Capitolo 16
"Annie sta bene, ha solo perso la memoria in seguito all'attentato al convoglio in cui viaggiava. Avvisa Mingus"
Aveva ricevuto questo messaggio da Joan da quasi 20 minuti, ma lo stava ascoltando per l'ennesima volta.
"Annie sta bene, ha solo perso la memoria in seguito all'attentato al convoglio in cui viaggiava. Avvisa Mingus"
Era viva. E stava bene. Joan gli aveva girato il messaggio così come lo aveva ricevuto da Calder, senza cambiare una parola.
"Annie sta bene, ha solo perso la memoria in seguito all'attentato al convoglio in cui viaggiava. Avvisa Mingus"
Il lettore vocale del suo cellulare ripeteva ancora, con voce metallica, il contenuto del messaggio.
Sembrava quasi che dovesse convincersi del suo contenuto. Si decise a chiudere il messaggio e si rimise al lavoro sulla rete fittizia creata dai suoi colleghi, Barber e Hollman. Mandò loro una mail chiedendo alcune informazioni tecniche sulla gestione della rete e avvisandoli che Calder aveva trovato Annie. Nella mail copiò testualmente le parole di Calder inviate a Joan "Annie sta bene, ha solo perso la memoria in seguito all'attentato al convoglio in cui viaggiava. Avvisa Mingus".
Auggie non riusciva a staccarsi da questo messaggio. Si costrinse mentalmente a riprendere il suo lavoro sulla rete fittizia quando ricevette una notifica. Qualcuno dalla McQuaid Security era entrato in contatto con una cellula in Marocco. Con pochi passaggi Auggie riuscì ad entrare nella rete di comunicazione che stavano usando e a leggere i loro messaggi. Una nuova notifica lo avvisò che Barber gli aveva appena inoltrato una mail, sapeva anche lui di queste comunicazioni. Auggie gli rispose con un breve SMS dicendogli di raggiungerlo quanto prima con Andrew e di portarsi tutta la strumentazione necessaria per continuare la sorveglianza dal suo appartamento.
Le cose cominciavano a diventare più chiare.
I contatti tra la McQuaid Security e il Marocco erano diventati più frequenti negli ultimi giorni, lo aveva intuito dal contenuto delle intercettazioni, quindi dovevano organizzarsi in modo tale da tenere un canale sempre aperto su queste comunicazioni.
Il fatto che Ryan fosse in coma farmacologico da diverso tempo ma che le comunicazioni secretate continuavano, gli faceva presupporre che l'uomo non fosse coinvolto in questi avvenimenti, o per lo meno non direttamente. Questo era anche avvalorato dal fatto che nelle intercettazioni in suo possesso non si faceva mai il nome di Ryan McQuaid. Veniva però menzionato un fantomatico "capitano" e non era chiaro a chi ci si riferisse.
Il suo salotto, con l'arrivo di Barber e Hollman, si trasformò ben presto in una vera e propria centrale operativa. Ognuno di loro teneva aperto uno specifico canale di controllo. Eric si stava occupando anche di coordinare il rientro negli Stati Uniti Di Ryan, Andrew teneva i contatti con Langley e Auggie stava preparando un protocollo per le operazioni di estrazione di Annie e della squadra di Calder, se ce ne fosse stato bisogno. Era piuttosto tardi quando decisero di aggiornarsi l'indomani mattina così si salutarono e si diedero appuntamento in ufficio. Il lavoro, benché a piccoli passi, stava procedendo nella giusta direzione e sembrava che tutti i tasselli cominciassero veramente a trovare una precisa collocazione.
Era notte inoltrata, a Washington, una notte umida e fresca di fine ottobre. In Mali probabilmente cominciava ad albeggiare.
"Chissà se Annie è già sveglia" pensò Auggie, ricordando che le era sempre piaciuto dormire. Forse, in questi due anni passati lontani l'uno dall'altra, aveva cambiato abitudini. O comunque, vivendo per due mesi nel deserto, era stata costretta dalle condizioni climatiche e ambientali a cambiare stile di vita. Sicuramente nelle tende berbere non aveva le comodità di una casa vera e propria: un letto con delle lenzuola, un bagno, la possibilità di farsi la doccia o di stendersi in una vasca… Auggie sapeva bene quanto Annie amasse stendersi in una vasca piena d'acqua calda e restare a rilassarsi fino a quando l'acqua non cominciava ad intiepidire. Sorrise di questi suoi pensieri. Cercò di immaginare come poteva essere l'alba nel deserto: forse poteva assomigliare a quelle che lui aveva visto tra Baghdad e Tikrit, in Iraq, prima di perdere la vista. Ma dopo sette anni, Auggie cominciava a non ricordare molte cose che aveva visto o che aveva potuto vedere. I profumi e i sapori, però, erano quelli che lo aiutavano a "vedere" i propri ricordi.
Jo Malone Grapefruit… Era il profumo di Annie.
Green Goddess…Era l'insalata della mensa, che Annie preferiva. Rigorosamente senza noccioline.
Si rese conto che Annie era in ogni angolo della sua mente, in ogni suo pensiero. Ogni fibra del suo corpo era tesa verso di lei.
Dovevano riportarla a casa, il prima possibile. Egli aveva bisogno di parlare con lei, di sapere, di capire. Non voleva illudersi, anche Joan glielo avevo detto. Lei potrebbe non amarti come tu la ami. Sì, ne era consapevole. Ma non poteva fare a meno di nutrire una speranza. Poteva accettare anche che fossero solo amici, migliori amici. Ne aveva bisogno. Aveva bisogno di lei, di risentire la sua voce, la sua risata cristallina, il tocco delle sue mani.
"Forse se Ryan morisse…" si sconvolse di aver avuto questo pensiero.
Tempo. Ogni cosa a suo tempo. Il tempo avrebbe aiutato tutti. Ora, la cosa più importante, era che TUTTI tornassero a casa sani e salvi.
Controllò l'ora: erano le 4 del mattino e non aveva dormito, sopraffatto dai pensieri e dai ricordi. Tra poche ore avrebbe dovuto essere in ufficio; si sdraiò sul divano e cercò di dormire un po'. Non voleva andare a letto, aveva paura di addormentarsi così profondamente da non sentire la sveglia e, quindi, di far tardi in ufficio.
Fu svegliato di soprassalto dal suo telefono, era un messaggio di Joan: "Ho mandato un taxi a prenderti. Ti aspetto in ufficio tra mezz'ora"
Gli sembrava di essersi appena addormentato. Controllò l'orologio, erano le 4:30. Cosa poteva essere successo perché Joan lo convocasse al lavoro così presto?
Un solo pensiero prese forma nella sua mente, un solo nome: si preparò velocemente, si infilò un giaccone caldo, prese la sua borsa, il suo bastone e si diresse al portone dello stabile ad aspettare il taxi.
