- Questa è … - Nichiya li fissò librarsi in volo senza parole ma Nadi non esitò a completare la sua frase
- Ribellione. Questi exceed sono stati intossicati dalla malvagità della Terra e sono diventati dei ribelli! -
Il grido successivo scosse il castello e raggiunse anche Happy e Carla in volo - GUARDIA IMPERIALIE! CATTURATE QUEI DUE EXCEED DECADUTI! -
Carla era troppo sconvolta per poter muovere anche soltanto un muscolo ma Happy era così determinato che mise nella ali quanta più forza poteva e fu solo grazie ai suoi sforzi che quelli della guardia imperiale non riuscirono a catturarli. Tuttavia, quando Happy raggiunse il bordo dell'isola era ormai così stremato che fu costretto ad atterrare di schianto.
- Per ora siamo a posto. - Ansimò il gatto - Mi dispiace Carla: non ce la faccio a tornare anche alla capitale. -
L'altra si limitò a fare appena un cenno d'assenso, ma quando sollevò il muso dal terreno si accorse immediatamente di qualcosa di incredibile.
- C'è un'altra lacryma! Ed è molto più grande di quella che abbiamo visto in piazza! - Era molto, molto più grande. L'isola gemella che fluttuava ad un paio di chilometri da Extalia era completamente coperta dal cristallo. - Quella deve essere la città di Magnolia. - Faceva un certo effetto riuscire ad osservare con i propri occhi, condensata in quel modo, l'immensa quantità di magia che ospitava la loro città. Ma quella non era solo magia: intrappolati in quella lacryma c'erano anche i loro amici ed era compito loro quello di svelare agli altri dove si trovava il cristallo e di riportarlo sulla Terra.
- Adesso che lo abbiamo trovato dobbiamo sbrigarci a raggiungere gli altri! - Anche se non aveva più fiato Happy esultò, peccato che la sua gioia fosse destinata a durare poco.
- Ragazzini che ci fate nel mio campo? - Alle loro spalle si era appena materializzato un altro exceed con degli abiti da contadino, un vecchio cappello di paglia, una zappa in mano e l'aria truce. - Non ditemi che siete quei "ribelli" che cercavano i soldati … -
Happy e Carla non riuscirono nemmeno a rispondere prima che il gatto cominciasse ad agitare la zappa come un matto - Andate via! Fuori dal mio terreno! -
- Aye! Ce ne andiamo subito! - Happy afferrò l'amica per la zampa e si preparò a spiccare nuovamente il volo.
- Dove andate idioti? Qui in giro è pieno di soldati! Fuori dal mio terreno e dentro la mia casa: svelti! - Quelle parole li stupirono così tanto che per un attimo nessuno dei due riuscì a rispondere, ma poi quei colpi di zappa li costrinsero a fare in fretta e furia come gli era stato ordinato.
Ai bordi del campo in cui erano atterrati si trovava un grazioso cottage di legno e dentro ad attenderli c'era la moglie dello stesso exceed che li aveva costretti a rifugiarsi in casa. Era una gatta gentile. Per lei non contava il fatto che fossero inseguiti dall'esercito, tant'è vero che la prima cosa che fece fu quella di metterli a loro agio e di offrirgli un posticino dove riposare, del cibo e dell'acqua. - Dei ribelli … Non se ne vedono spesso! Ma non conta: adesso credo sia meglio che vi prendiate un attimo di riposo. - La signora appoggiò un paio di pesci a tavola: proprio il piatto preferito di Happy.
- Grazie! Siete così gentili! -
- State zitti e mangiate senza fare complimenti! - Il marito picchiò un pugno sul tavolo ma la moglie continuò a chiacchierare come se nulla fosse - Un tempo anche il nostro comportamento è stato considerato ribelle e per questo siamo stati isolati ai bordi del regno. -
- Non dirgli cose che non devono sapere! - Continuò a strepitare il marito.
- Allora è per questo che ci avete fatti entrare. - Happy si sfilò una lisca di bocca.
- Non è per niente così! -
- Quali sono i vostri nomi? - La signora si andò a sedere anche lei ad un angolo del tavolo.
- Io sono Happy! Aye! - Il gatto cercò di mandar giù il cibo senza strozzarsi - E lei è Carla! Veniamo dalla Terra. -
- Sono bei nomi. Ma se siete nati sulla Terra chi ve li ha dati? -
- Il mio amico Natsu! -
- Anche a me, un'amica … - Borbottò Carla. Non aveva toccato niente di quello che c'era a tavola.
- Questi amici sono imprigionati nella capitale e per questo dobbiamo andare a salvarli! - Continuò a spiegare Happy.
- Volete salvare degli umani? -
- E' una cosa strana da dire qui a Extalia? - Carla continuò a punzecchiare il suo pesce con un artiglio.
- Non è vero: penso sia una gran cosa da fare. - La signora la costrinse a rialzare la testa di scatto con le sue parole - Non importa se i vostri amici sono umani o sono exceed, perché i nostri sentimenti sono gli stessi. -
- Sentimenti? -
- Sì, l'amicizia ad esempio. -
Carla non sapeva più a cosa credere - Ma i miei sentimenti sembra che li abbiano manipolati gli altri, perfino ora non posso essere sicura di essere io a dire queste parole ... -
- Certo che sono le tue parole! Certo che sono i tuoi sentimenti! - Happy si dimenticò di colpo del cibo e si alzò di scatto dalla sedia facendo traballare il tavolo. - La nostra voglia di salvare i nostri amici è nostra! -
- Sembri persa ora. - La signora sottolineò la cosa passando una zampa sulla spalla di Carla - Ma sono sicura che andrà tutto bene: hai un così bel cavaliere a guidarti accanto. -
- Ca … Cavaliere? - Happy arrossì così forte che per un attimo il suo pelo sembrò cambiare colore.
- Sarai in grado di ritrovare il tuo cuore: vedrai! E' proprio dentro di te, devi fare solo un piccolo sforzo per riconoscerlo e poi tornerai a fidarti di te stessa come ti fidi dei tuoi amici. -
Erano le parole più dolci e toccanti che Carla aveva sentito da quando si era risvegliata ad Extalia. - Lei è diversa signora. -
- Davvero? -
- Sì, perché gli exceed pensano di essere degli angeli e che gli esseri umani siano inferiori. -
- In passato la pensavo anche io così. - La signora confessò quelle parole tutte d'un fiato - Ma un giorno mio figlio è stato preso dalla regina. Per il piano di sfruttamento della Terra sono state prese cento uova e spedite via attraverso l'Anima. Non ho mai visto la faccia di mio figlio. Io e mio marito siamo stati esiliati perché ci siamo opposti al piano. Ed è stato proprio allora che ho capito: non siamo né dei né angeli ma solo genitori ed a quel punto cose come umani ed exceed non contano più. -
- Basta con queste cose ridicole! - Il marito si staccò dalla finestra sbraitando - Volete piantarci le radici a casa mia? I soldati hanno lasciato la zona! Lasciatela anche voi adesso! -
- Non devi sbatterli fuori così all'improvviso … - La moglie cercò di fermarlo facendogli un gesto con la zampa ma lui la ignorò - E poi smettetela di fare facce depresse! Siate almeno contenti di essere vivi! -
- Ti ho detto che … -
- Non si preoccupi! Suo marito ha ragione. - Happy annuì - Dobbiamo sbrigarci a salvare i nostri amici! -
- Ma se tremate dalla paura non potete fare un bel nulla! Ah i giovani d'oggi! Sono proprio deboli! - Il signore continuò a gridare ma Happy lo fronteggiò senza timore - Noi non abbiamo paura. - Poi sorrise, afferrò Carla per la zampa e la trascinò via con sé, fuori dalla porta - Grazie signore e signora! -
- Non tornate mai più! - Il gatto li inseguì fin sulla soglia urlando, ma la moglie gli si fece accanto salutandoli con la zampa - Siate attenti e prudenti! -
Ormai i due stavano correndo in direzione del confine di Extalia - Carla hai capito cosa intendeva quel signore? -
La gatta annuì - Sì, ho capito … -
- Da quando mi sono risvegliato qui a Extalia ero molto ansioso. -
- Sì, anche io … -
- Ma ora non più. Io non ho paura di stare accanto ai miei amici! ANDIAMO A SALVARLI! -
E in un attimo entrambi furono oltre il bordo dell'isola, ad ali spiegati e diretti in picchiata verso la capitale. La luce del tramonto gli faceva da sfondo.
- Quel moccioso vola proprio bene. - Borbottò il contadino.
- Sembra esattamente come eri tu da giovane mentre volavi. - La moglie invece serrò le zampe sul grembiule.
- Non essere stupida! Non vola come me! Mi è bastato un solo sguardo per capirlo! -
- Hai ragione. - Ormai le lacrime le avevano inondato il muso - Mi chiedo se quella fosse la sua ragazza. -
- Sciocchezze! Deve ancora vivere cento anni prima di poter portare una ragazza a casa! -
