Capitolo 15

Aveva preso un taxi per tornare a casa. Si era fatto lasciare ad un paio di isolati dal suo appartamento, sentiva ancora la necessità di camminare. La tensione nervosa dei giorni scorsi non l'aveva del tutto abbandonato.

Anche se sapeva che Annie era viva, Auggie era ancora molto preoccupato per la sua incolumità. E anche per quella della squadra di Calder Michaels, poiché si trovavano in una zona in cui l'allerta per la guerriglia jihadista era sempre molto alta. A complicare le cose c'era poi la notizia che le milizie francesi a breve avrebbero potuto sferrare un attacco proprio nelle zone in cui essi si trovavano.

Entrò in casa. Era bagnato dalla pioggia: una doccia calda sicuramente l'avrebbe aiutato a riscaldarsi e a distendere i nervi.

Quando uscì dal bagno, ordinò una pizza, indossò una tuta e cominciò a controllare la rete fantasma che Barber e Hollman avevano creato qualche giorno prima.

Grazie all'aiuto di Maya che aveva migliorato le traduzioni delle intercettazioni, erano riusciti a sapere che le milizie jihadiste si stavano organizzando per un attacco ai gruppi armati del nord del Mali i quali, sotto la guida di un unico capo militare tuareg, si erano alleati contro i guerriglieri.

Questa situazione politica preoccupava sia Auggie che Joan. Se ci fossero stati problemi di qualunque genere per i loro amici, dovevano aver pronte più di una squadra e più di un piano per l'estrazione. Sapere poi, come gli era stato riferito a suo tempo da Barber, che qualcuno alla McQuaid Security potesse avere contatti con i gruppi di guerriglieri, non lo tranquillizzava affatto, anzi. Non riusciva a credere che Ryan potesse essere in combutta con i jihadisti, ma le intel avute il mese prima riguardo i suoi movimenti e quelli di Annie, alla ricerca di mercenari, lo lasciavano sconcertato. Poteva pensare tutto di Ryan ed Annie, ma non che fossero dei rivoltosi o, peggio, dei traditori. O per lo meno, non Annie; Ryan, in fondo non lo conosceva poi così bene. Perché avevano deciso di intervenire nella politica di un paese estero?

Doveva esserci qualcosa di più alla base di tutto questo ed egli era ben intenzionato a scoprirlo.

Mentre lavorava alle intercettazioni sulla rete-fantasma, ricevette una mail da Hollman, in cui gli comunicava che lui e Barber erano riusciti ad accedere ad alcuni file criptati partiti dalla McQuaid Security alla volta del Nord Africa, Marocco per la precisione.

La mente di Auggie cominciò ad elaborare velocemente tutte le informazioni che aveva, assemblando pezzo per pezzo l'intricato puzzle al quale stava lavorando da poco più di un mese: prima di tutto le intel dalla DGSE, i servizi segreti francesi, nelle quali si diceva che probabilmente entro la fine del mese le milizie francesi avrebbero condotto una vasta operazione armata nel nord del Mali, e "probabilmente" significava "certamente"; come se questo non bastasse, nei giorni precedenti si aveva avuto notizia della conferma del primo caso di ebola a Bamako, una cittadina nel Sud-Ovest del Mali, dove era intervenuta anche l'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

In secondo luogo, le intercettazioni delle comunicazioni dei guerriglieri jihadisti lasciavano chiaramente intendere che erano pronti ad attaccare in varie località, per contrastare i negoziati di Algeri cominciati qualche giorno prima, tra il governo di Bamako e i gruppi armati berberi e tuareg, con l'obiettivo di riportare la pace nel nord del Mali.

C'era poi da tenere in considerazione che, secondo le informazioni raccolte da Calder in Nigeria, Annie e i suoi uomini reclutavano mercenari. Restava da capire il perché. Probabilmente, come aveva ipotizzato Joan, erano solo uomini assunti per scortare gli aiuti umanitari, poiché conoscevano bene i luoghi desertici e le vie carovaniere lungo le quali muoversi. Ma il convoglio di Ryan trasportava armi, non aiuti umanitari, o per lo meno non solo quelli.

Auggie si ricordò che la carta di credito di Annie era stata usata a Rabat, in Marocco, e ora Hollman gli aveva fatto sapere che dalla McQuaid Security c'erano comunicazioni criptate proprio col Marocco: coincidenza? Auggie credeva poco alle coincidenze, era più propenso a credere che ci fosse un collegamento tra tutti questi avvenimenti. Doveva trovare il collegamento. Doveva agire velocemente ma con cautela. Forse, mettendosi in contatto con Barber e Hollman e lavorando in tre sulle stesse informazioni avrebbero potuto elaborare delle ipotesi più plausibili.

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Jedjiga era stata soccorsa da tutti i presenti. Dassin e Khennuj avevano sistemato dei cuscini mentre Calder ed Ethan l'avevano sdraiata dolcemente sui tappeti. Pian piano la giovane donna si riprese. Davanti a lei vide i volti amici delle due donne berbere. Cos'era successo? Ricordava di essere svenuta… Aveva visto un uomo parlare con Abu-Mokhammed, un uomo che aveva riconosciuto essere presente in un suo incubo. Dunque, non era solo un incubo. Era qualcosa accaduto realmente.

Si guardò attorno finché il suo sguardo incontrò quello dell'uomo.

"Come ti senti?" Le chiese Calder

"Non saprei" rispose Jedjiga "Noi ci conosciamo, vero?"

"Sì, è vero"

"Sei stato tu a spararmi?" chiese Jedjiga, toccandosi il petto, proprio dove aveva le cicatrici

"Non esattamente"

"Cosa significa non esattamente?"

"Una volta mi hai detto che la verità è complicata, e in effetti lo è. Le cicatrici che hai sul petto non dipendono da me."

"Ma TU mi ha sparato…"

Calder annuì. "Avremo tempo di parlarne."

"Quindi tu mi conosci?"

Calder annuì nuovamente.

Jedjiga non sapeva cosa pensare. Guardò l'uomo dritto negli occhi: il suo sguardo era preoccupato e sollevato allo stesso tempo, come se davvero tenesse alla sua incolumità. Ma se era veramente così, perché le aveva sparato?

"Cerca di riposare, Annie. Domattina avremo tutto il tempo di parlare con calma del tuo passato"

"Annie…" ripetè Jedjiga "È questo il mio nome?"

"Sì. Siamo stati colleghi per un po'"

"Annie Walker…" disse Jedjiga "È questo il mio nome, allora"

Ethan guardò la giovane con compassione, doveva essere devastante non ricordare nulla di sé e del proprio passato.

"Qual è il tuo nome?" gli chiese

"Michaels. Calder Michaels"

Jedjiga scosse la testa, quel nome non le diceva nulla. Poi guardò Ethan.

"Conosco anche te?"

"No, signorina Walker. Sono entrato alla CIA l'anno dopo che lei ha lasciato il suo posto da operativo"

Ora il suo incubo cominciava ad avere un senso: era stata un'agente operativo della CIA ed era stata uccisa da Calder Michaels. Ma sicuramente era una copertura, essendo che era ancora viva. Quindi probabilmente aveva avuto un incarico da portare a termine e, facendosi passare per morta, avrebbe potuto completare la missione senza intoppi.

Erano troppe le emozioni tutte insieme. Nella sua mente riaffiorarono poco alla volta i sogni di queste ultime settimane: due bambine, dei colpi di pistola in una cucina, un'auto rossa…

"Devo sapere" disse implorando a Calder "Non ne posso più di questo velo che avvolge la mia mente. Io DEVO sapere chi sono"

"Domani, Annie. Per oggi hai già avuto troppe emozioni. Devi riposarti, ora. Avremo tutto il tempo di parlare"

"No, non riuscirei comunque a dormire sapendo che qualcuno potrebbe aiutarmi a ricordare e si rifiuta di farlo" lo rimproverò

"Jedjiga, il signor Michaels ha ragione" disse Dassin "Riposati, mia cara. Domani avrete tutto il tempo di parlare e ricordare"

Dassin e Khennuj avevano gli occhi lucidi per l'emozione. Il fatto che qualcuno conoscesse Jedjiga significava che ella presto se ne sarebbe andata, tornando alla sua vita. Le fecero bere un infuso rilassante e Jedjiga presto si addormentò.

Calder ed Ethan tornarono ai loro alloggi.

La mente di Calder ora cominciava ad allentare la tensione. Annie stava bene, aveva solo perso la memoria a causa dell'attacco al convoglio col quale viaggiava, ma era viva. L'indomani Ryan sarebbe tornato negli States dove sarebbe stato sottoposto a tutte le cure possibili. Restava solo da scoprire se e in che modo Ryan fosse coinvolto in un traffico d'armi a favore dei guerriglieri jihadisti.

Quando arrivarono dagli altri uomini della squadra, Calder li mandò a riposare. Il giorno seguente avrebbero dovuto preparare il rientro in patria di Annie e studiare un piano per scoprire se effettivamente Ryan era coinvolto nel traffico d'armi o che altro.

Calder mandò un messaggio a Joan.

"Annie sta bene, ha solo perso la memoria in seguito all'attentato al convoglio in cui viaggiava. Avvisa Mingus"