Capitolo 6
Era all'aeroporto di Bali dalla sera prima, non avrebbe potuto far diversamente se voleva essere presente all'arrivo di Joan.
Seduto al bar vicino alle uscite, Auggie toccò il suo Eone e lesse l'ora: le 6:15 (a.m.) Bene. Aveva tempo per organizzarsi.
Era sicuro che Joan non sarebbe stata sola sull'aereo privato dell'Agenzia. Mandò un messaggio a Barber per averne conferma, poi si diresse ai gate d'imbarco.
Quando il jet della CIA atterrò, un SUV si avvicinò al velivolo.
Joan scese dall'aereo seguita da Barber e si diressero verso la macchina, ma prima che potessero raggiungerla, ne scese Auggie.
"Auggie" disse Joan abbracciandolo "È così bello vederti!"
"Anche per me Joan" e contraccambiò calorosamente l'abbraccio.
"Hey, Barber"
"Hey, amico" rispose Barber un po' imbarazzato, stringendo vigorosamente la mano che Auggie gli porgeva. Poi lo tirò a sé in un abbraccio fraterno "Mi sei mancato, capo"
Auggie sorrise socchiudendo gli occhi "Anche tu Barber"
Mentre i tre si salutavano, l'uomo alla guida del SUV scaricò i bagagli di Auggie.
Joan lo guardò sorpresa
"Auggie?" chiese "I bagagli? Ma…"
"Torniamo a casa Joan. Torniamo a Washington"
"Ci penso io alle tue borse, capo" disse Barber con un sorriso. Auggie annuì; Joan automaticamente gli toccò la mano e lui le prese il gomito, in quel modo così consueto e familiare di camminare fianco a fianco.
Una volta sull'aereo vennero sbrigate le pratiche di volo. Ci volle circa un'ora prima che ottenessero il permesso per il decollo. Si erano sistemati in modo che Auggie e Barber, uno di fianco all'altro, potessero usare lo stesso portatile al quale era stata collegata la tastiera Braille.
"Non c'è bisogno di cominciare subito Auggie" disse Joan "Ci aspettano più di 18 ore di volo. Abbiamo tutto il tempo. Immagino che per essere in aeroporto in orario per il nostro atterraggio, tu non abbia dormito molto"
"No, infatti. Ma suppongo che nemmeno voi abbiate dormito molto"
"Bhè, in effetti…" convenne Barber "Ma ci sono le cuccette là dietro, lo sai. Per cui siamo riusciti a riposare" Auggie annuì sorridendo in direzione dell'amico.
Si sistemarono comodamente sui loro sedili e si predisposero al lungo viaggio che li attendeva.
Auggie chiuse gli occhi in silenzio. Sentì l'aereo prendere velocità sulla pista, sentì i flaps ritrarsi gradualmente e percepì il decollo. Sentì gli occhi di Joan su di sé, ma rimase in silenzio, con gli occhi chiusi. Non era pronto ad affrontarla né a rispondere alle sue domande. Joan lo intuì e distolse lo sguardo, ben intenzionata a non forzare le cose.
"Sta tornando a casa, con NOI" pensò la donna "e questo è già molto. Ci sarà tempo per parlare più avanti"
In breve tempo sia Auggie che Barber si addormentarono e Joan si sorprese a fissare il suo geek, fidato compagno di tante missioni. Nel sonno, le parve che il suo viso si stesse distendendo. La pelle era piuttosto abbronzata, segno che probabilmente aveva passato molto tempo all'aria aperta. Indossava una leggera camicia grigia di lino, con le maniche rimboccate, e un paio di jeans neri di tessuto leggero. L'abbigliamento metteva in risalto il suo corpo asciutto e ben tornito. Era esattamente come lo ricordava.
Il suo viso era incorniciato da una massa di riccioli scuri e lunghi fino alle spalle che gli davano quasi un'aria trasandata ma decisamente affascinante. Una barba incolta induriva leggermente i suoi lineamenti
"Gli servirebbe una visitina da un barbiere" pensò Joan, poi chiuse gli occhi e, cullata dal rumore del motore dell'aereo, si addormentò.
Si svegliarono tutti e tre di soprassalto quando l'aereo sobbalzò violentemente perdendo quota per un vuoto d'aria.
"State tutti bene?" chiese Joan. Gli uomini annuirono. Auggie guardò l'orologio, le 11:30 (a.m.). Non avevano dormito molto, ma era stato sufficiente.
"Che ne dite se cominciamo?" domandò. Barber estrasse dalla sua borsa il fascicolo interamente in Braille e lo porse a Auggie
"Qui trovi tutte le trascrizioni delle intercettazioni decodificate. Le prime non sono recenti purtroppo. Siamo riusciti a capire che erano trasmissioni dati con parecchi giorni di ritardo. Fortunatamente ci siamo ricordati del caso risolto da te e Annie sette anni fa, riguardo quelle trasmissioni radio a onde corte da stazioni numeriche apparentemente dismesse" Barber fece una pausa.
Sì, Auggie si ricordava perfettamente quel caso.
"In Mali, nel 2012" proseguì Barber "C'è stato un colpo di stato in seguito al quale il paese si è trovato ad affrontare situazioni di continua guerriglia. Nel gennaio del 2013 gli Stati Uniti, come altri paesi europei, hanno deciso di inviare uomini e mezzi, per fornire supporto logistico e addestrare le milizie maliane. Da allora ufficialmente il paese ha risolto i conflitti interni, ma in realtà continuano gli attacchi dei guerriglieri islamisti"
Mentre Barber parlava, Auggie leggeva con attenzione il suo dossier.
"Come sai Auggie" intervenne Joan "la zona SubSahariana è ancora piuttosto calda. Ci sono stati vari periodi di guerra tra i diversi paesi, con genocidi anche di notevole portata. Gruppi di volontari e i MSF sono ormai dislocati in molti di questi paesi per portare aiuti umanitari. Il convoglio attaccato dai guerriglieri era diretto a Taoudenni. Pare che i sei mezzi pesanti trasportassero aiuti umanitari di vario genere"
"Pare?" fece eco Auggie
Joan annuì. "Diciamo che il governo americano non ha più alcun interesse laggiù ma le milizie statunitensi vengono ancora utilizzate per cercare di sedare le rivolte. Il convoglio era scortato da un corpo armato della McQuaid Security che viaggiava su tre Jeeps. Abbiamo contattato gli uffici dell'Agenzia di Ryan" Joan fece una pausa e Auggie strinse leggermente gli occhi, in attesa. "Ryan era in Mali, Auggie. Era a capo della scorta armata. Ma non sappiamo altro per ora"
"Anche se non è del tutto esatto, in effetti" intervenne Barber "La segretaria con cui ho parlato alla McQuaid Security mi ha detto che Annie era in Sud Africa con una task force di supporto alle forze dell'ordine locali per scortare i capi di stato presenti nella capitale in occasione del Mandela-Day. Sembra che avrebbe poi dovuto raggiungere Ryan in Mali con il suo gruppo di guardie, ma le notizie che sono riuscito ad ottenere dicono che Annie e la sua squadra sono stati visti per l'ultima volta a Lagos, in Nigeria circa due mesi fa. Da allora hanno fatto perdere le loro tracce"
"Calder pensa che sia Annie che la sua task force abbiano raggiunto il Mali separatamente, da turisti, per poi riunirsi alla scorta armata di McQuaid" concluse Joan
Auggie aveva ascoltato tutto con estrema attenzione e, al contempo, aveva letto il suo fascicolo per essere certo di non aver perso nessuna informazione utile.
Fra i tre calò il silenzio per qualche minuto
"Da dove cominciamo, capo?"
"Tu, Eric, da dove cominceresti?"
"Bhè, ecco… forse dovremmo aspettare le notizie di Calder Michaels e della sua squadra. Mentre noi venivamo a Bali, loro sono partiti per la Nigeria"
"Calder in persona è andato sul campo?" esclamò Auggie "Non mi sorprende. Quando l'abbiamo conosciuto a Medellin non ci era proprio sembrato tipo che potesse star seduto dietro una scrivania"
Auggie si appoggiò allo schienale del suo sedile, si infilò le sue Grados e chiuse gli occhi. Né Joan né Barber lo disturbarono.
Le note di Girl of my Dreams di Charles Mingus gli fecero compagnia mentre seguiva i suoi ricordi.
Medellin, Colombia.
Aveva sentito la sorpresa nella voce di Annie quando se l'era trovato davanti in albergo, aveva sentito il suo abbraccio, le sue mani morbide sul viso, le sue labbra calde sulle sue. Stranamente il fatto che gli avessero sparato e l'incontro con Teo Braga che gli ha estratto il proiettile erano ricordi un po' sfocati mentre ogni momento passato con Annie era vivido più che mai nella sua mente.
Appena arrivati a Washington, un'auto era pronta per loro sulla pista d'atterraggio.
Quando arrivarono a Langley, molti ex-colleghi di Auggie gli si avvicinarono e gli strinsero la mano. Era un susseguirsi di "Hey Anderson!" "Bentornato Auggie" "È bello rivederti Auggie" finché non giunsero all'ultimo piano, nell'ala occupata dalla Task Force di Joan.
"Questo è il tuo ufficio Auggie. Lo abbiamo attrezzato con tutto quello che può servirti. Sentiti a casa"
"Il mio ufficio, Joan?" chiese Auggie, mentre si muoveva tra le pareti memorizzando la disposizione dei mobili e toccando tutte le attrezzature che vi si trovavano. La loro disposizione era praticamente la stessa dell'ufficio che aveva al DPD.
"Wow! Il meglio della tecnologia che può offrire il mercato" disse "Come sapevi che sarei tornato Joan?"
"Non lo sapevo, Auggie. Ma ci speravo"
Grazie per le recensioni, sono uno stimolo per continuare a scrivere questa mia storia.
Spero che continuiate a leggere e a divertirvi.
